[RAVA] Traversata Monte Mezza 1679 - Cima La Presa 1658 - La Forca 1330

Autore Topic: [RAVA] Traversata Monte Mezza 1679 - Cima La Presa 1658 - La Forca 1330  (Letto 4502 volte)

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Offline AGH

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Dal Monte Mezza, visuale sulla Valsugana

Prima uscita dell’anno 2015 in una splendida giornata di sole. Scelgo una sgambatella in una zona che non ho mai fatto: l’ignota dorsale del Monte Mezza 1679, che si trova a est del più noto Monte Lefre. Da Cinte Tesino mi destreggio nel reticolo di strade e stradelle grazie al gps del telefono, salendo fino agli incantevoli Prati di Monte Mezza, delle bellissime radure erbose e soleggiate. Il clima in quota è finalmente mite. Mi dirigo in auto fino in località Le Buse a circa m 1180, dove parcheggio.


L'edera spunta dalla neve

Ci sono i soliti 5 cm di neve, metto subito e i ramponcini e prendo il sentiero 395, che percorre la falsariga di una strada forestale. Dopo qualche km la forestale termina in uno spiazzo e sparisce anche ogni traccia di sentiero, forse a causa dei tagli di alberi che ha fatto un discreto macello. Taglio su per il bosco ripido “a panza”, tanto so che, un po’ più in quota, intercetterò una forestale che mi porterà al Col delle Bagole 1485. Così è.


Vista su Castel Tesino, sullo sfondo il Monte Coppolo e a sx il Gruppo del Pavione

Ora col sentiero 395 risalgo a ridosso del crinale con molto tracce di trinceramenti e con un notevole precipizio a picco sul versante sud, in vista del M. Cismon 1588. C’è un discreto sfacelo di piante schiantate nel bosco, il sentiero ogni tanto si perde, il terreno è abbastanza infido con fossi e buchi, ma con un po’ di attenzione il sentiero si trova grazie ai segni sugli alberi.


Monte Cismon


La strada militare che sale a Cima La Presa, sullo sfondo il Monte Fierollo e, dietro, Cima d'Asta


Cima di Monte Mezza con vista verso sud e M. Cismon

Si sale senza problemi grazie ai provvidenziali ramponcini sulla poca neve, circa 5-8 cm che ricoprono fogliame e ghiaccio parecchio scivolosi. Finalmente il bosco si dirada e arrivo alla cima, un piccolo poggio “aereo” con grande croce di legno: al di sotto, un salto impressionante nel vuoto di oltre 1300 metri. Faccio una breve sosto al tepore del sole per le solite foto: grandiosa la vista sulla Valsugana e sulla Catena di Cima 12; verso nord il Gruppo di Rava, Cima d’Asta, verso NO la Catena del Lagorai.


La cima del Monte Mezza


Dalla vetta del Monte Mezza un pauroso balcone sul vuoto di oltre 1300 metri

Non conoscendo il percorso, preferisco non attardarmi e riprendere il cammino. Dalla cima c’è un breve tratto col “brivido” sul filo di cresta roccioso, sotto il baratro col paese di Ospedaletto sul fondovalle: qui è necessaria attenzione, la neve copre le rocce e anche coi ramponcini è meglio andare cauti.


Passaggio delicato sul filo di cresta


In basso a dx il Monte Lefre, all'orizzonte la Catena del Lagorai: a sx si distingue Fravort, Gronlait, Cola


Tratto di discesa infida verso cima La Presa

Il sentiero piega poi più tranquillamente verso il bosco scendendo a ridosso del crinale, dove ogni tanto si aprono le trincee e le gallerie che si affacciano a picco sulla Valsugana in direzione nord. Calo fino a una specie di forcelletta, quindi con strada militare a zig zag salgo per il Coston della Presa fino a Cima Presa 1658, pianeggiante e boscosa, ma col versante ovest sempre letteralmente a picco sul fondovalle. Mi affaccio con prudenza ogni tanto per scattare qualche foto: davvero impressionante.


