Autore Topic: [AVISIO] 41a esplorazione fluviale: la Forra di Gresta da sud  (Letto 401 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline AGH

  • Administrator
  • *****
  • Post: 20.346
  • Sesso: Maschio
  • AGH
  • località di residenza: Brusago (Altopiano di Piné)

La magnifica forra sotto Gresta

Sono ancora alle prese con la maledetta e bellissima forra di Gresta, in un ennesimo tentativo, ancora da sud: due zecche e orticaie alte un metro per scendere fino a riva! Di solito quando si tentano discese ignote si prova a chiedere agli indigeni (ammesso di trovarli). Diffidare se sono molto anziani: a parte la memoria incerta, si spiegano quasi sempre malissimo. Tipo: “Te vai zo’ en toc po’ sula destra te trovi n’alber gros (?), te giri a sx per zento o dosento metri (il concetto delle distanze è sempre molto elastico, 100-200 metri può essere 500 metri o 1 km), te ciapi el valonàt e da lì ghé el senter...” ma poi aggiungono, sospirando, la ferale notizia:“ma sarà 30 ani che no vago zo..”. Tradotto: i sentieri che faceva l’indigeno da giovane non esistono più. Anzi peggio: non solo non esistono, ma al loro posto c’è una giungla amazzonica quasi impenetrabile. In ogni caso si prova sempre: anche con le indicazioni vaghe, di solito qualcosa si trova.


L'abitato di Gresta sorge su un poggio 200 metri circa sopra l'alveo dell'Avisio

Le esplorazioni in Avisio è meglio farle in autunno inoltrato, per gli splendidi colori; in inverno quando il fogliame è a terra e non ostacola la marcia e la vista, oppure a primavera. Con l’esplosione successiva della vegetazione in estate, tutti i varchi si chiudono, le piante della boscaglia mettono le foglie e crescono fino ad altezza d’uomo ed oltre. Proliferano ovviamente i rovi ostili, le ortiche pungenti, i lamponi tentacolari, e altre piante come le temibili acacie con spine grosse un dito. 


A fianco della chiesa un cartello indica "Avisio" e uno stradello selciato che scende per le campagna: peccato che esso scompaia nel nulla dopo 100 metri!

Ecco cosa si trova in fondo allo stradello che scompare nella boscaglia: un inferno verde da attraversare per arrivare al bosco

La muraglia verde, come si arriva giù al fiume?

Castagno abbandonato

Nella boscaglia cercando tracce per scendere la fiume

Dall’abitato di Gresta provo dunque una discesa nel periodo peggiore: agosto. Per boscaglie quasi impraticabili raggiungo il folto della foresta, dove si cammina un po’ meglio: qui appaiono gli antichi terrazzamenti con muri a secco alti quasi sei metri! Ancora intatti dopo secoli. Incredibile: non c’è un angolo della val di Cembra che non sia stato terrazzato, anche nei posti più improbabili. Un lavoro immane che si è tramandato per generazioni.


Le grandi muraglie di pietre a secco, alte parecchi metri, ancora intatte dopo secoli

Golena dell'Avisio sotto Gresta

La spettacolare forra sotto Gresta: l'Avisio si è scavato un passaggio nella dura roccia porfirica

I sassi avisiani

Lo stretto, ripido e scivoloso canalino con staffe che scende alla spiaggia cieca

Nella spiaggia cieca, tutta sta faticata per arrivarci e non si può andare da nessuna parte...

La grande golena verso valle

Trovo castagni secolari abbandonati, spesso moribondi in mezzo alla boscaglia che soffoca inesorabilmente questi magnifici giganti vegetali. Dopo aver raggiungo faticosamente la riva a sud del paese, girovago un po’ verso valle quindi risalgo fino alla forra, dove le pareti rocciose diventano verticali ed è impossibile proseguire.


Dentro la forra

L'Avisio visto a valle della forra

Risalgo allora faticosamente per la boscaglia fittissima, una vera pena in salita tra i rovi alti due metri. Ritrovo il ripido canalino a monte della forra che avevo lasciato perdere nella precedente esplorazione: è attrezzato con delle staffe. Mi calo con prudenza: è tutto molto scivoloso tra muschi, terra e sfasciumi. In fondo sbuco su una spiaggetta cieca di pochi metri. Qui l’Avisio si è scavato nella forra un’ampia ansa, ammassando pietre sulla riva opposta, dove vedo con sorpresa un ometto di sassi. Segno che da qualche parte ci si arriva! Impossibile però guadare: mi sono ricordato allora di un pezzo di corda sul costone ripidissimo sotto Maso Rella, sull'altra sponda: quasi sicuramente si scende da lì. Per andare dove, non si sa. Forse, anzi certamente, sono i posti “segreti” dei pescatori.


Ultimo sguardo alla forra prima di risalire...

Il "laghetto" formato dall'ansa in fondo alla forra...
Lo splendido sentiero che da Gresta costeggia la valle in quota 

Le rive sono quasi a picco sul fiume, impossibile andare avanti o indietro. Per oggi direi che ho visto abbastanza: questo lato sud della forra è esplorato del tutto, non resta che risalire a Gresta con un’altra penosa risalita nella boscaglia. Una delle prossime volte esplorerò l’Avisio a monte del paese, dove c’era uno storico collegamento tra le due sponde, e soprattutto la grande isola boscosa lunga quasi un chilometro in mezzo ai due rami del fiume. 


ll percorso: al centro la frazione di Gresta, a sx la forra, in alto a sx l'Isola Grande sull'Avisio: a dx in alto il paese di Gaggio