[CATINACCIO] Epica traversata al Catinaccio d'Antermoia m 3004 via ferrata est/ovest

Autore Topic: [CATINACCIO] Epica traversata al Catinaccio d'Antermoia m 3004 via ferrata est/ovest  (Letto 697 volte)

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Catinaccio e Torri del Vajolet

Stavolta una “full Immersion” in ambiente dolomitico. Di domenica e a metà luglio potrebbe sembrare un azzardo, per un orso come me, ma scelgo Cima Scalieret 2887 che, pur essendo tra le cime più alte del Gruppo del Catinaccio, è piuttosto decentrata e poco frequentata.


Partenza da Muncion

Parto volutamente tardi perché nei miei piani, se ho ancora forze, da Cima Scalieret vorrei provare a salire anche il Catinaccio d’Antermoia 3004, dove non metto piede da ben 35 anni! Sono tentato di prendere il bus navetta che parte da Pera di Fassa ma quando arrivo nel piazzale resto orripilato dalla bolgia di turisti che aspettano dietro una transenna. Non è roba per me, salgo allora con l’auto fino a Muncion 1450 dove riesco a trovare un parcheggio. Me la farò tutta a piedi e fanculo alle navette.


La strada che sale a Gardeccia

Percorro i 4 km esatti su strada asfaltata per raggiungere l’inizio del sentiero (non segnato da alcun cartello) che permette di raggiungere il Sentiero delle Scalette n 583. Poco prima del bivio c’è una fontana di acqua fresca: averlo saputo, avrei evitato di portarmi l’acqua sul groppone.


Incredibili guglie emergono all'orizzonte

Il Catinaccio

Lungo il sentiero che sale al Passo Scalette

Arrivo all’inizio della salita al Passo delle Scalette: il vecchio sentiero è stato eroso da franamenti, ora ce n’è uno nuovo che risale poco a monte con un tratto attrezzato su roccia. Sembra facile quindi non metto l’imbrago. Nel vallone trovo inaspettatamente ancora acqua, un piccolo rio scorre gorgogliante formando una suggestiva cascatella e mi rinfresco un po’. Dopo il primo tratto ripido che richiede attenzione, il sentiero si inerpica lungo il rio, e poi per un muraglione di roccette non difficile. Il paesaggio si fa grandioso, il vallone si insinua tra spettacolari guglie.


Verso il Passo delle Scalette, con le guglie del Piz da Sciarpel e la Torre Rizzi

Passo delle Scalette

Uno dei tratti attrezzati che sale verso il Passo delle Scalette

Raggiungo il Passo Scalette 2348 senza difficoltà quindi faccio una mini sosta per rifiatare presso il bel Lago Secco che, a dispetto del nome, ha ancora acqua seppur piuttosto torbida. Non c’è alcuna indicazione per Cima Scalieret ma la direzione è chiara, svolto a sinistra per il vallone che si inoltra verso ovest.


Il vallone del Larsec

Gran Cront, Pala del Mesdi

Superato un piccolo sbalzo roccioso resto a bocca aperta: una fantastica e inaspettata spianata erbosa mi si apre dinanzi in tutta la sua magnificenza. Veramente uno spettacolo: in lontananza Cima Scalieret, mentre il gigantesco roccione del Cogol de Larsec 2735 domina la piana. Qualche ometto qua e là indica la direzione, peraltro obbligata lungo il fondo del vallone. Supero alcuni strappi che mi portano ad altre conche spettacolari, questa volta rocciose: sembra di essere sulla luna, all’orizzonte tra le guglie spunta in lontananza la Regina delle Dolomiti: la Marmolada m 3343!