Gallerie della Grande Guerra


Feritoia con vista sul Lefre e sulla Valsugana


Salita per la strada militare a Cima La Presa


Da Cima La Presa vista sulla Catena di Cima Dodici e la Valsugana

A questo punto pensavo che il grosso fosse fatto, e mi aspettasse una tranquilla passeggiata per il rientro. Ma mi sbagliavo. La discesa sul versante NE di Cima Presa inizia apparentemente tranquillo, ma su un terreno molto strano: ci sono roccioni ovunque in cui il sentiero si insinua tra indisiosi fossi. Lo sfacelo di piante schiantate confonde le idee ogni tanto, ma il sentiero è segnato molto bene.


Veduta verso il Tesino con le radure dei Prati di Mezza


La boscaglia su Cima La Presa


Il fianco orientale del Monte La Presa è disseminato di macigni e roccioni

Il percorso si posta gradualmente verso il crinale che diventa sempre più ripido e angusto. Una stretta traccia si infila giù per dei canalini quasi verticali, aggirando mughi e sfruttando strette cenge con diversi  passaggi esposti. Se non fosse per i segni qua e là, si direbbe di aver sbagliato strada, l’esile traccia scende ripidissima tra le rocce senza poter vedere cosa c’è sotto.


La ripida discesa del fianco nord di Cima La Presa


In alcuni tratti rognosi un provvidenziale cordino di sicurezza


Scendendo verso la Forca


Tratto in cengia

Ringrazio di aver portato i ramponcini, sarebbe molto pericoloso senza e, anche così, bisogna fare molta attenzione. Un piede in fallo e si rischierebbe di precipitare per centinaia di metri giù per le ripide balze rocciose. Per fortuna nei tratti più ostici ci sono dei provvidenziali cordini di sicurezza che aiutano non poco. Il sentiero sempre più ripido ed esposto e con la neve scivolosa, mi fanno dubitare se insistere o meno. Con molta calma e attenzione riesco a scendere fino ad arrivare finalmente alla base della parte, alla Forca 1330, presso una forcella boscosa dove posso tirare il fiato.


Cima La Presa col ripido versante nordoccidentale: il sentiero scende per la spalla sx


Campigolo di Valle

Il sentiero ora è facile e con un lungo traversone nel bosco mi porta fino al Campigolo di Valle 1343, una bella radura con alcune malghe in lontananza verso il Lefre. Ora prendo la strada militare che con ben 13 tornanti, uno Stelvio in Miniatura,  cala nel vallone ripido verso Dietro Castello, quindi con un traversone scavato nella roccia si congiunge col sentiero 397 che mi riporta, dopo alcuni km in salita, a Le Buse dove ho la macchina.


La strada militare scavata nella roccia mi riporta verso Le Buse

Bel giro panoramico, poco battuto: incontrato nessuno, nessuna traccia sulla neve. Molta attenzione alla dicesa della Forca, decisamente sconsigliata senza ramponcini. Disl circa 900, sviluppo 14,5 km.


Il percorso

Offline hardhu

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Ieri, complice il meteo che sembrava promettere brutto da metà giornata in poi (in realtà a parte qualche scroscio di pioggia occasionale non ha fatto niente di che) all'ultimo momento ho deciso anch'io di andare a fare questo giro (non avevo letto ancora questo thread) dato che sulla cartina sembrava realizzabile in una mattinata e me ne aveva parlato a suo tempo un compare di escursioni. La mia percorrenza è stata però in senso inverso: ho lasciato l'auto in uno spiazzo sopra i campi da calcio in località "Drio Casteo" sopra Pieve Tesino e ho preso il sentiero CAI 330 che sale, con una serie di tornanti stretti molto ripidi fino al Campigolo di Valle, dove incontro tre mountain bikers diretti al Monte Lefre: saranno le uniche presenze umane che vedrò per tutto il percorso, a parte una coppia incrociata sotto la pioggia al ritorno poco prima di rientrare alla macchina. Da lì prendo il CAI 397 che dapprima in leggera discesa, poi in falsopiano porta all'attacco del tratto attrezzato subito dopo la forcella La Forca: si tratta di una serie di cenge attrezzate con corrimano, interrotte a metà da un camino erboso abbastanza ripido. Fatto in salita non presenta particolari problemi, il cavo è sempre presente dove necessario ed è anche in buono stato. Da qui in poi il sentiero riprende a salire il crinale in direzione di Cima La Presa,  di nuovo con pendenze piuttosto sostenute: il tracciato rilevato dal mio gps, solitamente abbastanza preciso, si discosta abbastanza da quelli segnati sia sulla cartina Tabacco che sulle mappe OpenstreetMap, e segue una spalla della montagna lungo la linea di massima pendenza:



