Autore Topic: [DOLOMITI DI BRENTA] La selvaggia Val Ceda - anello da Molveno  (Letto 3745 volte)

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Offline AGH

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Lo spettacolare Pozzo Tramontana

Da diverso tempo avevo la selvaggia Val Ceda nel mirino, e finalmente trovo l'occasione. Voi lo sapete, la selvaggeria ha per me un richiamo irresistibile. L'intento è di risalire tutta la Val Ceda fino al rif. Pedrotti e scendere con un anellone dalla Val delle Seghe. A Molveno non si trova un buco per parcheggiare liberamente, sono tutti parcheggi a pagamento (10 euro al giorno!) o con disco orario a 2 ore. Dopo una snervante ricerca trovo una piccola piazzola apparentemente libera solo sulla sponda opposta del lago, che però mi farà stare in ansia-multa tutto il giorno. Traverso la spiaggia ancora deserta di turisti fino nei pressi del Ponte Romano, dove scopro con disappunto che si poteva arrivare in auto (così sembra almeno da alcune auto e camper parcheggiati).


Lago di Molveno

In quota prevalgono le nebbie e del panorama di vede ben poco

Invece dei paesaggi, si guardano i fiori...

Attacco il sentiero con ritardo di almeno un'ora sulla tabella di marcia persa per la ricerca parcheggio (vergognoso che non ci sia un parcheggio libero in tutta Molveno). Ci sono nuvole basse, non si vede una mazza, c'è un'afa spaventosa e le gambe non girano, più volte mi viene la tentazione di rinunciare. Il dislivello che mi aspetta mi pare insuperabile, sono quasi 1900 metri: poi mi dico provo a salire, dove arrivo arrivo.


Il poggio di Malga Ceda, di cui non è rimasta alcuna traccia

Dopo un faticoso inizio le cose migliorano leggermente, anche se l'afa mi rende la salita davvero spossante. La salita per boschi di faggete è sostenuta e non concede respiro. Arrivo fino ai ruderi di Malga Ceda Bassa, poi al bivio col sentiero che arriva da malga Andalo c'è uno sfacelo di schianti. Per fortuna il sentiero è stato liberato, ora ce n'è uno nuovo che sale poco più a monte. Il sentiero si inerpica tortuoso, sempre con discreta pendenza, fino al poggio dove c'era Malga Ceda Alta, di cui non rimane nessuna traccia. Faccio molta fatica, ma comincio a nutrire fiducia di poter arrivare almeno fino al Passo Ceda 2223 per ammirare la grande e spettacolare depressione del Pozzo Tramontana.


Verso Passo Ceda

Salendo verso passo Ceda, invisibile nel muro di nebbia

Sono oltre il limite della vegetazione, ora cammino su belle praterie alpine

Le famose "nebbie del Brenta" non hanno l'aria di mollare...

Le nebbie sono meno insistenti, ogni tanto si apre qualche squarcio interessante, sia pure effimero, che mi fa intuire la grandiosità del panorama circostante. Speriamo che salendo si riesca a vedere qualcosa in più. Continuo a salire, lentamente, per paesaggi più ampi dove si iniziano a scorgere belle balze con praterie alpine, anche se in alto la nebbia chiude il cielo.


Squarcio improvviso, dove avvisto quella che dovrebbe essere la Cima di Ceda

Tipico carsismo

L'apparizione improvvisa del M. Daino

Con le forze ormai al lumicino arrivo a Passo Ceda m 2223 e mi si spalanca davanti un paesaggio fantastico: la grande depressione glacio-carsica del Pozzo Tramontana, con sullo sfondo Cima Tosa, Cima Brenta Bassa e Cima Brenta Alta. Da levare il fiato. Mi concedo una sosta, per mangiare qualcosa per recuperare le forze e fare qualche foto prima che le nebbie si richiudano.


Pozzo Tramontana

Cima Tosa avvolta nelle nebbie

Brenta Bassa con il poggio del rifugio Pedrotti e il Croz del Rifugio

Il pozzo Tramontana visto da monte: in alto il Croz del Rifugio, il M. Daino 

Scoprirò poi che il Pozzo Tramontana è anche una delle depressioni "frost hallow" più grandi ed interessanti dell’intero arco alpino (30 milioni di m3 di volume): con temperature minime invernali di -40,2°C ma soprattutto medie di -36,8°C. Chi volesse campeggiare in inverno, è avvisato :) Fortissime anche le escursioni termiche: nel 2011 è stato registrato un aumento di temperatura di ben 26°C in un’ora!


Rifugio Pedrotti

Dopo la sosta, la salita diventa una pura questione d'orgoglio: arrivato a questo punto, non esiste proprio che non riesca ad arrivare al rif. Pedrotti. Quindi lentamente riprendo la marcia: ero anche tentato di scendere nel pozzo, ma decido che è meglio risparmiare energia, la strada è ancora lunga e soprattutto c'è l'eterna discesa. La scelta però si rivela non troppo azzeccata, perché bisogna salire ancora 200 metri fino alla Costa di Ceda, quindi perdere quasi tutto il dislivello fatto per scendere nel pozzo sul lato ovest. In più c'è la sorpresa di alcuni tratti attrezzati, per fortuna molto facili. Ho dietro un pezzo di corda col moschettone ma non li uso.


