[VAL DI CEMBRA] Sentiero Antichi Mestieri lungo l'Avisio, da Piscine a Sover

Autore Topic: [VAL DI CEMBRA] Sentiero Antichi Mestieri lungo l'Avisio, da Piscine a Sover  (Letto 6953 volte)

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Offline AGH

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Un tratto del fiume Avisio lungo il quale si snoda il Sentiero degli Antichi Mestieri

Visto il tempo ostinatamente incerto in questo periodo, scegliamo un itinerario a bassa quota: il Sentiero dei Vecchi Mestieri affacciato sul fiume Avisio, in Val di Cembra. Fa parte di un percorso più ampio che comprende anche il versante opposto di Grauno e Grumes. Noi abbiamo fatto il tratto tra Piscine e Sover.


La bellissima strada selciata che da Piscine scende assai ripida verso il fiume Avisio


Giglio di S. Giovanni

Riprendo dal sito Apt:
“Il Sentiero dei Vecchi Mestieri porta alla scoperta dell’antica viabilità storica che da tempi immemorabili collega le due sponde della Valle di Cembra. In virtù di questo collegamento erano frequenti, per esempio, i matrimoni tra famiglie del Comune di Sover con altre originarie di Grauno e Grumes, mentre i sentieri diretti alla Bassa Atesina (zona di Salorno, Egna ed Ora) garantivano il travaso stagionale di manodopera attraverso il Dossone di Cembra. Una viabilità che sembrava irrimediabilmente perduta in seguito all’alluvione del 1966 ed ora al centro di un programma complessivo di recupero.


La vegetazione è lussureggiante

La passeggiata restituisce il tessuto etnografico dell’alta valle attraverso manufatti ed opifici che in alcuni casi restarono in funzione sino agli anni Cinquanta del Novecento: Le fornaci per la cottura della calce, certo non facile da reperire in un quadro geologico in cui domina, a tutti i livelli, il porfido permiano, i mulini azionati grazie alla deviazione di importanti corsi d’acqua e le fucine in cui si lavorava il metallo e i tessuti. La componente naturalistica è altrettanto degna di nota.


I masi in località Pianacci


Le antiche case rurali sono state recuperate all'antico splendore in una angolo di natura quasi incontaminato


I bordi della stradella sono zeppi di deliziose fragoline, di cui facciamo incetta  ;D


La idilliaca località Pianacci, una radura poca sopra il fiume

La forra dell’Avisio in questo tratto presenta un alto indice di naturalità. Da Grauno si scende al torrente Avisio, prima su comode strade, poi su sentieri immersi in un paesaggio selvaggio e ricco di fascino. Questa strada era percorsa negli anni passati dagli abitanti di Grauno per coltivare la terra fino quasi sugli argini del torrente Avisio. Notevoli erano anche i passaggi per piccoli scambi commerciali con Sover, Montesover e Piscine o puramente per visite d’amicizia o parentela.


Alcuni edifici sono purtroppo abbandonati e in rovina


Località Pianali


La segnaletica è buona, noi abbiamo percorso il tratto Piscine-Sover

Questi contatti si interruppero nel 1966 quando un’alluvione spazzò via il ponte che collegava le due sponde dell'Avisio, e solo nell’anno 2009, con la sua ricostruzione, hanno potuto riprendere (Pont da la Rio). Dal piccolo Maso dei Molini, appena dalla parte opposta del torrente Avisio, girando a sinistra si può dunque percorrere il ”Sentiero dei vecchi mestieri”.



Lo stradello che da Pianacci porta verso le antiche fornaci lungo l'Avviso


Una delle fornaci per produrre la calce, "mangiata" dalla vegetazione


Il Rio delle Bore che siamo riusciti a guardare con qualche difficoltà, recuperando delle vecchie assi nei dintorni


Il sentiero in alcuni tratti si alza di quota lungo la forra, protetto da cordini di sicurezza