Arrivo arrancando in vetta...ma della vetta appunto non c'è traccia, la sommità è completamente coperta dal bosco, non si vedono croci o altro, per cui, visto che il cielo comincia a coprirsi, decido di lasciare stare e di dirigermi direttamente verso cima Lasta. Poco dopo una sorpresa: prima che inizi la strada militare che scende alla Forzeleta spunta in uno spiazzo un recentissimo bivacco/capanna intitolato Baita della Pace, aperto e (apparentemente) usufruibile da tutti; nella fretta mi sono scordato però di controllare la disponibiltà di posti letto. Poco sopra inoltre  lungo il crinale ci sono due panchine orientate rispettivamente in drezione est e ovest che permettono di riposarsi a guardare il panorama:



Vista verso Cima Lasta: mi attende la discesa lungo la strada militare e poi di nuovo una ripida salita lungo la dorsale boscosa...



Riprendo a salire lungo il CAI 395, e arrivo in cima stremato, è la mia seconda escursione dell'anno, e ho corso un po' troppo per la mia condizione fisica, ma il tempo è quello che è, e anche la qualità delle foto ne risente, per cui ne metto giusto due.

Il tratto finale lungo il crinale: in realtà, senza la neve che ne impediva la visione, si nota come il sentiero non segua esattamente la cresta (non obbligatoriamente, perlomeno) ma corra giusto appena sotto le rocce sommitali:



Vista verso la situazione innevamento delle cime nord dell'altopiano di Asiago:



Faccio una breve sosta rifocillandomi, poi comincio la discesa: i primi metri seguono il crinale (fanno abbastanza impressione, ma non c'è un reale pericolo), poi il sentiero rientra nel bosco e piomba ripidamente (l'ho già scritto altre volte, vero?) al col delle Bagole, dove si incrociano varie forestali e sentieri, e un tavolo con delle panche permette di pranzare comodi nel bosco. Da lì inizia una discesa molto più dolce e senza nessuna difficoltà lungo il sentiero 397A e poi 397, che in realtà è un'ampia forestale che porta fino a quota 1183, dove sulla destra si stacca un'altra forestale, non numerata ma bollinata e con indicazioni per "Drio Casteo" che mi permette in breve di tornare l'auto sotto una leggera pioggia che ha iniziato a cadere.
I dati del mio gps dicono 11,2 km e 915m di dislivello complessivo, io ci ho messo poco meno di 4 ore incluse le (brevi soste). Gita non entusiasmante, dal mio modesto punto di vista, ma come allenamento e se si ha solo mezza giornata a disposizione va più che bene.
« Ultima modifica: 30/04/2018 15:52 da hardhu »

Offline AGH

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Dai è un bel giretto a bassa quota... giusto per far gamba...:)
Devo controllare la mia traccia gps, su OpenStreetMap dovrebbe essere precisa... forse l'h mappata io diversi anni fa ormai

Offline AGH

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update: ho dato una occhiata rapida, su OSM è abbastanza giusta, sulla Tabacco è clamorosamente sbagliata

Offline Alan

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Fatto un giro anche io con amici della zona e ho conosciuto il signor "Pace", ideatore e realizzatore della Baita della Pace.
Bel giro da fare nelle mezze stagioni, con gran vista sul Lagorai.