Autore Topic: [AVISIO] 46a esplorazione: la lotta fluviale da Cantilaga a Portegnach  (Letto 413 volte)

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Offline AGH

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Dallo storico sentiero della Corvaia vista verso Segonzano, in basso a destra il cCastello omonimo, col M. Rujoch sullo sfondo

Tante volte, camminando lungo l’Avisio verso la forra di Pra, avevo visto sull’altra sponda un misterioso maso sepolto nella boscaglia. Come diavolo ci si arriverà? Se c’è un maso, ci deve per forza essere un strada, una mulattiera, un sentiero, insomma qualcosa. Sulle carte zero. Allora mi sono studiato le mappe lidar e quelle austroungariche del 1850. Scopro così due incerte vie: una bassa da Cantilaga e l’altra dall’alto da Portegnach. Si prova la via bassa.


Il Ponte di Cantaliga

Antico e bellissimo maso

Vista sull'Avisio e il microscopico abitato di Prà

Da Cantilaga passiamo il ponte omonimo e presso il grande castagno costeggiamo i campi con le vigne verso nord. Finiti i campi, ecco il pertugio nella boscaglia, con un vago sentiero che passa una cinquantina di metri sopra il fiume. Proviamo a seguirlo, ma non è facile: ci sono parecchi schianti, le foglie con la neve sono scivolose come il sapone. Mettiamo i ramponcelli. Gli schianti ci fanno soffrire parecchio, dobbiamo superarli via camminando sulle pietre coperte di neve e attraversando cortine di rovi spinosi. Raggiungiamo un valloncello con antichi terrazzamenti e un torrente che scorre fragoroso, proviamo ad avanzare lungo la riva fino a incontrare dei salti di roccia. Dobbiamo risalire e provare in costa. Facile a dirsi: volano i primi bestemmioni paurosi che echeggiano sinistramente nella boscaglia.


Si comincia a ravanare sulla traccia di sentiero che diventa sempre più vaga

Volano i primi bestemmioni per superare i numerosi schianti

Nel valloncello con gli antichi terrazzamenti

Torrente che abbiamo dovuto superare

Abbiamo superato l'abitato di Pra, proviamo ad andare avanti

Siamo riusciti a scendere a riva, Max non resiste dall'immergersi nelle gelide acque avisiane...

Eccoci all'altezza del vecchio mulino di Prà

Arriviamo appena all’altezza del Mulino di Prà. Insistiamo e riusciamo a passare per un pelo altri salti di roccia a picco sul fiume. Dopo una ostica ma per fortuna breve discesa, siamo finalmente sulla golena tra gli antichi terrazzamenti. Dopo aver attraversato una boscaglia spinosa ecco apparire il vecchio maso che emerge dalla giungla avisiana. E’ ridotto quasi in rovine. Pare sia stato abitato fino agli anni '70, poi abbandonato come molti altri in valle di Cembra. A pianoterra c’è la stalla con la mangiatoia, al primo piano uno stanzone vuoto con del fieno. Hanno portato via tutto il mobilio, non è rimasto più niente. Nei locali abbiamo trovato solo qualche attrezzo, un cesto, un forcone e vari rottami di scale e panche.


Proseguiamo sulla riva

Vista verso monte

Siamo costretti prima a salire per il bosco a causa dei roccioni verticali e poi scendere di nuovo a riva

Eccoci finalmente nella golena con gli antichi terrazzamenti

Ecco il maso sperduto!

Ci interroghiamo su chi vivesse in questo posto sperduto, sulle mappe non c’è neppure un nome di località. Proseguiamo tra cespugli di rovi, poi per uno stradello fiancheggiato da colossali castagni. Arriviamo alle pareti verticali di roccia dove ci sono le vie di arrampicata. Vediamo un cordino, in direzione del ponte tibetano. Saremmo quasi tentati di provare ma la roccia è verticale e assai viscida, non abbiamo neppure un pezzo di corda per assicurarci. Desistiamo, anche perché abbiamo anche il cane.


Nella golena intorno al maso

Chissà chi abitava qui in riva all'Avisio...

Il piano superiore

La stalla con la mangiatoia a pianterreno

Vecchio cesto intrecciato

Proseguiamo poco sopra la riva per un antico terrazzamento

Un colossale castagno

Ma dove diavolo ci porti? Stranamente non mi hanno ancora preso a sassate...

Eccoci alle falesie, si nota il cordino che traversa sulle rocce viscide... sarà per un'altra volta :)

Torniamo indietro al vecchio maso per cercare una traccia che salga verso Portegnach ma non la troviamo, ci sono troppi schianti

Torniamo indietro fino al maso e poi proviamo a seguire una vaghissima traccia che sale nella boscaglia. Ci sono grossi schianti che sbarrano il passo quindi abbandoniamo la traccia al suo destino e saliamo “a panza” per un costolone roccioso, che almeno ha una vegetazione non troppo fitta. Dopo una dura salita intercettiamo uno stradello molto meglio segnato: è fatta. Saliamo ancora e raggiungiamo un gruppo di masi nelle campagne: su uno c’è scritta la data del 1656!


Dopo aver ravanato nella boscaglia intercettiamo una antica mulattiera, probabilmente la stessa che scendeva al maso!

Ci alziamo di quota, finalmente vediamo Segonzano

Pugno di antichi masi...

La data sulla facciata: 1656!

Antico masetto...

Strane sigle...

Raggiungiamo finalmente Portegnach, facciamo un pezzo di strada provinciale e poi decidiamo di scendere nuovamente al ponte di  Cantilaga seguendo un tratto dell’antico e storico sentiero selciato della Corvaia. C’è una vista spettacolare verso Segonzano, Pra, Teaio, illuminate nella luce nel crepuscolo: sembra un presepe meraviglioso, all'orizzonte svetta il Rujoch carico di neve. Accendiamo le pile frontali, ormai è buio, e caliamo per lo stradello innevato fino al ponte, chiudendo così il tracciato ad anello, quindi fino a Piazzo dove abbiamo la macchina.


Segonzano visto dallo storico sentiero della Corvaia che collegava le due sponde dell'Avisio al ponte di Cantilaga

Castello di Segonzano e a dx l'abitato di Piazzo dove abbiamo la macchina

Discesa per l'antico sentiero storico della Corvaia, col capitello omonimo

Calano le tenebre su Prà

Scesi a Cantilaga al buio, ma senza intoppi, eccoci al piccolo cimitero di Prà

Ed eccoci alla chiesa di Piazzo, sani e salvi anche stavolta

Esplorazione abbastanza impegnativa e faticosa: i vecchi sentieri ci sono ma sono così malmessi che non ci passa più nessuno da chissà quanti anni, di fatto sono ormai impraticabili. Poco male, abbiamo aggiunto un altro tassello di conoscenza sull’antica viabilità fluviale dell'amato Avisio.


ll percorso fatto, circa 13 km
« Ultima modifica: 25/12/2019 21:29 da AGH »

Offline kobang

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Stupendo!!
Quanta vita e quante storie si nascondono e si perdono in quei luoghi....

Offline pianmasan

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Queste esplorazioni fluviali meritano di superare i confini di GIM. Ritengo che siano un piccolo tesoro che dovrebbe essere mostrato ad un pubblico molto più ampio.