Verso Cima Brenta Bassa

In direzione di Cima Tosa, poco prima di curvare a dx per il rif. Pedrotti

Campanule

Eccomi in vista del Rifugio Pedrotti

Costeggiata per intero la grande depressione, ancora salita per raggiungere il vallone e poi piegare sotto la Brenta Bassa per raggiungere finalmente il Rif. Pedrotti m 2491. E fin qui sono 1850 m di dislivello fatti. Faccio una sosta per un te' e per prepararmi "piscologicamente" alla lunghissima discesa. Spunta il sole tra le nebbie, dalle nuvole appare il Croz del Rifugio e, poco sotto, il vecchio rifugio Tosa m 2460 sotto la Bocca di Brenta. 


Eccomi al rif. Pedrotti col Croz del Rifugio

La Bocca di Brenta nella nebbia

Croz del Rifugio

Turisti in contemplazione

Il vecchio rifugio Tosa, poco sotto il rif. Pedrotti

Faccio un po' di foto e poi riparto, ho tutto il tempo, mi interessa arrivare prima che faccia buio. Scendo così fino alla Baita Massodi e poi al rif. Selvata m 1630. Qui avevo intenzione di rientrare per il sentiero attrezzato Donini, ma quando il gestore mi dice che ci vuole un'ora in più rispetto alla normale discesa per la Val delle Seghe, decido che ne ho abbastanza e quindi scendo per l'eterna strada fino a Molveno, dove arrivo neanche troppo stravolto.


Inizio la discesa

La piana sopra al Massodi

Discesa verso il rif. Selvata

Colossi svettano tra le nebbie

Ultimo sguardo verso le cime prima di sprofondare in Val delle Seghe

Rif. Selvata

Eccomi in Val delle Seghe scendendo per Molveno, sguardo indietro verso le vette

Molveno by night

Conclusioni: giro spettacolare ma spossante, che richiede adeguato allenamento. Anche se non raggiunge nessuna cima, permette di vedere la magnifica Val di Ceda, una delle valli più selvagge del Brenta. Incontrate una decina di persone, quasi tutte in discesa. Purtroppo, nessun orso, solo qualche camoscio sopra i ghiaioni di Malga Ceda Alta. Sviluppo km 24,7, disl. 1900.


Il percorso

Offline Dellas

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Ciao Agh, ottimo giro. Peccato che la giornata era brutta.
Certo che andare a molveno il giorno di ferragosto non aiuta a trovare parcheggio  ;)  non che negli altri giorni di agosto sia meglio. Questi posti li evito in alta stagione.
Info utile: fino all'anno scorso nella parte bassa di Molveno (via paganella) c'era un parcheggio gratuito libero. Se si arrivava presto la mattina si trovava sempre posto arrivando i turisti sulle ore tarde.
« Ultima modifica: 16/08/2019 10:08 da Dellas »

Offline AGH

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sono andato il 10 agosto, non a ferragosto. In ogni caso il parcheggio a cui alludi ora ha solo una fascia libera (credo) con pochi posti (mi pare 20-30 in tutto), gli altri hanno il disco orario a 2 ore, quindi inutili per noi escursionisti che stiamo via tutto il giorno :(


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« Ultima modifica: 16/08/2019 15:41 da AGH »

Offline Dellas

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Allora hanno cambiato..

Offline miki

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Bel giro...
A passo ceda sulla mappa è segnata una traccia che porta al pedrotti passando a est della pozza e con una variante porta alla cima del Daino.. Hai dato una sbirciatina? com'è? Hai informazioni?

Offline AGH

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Bel giro...
A passo ceda sulla mappa è segnata una traccia che porta al pedrotti passando a est della pozza e con una variante porta alla cima del Daino.. Hai dato una sbirciatina? com'è? Hai informazioni?

sì certo ho guardato ma non mi ispirava granché. C'era una traccia che scendeva verso la pozza e poi si perdeva alla vista sul versante che sembrava molto brutto e dirupato...

Offline miki

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sì certo ho guardato ma non mi ispirava granché. C'era una traccia che scendeva verso la pozza e poi si perdeva alla vista sul versante che sembrava molto brutto e dirupato...
ok grazie.. se trovo più info faccio sapere..

Offline francescogulag74

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Quindi il percorso più facile per il Pedrotti è quello che hai fatto tu oppure scendere nella pozza tramontana e poi risalire?

Offline AGH

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Quindi il percorso più facile per il Pedrotti è quello che hai fatto tu oppure scendere nella pozza tramontana e poi risalire?

così a occhio scendere nel pozzo e risalire a monte per riattaccarsi al sentiero che corre poco più in alto

Offline DDT

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Bel giro, la Val di Ceda l'ho fatta tanti anni fa in discesa e con molta neve nella parte alta...non una bella esperienza.
Vedo anch'io quella traccia nella Tabacco, ma nella relazione che ho la salita al Daino è indicata solo partendo dal Pedrotti e non dal Passo di Ceda (forse per comodità).

Offline francescogulag74

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Grazie di ❤️!!

Offline AGH

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Bel giro, la Val di Ceda l'ho fatta tanti anni fa in discesa e con molta neve nella parte alta...non una bella esperienza.
Vedo anch'io quella traccia nella Tabacco, ma nella relazione che ho la salita al Daino è indicata solo partendo dal Pedrotti e non dal Passo di Ceda (forse per comodità).

Su OSM la traccia è segnata, da Passo Ceda, quindi presumo esista. A vista c'era, scendeva leggermente verso il Pozzo Tramontana ma poi non era più visibile, il versante è brutto e dirupato

Offline francescogulag74

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Quindi a rigore di logica la parte di sentiero che hai fatto tu è più sicura e meno esposta?

Offline AGH

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Quindi a rigore di logica la parte di sentiero che hai fatto tu è più sicura e meno esposta?

secondo me sì :)

Offline francescogulag74

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Grazie!!!