Si tratta di un percorso molto suggestivo, che corre per un lungo tratto a fianco del torrente, per arrivare a Maso Pianacci; da qui si sale per una ripida stradina fino a Piscine. Da qui si raggiunge Sover percorrendo la strada sterrata (percorso vita) che si dirama nella parte bassa del paese, oppure seguendo la strada provinciale, per poi scendere di nuovo ai Molini. Attraversato nuovamente il ponte sull’Avisio si raggiunge il Maso La Rio, e proseguendo, si percorre un altro tratto del “Sentiero dei vecchi mestieri” che ci permette di risalire fino a Grauno. Dal Maso La Rio si incontrano i ruderi di mulini in disuso dagli anni Sessanta; la “fucina del fabbro” recentemente restaurata come pure la “segheria alla veneziana” posta a lato della ex strada statale. Più sopra ancora si trova il “molino Cristofori”, da dove in pochi minuti si ritorna a Grauno. Indimenticabili sono gli scorci di paesaggio che si possono ammirare percorrendo questo itinerario. http://www.visitpinecembra.it/it/Principale/Sport/Trekking/Sentiero_dei_Vecchi_Mestieri/Sentiero_dei_Vecchi_Mestieri.aspx


Il sentiero si snoda con vari saliscendi lungo la spettacolare e selvaggia forra ell'Avisio

Dico la verità, questo percorso mi ha entusiasmato: bellissimo, sorprendente, a tratti con paesaggi primordiali meravigliosi che ricordano addirittura l’Amazzonia. Per un tratto si scende sul letto del fiume in un ramo secco con una vegetazione lussureggiante, camminando sui ciottoli levigati dai mille colori. Il canto degli uccelli qui è assordante e sembra di essere lungo il rio Urubamba in Perù  :) .


Il vecchio letto del fiume, che ora scorre diverse decine di metri sotto, ha scavato questo spettacolare canyon


La vegetazione "amazzonica" in fondo alla forra


Il sentiero con varie saliscendi costeggia l'Avisio, che rimbomba nella forra sottostante

Bellissimi anche i vecchi masi, gli ex mulini, interessanti le fornaci per fabbricare la calce, i canyon, le passerelle a picco sul fiume, i ruderi dell’antico Castellir, gli enormi castagni secolari. Tante tracce indicano che questi luoghi erano abitati e frequentati un tempo non troppo lontano: lungo il fiume Avisio la vita scorreva febbrile negli opifici e nei campi circostanti.


Valle dell'Urubamba in Perù? No è l'Aviso in Val di Cembra  ;D


Le passerelle permettono di passare lungo le rocce a picco sul fiume


A destra i ruder del Castellir


Una bellissima ansa del fiume, il sentiero scende lungo l'alveo a sx

Mi pare quindi una bella iniziativa quella di aver recuperato e tolto dall’oblio questo bellissimo Sentiero degli Antichi Mestieri. Dico di più: se il percorso fosse completato da Lavis a Stramentizzo, recuperando sentieri che già ci sono (sia pure in disuso), con interventi minimi per facilitare il passaggio nei tratti più ostici, con qualche passerella e cordino di sicurezza (come è già stato fatto), e istituendo un serio Parco Fluviale, sarebbe qualcosa in grado di risollevare l’economia di tutta la Val di Cembra.


Geranio selvatico


Bellissimo scorcio in una forra dove il fiume rallenta la sua corsa...


Il sentiero percorre un ramo secco dell'Avviso, il canto degli uccelli qui è assordante


Questa pozza era zeppa di pesci, intrappolati nella fossa quando la piena del fiume si è esaurita


I ciottoli trascinati dalla corrente sono un bellissimo campionario di colori e di rocce!


Il sentiero verso la parte finale in direzione del Pont della Rio


La zona dei mulini

Il fiume Avisio nasconde dei tesori nascosti, naturalisti, storici e culturali, che andrebbero valorizzati come meritano. Il percorso è facile, protetto da cordino nei punti esposti. Solo il passaggio del torrente Rio delle Bore può risultare ostico a seconda della portata: noi abbiamo risolto recuperando alcune vecchie assi da una baracca nei pressi, con le quali abbiamo fatto una rudimentale passerella. Percorrenza circa 3 ore (l tratto parziale che abbiamo fatto noi tra Piscine e Sover). Assolutamente consigliato!


