Castellalto di Telve

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Castellalto di Telve
« il: 08/04/2012 19:17 »

Castellato visto da Telve di Sopra

Ho visto tante volte questo castello, o meglio quel che ne rimane, salendo a Torcegno, stavolta sono andato a vedere. Cito dal sito del Comune di Telve:

Una passeggiata costellata da tipici masi, prati e macchie di castagno guida ai solitari ruderi del castello di Castellalto, che si ergono sulla sommità del monte sovrastante Telve Valsugana circondati da un bosco di abete rosso e larice.
Gli anziani raccontano che un tempo chi saliva a Castellalto, a un certo punto s’imbatteva in una grossa pietra con incisi degli strani segni a forma di cerchio. Si tratta del sass de la sécia (la pietra dei secchi), così chiamato per quanto accadde a un contadino tanto tanto tempo fa.

Narra infatti una leggenda, che il poveraccio che stava salendo al castello per consegnare il vino della decima al conte del castello, si fermò un attimo a riposare proprio su quel masso. Ma ahimé, il signorotto lo vide e subitò lo accusò di essere un imbroglione. «Non sono un ladro – spergiurò il contadino. – Dio mi sia testimone: se questi secchi rimangono incollati alla pietra, vorrà dire che mi state accusando ingiustamente; altrimenti, riceverò la giusta punizione». E così fu: i secchi rimasero ben fissi al masso e il conte dovette fare a meno, quella volta, della decima!


Il Sass dela sécia l'ho visto!!!  ;D
Riprendo ancora dal sito del Comune di Telve:

Giunti al castello, riconoscibile è il mastio, con un muro spesso due metri alla base e un tempo segnato da una copertura a cuspide; altri elementi – come portali, avvolti, elementi decorativi ad affresco – ricordano i fasti di un passato splendore. Un inventario del Seicento fa di questo castello uno tra i più grandi e forse ricchi della Valsugana: occupava infatti uno spazio di circa 2.450 mq.
Sorto nel XII secolo a sussidio del sottostante Castel Arnana, del quale rimangono poche tracce, venne prescelto dai suoi proprietari, i Signori da Telve, per l’indubbia posizione strategica. Questi, se si dà ascolto alle numerose leggende, dovettero essere davvero intransigenti verso i propri sudditi, vessan¬doli sempre col pagamento di tasse e decime. La fortuna del castello durò fino al Cinquecento, epoca di rifacimenti nelle forme e nell’estetica; poi, il suo aspetto di massiccio palazzo turrito venne a spegnersi, fino al totale abbandono nel XIX secolo. Oggi è proprietà privata.


Il castello doveva essere davvero imponente, si sviluppa su piani sovrapposti al culmine di una dorsale rocciosa. Purtroppo è totalmente in rovina, anche se pare che il Comune abbia intenzione di tentare il recupero, che sicuramente si presenta assai dispendioso. Le rovine sono invase dalla vegetazione, sterpi e rovi,  e persino alberi sono cresciuti dentro le mura. Della torre originale restano un paio di pareti pericolanti. Notevole invece un grande locale a volta, finestrato, dove sul pavimento vi è quella che sembra una grossa macina.

Il Castellalto in un dipinto di Carlo Sartorelli (1793)


Costruito tra il 1100 e il 1200, Castellato si presentava in tutta la sua imponenza fino alla fine del '700. Poi, sono iniziati il declino e l'abbandono, cui si sono aggiunti i bombardamenti durante la Prima guerra mondiale, che hanno reso la proprietà della famiglia Buffa un cumulo di rovine pericolanti invase dalla vegetazione.  Consapevole dell'importanza della struttura, il Comune di Telve ha ripristinato il sentiero che sale dalla frazione Parise. Adesso, il percorso fa parte di un tracciato più ampio, il «Sentiero dei castagni e dei castelli», che tocca Torcegno, Campestrini, Telve e Telve di Sopra ed è quasi completamente percorribile anche con la mountain bike.
« Ultima modifica: 08/05/2015 22:35 da AGH »