Autore Topic: Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?  (Letto 806 volte)

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Offline AGH

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Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?
« Risposta #1 il: 22/11/2019 10:16 »
Progetto fumosissimo: non si sa nulla dei percorsi, né di chi ci metterebbe i soldi, né chi sia questo fantomatico gruppo di appassionati (non c'è alcuna traccia in rete del pres. Simone Filippo Polacco, a parte l'articolo citato) buttato avanti forse per fare un po' di ombra ai veri mandanti :). Personalmente non sono contrario alle bici, ma quando buttano fuori sulla stampa un progetto così oscuro mi preoccupo (Translagorai docet). In ogni caso, per il resto è tutto molto chiaro: anche dal Lagorai vogliono spremere soldi. Dopo aver "sviluppato" tutto lo sviluppabile, tocca all'ultimo territorio rimasto libero essere colonizzato dai valorizzatori

Offline kobang

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Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?
« Risposta #2 il: 22/11/2019 17:20 »
Un paio di osservazioni.... in positivo.
Se gli addetti ai lavori iniziano a rendersi conto della non sostenibilità e della aleatorietà del circo dello sci da pista,forse si apre una prospettiva meno negativa.
Gran parte dei danni, irreversibili, alle montagne vengono dalle infrastrutture sciistiche e dalle attività necessarie al loro funzionamento.
In più c'è da considerare il costo energetico ed il derivante inquinamento.
Se per le gite in e-bike si adatteranno forestali,strade di malga e anche qualche tracciato sentieristico,il danno sarà comunque infinitamente inferiore rispetto a nuove piste,nuovi impianti di risalita ecc.
Se malghe e rifugi già esistenti possono integrare la redditività con questo tipo di turismo,senza che vengano trasformate in altro,forse la montagna potrà offrire nuove occasioni per essere abitata e offrire lavoro ancora oggi e in futuro.
L'incognita sta nella tipologia dei nuovi frequentatori,nella loro "educazione" rispetto alla frequenza dei territori ed alla convivenza con gli escursionisti .
Certo l'allerta non può che essere rafforzata,ad evitare ulteriori episodi modello Translagorai,come giustamente osservato da Agh.

Offline bandurko

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Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?
« Risposta #3 il: 23/11/2019 00:21 »
Personalmente quando scelgo di fare un escursione in MTB non mi prefisso gli stessi obiettivi di quando scelgo di fare un trekking e pertanto non vedo la necessita di rendere i sentieri accessibili alle biciclette. Se poi qualcuno decide di portarsela in spalla o di spingerla su per un sentiero (cosa che anche a me capita di fare per congiungere due tratti pedalabili)  ovviamente è libero di farlo.
Non credo che il Lagorai e la valle dei Mocheni nello specifico, necessiti di grossi interventi per attrarre i bikers visto che esistono già innumerevoli strade forestali, basterebbe evidenziare i percorsi già esistenti con una segnaletica adeguata, come avviene all'estero (ho una recente esperienza in proposito in Repubblica Ceca).
I più preparati inoltre possono già raggiungere quote ragguardevoli arrivando a Passo Sadole o alla forcella di Valsorda.
Per quanto riguarda le e-bikes, essendo contrario al pensiero del chiunque/ovunque, credo andrebbero poste delle limitazioni al loro accesso equiparandole a mezzi a motore.



Offline kobang

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Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?
« Risposta #4 il: 23/11/2019 09:43 »
Sul rischio che la e-bike porti in montagna anche la peggior specie di persone sono abbastanza d'accordo.Tutto quanto agevola l'accesso "facile",impianti di risalita,strade,bus navetta ecc. abbiamo sempre visto che consente l'arrivo della massa,dei cafoni e di quanti sarebbe meglio si concentrassero nei centri commerciali!
Quando esplose la moda delle ciaspole,noi scialpinisti abbiamo temuto il fenomeno;in realtà camminare con le ciaspole ha solo sporadicamente portato in quota qualche sprovveduto:si fatica comunque e serve una tecnica adatta.
Per la e-mtb penso che ormai sia già molto utilizzata;richiede comunque di pedalare perchè altrimenti con la sola batteria vai poco lontano,serve una tecnica adeguata perchè pesa ben più di una bici muscolare e solo ciclisti ben allenati e capaci possono usarla su terreni difficili e sentieri.
Anche in questo caso spero non ci sarà una ondata di gente sui sentieri:individuare percorsi già esistenti su forestali e mulattiere servirà a convogliare lì la massa dei ciclisti.
Diverso è il discorso con moto da trial ed enduro:sempre più spesso le trovi dove non dovrebbero esserci,provocando effetti devastanti per l'ambiente.
Ora poi che alle amministrazioni è venuta la genialata di consentire i raduni dei fuoristrada.....

Offline pianmasan

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Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?
« Risposta #5 il: 23/11/2019 09:45 »
Leo, esponi quattro "se", considerando anche l'ultimo argomento come un'ipotesi (se i nuovi frequentatori si comporteranno bene...).
Se gli addetti ai lavori iniziano a rendersi conto...
Se per le gite in e-bike si adatteranno forestali,strade di malga e anche qualche tracciato sentieristico... 
Queste due ipotesi le vedo francamente irrealizzabili. Per la prima non servono spiegazioni; la seconda mi fa balenare la visione di una talpetta o di un bob-cat al lavoro in val d'Ilba o in val Portela... Te podi anca ofrirghe el cafè en baita  ;D

Se malghe e rifugi già esistenti possono integrare la redditività con questo tipo di turismo,senza che vengano trasformate in altro...
Qui abbiamo l'esempio del Südtirol, si può fare.

L'incognita sta nella tipologia dei nuovi frequentatori...
La soluzione di questa incognita rappresenta, secondo me, la chiave di volta. Se i frequentatori della montagna, sia i vecchi che i nuovi, si comportano bene, diciamola così in senso generale, le prime due ipotesi perdono ogni valore.


Offline kobang

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Nuova bike area in Lagorai, nove piste-sfregio in arrivo?
« Risposta #6 il: 23/11/2019 10:37 »
Il problema sta nel come vengono fatte le cose in italia e da qui i miei "se"
Le incognite derivano spesso dalla inaffidabilità delle amministrazioni locali (incompetenza,superficialità,propensione a fregare,scarsa visione di sistema,tendenza a favorire imprese "amiche",scelte fatte più sulle convenienze politiche che non sulle utilità pubbliche) e ancora più dalla innata attitudine dell'italiota medio a fregarsene degli altri e delle regole.
Come mai in altri contesti nazionali queste iniziative funzionano e spesso le riportiamo come esempi virtuosi?
In baita a chi viola la montagna è facile che offra scariche di legnate e non certo il caffè!