Autore Topic: [AVISIO] 56a esplorazione: i due masi misteriosi sotto Maso Rella  (Letto 1905 volte)

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Magico Avisio

Una vecchia foto del 1974 di Faganello, quasi mezzo secolo fa, è stata come una folgorazione: ecco Maso Rella senza la giungla intorno, e soprattutto ecco i due masetti in basso, quasi introvabili nelle precedenti escursioni, sepolti nel fitto del bosco. La foto è rivelatrice di come era un tempo il paesaggio coi suoi terrazzamenti. Oggi è tutto abbandonato e sepolto nel bosco. Eppure sapevo che c’erano, figuravano sulle vecchie mappe austriache del 1850, e si intravedeva qualcosa anche nelle immagini aeree con la tecnologia lidar.


Una vecchia immagine della zona di Maso Rella, con la frazione in alto (oggi abbandonata) e i tre masetti più in basso (ridotti in ruderi). Da notare la notevole opera di terrazzamento

Li avevo avvicinati nella fitta giungla, percorrendo l’intricato reticolo di vecchi sentieri quasi impraticabili, tra schianti, smottamenti e la vegetazione amazzonica sul ripido versante che sprofonda nelle forre dell’Avisio. In precedenza ero arrivato ad un soffio ma avevo dovuto lasciar perdere perché a corto di tempo, impiegato nei lunghi giri esplorativi della zona.


Magnifico scorcio avisiano

Il maso con la macina sulla riva dell'Avisio

Terrazzamenti coi muri a secco

L'entrata del casolare

Piscina avisiana

Stavolta però punto diretto all’obiettivo: da Valda scendo a Ischia, quindi fino alla riva dove c’è l’antico edificio con la macina, poi ancora un po’ verso valle per fare altre foto ai magnifici roccioni a picco sull’acqua. Torno quindi indietro, attraverso la golena coi giganteschi castagni abbandonati e morenti, oltrepasso l’impluvio malagevole e sono finalmente nella grande golena sotto Maso Rella. In fondo alla golena prima della forra avvisto l’abitato di Gresta sull’altra sponda.


Il selvaggio Avisio sotto Ischia

La forra verso monte

Selvaggeria pura...

Torno indietro al casolare con la macina, si scorge a terra a dx dell'entrata

Salici sulla riva dell'Avisio

Nell'impluvio verso Gresta una frana ha messo a nudo le radici degli alberi

Golena boscosa con ruschello

Eccomi nella golena verso Gresta, al centro

Pietre: micascisto sotto (credo) e calcare sopra

Inizio a salire verso Maso Rella per la vecchia mulattiera già percorsa in precedenti escursioni, ma ben presto l’abbandono per seguire una vaga traccia in costa. Trovo subito una vipera, che però scappa lesta. Il sentiero malagevole si arrampica per vecchi terrazzamenti, devo passare alcune cortine di rovi spinosi che mi fanno penare. Sono sentieri che ormai non percorre più nessuno da chissà quanto tempo!


I due antichi masi

Insisto e sono premiato: sbuco su un grande terrazzamento rimboschito da abete rosso, quindi col sottobosco sgombro e ben camminabile senza rovi o cespugli. Scorgo subito in alto una serie impressionante di muri a secco che formano poderosi terrazzamenti. Proseguo ancora ed ecco apparire nel bosco su un terrazzo… i due piccoli masi!


I muraglioni a secco, ce n'è na serie impressionante: questi sono alti circa 4-5 metri

Ecco i masetti!

Particolari

Le cantine

Le vecchie mulattiere sono ancora in buona parte agibili

Il secondo masetto

Ormai sono ridotti in ruderi: questo deve essere stato un posto magnifico a sbalzo sul fiume. Sono due edifici quasi attaccati, separati una fontana che raccoglieva l’acqua piovana. Entro nelle cantine coi soffitti a volta parzialmente crollati, dove trovo una serie di attrezzi agricoli, padelle, recipienti, cordame e quant’altro serviva in campagna. Sono come sbalzato indietro nel tempo… chissà chi viveva qui, se questi masi avevano un nome… (ho poi scoperto che dovrebbero essere stati abitati dai “Vitt”, ovvero dal ceppo dei “Dalvitt”). Su un terrazzamento poco distante ci sono ancora i pali in legno della vecchia vigna. Dopo aver passato in ricognizione i due edifici in rovina, provo a spostarmi verso est per una traccia pianeggiante che segue un terrazzamento, e così rintraccio anche i ruderi del terzo masetto che si intravede nella vecchia foto. Anche questo in completo sfacelo. Cerco qualcosa di interessante, magari qualche scritta, ma non trovo nulla. Decido allora di proseguire per il sentiero perché intuisco che quasi sicuramente si congiunge con la vecchia mulattiera che sale dalla forra. Così è infatti. A questo punto provo a seguire una traccia esposta che scende nella forra, incoraggiato da delle corde messe certamente da dei pescatori. Senza corde non l’avrei fatto: sotto, c’è infatti un salto di 30 metri e la traccia è molto precaria, stretta e piena di foglie scivolose. Con prudenza comunque riesco a scendere fino alla  golena in riva all’Avisio.


Scendo nella Forra di Gresta, con molta attenzione, per una traccia esposta, per fortuna parzialmente attrezzata con delle corde

Eccomi in fondo alla gola, è però impossibile proseguire o risalire, quindi torno indietro
 
Non faccio però molta altra strada: il fiume si divide in due bracci inguadabili senza stivaloni. Sarei tentato di salire da qualche parte ma i versanti sono troppo impervi, con notevoli dirupi e senza alcuna traccia utile. Torno su quindi per la traccia fino ai masetti, dove decido di esplorare la mulattiera che si arrampica sui terrazzamenti con stretti zig zag. Resto anche qui impressionato dal lavoro ciclopico dei muri a secco per il ripido versante. Come supponevo, la mulattiera si congiunge con quella che risale dalla golena.


Risalgo in quota verso Maso Rella, nel paesaggio ammazzonico

Sguardo al versante opposto, verso Gaggio

Eccomi alle rovine di Maso Rella

Arrivo quindi sotto i ruderi Maso Rella, una decina di edifici inghiottiti dalla boscaglia, un disastro di schianti di alberi e di rovi. Tento di passare sotto la frazione abbandonata, verso ovest, seguendo vaghe tracce ma mi infogno puntualmente nei rovi e nella boscaglia di rovi. Sono costretto a tornare indietro a Maso Rella e da lì risalire la grande “bonifica” che purtroppo ha cancellato tutti i sentieri della zona: per di più, essendo recintata, non è facile uscirne (ho dovuto arrampicarmi su una cancellata). Raggiunta la strada statale in alto, posso finalmente ritornare alla macchina. Un altro giro esplorativo bellissimo, come tutti quelli che raggiungono gli antichi masi rurali. Un altro tassello è messo al suo posto, ormai Maso Rella e le sue forre sull’Avisio qui non hanno più segreti.


L'ingresso a Maso Rella dall'alto: la frazione contava una decine di edifici. Oggi sono tutto in rovina

Il percorso con la traccia GPS