[LAGORAI] Vecchi sentieri di pastori a Bombasél - Salita al C. Trappola m 2410

Autore Topic: [LAGORAI] Vecchi sentieri di pastori a BombasĂ©l - Salita al C. Trappola m 2410  (Letto 1049 volte)

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Laghi Bombasèl

C'era un grande "buco" in OpenStreetMap nella splendida zona dei laghi di Bombasèl: non cerano i vecchi sentieri, oggi quasi scomparsi, tra cui uno segnato Sat. Anche le carte tradizionali riportano tracce molto imprecise, o del tutto sbagliate. Un vero peccato. Una traccia l’avevo fatto parecchi anni fa in discesa dai laghi, chissà se c’è ancora? Così sono andato a cercarli. Da Lago di Tesero (Fiemme), ho risalito in auto la val Lagorai fino al piccolo parcheggio de Le Mandre 1350 circa. Dopo un tratto di forestale, la strada finisce e, dove avrebbe dovuto iniziare il sentiero secondo la mappa, la prima sorpresa: il ponte sul rio non c’è più! Poco male, cerco un guado poco più a monte. Quindi trovo uno stradello forestale molto malmesso, pieno di schianti di alberi. Mi sorprende trovare dei vecchi segni scoloriti della Sat qua e là. Proseguo lungamente per lo stradello, molto bello e ancora ben visibile, quando arrivo in una zona tristemente disboscata col solito sfacelo di ramaglie. Per fortuna lo stradello, di origine militare con tratti di massicciata ancora visibili, è abbastanza sgombro e si sale bene con diversi zig zag che mi fanno prendere quota. Quindi con un traversone quasi pianeggiante che costeggia dei roccioni, intravedo una specie di bivio, segnato da un ometto di pietre. Non c'è però alcuna indicazione.



Abbandono lo stradello e provo a seguire la traccia, davvero vaghissima, che sale con pendenza modesta verso nord per belle brughiere alpine. Qualche vecchio segno Sat appare ogni tanto su un sasso a conferma della giusta direzione, ma più avanti la traccia spesso si perde e non è facile ritrovarla, specie nella parte alta dove il sentiero diventa ripido per arrampicarsi e insinuarsi tra roccioni e salti di roccia, con boscaglia fitta e zone paludose. Davvero qua non passa nessuno da anni, forse qualche cacciatore... Il gps del cellulare mi aiuta non perdere la direzione giusta verso la Casera di Mezzo, il mio obiettivo. Mi districo tra boscaglie di ontani e rododendri, seguendo l’esile traccia che si insinua tortuosamente tra alti gradoni di roccia. Superato l’ostico dislivello, il percorso finalmente spiana ma scompare ogni traccia. Ormai però sono a quota 2000, la vegetazione è rada punteggiata di grossi cirmoli: avanzo senza problemi per i costoloni erbosi e le placconate di roccia, evitando gli acquitrini. Il panorama si apre quasi di colpo ed è magnifico: sono sotto l’ampio anfiteatro di “laste” sopra al quale svettano da lontano il Castel di Bombasel e il Cimon del To della Trappola. Arrivo finalmente alla Casera di Mezzo, una piccola baita malandata nei pressi dei ruderi di un antico alpeggio. L’avevo vista tanti anni fa, scendendo dai laghi, rivederla oggi ancora in piedi è bellissimo.


La Casera di Mezzo, antica baita dei pastori

Provo sempre una grande emozione quando ravano in montagna e scopro tracce del passato più o meno remoto. Dalle tracce della Grande Guerra ma anche di anni antecedenti. Sulle antiche travi del baito trovo parecchi iscrizioni dei pastori. Una è addirittura del 1898! Ce ne sono molte altre della prima metà del '900. Luigi Ventura per esempio ha inciso su una trave gli anni in cui ha fatto il pastore in questo luogo fuori dal mondo: dal 1938 al 1947.


