[LAGORAI] Beco dei Slavaci m 2215, M. Mandriccione m 2180, M. Camin m 2223

Autore Topic: [LAGORAI] Beco dei Slavaci m 2215, M. Mandriccione m 2180, M. Camin m 2223  (Letto 488 volte)

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La dorsale del Mandriccione, a dx la torre del Castel delle Aie

Continuo la serie di esplorazioni di cime secondarie sul versante settentrionale del Lagorai. Stavolta voglio provare a seguire per la cresta che dal Beco dei Slavaci si inoltra verso sud fino alla forcella sotto Castel delle Aie. Cresta che sembra fattibile in buon parte, che culmina in altre due cime: il Mandriccione e il M. Camin. Anche se ho grossi dubbi nella parte finale che presenta dei  roccioni isolati, a occhio difficile da passare.


Rifugio Cauriol in Val Sadole, sopra Ziano di Fiemme

La storica fontana della Grande Guerra, costruita dagli Standschuetzen di Primiero a Malga Sadole, risalente al 1915

Vista sul Cardinal

Il bel sentiero che sale al Bivacco Slavaci

Squacio su Canzenagol e Busa Alta

Dal rifugio Cauriol prendo il sentiero, stranamente con nessuna indicazione, che sale ripido al meraviglioso Bivacco dei Slavaci (o Slavasi) m 1955. Di qui per facile sentiero e belle balze boscose con radure fino alla cima del Beco dei Slavaci m 2151, coperto di rododendri in fiore.


Eccomi al Bivacco Slavaci m 1955

Uno dei piu bei bivacchi, sempre aperto, con acqua corrente, legna (da usare con parsimoni), tavolacci per dormire

Vista su Busa Alta e Cardinal dal Bivacco Slavaci

Bivacco Slavaci, una vera baita da trappers :)

I bellissimi interni, con stufa e tavolacci per dormire (con materassi)

Il bel sentiero che sale alla cima del Beco dei Slavaci, circa 40 minuti dal bivacco

Finalmente vedo la dorsale del Mandriccione, piuttosto preoccupante...

Queste cime secondarie del Lagorai hanno una morfologia molto simile: digradano abbastanza dolcemente verso nord, hanno dirupi sui lati est ed ovest e salti di roccia sul versante sud, più o meno difficili da affrontare. Dal Beco dei Slavaci in poi è territorio ignoto per me. Seguo una esile traccia lungo il crinale, dapprima pianeggiante poi in discesa tra facili rocce riesco a calare senza problemi sulla selletta sottostante. Qui ci sono vari trinceramenti e una caverna. Provo a cercare la vecchia mulattiera militare della Grande Guerra che saliva dal fondovalle. La trovo, si vede ancora il fondo selciato nell’erba e i cordoli, ma è impossibile seguirla perché dopo 100 anni sono cresciute cortine di mughi che devo continuamente aggirare.


La bella dorsale che sale al Beco dei Slavaci

La torre del Castel delle Aie svetta all'orizzonte

Vista su Predazzo con il Latemar sullo sfondo

In vetta al Becco dei Slavaci: da sx Busa Alta, Busa Alta italiana, Cardinal, Cauriol

Sguardo verso la dorsale che devo percorrere, verso il Castel delle Aie

In ogni caso raggiungo senza difficoltà per facili placconate di roccia anche la Cima Mandriccione m 2180. Panorama fantastico sulla Val Sadole, la forcella omonima, il mitico Cauriol e, più est, le pareti impervie e maestose di Cardinal e Busa Alta. A ovest svetta la spettacolare torre isolata del Castel delle Aie.


Trinceramenti sotto il Mandriccione

Trincee con vista sul Cauriol

I meravigliosi costoni dal Mandriccione verso Bec dei Slavaci

Poco sotto la cima del Mandriccione scopro dei grossi trinceramenti che proteggono una grande caverna scavata nella roccia. Entro con circospezione e resto a bocca aperta: dopo un secolo ci sono ancora la travature di grossi tronchi che sostenevano la volta! Mi affaccio dalla feritoia, sospesa sul baratro, con vista sulla zona del Cardinal.


Caverna della Grande Guerra, con ancora le travature che sostenevano la volta!

Dalla caverna vista verso Busa Alta e Cardinal

Dentro la caverna della Grande Guerra...

Questa dorsale di seconda linea era diventata strategica dopo i ripetuti attacchi e la conquista del Cauriol da parte degli italiani nel 1916, che comportarono orrende carneficine in entrambi gli schieramenti. Il crinale del Mandriccione era diventato vitale per gli austriaci per controllare la Val Sadole e le montagne circostanti, anche con dei pezzi di artiglieria.


