Girovagandoblog

Escursioni in Trentino – il blog del forum girovagandoinmontagna.it

Piné, la distruzione del paesaggio

| 26 commenti

Teli di plastica delle serre per le coltivazioni di fragole e cave di porfido

Otto anni fa ho deciso di abitare a Piné, un altopiano bellissimo tra laghi e montagne, alle porte del mio amato Lagorai. Mi sembrava di aver trovato un piccolo paradiso terrestre. In questi anni però ho potuto assistere con dolore ad una distruzione sistematica del paesaggio che ha quasi dell’incredibile. Una lunga serie di interventi scellerati ha devastato e sta devastando le bellezze del Pinetano un po’ ovunque.

Al posto del verde una insulsa spianata di porfido

Al posto del verde, una insulsa spianata di porfido. Dietro, il Dosso di Miola quasi interamente disboscato

Le rive del Lago di Serraia, la “perla dell’Altopiano”, sono state progressivamente disboscate: il piccolo ma magnifico parco di grandi alberi di oltre mezzo secolo della riva meridionale è stato raso al suolo per fare una insulsa spianata di porfido senza un filo d’ombra. Anche le bellissime piante che ombreggiavano la terrazza alberata con vista sull’Imbarcadero, uno degli scorci più suggestivi, sono state abbattute per fare posto… ad una rotatoria!

Da 4 anni il lungo lago è ridotto a un perenne cantiere

Da 4 anni consecutivi il lungo lago è ridotto ad un cantiere perenne

Il Lago di Serraia da 4 anni è ridotto ad un cantiere perenne che si presenta puntualmente ad ogni estate nel suo massimo squallore: mi chiedo come facciano a venire ancora i turisti, a passeggiare sul lungolago senza più un albero, tra ruspe, camion, reti di plastica, mucchi di ghiaia e inferriate. Un “harakiri” turistico che lascia stupefatti. Ma coloro che vivono di turismo sull’Altopiano non hanno nulla da dire? Ho parlato con alcuni villeggianti che sono tornati dopo qualche anno di assenza, erano ammutoliti, sconvolti dalla distruzione del lungolago: “Era così bello prima, ma perché?” chiedevano sconfortati. Il cosiddetto Servizio Provinciale del ripristino ambientale e valorizzazione della natura“ (sic!) si è accanito anche sulla sponda sud orientale, riempita addirittura di macigni per creare una demenziale scogliera che non c’entra nulla col contesto, ed è orrenda non solo alla vista ma anche pericolosa coi suoi sassi affilati. Ma perché? Qualcuno doveva smaltire degli inerti? Ma è una spiaggia o una discarica? O forse non si sapeva come spendere tutti i quasi 600.000 euro dell’opera pattizia?

La demenziale scogliera di macigni

La demenziale scogliera di macigni

Poco a monte del Lido sono stati tagliati i maestosi abeti sulla riva che donavano ombra e frescura in una zona del lago tra le più belle. Al loro posto è stata realizzata una banale spiaggetta con ghiaino che ovviamente non usa nessuno: chi si fa cuocere il cranio in estate sotto il sole? Anche il bel bosco spontaneo del biotopo della riva orientale, dove la sera era possibile ammirare i caprioli che scendevano sulla riva protetti dalla vegetazione, è stato in gran parte tagliato, come il canneto, sconvolgendo inutilmente un habitat prezioso per la fauna.

Tagliati i maestosi abeti  per fare una ridicola spiaggetta di ghiaino

Tagliati i maestosi abeti per fare una ridicola spiaggetta di ghiaino

paesaggio_-54

Il taglio demenziale che ha distrutto uno degli angoli più belli del lungolago

Altri squarci nel bosco sono stati aperti a nordest del lago, gabellati anch’essi come “riqualificazione ambientale”, locuzione sinistra che è ormai diventata sinonimo di scempio sicuro. Un turista, osservando sconsolato lo sterminio di alberi sul costone, mi ha chiesto se stavano costruendo una pista da sci! Ora è in progetto un’assurda colata di cemento proprio sul lungolago, per fare il mostro edilizio della nuova biblioteca sovracomunale.

Lo squarcio nel bosco: un turista credeva fosse una pista da sci!