L'iscrizione lasciata da Luigi Ventura, vissuto in questo baito dal 1938 al 1947

Alcune scritte sono accompagnate da croci o piccoli disegni. L’interno del baito è malridotto: un piccolo tavolo traballante, un cerchio di sassi dove accendere il fuoco, un tavolaccio per dormire, con gli aghi di pino come “materasso”. Non so cosa pagherei per tornare indietro nel tempo e vedere per qualche istante questi pastori che vivevano un secolo fa sulle montagne!


L'antico ricovero dei pastori della casera di mezzo




Dopo questo “tuffo nel passato” riprendo la marcia, ma ogni traccia di sentiero si è volatilizzata. Arrivo nella spianata sotto le placconate di roccia, poco sopra la malga: potrei risalire facilmente ma m’intestardisco a cercare il sentiero segnato sulla mappa, che fa una svolta decisa verso est per raggiungere la fantomatica Malga Bombasel Alta. C’è però una dirupata dorsale rocciosa che appare impraticabile: provo a cercare lungamente qualche traccia di sentiero ma niente, niente alla lettera. Mi abbasso di quota fino a quando non mi pare di individuare un passaggio tra roccioni e grossi cirmoli. Scelta non del tutto oculata: gli aghi di pino rendono scivolosissimo ogni passo e sul ripido non è proprio il massimo.


Eccomi sulla dorsale! Sullo sfondo il Castel di Bombasèl

Riesco tuttavia ad arrampicarmi, spesso a quattro zampe, e passare per una specie di cengia e rimontare la bellissima e ampia dorsale che ha un serie di radure e conche. Vado a cercare, cercando il passaggio tra boschetti e roccioni, la Malga Bombasel Alta ma ma non c’è nulla di nulla, neppure delle vaghe tracce. Sono sul punto esatto segnato in mappa ma sul terreno niente: chissà dov’era!


La dorsale precipita sulla Val Lagorai

La dorsale è movimentata da parecchi roccioni che bisogna aggirare

Vista verso Cima Busa della Neve e Cimon della Roa

Proseguo quindi per la panoramica dorsale, facendo attenzione ad aggirare i vari salti di roccia. Arrivo finalmente i vista dei Laghi di Bombasèl inferiori (in tutto sono 4-5 gli specchi d'acqua), quindi salgo fino al Passo del Macaco (che nome assurdo, chissà che origine ha!) sopra il lago principale. Qui faccio una sosta per rifiatare. Mi viene una mezza idea di salire al Castel di Bombasèl 2535 (scoprirò da un cantiere presso uno specchio d’acqua, che la Società impiantistica del Cermis sta realizzando una via ferrata, anzi due), ma la salita sembra piuttosto esposta. Ripiego allora sul più tranquillo Cimon del To della Trappola m 2401.


Risalendo per la dorsale, sullo sfondo a dx il Cimon del To della Trappola

Ecco i laghetti inferiori

Sguardo indietro alla dorsale disseminata di macigni e roccioni

Vista verso il Cimon delle Sute e Cimon della Roa

Ecco i tre laghetti superiori

Mi affaccio ancora sull'alta val Lagorai

Il lago principale di Bombasel

Il Castel di Bombasel lungo il versante di salita, un po' esposto, meglio di no per stavolta...

Il bivacco Bombasèl, molto rustico, utilizzabile solo come ricovero di fortuna

Uno dei bellissimi specchi d'acqua, sono 5 i principali

Raggiungo facilmente la cresta col sentiero L04 e da lì per bel crinale, con qualche tratto un po’ esposto, fino in vetta, con panorama bellissimo sulla Val Moena e sui vasti costoni di Bombasèl. Dopo una breve sosta tocca purtroppo scendere: non ho ancora deciso come e dove.