L'Avisio nei pressi del Pont Della Rio

Foto d'epoca del Pont della Rio; passavano soprattutto pedoni, carri, animali e qualche mezzo leggero come questa motocicletta

La risalita verso Sover per la strada forestale offre gli ultimi bellissimi scorci

Info su: http://www.visitpinecembra.it/it/Principale/Sport/Trekking/Sentiero_dei_Vecchi_Mestieri/Sentiero_dei_Vecchi_Mestieri.aspx
la mappa: http://www.visitpinecembra.it/public/image/percorsi/stralci%20alta%20trekking/trekking_06.jpg


Il percorso fatto da noi, da Piscine a Sover
« Ultima modifica: 05/07/2016 20:25 da AGH »

Offline radetzky

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Bellissimo itinerario storico e distensivo con il piacevole gorgogliare dell'acqua !  :D
Però 43 anni x ricostruire un ponticello...in una regione ricca come il Trentino !  >:(
quando che le pegore le va a destra.. mi vago a sinistra. e quando le va a sinistra mi vago a destra !

Offline Alan

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Molto bello complimenti Ale.
Ho visto le foto e posso dire che il mi famoso giro in val di cembra deve per forza passare da qui!!!

Offline piesospinto

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Fatto oggi questo bell'itinerario, aggiungendoci la salita in destra orografica a Grauno lungo il rio dei Molin.
Mi ha incuriosito una cosa: molti dei cartelli esplicativi parlano del fatto che lungo l'Avisio c'erano molte locande, in quanto si trattava di una via di comunicazione, e quindi i viandanti venivano ospitati per la notte. Questo è ragionevole per il tratto di attraversamento dell'Avisio sulla direttrice Salorno - Grumes - Brusago - Valsugana, ma mi è parso strano nella direttrice lungo l'Avisio stesso. Perchè una via di comunicazione lungo l'insicuro greto del torrente, quando 200 metri sopra c'erano paesi, sicuramente ben collegati da tratturi, sia in destra che in sinistra orografica?
Qualcuno ne sa qualcosa?
Mauro

Offline AGH

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Avanzo una ipotesi. Anticamente lungo l'Avisio c'era una notevole attività umana: legname (fluitazione), forni per la calce, mulini, segherie, coltivazioni (in entrambi i versanti ci sono terrazzamenti ovunque, anche se ormai inghiottiti dal bosco), caccia e pesca, commerci di vario genere (anche vino, distillati). Tutta questa gente che andava avanti e indietro per i più svariati motivi, spesso utilizzando trasporto animale, da qualche parte doveva pur sostare :).

Le locande ovviamente non erano proprio in riva al fiume, che un tempo era assai più minaccioso e pericoloso di adesso con 4 bacini sul gobbo... ma un poco più in alto dove le piene di solito non arrivavano

Offline piesospinto

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Certo, la zona era piena di attivita', ed e' la prima ipotesi che ho fatto anch'io. Pero' a leggere le descrizioni delle varie tabelle esplicative si trattava di attivita' che prevedono spostamenti di piccolo cabotaggio di vicinato, finalizzati a consegnare/acquistare la merce localmente. Mentre, sempre a leggere le descrizioni, sembra che le locande fossero ad uso dei "forestieri"... Il che e' ragionevole: se il Bepi di Valfloriana passa ogni due settimane da casa mia e fa tappa per andare a comprare qualcosa a Lases, mica casa mia e' una locanda. Di qui la mia curiosita': esisteva veramente una via di comunicazione in basso (mica nel greto, quello lo lasciamo ai menadori...), solo 100 metri di dislivello o poco piu' sotto la comoda via che passava per i paesi?
Mauro

Offline AGH

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Non credo esistesse una vera e propria via di comunicazione univoca lungo il fiume, ma sicuramente una viabilità complessa metteva in comunicazione il fondovalle coi masi, i paesi, le varie attività etc. Nelle nostre esplorazioni abbiamo trovato decine di km di vecchie mulattiere, molte ormai sepolte dalla vegetazione, altre ancora percorribili. Per esempio, nella fascia mediana tra i paesi e l'alveo del fiume, ci sono tantissimi castagni secolari, spesso malmessi ma ancora vivi, addirittura in filari lungo le stradelle interne che ancora si intravedono nel bosco fitto

Offline Gaz.