Lo squarcio nel bosco: un turista credeva fosse una pista da sci!

Classico esbosco "alla trentina": si porta via il legno pregiato e quello di scarto viene lasciato sul posto che diventa così impraticabile

Classico esbosco “alla trentina”: si porta via il legno pregiato e quello di scarto è lasciato sul posto, che diventa così impraticabile. Perfino sui sentieri! La foto è stata scattata sulla strada forestale che dalla Valle del Rio Negro porta a Faida

Questo massacro sistematico del paesaggio pinetano purtroppo non è limitato al lago di Serraia ma è diffuso un po’ ovunque. I meravigliosi boschi di Piné sono spesso uno sfacelo dove regna l’incuria più assoluta: ci sono schianti che nessuno rimuove da anni, anche sui sentieri. Eppure, a pochi metri da centinaia di alberi crollati o secchi, si continua a tagliare come forsennati alberi maestosi e sanissimi di 50-60 anni, meglio ancora se vicino a strade e forestali, dove la legna è più “comoda” e quindi costa meno. Si porta via il legno pregiato e si lasciano sul posto montagne di ramaglie e il legname di scarto che rendono impraticabili le zone esboscate, che nel giro di un paio d’anni sono invase da rovi e cespugli.

Tipico bosco del pinetano. Gli schianti sono migliaia e nessuno li rimuove da anni

Tipico bosco del pinetano (sud di Faida). Gli schianti sono migliaia ma nessuno li rimuove da anni

Taglio dei grossi pini nel piccolo parco dello Chalet dela Mot

Taglio dei grossi pini silvestri nel piccolo parco di fornte allo Chalet dela Mot

Anche la piccola pineta di fronte allo Chalet della Mot è stata inutilmente massacrata: i grandi alberi di oltre cinquant’anni che ingentilivano il paesaggio sono stati abbattuti, il vento ha poi completato l’opera sradicando gli alberi superstiti grazie ai varchi aperti nella vegetazione. Geniale! Quella che era una delle più belle strade del Trentino tra Valt e Baselga, un angolo di “Canada” con boschi lussureggianti dove i turisti si fermavano volentieri al fresco o andavano per funghi, non esiste più: è stata desertificata da disboschi a più riprese. Ora è ridotta ad uno squallido stradone dove spicca per bruttura la spettrale voragine nel bosco dove sono state riversate le tonnellate di fango della frana di Campolongo.

Qui c'era un bosco meraviglioso, ecco com'è adesso

Qui c’era un bosco meraviglioso, ecco com’è adesso

Lo spazio liberato dalle “fastidiose” pinete è poi puntualmente occupato dalla ferraglia e dai teli di plastica delle serre per le coltivazioni di fragole, che avanzano ovunque ad imbruttire ogni angolo di paesaggio. Le fragole “trentine” sono coltivate fuori terra, infilate direttamente nei sacchetti di terriccio e fertilizzanti provenienti dall’Olanda: l’incantevole frazione di Prada, un tempo nota per i suoi prati ameni, è ormai circondata dalle serre, in un paesaggio desolante con chilometri di teli, montagne di sacchetti di plastica lungo le strade di campagna, cumuli di terriccio esausto, pali di ferro, tubazioni di plastica, rottami vari.

Le serre avanzano ad imbruttire ogni angolo di paesaggio

Le serre avanzano ad imbruttire ogni angolo di paesaggio (Valle del Rio Negro, Faida)

La misconosciuta forra del Rio Negro nei pressi, che sarebbe una fantastica attrazione turistica a pochi chilometri da Baselga, è degradata ad una discarica: nel torrente ci sono bidoni, plastiche varie, perfino copertoni di camion e centrifughe di lavatrici. Le serre assediano perfino il celebre “Laghestel”, il primo biotopo del Trentino che fu istituito, evidentemente con lungimiranza d’altri tempi, nel lontano 1971 proprio dal Comune di Baselga di Piné.

