Escursioni in Montagna in Trentino

TRENTINO => Ambiente del Trentino => Topic aperto da: AGH - 17/05/2013 10:03

Titolo: Anche Piné vuole il golf, ma perché?
Inserito da: AGH - 17/05/2013 10:03

Biotopo del Laghestel a rischio col progetto del nuovo campo di golf

Anche Piné si accoda a quanti vogliono un campo da golf
http://www.ecceterra.org/images/articoli/ecce3/vals/trentino.bedole.comitato%20golf_03mag13.pdf

Dovrebbe sorgere nell'area disboscata con "somma urgenza" per fare posto ai fanghi della frana di Campolongo del 2010. Col pretesto dell'urgenza è stato distrutto il bellissimo bosco che costeggiava la strada tra Val e Baselga di Piné, che conferiva al paesaggio un aspetto "canadese". Nelle piazzole c'erano spesso turisti che facevano sosta picnic per godersi la frescura del bosco o per fare qualche rilassante passeggiata per cercare funghi. Ora tutto questo non esiste più: adesso al posto del bosco c'è un specie di enorme voragine fangosa.


Passeggiata nei boschi attorno al Laghestel

Forse era possibile riversare i fanghi della frana nelle molte cave di porfido dismesse della zona, anziché distruggere bosco. Ma anche ammessa l'urgenza e la mancanza di alternative, il fatto è che ora l'area "liberata" si presta ad appetiti di varia natura. Si era vociferato di un "Centro del legno" (ergo capannoni), ora spunta l'ipotesi golf, caldeggiata da un comitato con a capo una nota albergatrice della zona. Il golf servirebbe a destagionalizzare il turismo, si dice.

A me pare l'ennesima follia (Tesino docet, quale indotto ha portato e quali spese?). Primo perché sicuramente si chiederebbero contributi pubblici, secondo perché quasi tutti i campi di golf non si sostengono con le proprie gambe ma succhiano finanziamenti continui per ripianare i vari buchi (e non sono le buche del golf). Terzo sarebbe sicuramente necessario altro esbosco, distruggendo definitivamente il bosco superstite.

Last but not least, a poche centinaia di metri a valle esiste il bitopo del Laghestel, il cui microclima sarebbe sicuramente sconvolto e forse distrutto dalla vicina presenza di un campo da golf, che riverserebbe tonnellate d'acqua, concimi e pesticidi vari per mantenere verdi i prati. Il prezioso ambiente del biotopo peraltro è già compromesso dalla vicinissima presenza di coltivazioni intensive di fragole. Un naturalista mi ha confidato che, dalla sua istituzione, il biotopo ha perso quasi tutte le specie tipiche della palude.


Coltivazioni di fragole fin dentro il biotopo!

Sui danni ambientali dei campi di golf, ne ha scritto l'esperto ambientale Andrea Atzori, nell'articolo Campi di golf? No grazie!

Infine la ciliegina finale: l'anno scorso c'è stato un periodo siccitoso per il quale in tutto l'Altopiano di Piné l'acqua è stata razionata per alcuni mesi, vietando le irrigazioni dei giardini e interrompendo addirittura l'erogazione dell'acqua nelle case: alle 22.00 i rubinetti si sono prosciugati inesorabilmente fino al mattino dopo. In queste condizioni c'è qualcuno che pensa a fare nuovi campi di golf. Beninteso coi quattrini pubblici. Ma è mai possibile ragionare ancora di turismo come se fossimo negli anni '60?