[LATEMAR] Il meraviglioso alpeggio di Vardabè nel giro del M. Fuedo

Autore Topic: [LATEMAR] Il meraviglioso alpeggio di Vardabè nel giro del M. Fuedo  (Letto 857 volte)

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Online AGH

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Il meraviglioso alpeggio di Vardabè, con la Catena del Lagorai sullo sfondo

Decido di fare una ricognizione per esplorare il territorio a sud del M. Feudo nel Gruppo del Latemar. L’intento è di capire se si può salire fino in cima per il ripido versante sud. Relazioni in rete non ne trovo - e non è un buon segno- tutti ci vanno dalla dorsale ovest partendo dal rif. Torre di Pisa.


Partenza dai pressi di Predazzo

Vado quindi a vedere di persona. Tra l’altro è una delle ormai rare zone che conosco poco, adiacente alla skiarea Latemar, posti da cui solitamente mi tengo alla larga. Tuttavia c’è l’antico alpeggio di Vardabè che mi attira molto, visto molte volte dalle cime intorno.


Arrivo all'Alpeggio di Vardabè

Parto dai pressi degli impianti Latemar di Predazzo, quindi prendo il bel sentiero, non ufficiale, che risale la boscosa dorsale sud. Il sentiero è piacevole, ripido ma abbastanza vario con spettacolari squarci sulle cime del Lagorai. L’arrivo all’Alpeggio di Vardabè mi lascia senza fiato: una grande radura punteggiata di baite, semplicemente meraviglioso!


Gli antichi fienili di fine 1700!

Serratura...

Le travi di larici consumate dal tempo...

Un luogo meraviglioso

Gironzolo tra i fienili dall’aspetto più antico: sulle travi trovo incise date intorno al 1770! Sono quasi tutti aperti: entro a curiosare, ci sono ancora le vecchie stalle, le mangiatoie per gli animali. Questo micro villaggio a 1500 metri di quota con lo sfondo le cime del Lagorai è uno dei paesaggi più spettacolari che abbia mai visto.


Il pascolo di Vardabè inizia a verdeggiare, sullo sfondo a sontuosa vista delle cime del Lagorai

Riprendo a malincuore la marcia abbandonando questo posto idilliaco per seguire la strada forestale che si fa ripida e sale di quota. A 1650 devio dal sentiero per andare a vedere il Bait de le Prese: altro spettacolo! E’ una piccola baita che sorge ai margini di una bellissima radura: dentro è rustico ma confortevole, dotato di tavoli e stufa (legna all’esterno), peccato che manchino dei tavolacci per dormire. Un posto favoloso per bivaccare.


Bait de le Prese, un posto bellissimo per bivaccare

Vista su Cima Cece

Eccomi nel valloncello sotto la dorsale Est del M. Feudo

Spettacolare vista sul Latemar: nel cerchio rosso il Biv. Rigatti

Mi incuriosisce una indicazione per il “bivacco Latemar”, suppongo sia il Sieff, sarebbe molto interessante un sentiero che traversa in costa perché non figura su nessuna carta, se non una traccia che però scende parecchio verso Baita Praconè.


La magnifica valletta nei pressi del M. Feudale

Proseguo il mio cammino andando a riprendere il Sentiero 50 che con un largo giro si alza ancora di quota, con magnifica vista sul Latemar, per infilarsi in un magnifico valloncello poco sotto la dorsale est del Feudo. Raggiunto un specie di passo, si apre un piccolo altopiano dove sorge, quasi nascosto in una valletta, il minuscolo Baito dei SĂĽgaodi 2196: altro posto favoloso per bivaccare!


Bait dei Sugadoi

Il piccolo altopiano sotto il M. Feudo

Vista verso Passo S. Pellegrino col "Caregòn" sullo sfondo: il M. Pelmo

Durante la salita ho osservato bene la dorsale est del M. Feudo, che sembra decisamente poco praticabile per i notevoli salti di roccia. La via migliore per salire alla cima, benché assai ripida e senza tracce, sembra quella a sud.


Avevo una mezza idea di fare il crinale ma è meglio di no :)

Dai pressi del Bivacco dei Sugadoi, vista sul Lagorai

Le Pale di S. Martino

Vedo distintamente la croce 400 metri di  sopra di me. Sarei quasi tentato di provare, la gamba è ancora discreta ma l’ora è ormai tarda, inoltre non ho idea di come sia l’attraversamento per cresta NO fino al rif. Torre di Pisa per scendere dall'altro versante: potrebbe essere ostica e con neve, quindi lascio perdere l’idea. Fotografo e memorizzo tutto per la prossima occasione. Fin qui mi sono sciroppato 1200 metri di dislivello, quindi è ora di fare una sosta, ammirando le mie amate cime del Lagorai: uno spettacolo meraviglioso. Rivedo il Sas de Mezdi e il Col de Poza fatti nella escursione precedente. Verso a est vedo il Pelmo che troneggia sullo sfondo del Passo S. Pellegrino.