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Bellissimo questo sentiero!
Ci sono stato domenica scorsa. Ho percorso l'anello da Sover a Piscine e ritorno, e un tratto del secondo anello verso Grauno. L'ambiente fluviale è molto suggestivo, magnifici gli scorci e interessanti la flora e la fauna (tantissimi uccelli, una delizia sentirli cantare).
Se devo trovare alcuni aspetti negativi direi la presenza di tantissimi capanni da caccia (in una zona così di pregio dovrebbe essere a mio parere istituito un parco e proibita la caccia!) e l'eccesso di protezioni metalliche anche in punti non eccessivamente pericolosi (sul lato verso Grauno invece la presenza di fasci di tubature nere non interrate, in bella vista per centinaia e centinaia di metri, bruttissimo spettacolo).
Ci sarebbe tanto lavoro da fare ancora per valorizzare una zona dall'altissimo potenziale (recupero dei manufatti, ripristino di altri tracciati e varianti che scendano al fiume, qualche passerella o ponticello, segnaletica, qualche tavolo e panca, ecc).
Ma nel complesso un gran bel posto!



Offline AGH

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Ci sarebbe tanto lavoro da fare ancora per valorizzare una zona dall'altissimo potenziale (recupero dei manufatti, ripristino di altri tracciati e varianti che scendano al fiume, qualche passerella o ponticello, segnaletica, qualche tavolo e panca, ecc).
Ma nel complesso un gran bel posto!

sicuramente. Considera che tu hai fatto un piccolo tratto, noi che l'abbiamo percorso tutto, da Molina a Lavis, possiamo ben dire che è un paradiso. Ma non c'è volontà politica di pensare a qualcosa di diverso. Stanno gia' pensando di fare nuovi ponti, nuove strade, nuove ciclabili.. insomma il solito cemento >:(

Online Alex Bear

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Citazione
...fare nuovi ponti, nuove strade, nuove ciclabili... insomma il solito cemento                 

Insomma la "solita" inevitabile (per loro) ed ennesima colata di cls?? Bello schifo! Sarò pure ripetitivo ma, ancora una volta, occasione persa, peccato veramente!  >:( :'(



Citazione
...la presenza di tantissimi capanni da caccia (in una zona così di pregio dovrebbe essere a mio parere istituito un parco e proibita la caccia!)     

 Di quelli, purtroppo, ce ne sono troppi ovunque a prescindere, luoghi di pregio o no, non fa alcuna differenza purtroppo, l'importante, per loro, lè sbarar...
Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.

Offline Gaz.

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sicuramente. Considera che tu hai fatto un piccolo tratto, noi che l'abbiamo percorso tutto, da Molina a Lavis, possiamo ben dire che è un paradiso. Ma non c'è volontà politica di pensare a qualcosa di diverso. Stanno gia' pensando di fare nuovi ponti, nuove strade, nuove ciclabili.. insomma il solito cemento >:(

Sì, avevo seguito alcune delle vostre tappe qui sul forum! Bella storia!
Sulla volontà che manca... purtroppo stiamo vivendo in un clima politico (localmente intendo) dove c'è poca lungimiranza, poca cultura, poca capacità di trovare soluzioni a basso impatto e alto valore aggiunto (che ci sia un altro modo di fare possibile è certo.. in molto casi basterebbe copiare cosa si fa all'estero..).
Comunque chissà, intanto un sassolino nell'acqua voi lo avete buttato..

Rimanendo a noi, l'esplorazione di fiumi e torrenti è molto interessante e talvolta regala qualche sorpresa. Anni fa avevo cominciato anch'io ad esplorare l'Avisio partendo dalla foce, poi avevo desistito. Ho fatto anche qualche breve sortita in altre valli. Ci sono ancora cosette da scoprire o riscoprire... :)

Offline AGH

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informo che attualmente (oggi) il percorso è interrotto poco a valle dei Molini, c'è un tratto che bisogna per forza guadare ma bisogna essere piuttosto atletici. Nel punto del vecchio attraversamento, poco dopo il cartello, c'è acqua. Conviene scendere brevemente verso valle e cercare il tratto più abbordabile sfruttando i sassi affioranti