La splendida forra del Rio Negro ridotta a discarica

La splendida forra del Rio Negro ridotta a discarica

pine-1044

Le serre per le coltivazione di fragole “trentine”: coltivate fuori terra direttamente nei sacchetti di terriccio e fertilizzanti provenienti dall’Olanda

Le coltivazioni di fragole fin dentro i biotopi

Le coltivazioni di fragole sono fin dentro i biotopi (Laghestel)

Un naturalista mi ha detto che il 90% delle specie tipiche di palude è andato perduto a causa del carico antropico circostante. Ovviamente non ce l’ho con chi coltiva le serre arrotondando l’economia famigliare, ma possibile che l’ambiente non sia minimamente considerato da nessuno, men che meno dall’amministrazione? Ultimo scempio in ordine di tempo: la magnifica pineta del Doss dela Mot, attraversata da uno splendido sentiero che conduceva ai ruderi del misterioso e antichissimo castelliere (tra i più antichi del Trentino), è stata sventrata dall’Asuc di Miola con un terrificante disbosco per “cambio di coltura”. Si farà un’area agricola “di pregio” (sic) per gli allevatori. La meravigliosa passeggiata, le postazioni di tiro con l’arco e il sentiero coi cartelli realizzati dagli scolari di una scuola media che illustravano la suggestiva “leggenda medievale di Jacopino”, sono stati travolti e rasi al suolo senza tanti complimenti.

La meravigliosa pineta nei pressi del Doss dela Mot è stata distrutta per "cambio di coltura"

La meravigliosa pineta nei pressi del Doss dela Mot è stata distrutta per “cambio di coltura”

Pare che l’amministrazione pinetana abbia pensato un folle progetto per “ricreare il paesaggio degli anni ‘20”: cioè tagliare il bosco per fare prati. Ma che senso ha sconvolgere il territorio per ricreare quei paesaggi artificiali che erano la conseguenza di una società agricola che oggi è scomparsa da un secolo? C’è poi questa specie di ossessione, questo luogo comune ripetuto a pappagallo da molti anziani ma anche da qualche giovane che ha orecchiato il concetto, del “bosco che ti entra in casa” o che “si mangia i pascoli”. Ma se il bosco avanza e si riprende i suoi spazi naturali, questo accade proprio perché i pascoli sono stati abbandonati! Distruggere il bosco vagheggiando un improbabile ritorno alla pastorizia -ma di chi?- è non solo illusorio ma anche senza senso.

boscho

Lo stato pietoso dei boschi: nessuno pulisce gli schianti da anni, quasi ovunque regna l’incuria e il degrado

Forse sarebbe il caso di riflettere anche sui contributi per fare nuovi allevamenti di dimensioni “padane” che vanno a gonfiare ulteriori diseconomie senza possibilità di ritorno, esattamente come per gli impianti di sci. Imprese che stanno in piedi finché ci sono i finanziamenti pubblici. Nel frattempo si consuma territorio, si distrugge paesaggio. A beneficio di chi?

La spiaggia del Lago di Serraia finalmente "valorizzata"

La spiaggia del Lago di Serraia prima e dopo la “valorizzazione”

Piné sta distruggendo alacremente quello che è (era?) il suo bene più prezioso: il paesaggio e l’ambiente. Sorge allora spontanea una domanda: si è deciso forse di rinunciare al turismo? Si può certamente decidere di tagliare le pinete per fare serre, capannoni, cave, discariche di inerti eccetera. Ma in un piccolo territorio come quello pinetano non si può mettere tutto e il contrario di tutto: il biotopo e le serre delle fragole, le pinete e le cave di porfido, i capannoni e le passeggiate. Continuare a devastare il paesaggio e l’ambiente, somiglia molto a chi sega ostinatamente il ramo su cui è seduto.

Autore: Agh

Content manager portali turismo e montagna, fotografo, cameraman

26 commenti

  1. Nella nostra montagna (modenese) abbiamo pochi soldi: abbiamo fatto meno danni! Mi intristisce molto l’idea del bosco percepito come invasore, idea che ho notato serpeggiare anche dalle mie parti. In generale c’è un odio atavico per le alberature che si fa molta fatica a capire, e che esiste un po ovunque nella penisola. Ti raccontano che le piante rappresentano un costo di manutenzione, ma nessuno ti sa dire quanto costa un parcheggio. Miracoli italiani.

  2. Così… solo perchė ritengo opportuno mettere in evidenza particolari che… il nostro anonimo scrittore ha omesso…

    Lungo il lago e lungo le strade sono stati abbattui alberi per ragioni di sicurezza… infatti non molto tempo prima, a causa di forti raffiche di vento… piuttosto che uno scarso apparato radicale delle piante…ci sono stati schianti potenzialmente pericolosi per gli automobilisti o passanti. Mi pare utile ricordare anche che la tutela e il mantenimento del bosco va fatto anche con il taglio di piante e la realizzazione/manutenzione di strade. Ovviamente serve tempo per giudicare un opera di miglioramento ambientale; se non si ė competenti ė impossibile riuscire a giudicare un intervento prima ancora della sua ultimazione… come invece pare fare il nostro paladino del verde, che pubblica foto di ripristini appena terminati o in fase di esecuzione.

    • Non prendiamoci in giro: il pretesto della “sicurezza” per tagliare alberi è ormai vecchio come il cucco. Riguardo “la tutela e il mantenimento del bosco”, caro Luca, fatti un giro nei boschi pinetani e guarda come sono ridotti. Non c’è nessuna cura o mantenimento, solo l’incuria più totale. Ho tonnellate di documentazione fotografica al riguardo

      • adesso siamo nel 2018 . Siamo in novembre del 2018 e vediamo cosa è successo, anche perché non si rispetta la natura, si fanno interventi “moderni ” e “riqualificanti” e si creano vuoti e deserti in cui il vento s’ infila e prende percorsi aperti
        e forza devastante!

    • il tempo dirà, però per l’immediato viene de sperare che non si facciano altre “migliorie”!!!! Pinè sta diventando sempre più brutta, e non è certo con la riqualificazione di via Roma che si sistemano le cose!

  3. …e dire che noi della pianura, abbiamo sempre invidiato la cura del paesaggio del Trentino Alto Adige. O è un problema solo del Trentino???
    Mah…tutto il mondo ormai è paese. Che peccato.

  4. Sono felice tu abbia tante foto… il bosco del pinetano lo conosco abbadtanza… conosco anche il bosco di gran parte del Trentino… come conosco la gente del Trentino. Molti schianti rimangono fermi per motivi che spesso vanno oltre al “voler legna comoda”; in pinė come in altri casi all interno dei biotopi non ė consentito nessun tipo di intervento.. pare nemmeno il recupero di schianti. Altre volte il proprietario non ha attrezzature o forza; far legna non ė mai comodo. Ad ogni modo se la critica dell articolo serve per dirr che il nostro bosco ė in uno stato di semi abbandono concordo. Ma per il resto.. non ė solo grazie al turismo che queste valli… queste comunità sono sopravissute e hanno rallentato quello che ormai ė la fuga non solo dai paesi ma dal Paese.

  5. Ho letto l’articolo e confrontato le foto…che desolazione…totale mancanza di rispetto per l’ambiente e per le persone…sopratutto queste ultime che vengono indottrinate e portate a convincersi che tutto ciò che viene fatto E’ GIUSTO!!!! Lo scempio è ovunque nel nostro paese…

  6. La costanza con cui anno dopo anno hanno devastato quel paese e’ ammirevole. Precisi, una zona dopo l’ altra, inesorabili nella distruzione. La razza umana e’ l’unica capace di danneggiare l’ambiente in cui vive. E’ contronatura. Ma poi lo chiama valorizzazione…e la coscienza e’ a posto.

  7. la mafia delle serre colpisce ancora e sempre piu’ pesantemente, altroche’ economia familiare!!!! aggiungo al tuo realistico sconcerto quello del lago: e’ possibile vederlo ancora in queste condizioni frutto di quanta chimica serve per produrre i “piccoli frutti’?

  8. Io vivo da quando sono nata su quello che era, come dice lui, un piccolo paradiso terrestre. Ora si sta trasformando in maniera subdola in un inferno, o almeno per quanto riguarda la natura. Ma non è solo questo il problema. Ora, io ho soltanto 13 anni e non mi posso permettere di giudicare chi lavora, lo so bene, ma lo sapete quanti cantieri abbandonati, discariche anonime ci sono? Un’infinita serie!!! E pensare che il sindaco, probabilmente consapevole delle opere che ha fatto (che sono piu le cattive che le buone) ha avuto la faccia tosta di ricandidarsi. Io gli consiglio caldamente di farsi un giro nella scuola media. Pezzo per pezzo, mattone per mattone, sta crollando. Non solo dal punto di vista strutturale. Magari fosse cosi! Porte che non si chiudono, finestre che si staccano, travi del tetto crepate non sono niente in confronto all’alcool ed il fumo che girano come un’epidemia, bulli che restano impuniti, ragazze spiate nei bagni e probabilmente anche di peggio. E invece che usare i soldi per ristrutturare la scuola, vengono usati per una nuova biblioteca, cosa completamente inutile visto che quella che c’È va benissimo cosi com’e.
    Ma tornando al tema natura: la nuova spiaggetta, che non serve a niente, perche tanto non ci va nessuno. Se l’avessero lasciato cosi com’era non sarebbe cambiato nulla, visto che la gente ci andava comunque a prendersi il sole e nessuno fa il bagno.

    Avete presente la Via del Mercato? È quella via situata parallelamente alla provinciale, dove da anni e anni era tradizione fare il mercato. Ecco, per qualche sconosciuto motivo, ora non si fa piu la, ma in Corso Roma. Il motivo? Mah, non sono affari nostri.
    Parliamo del nuovo parco giochi in Corso Roma. È venuto molto bene, molto carino, i bambini lo adorano. Ma non mi va giu che l’abbiano costruito proprio con il legno degli alberi che c’erano. Con tutto il disboscamento che fanno, non avevano 10 alberi in piu per costruire un parco giochi? Non ci credo. E poi nel nuovo parco giochi non ci sono nemmeno le recinzioni.

    Insomma, pure quel meraviglioso altopiano che era pinÉ, ora sta andando a fondo, trascinando con sè i passeggeri. E questo è triste.

    • cara Vanessa ti ringrazio tanto di questo bellissimo messaggio: perché riempie il cuore di speranza. Finché ci sono giovani come te non tutto è perduto… grazie!

    • Cara tredicenne tu che sei nata, su quello che dici era un paradiso terrestre, apri i libri e studia ancora un pochino e quando sarà rileggi tutte le sciocchezze per non dire altro che hai scritto. Quando sarai più grande forse guarderai le cose con la tua testa e non con quella di altri, e ovviamente con il crescere maturerai e sicuramente rileggendo il tuo scritto dirai ma quante cavolate ho scritto. Sei scusata primo perché non è proprio fatina del tuo sacco, secondo perché a tredici anni sicuramente non sono questi i tuoi pensieri.
      Per le pietre, per la scuola, per il mercato per il disboscamento ecc. Ecc. Memo male che escono da una mente ancora immatura altrimenti dove andremo a finire. Deludente comunque adulti che ti scrivono brava, brava di che? Parli di cose che nemmeno conosci, più storia geografia e matematica e magari il tuo sport preferito meglio Sicuramente che ti occupi di articoli su questi argomenti.

      • Annamaria come al solito non sei in grado di fare un benché minimo ragionamento, qui e altrove. Cosa che invece la tredicenne ha fatto, dimostrando di essere molto più matura di chi pretenderebbe di zittirla dicendo “studia” o “non è farina del tuo scacco”. Le tue argomentazioni quali sono? I tuoi solo sono tristi attacchi personali, ragionamenti zero. Ma non è una novità

        • Per prima cosa abbiate il coraggio di qualificarvi quando scrivete invece di celarvi sotto fantasiose sigle.
          Anche se probabilmente dallo scrivere si riconoscono i vari componenti della solita Banda stop ai lavori che rovinano Pinè…..
          Voi andate avanti sulla vostra linea di pensiero, io sulla mia a sfavore di chi vuole mandare un messaggio negativo su un territorio e sulla popolazione.

          • cara Annamaria, qui c’è il mio nome e cognome, non mi nascondo come fai tu 🙂 Guarda caso gli strenui difensori dei lavori sono i dipendenti del Comune?

  9. Parecchi anni orsono la lungimirante Cassa Rurale di Pinè, che si è distinta per alcune brillanti operazioni che hanno causato buchi milionari (ripianati da tutti i trentini) aveva deciso che l’agricoltura doveva essere l’attività strategica per l’economia dell’altopiano anzichè il turismo. Da allora è stato tutto un rincorrere gli abbondanti foraggiamenti finanziari per il settore, anche per le attività più strampalate e di conseguenza il sorgere di strutture ed impianti finalizzati a mettere a frutto tutto ció. In seguito poi alla grave situazione del lago i buoni pinaitri (che rivendicano il loro diritto di fare ció che gli piace a casa loro e se qualcuno critica lo invitano democraticamente a starsene fuori dai piedi) sono ricorsi alla greppia provinciale (e quindi ai soldi di tutti i trentini, graditi o meno) per risanare ció che avevano irrimediabilmente rovinato, ottenendo in epoca “magnadora ” i bellissimi interventi di riqualificazione delle rive che hanno definitivamente tolto al lago ogni sua caratteristica alpina. E intanto si lascia il lido, unica struttura degna del luogo perchè armoniosamente inserita nel paesaggio tipico lacustre, cadere letteralmente a pezzi, facendo invece pontili nel posto peggiore del lago, dove l’acqua è più profonda e fredda per la presenza della roggia di Prestalls. Temo che ormai sia inutile lamentarsi, vanno avanti con la legge delle ruspe!

    • come hai ragione Paolo. La “giardinettizzazione” del lago è qualcosa di atroce oltreché demenziale. Come dici tu le caratteristiche alpine di un lago meraviglioso sono state spazzate via per fare insulse spianate di porfido, con lampioni e ponticelli da parcheggio di ipermercato. Chissà se qualche pinaitro ariano chiederà ora anche alla giovane Vanessa di togliersi dai piedi…

      • Se non sbaglio a PINE’ il sindaco è stato riconfermato addirittura al primo turno e con piu voti di quando si era candidato tempo fa. I casi sono due: o voi fate falsa informazione e ci prendete in giro tutti oppure la maggiorparte dei cittadini di Baselga e frazioni sono cosi s…..di da rieleggere un sindaco incapace e distruttore…

  10. Ho poi telefonato in comune (sono di Brescia) incuriosito da questa novità del parcogiochi fatto con gli alberi tagliati…. si sono messi a ridere…. ho chiesto scusa per tutti….

  11. E’ tutto qui quello che sai rispondere… che non sono credibile…??? Se ti va io vengo in villeggiatura a Piné quasi tutti gli anni a cavallo di FERRAGOSTO in casetta di proprietà… ci troviamo caro Agh (e il poco credibile sarei io!!!!???) e ti offro un caffè… Ok!!! Tornando sul punto io ho esposto dei fatti… non ho espresso alcun giudizio.. e soprattutto mi sono informato in prima persona su una cosa scritta in questo sito e che, come probabilmente molte altre, è risultata essere FALSA (lo puoi fare anche tu se vuoi cosi sarai in grado di smentirmi)! Neppure io ho apprezzato tutto cio che in questi anni è stato fatto. La panchina lungolago ad esempio non rientra proprio nei miei canoni estetici ma è un arredo mobile per cui spero che in pochi anni se ne liberino…. Per il resto invece devo dirti che sono rimasto piacevolmente sorpreso per come in questi anni l’Altopiano abbia modificato radicalmente aspetto, segno della fine di un immobilisomo che perdura dagli anni ottanta (anni in cui io frequentavo PINE’ da ragazzino). Lavori fatti bene e pregevoli dal punto di vista estetico e persino il taglio delle piante su parte del colle di Baselga, sebbene in un primo momento mi ha lasciato perplesso, ora mi ha convinto ed anzi ritengo anderebbe completato… “Memento audere semper” diceva il poeta e io credo che finalmente abbiano cominciato ad osare…

  12. Se non la pensate come me … non siete credibili … o dipendenti del comune….. !!!! Fatti vedere….. ma da uno bravo!!!

    • ripeto per l’ennesima volta, e chiudo: non sei credibile non perché non la pensi come me (ci mancherebbe) ma perché è davvero troppo facile lanciare accuse stando ben nascosti in un comodo anonimato. Chi non ha il coraggio di firmarsi con nome e cognome, per me vale zero 🙂

Rispondi a fausto Annulla risposta

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.