Cimon del To della Trappola

Castel di Bombasel, sullo sfondo al centro Cima Stellune
Vista sui Laghi di Bombasèl dalla cresta

Veduta a picco sulla Val Moena, a sx Montalon con cima delle Buse, al centro il Cimon del Terzo e Cimon di Busa Grana

Potrei tornare indietro fino al Passo del Macaco, scendere al Lago Lagorai e rientrare da lì, ma l’avrà fatta un miliardo di volte e non mi attira troppo. Mi tenta molto un altro sentiero in disuso che cala nell’impluvio sotto il Cimon. Scendo a cercare il sentiero, lo trovo: non c’è nessuna indicazione, ma scorgo anche qui alcuni vecchi e scoloriti segni bianchi e rossi.


Dal Cimon del To della Trappola verso Castel di Bomabsél

L’ora è molto tarda, sta arrivando il buio ma decido tuttavia di azzardare a scendere. All’inizio la traccia di sentiero si vede bene, poi ecco che si perde nelle radure o è cancellata da alcune piccoli alluvioni: quel che temevo. Il terreno man mano che si scende diventa sempre più problematico perché si incassa vicino al rio che scorre in una specie di forra sempre più profonda. Con l’occhio costante al gps cerco di scendere e mantenere la direzione giusta, il sentiero scompare spesso ma dei provvidenziali ometti di pietra indicano la via. Senza di questi sarebbe stato quasi impossibile non perdere la traccia!


All'imbrunire raggiungo il fondovalle

Dopo un percorso abbastanza facile ma assai tortuoso, con cambi di versante e guadando qualche rio secondario, riesco a seguire con pazienza la traccia e - miracolo!- rientrare sul versante opposto, dove come previsto mi ricongiungo con gioia allo stradello forestale dell’andata. Salvo! A questo punto, anziché scendere direttamente a valle per la stessa strada dell’andata, tento di ampliare l’anello seguendo una traccia verso Campiolato, indicato da una scritta su un sasso con una traccia che scendo verso la Val Lagorai. E’ un nome famigliare ma che però non riesco a ricordarmi dove fosse esattamente né è riportato su alcuna mappa. Dopo aver seguito la traccia per un bel po’, e constatato con disappunto che non scende di quota ma fa un lungo traversone, ho una improvvisa illuminazione: ora ricordo!


La parte alta del percorso: traccia di salita a sx, traccia di discesa a dx

Campiolato è la piana sotto la cascata del Lago Lagorai. Torno quindi indietro ma siccome inizia a fare buio decido di tagliare giù per il bosco ripido, per cercare di arrivare al fondovalle. Il versante boscoso non è agevole ma ce la faccio, in fondo trovo un stradello forestale che conduce ad una baita isolata, e quindi sul fondovalle dove con un ponticello supero il rio Lagorai, per congiungermi alla strada forestale (sempre lunga eterna!) che mi riporta finalmente al parcheggio dove ho l’auto.


Laghi di Bombasél con lo sfondo del Latemar a sx

L’ho rischiata, ma mi è andata bene! :) . Ho dovuto tirar fuori tutte le mie capacità di orientamento acquisite in anni di ravanamenti, alla fine una grande soddisfazione! Giro bellissimo ma complicato dalle varie esplorazioni fuori sentiero, nient’affatto semplici. Però alla fine sono questi i giri più belli, quelli troppo facili sono “senza sale”, insipidi. Sviluppo 19 km, dislivello circa m 1850 coi vari saliscendi


Il percorso

Offline angela

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Io sono salita una decina di giorni fa sul Castel di Bombasel, percorrendo in salita l' aerea ferrata che stanno costruendo. Sul versante opposto stanno imbastendo anche il secondo tratto, piuttosto ardito per i miei gusti di camminatrice. Ovvio optare in discesa per il vecchio sentierino che intelligentemente aggira le difficolta' maggiori. Ad impanti chiusi un luogo silezioso ed incantato, quello dei laghetti di Bombasel...
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Pyotr Ilyich Tchaikovskj