Il camminamento militare della Grande Guerra sul fianco ovest di M. Valpiana, al centro Monte ZioleraSabato ho portato un’amica a vedere la
Val Ziolera, minacciata dall’ennesima, nuova strada forestale. Partiti dal parcheggio poco a monte della Chiesetta di Calamento, per sentiero che taglia la forestale raggiungiamo rapidamente
Malga Cere 1713 e quindi
Malga Valpiana 1846.
Malga Cere, sullo sfondo Valpiana e Monte Setole
Malga Valpiana, sullo sfondo Salubio e M. Ciste
Scorcio "canadese" verso il Gruppo di RavaQuindi per costoni pratosi fino alla cima del
Monte Setole 2208 coi “soliti” resti di

. Per semplice dorsale dirigiamo verso cima Valpiana, seguendo vaghe tracce, affacciandoci sull’incantevole Valle Maddalena, da dove proviene un “coro di fischi” delle marmotte infastidite dal nostro passaggio.
Cima Monte Setole
Genziana maggiore, sullo sfondo Cima Valpiana
Ancora notevoli le fioriture
Vista su Cime delle Buse
Cima Bortolo e Cima Valpiana visti dal Monte Setole
Dalla dorsale nord del Setole verso Pala di Becco (a sx) e Cima Buse al centro
Dai pressi di Forcella Maddalene salendo verso Valpiana
La bucolica Val Maddalena
Monte Setole visto da ValpianaNel frattempo inizia a piovere, per fortuna non è un temporale con fulmini. Scolliniamo la cresta poco a
sud della Cima Valpiana 2380 sotto una “gaia” pioggerella. Subito vediamo due baracche da cantiere nei pressi dell’
Herta Miller Haus, il piccolo
ospedale da campo della Grande Guerra riconoscibile per la targa con l’iscrizione. Ci sono due operai: stanno facendo lavori di consolidamento della struttura e vivranno nelle baracche appositamente attrezzate un mese filato senza scendere a valle.
Vista verso il Gruppo di Rava
Cima Valpiana
Fiori tra le trinceeIl posto di medicazione è intitolato a
Herta Miller, crocerossina travolta dalla
valanga di Valsolero del 13 dicembre 1916, sopravvissuta al travolgimento ma con gravissime conseguenze che le faranno perdere la ragione. Il piccolo ospedale era
collegato telefonicamente con l’ospedale da campo situato nei pressi della cappella di Cadino.
I resti dell'accampamento militare presso Cima ValpianaDivenne luogo di medicazione dei feriti dopo che, da metà luglio del 1915 iniziarono gli scontri di pattuglie: gli italiani erano risaliti lungo il basso corso del Maso e fra l’agosto e l’ottobre del 1915 avevano occupato le zone di Musiera, Monte Ciste, Monte Salubio. In ottobre occuparono il Monte Setole, trovandosi così duecento metri più in basso del crinale di Valpiana. Fra loro c’era Paolo Monelli, autore di “Le scarpe al sole”, che racconta come gli austriaci augurassero “Bona note, porci taliani”, ottenendo la risposta “Bona note, fioi de cani”.
Resti di baracche militari sotto Cima VapianaL’avamposto di Valpiana ospitava un piccolo ospedale coi
soldati affetti da tracoma, una infezione batterica della congiuntiva e della cornea per la quale si imponeva la quarantena. I microbi del tracoma sono trasmessi di occhio in occhio da insetti come mosche e moscerini in situazione di igiene carente e scarsità di acqua potabile. Un battaglione di Standschützen che condivideva con loro le cucine protestò e ottenne di avere cibo cucinato separatamente.
Il piccolo ospedale "Herta Miller Haus" dove erano ricoverati in quarantena i malati di tracoma
La targa sul rudere del 1916
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Dopo 100 anni si trovano ancora parecchi reperti...
Le baracche degli operai presso Cima ValpianaProseguiamo l’escursione per lo
spettacolare camminamento militare a ridosso del crinale di Valpiana, scavato nella roccia dai soldati, con direzione nord verso forcella Ziolera. Per fortuna ha smesso di piovere ed è tornato il sole. A quota 2251 abbandoniamo il sentiero e il crinale per scendere per la bucolica Val Ziolera, ancora rosseggiante di rododendri in fiore.
Sul sentiero militare verso Val Ziolera
Squarcio verso val Montalon e Cima Buse
Baratro che si apre sulla Pala del Becco
Da Valpiana verso Cima Bortolo
Da Valpiana verso Cima Buse e Val MontalonI soliti fischi di marmotte “accolgono” il nostro (poco gradito) arrivo. Per l’ora tarda rinunciamo alla ravanata per rientrare per il Coston Cantieri sotto Cima Bortolo, quindi
caliamo a valle direttamente per il sentiero 316 fino a Malga Baessa, di qui per 1 km su strada fino alla macchina.
Rododendri in fiore in alta Val Ziolera
Il percorsoSviluppo circa 18 km, disl. 1100 circa