Autore Topic: Cima Roma 2837 m  (Letto 1312 volte)

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Offline roen

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Cima Roma 2837 m
« il: 17/03/2015 17:00 »
Questa volte sei nostra Cima Roma! ;D

In verità ci siamo già stati qualche anno fa, ma non era venuta come pensavamo non era stata completa…e insieme alla soddisfazione che comunque era stata tanta era mancato quel qualcosina per renderla perfetta…oggi invece…

Siamo nuovamente a Madonna di Campiglio a un mese dal tentativo precedente.

La salita a Malga Fevri su ottima neve ci permette di non utilizzare le ciaspole. Giunti alla Malga la neve è sempre ottima ma meglio calzare le ciaspole. Questa volta la traccia c’è anche se in più punti è stata spazzata via dal vento dei giorni precedenti. In ogni caso si procede bene e velocemente, tanto che raggiungiamo il P.so del Grostè circa un’ora prima della volta precedente.

Raggiunto il P.so si prosegue più o meno in piano, per la verità si perdono, gradualmente, un centinaio di metri. In lontananza è ben visibile l’ometto e la crocetta che le relazioni indicano come punto di riferimento. Senza raggiungerlo lo passiamo e perdiamo qualche altro metro di quota, mancano circa 150 m alla cima :(, i più faticosi. La traccia scialpinistica è ottima e saliamo bene, poco sotto la cima il vento inizia a soffiare sempre più forte, uno scialpinista davanti a noi, quasi al colletto, è avvolto nella neve. La volta precedente al colletto avevamo dovuto calzare i ramponi oggi spererei di arrivare in cima con le racchette.

Decido di fermarmi e coprirmi, comincio a non sentire le mani, Marco prosegue. Pochi minuti sono sufficienti a cancellare le sue tracce, raggiungo il colletto e lo vedo dalla parte opposta, si sta coprendo, che tortura il vento quest’anno  :(! Perfetto, la neve è sempre ottima e si riesce a proseguire con le ciaspole. Raggiungiamo i tre scialpinisti poco sotto la cima, sono già in fase di discesa. Saliamo gli ultimi metri e siamo nuovamente qui, bellissimo! A fatica, combattendo con il vento cerchiamo di fare qualche foto, riconosciamo le cime di un giro fatto questo autunno dopo di che torniamo al colletto e saliamo dalla parte opposta, un dosso che ci dà la possibilità di vedere la Bocca di Tucket e l’attacco della Via delle Bocchette Alte e Cima Roma vista da un’altra angolazione! Scattiamo un po’ di foto e giù il più velocemente possibile per togliersi dal freddo!

Raggiungiamo la crocetta, punto di riferimento per la salita a Cima Roma e facciamo una breve sosta mangereccia.

Torniamo quindi a P.so Grostè e quindi al Rifugio Graffer per la sosta pranzo. Purtroppo siamo sulle piste da sci ma non c’è granchè casino, soprattutto niente musica a palla!

Per completare il nostro progetto dovremmo scendere a Campo Carlo Magno. La traccia più recente per Malga Vagliana è troppo bassa e non vorremmo scendesse in fondo al vallone e andasse a prendere le piste da sci. Ne individuiamo una più vecchia più in alto, in parte coperta dal vento. Il tratto da percorrere non è breve ma è in buona parte pianeggiante con solo qualche breve risalita fino alla discesa al colletto del Dosso di Vagliana. La neve comincia a essere un po’ pesante, raggiungiamo la cresta che ci separa da Malga Vagliana. La traccia scende direttamente, noi teniamo la cresta che con qualche sali scendi raggiunge in colletto. Veloce discesa alla malga ormai all’ombra. Un pistone super battutto scende a Malga Vaglianelle e Malga Mondifrà, nei pressi delle piste da fondo. Qui bisogna fare un poco di attenzione. Seguire i paletti e le indicazioni per il Centro di Fondo. Si tagliano e si seguono le piste in vari punti, fare attenzione a non infilarsi in un canyon nei bosco che, per quanto molto bello allunga il rientro. Arriviamo cosi al posteggio di Campo Carlo Magno, non ci resta ora che seguire la statale che velocemente scende a Madonna di Campiglio, volendo ci sarebbe la navetta ma può valerne la pena solo se è già in partenza altrimenti si fa prima a farla piedi!

Questa volta la soddisfazione è totale  :D :D :D :D. Ciò ci è stato però possibile solo grazie a un ottima neve e alla presenza quasi costante di una traccia. Anello veramente bello e appagante in un ambiente spettacolare e a parte in zona P.so Grostè totalmente in solitudine!

Per foto e traccia vi rimando al post su Hikr.

http://www.hikr.org/tour/post91845.html
"Non il riposo è riposo, bensì il variar fatica alla fatica è riposo"