Da Larsec verso la Marmolada, al centro la verdeggiante Val Jumela

La spettacolare spianata erbosa sopra al Lago Secco, sulla destra Cima Scalieret

Vista verso le Pale Rabbiose, da sotto il Passo dele Pope

Un altro strappo e sono al Passo dele Pope m 2720, dove faccio una piccola sosta, il panorama sul Catinaccio è semplicemente da urlo, si resta incantati da tanta bellezza. Affronto quindi l’ultima rampa di 150 metri di dislivello per traccia che sale a zig zag lungo il fianco ovest, quindi sono facilmente in vetta a Cima Scalieret m 2887, senza alcuna difficoltà. Non c’è nessuno. Mi guardo attorno e resto imbambolato per lo spettacolo da levare letteralmente il fiato, non si sa più da che parte guardare, c’è talmente “tanta roba”…


Catinaccio, la conca col rifugio Vajolet e le omonime torri

Veduta sulla Marmolada

Panorama 360° da Cima Scalieret

Fin qui sono 1500 m di dislivello, la gamba è ancora buona, decido quindi di proseguire per il Catinaccio d'Antermoia che svetta imponente verso nord. Ho intenzione di salire dalla ferrata est e scendere da quella ovest. Abbandono dunque cima Scalieret davvero a malincuore e percorro il crinale nord per esile traccia a tratti un po’ esposta. Nulla di che, ma è meglio non inciampare.


Da Cima Scalieret verso il Catinaccio d'Antermoia

Vista sul Rif. Passo Principe

Sguardo indietro verso Cima Scaliert appena discesa

Vista da Passo Scalieret verso Cima del Vajolet

Passo di Antermoia

Raggiungo Passo Scalieret 2789: il Catinaccio d’Antermoia da qui fa abbastanza paura con le sue pareti verticali, da dove diavolo sale la ferrata? Con un breve e facile traversone arrivo Passo Antermoia 2770 dove c’è un po’ di gente. Di qui devo perdere un po’ di dislivello calando per il sentiero verso il lago di Antermoia, ma trovo una traccia (non segnata) che mi permette di tagliare il ghiaione e raccordarmi con l’inizio della ferrata. Metto l’imbrago e parto: c’è ancora gente che scende, piccoli gruppetti a cui devo cedere il passo.


Salendo al Catinaccio per la ferrata est, vista su Passo di Antermoia e Cima di Lausa

Croda dei Cirmei

Valle di Antemoja col lago omonimo

Lentamente risalgo per la via ferrata, non difficile ma che richiede comunque attenzione, specie nei tratti senza cordino. Il percorso si snoda tortuoso tra cenge e valloncelli, con brevi strappi verticali che si superano con qualche scaletta. Anche qui a tratti non c’è cordino e bisogna fare attenzione: ogni passo va misurato con precisione perché il fondo è di ghiaino infido. In compenso la roccia è solida e zeppa di appigli, quindi salgo senza problemi fino a sbucare finalmente sulla cresta di vetta ancora inondata di sole, un momento entusiasmante. Ora c’è un tratto affilato di cresta per raggiungere la croce, anche qui mi impongo massima attenzione.


Eccomi in vetta!

Vista sulla valle del Vajolet

Alle ore 17.30 sono sul Catinaccio d’Antermoia a quota 3004: è una grande soddisfazione, gli anni passano inesorabili ma è fantastico essere ancora nel pieno delle forze e rimettere piede su questa spettacolare vetta dopo 35 anni. E non sono neppure troppo stanco! C’è un tizio solitario sulla cima, un veneto, scambiamo qualche chiacchiera. Il panorama è a dir poco commovente. Si resta quasi ammutoliti, sgomenti davanti a tanta sfolgorante bellezza. Sembra di essere al centro del creato, circondati da guglie slanciate a perdita d’occhio. Sono letteralmente “dentro” le Dolomiti: sembra quasi di toccare la parete pazzesca del Catinaccio protesa verso il cielo. Ai miei piedi, il vallone del Vajolet da una parte e dell’Antermoia dall’altra: vedo un gruppetto di persone verso il Lago Antermoia, sembrano formichine nell’immensità del paesaggio. All’orizzonte a 360 gradi i maggiori gruppi Dolomitici: Marmolada, Antelao, Civetta, Pelmo, Pale di S. Martino, Latemar, Sella, Sassolungo… vedo anche il mio amato Lagorai!


