[LATEMAR] Anello al Cimon del Latemar - Latemarspitze m 2791

Autore Topic: [LATEMAR] Anello al Cimon del Latemar - Latemarspitze m 2791  (Letto 2647 volte)

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Offline Matteo Nicolin

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Il Bivacco M. Rigatti (2520m), incastonato sulla forcella grande visto dal versante sud dello Schenon.

L'estate è ormai giunta all'annuale tramonto e, su di un bizzarro uccello migratore dalle ali d'acciaio, ho già lasciato le nostre amate montagne per arenarmi tra le dune dei Paesi Bassi. Da qui, già preda di lancinanti nostalgie, mi accingo a riportare la memorabile escursione che in data 28 luglio 2015 portò me e l'immancabile Daniele in vetta al Latemarspitze (2791m).

La sveglia suona alle 3:00, carichiamo gli zaini in macchina e partiamo. Le prime luci dell'alba ci raggiungono timide verso Passo Rolle, rivelando una condizione meteorologica coerente con quanto avevamo letto il giorno prima: variabile con bassa probabilità di precipitazioni. Ci fermiamo nella pittoresca Predazzo per comprare pane e companatico di rito, per poi inerpicarci su per varie stradine fino a Medil (1363m), meravigliosa e minuscola contrada e punto di attracco da cui dipartiamo alle ore 7:30.


Partenza dal ripido borgo di Medil (1363m).

Contrariamente alla normale scelta escursionistica, ci dirigiamo verso il basso, lungo il sentiero 517. Discendiamo per un bosco di conifere solleticato da un sole timido, fino ad arrivare in vista della borgata di Forni, che però non attraversiamo. Viriamo infatti verso nord, lungo il sentiero 516 verso le cosiddette Cava delle Bore.


Scendendo per il boscoso sentiero 517.

Un fresco e potente gorgoglio preannuncia i nefandi segnali di sentiero interrotto. Capiamo in fretta che la traccia è stata interrotta da una piena del Rivo della Valsorda. In effetti, sul sito della S.A.T., risulta essere "chiuso parzialmente" dall'agosto del 2014. Ma in fase di pianificazione non avemmo l'accortezza di documentarci, per cui andiamo a sentimento. Considerata la levataccia, ci facciamo coraggio a vicenda e oltrepassiamo i segni di pericolo.


Cartello di pericolo, ciglio franato e "ponte inesistente" sul sentiero 516 lungo e attraverso il Rivo della Valsorda

I primi minuti sono assai sdrucciolevoli e tesi, guadare il vivace torrente non è così facile. Dopo un po' incrociamo la strada forestale, talvolta intervallata da lapidi di boscaioli (o cavatori?) morti colpiti da massi caduti dall'alto. Mentre proseguiamo ci avviciniamo al bacino che origina il torrente, in questo periodo ridotto a rigagnolo.


Occasionalmente il cielo geloso si squarcia e lascia intravedere i picchi dolomitici.

Lo scampanio di alcune vacche al pascolo anticipa la vista di Malga Valsorda (1676m). Da qui innanzi, il sentiero si riduce a traccia e si inerpica per l'omonima valle, presentando a tratti alcune roccette attrezzate.


Intravediamo Malga Valsorda (1676m).


Una volta alzatisi di quota, la vista si fa grandiosa nonostante il tempo variabile: ecco i Pis dei Mus.


Spettacolare tratto attrezzato del sentiero 516.

Verso le 11 la pendenza si riduce e sbuchiamo su un piccolo anfiteatro pratoso circondato da guglie. In mezz'oretta stiamo ispezionando il Bivacco Latemar A. Seiff (2365m) per eventuali pernottamenti futuri, contempliamo una marmotta che guardinga spunta tra gli steli d'erba e ci controlla, celebriamo il raggiungimento della prima tappa con una scandola di formaggio e ci rimettiamo in marcia.


L'accogliente Bivacco Latemar A. Seiff (2365m).


Come si dice, stanza con vista panoramica..?

Ci dirigiamo verso la Forcella dei Campanili (2685m), ma poco prima imbocchiamo la traccia 18: ormai un enorme ghiaione ha sostituito l'erba, camminiamo su un solco talvolta tramutatosi in cengia sulla roccia viva, costeggiamo i campanili del Latemar prima a SE, poi a NE per risalire e giungere, con uno strappo finale, al Bivacco M. Rigatti (2520m), dopo circa un'ora di cammino. Le nuvole spirano attorno alla latta rossa, spinti dal vento e dal freddo entriamo e ci rifocilliamo. In base a come i nostri corpi reagiranno al riposo, decideremo se tentare l'ascesa al Latemarspitze (2791m).