Trinceramenti sul Mandriccione

Postazione con vista su Busa Alta italiana, Cardinale, Cauriol

Facci sosta panini su un poggio panoramico, poi riprendo la marcia. Anche dal Mandriccione il solito dubbio: riuscirò a scendere? Seguendo il crinale verso sud, ecco un facile passaggio tra le rocce, che mi porta poco più in basso a una selletta erbosa, da dove risalgo facilmente senza tracce la cima del M. Camin a m 2223.


Riprendo la marcia lungo la cresta, verso al spalla erbosa del M. Camin: a sx Cauriol, Piccolo Cauriol, Passo Sadole, Castel Aie

Trinceramenti e resti di baracche

Vista su Castel Aie

Salendo al M. Camin, vist sul Cauriol

Provo a proseguire ancora ma la faccenda come temevo si complica parecchio: la cresta diventa affilata fino a diventare una serie di roccioni frastagliati e franosi, decisamente esposti. Potrei anche tentare di proseguire ma non riesco a capire come è il tratto successivo, visto che bisogna scendere e risalire altri due torrioni di roccia. Sono da solo, in un posto assai fuori mano, decido che è meglio non rischiare. Torno un po’ indietro e poi riesco a calarmi dal crinale per un ripido canalino erboso.


Sguardo indietro verso il Mandriccione, a dx il Cadinon

Vista su Cardinal e Cauriol

L’idea sarebbe di scendere per raggiungere il sentiero nella Valle di Castellir sottostante, che conosco e ho già percorso in una escursione precedente. La discesa però si rivela subito molto più ostica del previsto: ci sono immani pietraie ripide da attraversare, con ammassi di macigni caotici. Scendere di là sarebbe sicuramente una sofferenza notevole. Dove non ci sono le pietraie ci sono costoni ripidi coperti fittamente di rododendri alti un metro, che nascondono un'infinità di buchi e fossi.


Qui il crinale diventa impraticabile... una serie di roccioni franosi ed esposti

Sotto il crinale, il baratro :)

Potrei provare a proseguire ma non si vede quel che c'è dopo, e ci sono due torrioni da superare probabilmente molto ostici

Fatti due rapidi conti, decido che tutto sommato è molto meglio risalire e recuperare quei 100 m di dislivello persi, raggiungere di nuovo il crinale e tornare da dove sono venuto :) . Faccio dunque un traversone ai margini della pietraia, scavalco una dorsale rocciosa e riguadagno il versante ovest del Mandriccione, che attraverso senza grossi problemi tra cortine di mughi e rododendri fioriti. Quindi riprendo il crinale che mi riporta al Bec dei Slavaci e poi giù al bivacco, quindi in val Sadole per la stessa via di salita.


Dal crinale scendo sui ripidi costoni sottostanti, ma raggiungere il fondovalle è una impresa...

Proseguire in cresta? Meglio di no... Ma anche il traversone sotto non invita...

Il possibile traversone per riguadagnare la cresta appare ostico, con vaste pietraie da attraversare...

Torno indietro, scollino in basso la dorsale rocciosa e riguadagno i crinale da dove sono venuto

Ritorno verso il Mandriccione senza danni, in fondo ho perso solo 100 m di dislivello e mi sono risparmiato le pietraie infami

Trincee verso il Cauriol

Vista verso Fiemme

Sguardo indietro al percorso fatto...

Resta la curiosità di sapere se il crinale era percorribile senza sfracellarsi. Magari ci riproverò in senso inverso, dove forse si vedono meglio i roccioni da affrontare. Se ci si limita fino al Mandriccione, è un percorso facile, in una natura a dir poco meravigliosa, con viste grandiosi sulle montagne circostanti. Sviluppo 10 km, dislivello 900 m


Rieccomi al Bec dei Slavaci

Di nuovo al bivacco

Un saluto al Bivacco Slavaci, a rivederci presto!

Ultima immagine del Cauriol dalla dorsale Slavaci-Mandriccione prima di tornare a valle

Il percorso
« Ultima modifica: 09/07/2017 12:47 da AGH »

Offline Jader

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Che bel giretto!
Inizialmente Slavaci mi ha richiamato all'unico Slavaci che conoscevo...il Coston; poi leggendo Sadole..Val Di Fiemme e scrutando meglio la tua ultima foto del gps..mi son detto..eh no.
Controllando sulla mia app gps non ho trovato nessuna delle vette che hai raggiunto ma la località Sadole si (nell'immagine è dove cè il simbolino con la lente); in effetti ora riconosco il tuo percorso  anche sul mio gps con le tracce tratteggiate che portano alle tue cime :)
https://imgur.com/a/aI4q5
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Offline AGH

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se la cartografia che hai mostrato è basata su OpenstreeetMap, le vette non erano segnate. Ora le ho mappate tutte e tre. Su OpenStreetMap standard ci sono, per le altre visualizzazione bisognerà aspettare i relativi aggiornamenti

Offline Jader

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La app che uso è Europe3d, è abbastanza aggiornata e mi ci trovo bene, peró proveró anche OSM.
Jader
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