Panorama 360 dalla cima del Catinaccio d'Antermoia

A distanza di tanti anni non ricordo praticamente nulla della discesa per il versante ovest, a parte un vago cengione. Sono un filo preoccupato perché con 1900 metri di dislivello nelle gambe non si è tanto “freschi” e la stanchezza può giocare brutti scherzi. Cerco di recuperare un po’ di forze, faccio foto ma soprattutto guardo senza sosta le montagne tutt’intorno, cercando di identificarle. Che posto meraviglioso: il Trentino è davvero uno dei luoghi più belli del mondo e io ho la fortuna di abitarci!


Ultimo sguardo alla cima prima di scendere dal versante ovest

Cima Scalieret a sx e Catinaccio sulla destra

Alle 18.15 inizio la discesa, saluto il veneto e percorro l’affilata cresta verso nord, piuttosto esposta, senza protezioni e abbastanza insidiosa. Quindi calo verso valle per il versante ovest con tratti attrezzati di cavo. Alcuni tratti sono sprotetti ma si tratta per lo più di facili cenge. Paradossalmente il tratto più impegnativo è quello poco sopra il rifugio dove ha inizio la ferrata: hanno tolto i cavi forse per scoraggiare i novizi e c’è un salto sulle rocce ricoperte da ghiaino non banalissimo.


Dalla vetta verso il vallone dell'Amtermoia, sullo sfondo il Sassolungo

La cresta vertiginosa sulla cima del Catinaccio d'Antermoia con vista sulla Croda dei Cirmei

Scendendo per la ferrata versante ovest, un tratto senza protezione per piccola cengia

Sono finalmente a Passo Principe 2599: c’è  un vento gelido che batte la forcella, pare di essere a novembre! Al rifugio non c’è anima viva, sono tutti rintanati all’interno.


Sguardo indietro, sono quasi in fondo...

Rifugio Passo Principe

Ora scendo a valle

Rif. Preuss col Catinaccio illuminato dalle ultime luci

Ora mi attende una eterna discesa toccando i rifugi Vajolet, Preuss, Stella Alpina, Gardeccia. Una moltitudine di camosci pascola pigramente sui versanti ormai in ombra, incuranti del mio passaggio, mentre il sole illumina le cime più alte. La Marmolada svetta all’orizzonte incendiandosi alla luce del tramonto. Quindi la marcia sull’asfalto fino a Muncion. Gli ultimi due km mi sono graziati: un pullmino si ferma per offrirmi un passaggio, sono i figli del gestore del rif. Stella Alpina, davvero gentilissimi.


Tramonto sulla Marmolada e Cima dell'Uomo scendendo verso Muncion

Conclusioni: un giro assolutamente spettacolare nel cuore delle Dolomiti, montagne meravigliose che ci invidiano nel mondo. Tutto è filato liscio come nei piani, e non era così scontato. Questi sono posti da vedere almeno una volta nella vita. Sviluppo 24 km, dislivello 1900.


Il percorso
« Ultima modifica: 19/07/2017 20:21 da AGH »

Offline Niko82

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Lo spettacolo di queste foto è semplicemente superbo......... bel giro AGH  8)

Online Alex Bear

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Giornate di questa limpidezza non se ne vedono molte in estate, pur conoscendo molto bene i posti, ancora una volta, letteralmente a bocca aperta!  :D
Vado in montagna piĂą per la paura di non vivere che per quella di morire.

Online AGH

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Giornate di questa limpidezza non se ne vedono molte in estate, pur conoscendo molto bene i posti, ancora una volta, letteralmente a bocca aperta!  :D

si, anche se i cieli troppo limpidi non sono il massimo per le foto... le nuvole creano movimento
ed effetti di luce molto belli, danno profonditĂ  all'immagine

Offline trabuccone

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Bellissimo Agh, bravo! Ci sono passato il giorno dopo come sai, con qualche nuvole in piĂą.. Vedremo le foto se sono davvero piĂą interessanti  ;D ... Spettacolare il Catinaccio nonostante l'affollamento della zona!
per sempre oppressi da desiderio e ambizione c'e' una fame non ancora soddisfatta,
i nostri occhi stanchi ancora vagano all'orizzonte sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte