Autore Topic: [LAGORAI] Ai "Baiti da Mont" di Montalbiano - Valfloriana  (Letto 696 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline AGH

  • Administrator
  • *****
  • Post: 20.479
  • Sesso: Maschio
  • AGH
  • località di residenza: Brusago (Altopiano di Piné)

Bait del Duca

Giro pomeridiano senza troppe pretese visto il freddo becco della giornata, esplorando vecchi sentieri ai "baiti da mont" sopra la frazione di Montalbiano. Appena 30 abitanti, è sferzata dal vento gelido: in giro non c'è un'anima o quasi, sono tutti rintanati in casa.


Montalbiano

Qualcuno esce per pochi secondi a prendere legna nell'androne e poi scompare. Volevo chiedere lumi sulla antica mulattiera che sale al "Pian dei Roncat" ma non incontro nessuno. Comunque la trovo quasi subito grazie alle vecchie IGM sul cellulare. Risalgo per l’erto stradello che attraversa il “Bosco del Gigelo” e conduce ad una magnifica radura in quota. Qui sorge uno splendido maso: "El Bait del Duca".


L'erto stradello che attraverso il Bosco del Gigelo

La bella mulattiera che arriva fino a quota 1400

Il Bait del Duca

Anche qua Vaia ha fatto strage di alberi. Proseguo per incerta traccia sulla neve dura e ghiacciata fino alle baite più in quota: alcune sono state ristrutturate, beati i proprietari. C’è un bellissimo lariceto con un sentiero pianeggiante che conduce ad un antico maso in pietra: su una grata leggo “Catini”.


Le baite più in quota verso il lariceto

Panorama strepitoso verso il Brenta

Bait del Gian Catin

Baita ristrutturata

Bait Catini

Il vecchio maso è diviso in due

Lascio i baiti nella radura col lariceto, ultimo sguardo indietro

Il baito forestale

Il baito forestale è purtroppo chiuso, nessun locale è agibile

Discesa verso Sicina

Lo stradello sopra la provinciale che collega Sicina con Montalbiano

Montalbiano nel 1966

Proseguo ancora fino a incontrare il recente “Baito Forestale”. Seguo ora la mulattiera in discesa, che con ampi zig zag mi riporta alla frazione di Sicina, di qui per altra forestale torno a Montalbiano. Decido di dare una occhiata la paese. Mi aggiro per vicoli, molti i cartelli “vendesi” sulle tante case deserte, addossate una all’altra forse per patire meno freddo. Vicoli stretti, strettissimi, scalette ripide. Ogni tanto una luce nella finestra mi fa capire che lì abita qualcuno. C’è anche qualche casa ristrutturata.


Vicoli

Vecchie case

Gabinetto sulla strada in un maso in centro al paese

Decorazione

Le case addossate una all'altra

Disegno sopra la merdiana

Meridiana

Statua in legno del "matocio" figura tradizionale del Carnevale di Valfloriana

Cala il sole e il gelo sul paese di Montalbiano

Torno giù verso la chiesa. Sulla facciata di un casa, una meridiana e un affresco recenti: la scritta dice “Torna il sole… non il tempo”. Vorrei vedere l’interno della chiesa ma è sprangata. Allora come faccio di solito, vado a vedere il piccolo cimitero del paese. I volti dei morti, specie quelli più antichi, hanno ancora una straordinaria forza espressiva. Raccontano tante vite, più o meno belle, più o meno patite. Chi è morto vecchio, chi è morto giovane, di incidente, malattia o anche in guerra. C'è una marea di cognomi "Genetin". Ci sono facce che esprimono fierezza, altre fatica o preoccupazione, facce belle e brutte, pochissimi i volti sorridenti.


Il cimitero di Montalabiano


l percorso, circa 6 km per 500 m di dislivello