La prima parte della traccia 18, solcata su ghiaia e roccia viva.


Il puntino rosso è il Bivacco M. Rigatti (2520m), dietro alle nuvole si vedrebbe il possente Latemarspitze (2791m).


Una volta giunti al bivacco, intravediamo la croce del Latemarspitze (2791m), protesa verso cieli più puliti.

Il pranzo entra in circolo e ci sprona a fare le cose come si deve, per cui ripartiamo per la traccia 18, che si trasforma in un sentiero alpinistico dove è difficile non andare a quattro zampe. Nonostante l'inclemenza del manto di nubi, in meno di un'ora raggiungiamo il Latemarspitze (2791m). Alla vista delle foto che seguiranno, qualcuno potrebbe chiedersi se ne sia valsa veramente la pena, vista l'assenza di panorama. Allora come adesso, la risposta è sì! Nella peggiore delle prospettive, abbiamo solo un'altra scusa valida per tornarci!


La ripida ascesa, la croce del Latemarspitze (2791m) sullo sfondo.


In vetta! Lasciamo testimonianza del nostro passaggio.
Proseguiamo per la traccia 18 e costeggiamo il Col Cornón (2757m), per poi giungere alla Forcella Piccola (2526m).


Altri tratti d'effetto lungo la traccia 18, poi vista (potenziale, ahinoi!) dalla Forcella Piccola (2526m).

Da qui usciamo dai sentieri segnati e ci dirigiamo verso sud, lungo una traccia che ci porta lungo il ghiaione ovest del Gronton (2463m), che riprende a salire fino a Forcella Toac (2273m), dove ci ricongiungiamo con il sentiero 517 e intraprendiamo una lunga discesa lungo i versanti ormai nuovamente boscosi.


Avvicinandoci a Forcella Toac (2273m), vista da NO.

La fatica esige tributo, fortunatamente ormai una lieve pendenza si alterna con il falso piano. Arriviamo a Medil (1363m) alle ore 18, sfiniti ma contenti. In una giornata di cammino siamo riusciti a goderci la metà NE del meraviglioso Gruppo del Latemar. Peccato per la nuvolosità ma, come si dice in questi casi... Ci rifaremo!

Sviluppo: 20km
Dislivello: 2000m



In allegato il percorso in formato KMZ.
« Ultima modifica: 26/09/2015 21:26 da AGH »
Matteo Nicolin

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« Risposta #1 il: 26/09/2015 00:08 »
Mi avete fatto ricordare la mia traversata del Latemar da Predazzo al Passo Costalunga di qualche anno fa :)  Giro e foto meravigliosi! Bravi!!! Bella l'idea di salire da Medil, non l'ho mai fatta da quella parte... Bello anche il bivacco Seiff ,  buono a sapersi, dentro come è?
« Ultima modifica: 26/09/2015 00:54 da AGH »

Offline Matteo Nicolin

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« Risposta #2 il: 26/09/2015 10:33 »
Bello anche il bivacco Seiff ,  buono a sapersi, dentro come è?


In ottime condizioni, ci saremmo fermati lì per sempre! :)




Matteo Nicolin

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« Risposta #3 il: 26/09/2015 13:44 »
Escursione molto bella,un paio di anni fa ho fatto lo stesso tragitto fino al bivacco Rigatti per poi ridiscendere dallo stesso percorso dell'andata,salita impegnativa per arrivare al Seif  :D,la ricordo bene! ;D
Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.

Offline Matteo Nicolin

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« Risposta #4 il: 26/09/2015 14:19 »
...salita impegnativa per arrivare al Seif  :D,la ricordo bene! ;D

Davvero, Alebear! Ma sono sicuro che concorderai con me quando dico che ne valse la pena. ;)
Matteo Nicolin

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« Risposta #5 il: 26/09/2015 20:32 »
Davvero, Alebear! Ma sono sicuro che concorderai con me quando dico che ne valse la pena. ;)
Senza dubbio,ripagato alla grande,poi mi ricordo di aver attraversato un grande piantagione naturale di lamponi,ancora quando ero basso,scorpacciata sia all'andata che al ritorno! :D
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