[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto

Autore Topic: [CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto  (Letto 605 volte)

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Offline pianmasan

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Per rientrare tra i girovaghi dopo due mesi di forzato riposo, decido di scendere a Brancafora (val d’Astico) dal forte Belvedere, con rientro sull’altopiano lungo la valle del rio Torto e arrivo a malga Laghetto (zona Avez del Prinzep).
Parto con la Dada dal passo del Cost, lo scollinamento sulla strada per p. Vezzena sopra i Gasperi di Lavarone, dove si trova una grande statua della Madonna in una nicchia, tanto per capirci.
La pianeggiante forestale  attraversa in direzione sud un bel bosco di conifere, passa vicino ai Camini (altissimi camini di origine austroungarica)


e scende 


poi al forte Belvedere.


Qui la memoria storica va a braccetto con il turismo. Luogo con vista superba, come dice il nome, una verdeggiante pineta pic-nic-istica, un manufatto ben tenuto e… altre strutture di accoglienza per i visitatori. Io ci sono passato che non erano nemmeno le sette e tutto taceva. Immagino non sia così nelle giornate di gran traffico.
Dal forte un eccellente sentiero cala in val d’Astico. Prima scende, senza essere mai ripido, lungo il fianco della montagna,


ora in bosco, su mulattiera militare,


ora in traversi più aperti, larghe e comode cenge.



Dopo aver percorso i due versanti della montagna, quando la dorsale si apre e comincia il bosco ceduo - carpini e roverelle -



si abbassa più ripidamente


e si sposta decisamente verso la valle del rio Torto che fa già sentire in basso la sua voce. Con ultimo pezzo più tortuoso si raggiunge Brancafora, gruppo di case annidate all’inizio della valle del rio Torto.
A questo punto, il pericolo di pioggia mi spinge a tralasciare la visita al paesello. Giro subito a nord lungo la forestale, che percorre lungamente nel suo fondo questa recondita valle.


Si attraversa il torrente più di una volta sulla forestale e sul sentiero che la sostituisce: qui la valle si restringe e mostra il suo aspetto più selvaggio. Il sentiero si porta salendo in sx orografica e si allontana dall’acqua scrosciante. Riappaiono le conifere, per fortuna non appare le pioggia e una nuova forestale


– siamo già in comune di Lavarone – conduce all’orrendo complesso di malga Laghetto, una serie di bunker in cemento nella splendida radura (“en pugn en de ‘n ocio”).
Attraversata la statale, sui sentieri e sulle mulattiere della 100 km dei forti, raggiungo il parcheggio.





Offline southernman

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[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto
« Risposta #1 il: 06/05/2017 16:11 »
Bella passeggiata non lontanissima da casa. Spinto da curiosità morbosa  ;D sono andato a vedere le foto di Malga Laghetto. Spaventose, non so quale mente malata abbia deciso di trasportare un pezzo di periferia urbana sulle Prealpi

Offline bandurko

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[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto
« Risposta #2 il: 07/05/2017 07:33 »
Bentornato fra i girovaghi innanzitutto. Un bell'itinerario immerso quasi totalmente nei boschi. Vista l'ora in cui lo hai percorso, facile intuire che oltre dagli splendidi scorci, tu sia stato accompagnato dalla splendida colonna sonora di canti che li riempie in questa stagione.

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Offline pianmasan

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Re:[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto
« Risposta #3 il: 07/05/2017 11:45 »
Bentornato fra i girovaghi innanzitutto. Un bell'itinerario immerso ...
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Ringrazio per il "bentornato". Devo dire che a Brancafora, punto più basso dell'itinerario, la paura di beccare l'acqua  mi ha fatto accelerare il passo con una frequenza non abituale. Questo particolare e il poco allenamento hanno fatto sì che oggi avverta un po' di mal di gambe.
Domenica prossima passeggiata di tutto riposo in quel di Treviso, assieme a qualcun altro... ;D

Vista l'ora in cui lo hai percorso, facile intuire che oltre dagli splendidi scorci, tu sia stato accompagnato dalla splendida colonna sonora di canti che li riempie in questa stagione.
Verissimo, il bosco era un'orchestra con violini, violoncelli, flauti, oboe e fagotti, e in sottofondo il contrabbasso del rio Torto.

Offline AGH

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Re:[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto
« Risposta #4 il: 07/05/2017 13:16 »
Sembra un bel giro, non mi sono mai spinto verso la val d'Astico. Grazie per la condivisione. Cosa c'era dove sono rimasti i due camini?

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Offline pianmasan

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Re:[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto
« Risposta #5 il: 07/05/2017 13:44 »
Erano i camini del forno dove si preparava il pane per le truppe di stanza al forte Belvedere, distante poco più di 1 km. Solo quelli rimangono ora.
I sentieri che scendono in val d'Astico dall'altopiano hanno questa caratteristica. Nella parte più elevata corrono in lieve pendenza lungo il fianco della montagna, sfruttando delle larghe cengie perlopiù erbose. Sotto ci sono scarpate ripidissime e salti di roccia ma non presentano punti di pericolo. Pur essendo il panorama non ampio - val d'Astico e monti di Folgaria - il percorso è assai suggestivo e stimolante. Quando si raggiunge il bosco di piante cedue, i sentieri si fanno più ripidi e tortuosi, interrotti però da belle radure luminose, e piombano in fondovalle. Sono percorsi di una certa importanza dal punto di vista storico, essseno stati per molto tempo l'unica via di accesso diretto dalla val d'Astico all'altopiano.

Offline Matteo Nicolin

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Re:[CATENA DI CIMA DODICI] Brancafora e valle del Rio Torto
« Risposta #6 il: 12/05/2017 10:28 »
Posti magici, a cui sono legato da sempre. :) Questa foto l'ho scattata in Val Rio Torto lo scorso gennaio, ho fatto il tuo stesso percorso ad eccezione della seconda parte del sentiero che dal Forte mena a Brancafora: lì ho svoltato per il 297A, sentiero assai ripido e a tratti pericoloso a causa dello spesso strato di foglie secche mai pestate. La Val d'Astico, assieme alle valli di Posina e Leogra, offrono spunti estremamente suggestivi e assolutamente non turistici. Bravo tu e brava la Dada!



Riguardo al complesso di Malga Laghetto (a 3km dal quale i ho la casa) è una domanda che ci poniamo tutti, e pensare che si tratta di un Biotopo con un microclima di rilevanza naturalistica appurata, che senza quegli schifi sarebbe un angolo di paradiso...
Matteo Nicolin

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