Altro magnifico baito al Pian dela Paura

Inizio quindi il rientro a valle, seguo il sentiero 50 per un po’ poi prendo la diramazione che scende al Baito del Pian della Paura m 2068, altro bellissimo bivacco (col letto in fieno però!). Nei pressi del bivacco delle strane piramidi alte 4 metri che sembrano scavate da talpe giganti: in realtà sono strutture per parare la valanghe. Il Pian della Paura, in realtà un posto bellissimo, prende il nome probabilmente dalle frequenti valanghe che si scaricano dal vallone soprastante.


Le "talpe giganti"

Vista su Predazzo col Lagorai

Altro posto da sogno

Il sentiero diventa forestale ripida che scende rapidamente fino ad un altro magnifico paesaggio: un grande pascolo pianeggiante con due baite isolate. Taglio nel bosco per un traccia che poi si perde e mi infogno presso quell’orrore di Alpine Coaster, una specie di ottovolante su rotaia poco sopra Gardoné. Di qui sbaglio strada forestale che però mi porta sopra il bellissimo Bait dei Campigoi m 1608, un altro posto da sogno.


Bait dei Campigoi

Il bivio per tornare a Vardabè

Un branco di caprioli fugge veloce nel bosco al mio arrivo. Taglio giù per il pascolo e prendo la forestale sottostante fino al bivio di Vardabè, dove ritorno più che volentieri per rivedere questo posto spettacolare alla luce del tramonto. Resto ancora a bocca aperta, che luogo meraviglioso. Il Lagorai risplende con le sue cime innevate all’orizzonte.


Rieccomi a Vardabè

Ultimo sguardo al Lagorai prima di rientrare a valle

Riprendo mestamente la via del ritorno con un altro sentiero non numerato che, dopo un bel traversone, cala ripidamente a valle. Mi sono riempito gli occhi di spettacoli meravigliosi che mi daranno la “carica” per tutta la settimana almeno. Incredibile come a pochi km dal casino dello sci, sopravvivano luoghi di così spettacolare bellezza.


Le mitiche cime della Grande Guerra, da sx dopo la forcella Coldosè: Cadinon, Canzenagol, Busa Alta o Kaiser Spitze, Busa Alta italiana, Cardinal, Cauriol

Conclusioni: giro senza alcuna difficoltà ma piuttosto lungo e dall’orientamento articolato, a tratti fuori dai sentieri ufficiali e con segnaletica a volte scarsa. Sviluppo 18 km, dislivello 1250 metri. Consigliatissimo!


Il percorso ad anello
« Ultima modifica: 15/04/2017 20:14 da AGH »

Offline kobang

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Bell'itinerario che penso ripercorrerò quanto prima:luoghi e panorami sono davvero un incanto.

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Davvero! Anche la salita a cima Feudo, fuori traccia, dovrebbe essere molto bella

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Offline kobang

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Dalla foto sembra possibile tenere la cresta ed evitare i passaggi piĂą "rocciosi".....

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Dalla foto sembra possibile tenere la cresta ed evitare i passaggi piĂą "rocciosi".....

da quello che ho potuto vedere direi di si, basta prendere la dorsale principale sul fianco sud e arrivi dritto alla Croce in vetta :)

Offline SPIDI

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Bei posti  :) Il latemar lontano dalle cavallette che infestano i posti alla moda e splendido !
Avevo adocchiato la possibilitĂ  di fare un grande giro ad anello partendo da Forno ma è rimasto un sogno nel cassetto   ::)
Bisogna andare dove pochi sono andati per vedere   
ciò che pochi hanno visto

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perché sogno nel cassetto? Il giro è lungo ma fattibile

Offline Succi

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Ciao Agh riusciresti a passarmi la traccia GPS di questo giro?

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Ciao Agh riusciresti a passarmi la traccia GPS di questo giro?

certo, eccola

Offline Succi

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certo, eccola
Grazie AGH, gentilissimo, ho una mezza idea di ripercorrerla con la mia metĂ !
Tra l'altro sarà la prima volta che mi muoverò con una mappa digitale, sempre usato Tabacco, Kompass o similari!!

Online AGH

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Fammi sapere com'è andata :)

Offline Alan

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Gran bel giro anche questo!!!

Offline iw6bff

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Da aggiungere all' elenco, visto tra l' altro che è a due passi da Carano!! :)

Offline Succi

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Fammi sapere com'è andata :)
Ciao, fatta oggi,una giornata meravigliosa,nel bosco si mescolavano inverno e primavera con prati verdi e neve ,piĂą alti dal Baito delle Prese ambiente decisamente invernale, al Baito Sugadoi mezzo metro di neve fresca! Molto utile la traccia che mi hai girato, pazzesche le due realtĂ   Gardone e Vardabe a confronto...a breve qualche foto

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Ciao, fatta oggi,una giornata meravigliosa,nel bosco si mescolavano inverno e primavera con prati verdi e neve ,piĂą alti dal Baito delle Prese ambiente decisamente invernale, al Baito Sugadoi mezzo metro di neve fresca! Molto utile la traccia che mi hai girato, pazzesche le due realtĂ   Gardone e Vardabe a confronto...a breve qualche foto

mezzo metro? Madonna... sei riuscito a entrare nel baito? Quando sono passato io c'era la porta bloccata da qualcosa in basso...
Se fai una relazione, apri pure un nuovo thread!
« Ultima modifica: 02/05/2017 03:36 da AGH »