[CAREGA] Vaio dei Camosci e Vaio Bianco

Autore Topic: [CAREGA] Vaio dei Camosci e Vaio Bianco  (Letto 589 volte)

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Offline Alan

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[CAREGA] Vaio dei Camosci e Vaio Bianco
« il: 13/03/2017 12:38 »
Non avevo mai visto il Carega, solo in lontananza e devo dire che è molto interessante, sopratutto il lato da Campogrosso, con le sue guglie e i suoi canali.
Dopo il battesimo sul Canalone Neri, richiamo il mio socio di avventura e gli propongo di andare a curiosare qualche famoso "Vaio" in zona Piccole Dolomiti.
Entusiasta accetta la proposta e accoda anche un paio di suoi amici.

Ore 4.30 suona la sveglia, mi preparo e mi porto verso Pietramurata dove con lui proseguiamo per Rovereto, Vallarsa, Anghebeni sino a Recoaro Terme, per poi risalire verso Campogrosso.
L'avvicinamento in auto è noioso, scomodo, psicologicamente stufante, infatti ci ripromettiamo che per una prossima gita in zona che prenderemo la strada costruita e mai completata, SP89 che dopo l'abitato di Ometto e un avvicinamento di qualche km ci porterebbe dalla stessa parte evitandoci 80km di strada (andata e ritorno) e qualche oretta... (magari avvicinamento fatto con gli sci d'alpinismo, visto che parte di questa strada viene quasi sempre battuta).
Oppure ci sarebbe la variante che dal Pian dele Fugazze attraverso la strada delle "Sette Fontane" ci porterebbe nella stessa località, anche questa però da percorrere completamente con gli sci in quanto per poter transitare ha bisogno di un permesso.

Arrivati a Campogrosso, notiamo con piacere che numerosi scialpinisti sono già in zona e che si apprestano a risalire gli itinerari più disparati.

Calziamo scarponi e ci dirigiamo verso il nostro itinerario prescelto.
Un aneddoto, siamo partiti per fare il Vaio dei Colori.... poi spiegherò cosa è successo!



Ci portiamo tramite strada (quella mai conclusa che vi dicevo) all'imbocco di un sentiero d'accesso che non è altro che la traccia scialpinistica dei numerosi itinerari che portano sul Carega.
La traccia su neve dura e ghiacciata si impenna subito, portandoci dopo circa 2,5 km in direzione W S/W circa.
In questo punto si scorge sulla destra un traverso che porta ad un piccolo canale innevato che raggiunge un Pinnacolo (impossibile da non vedere).
Lo si percorre sino ad arrivare ad una piccola selletta, dove è consigliabile (se non li si è messi prima) calzare i ramponi e iniziare a prepararsi per la risalita.

Si scende leggermente in basso e si percorre inizialmente il versante Nord poi il sentiero o traccia gira verso sinistra sino ad imboccare il sentiero CAI 158 "Vaio dei Colori", ufficialmente chiuso.
Il canale inizia sul versante N/E e risale dolce con una pendenza media di 35° circa.
Incontriamo due signori che erano intenzionati a risalire un vaio e ai quali noi chiediamo indicazioni per il Vaio dei Colori, loro ci dicono giustamente che il vaio che loro avrebbero dovuto fare (il bianco) si trova sul nostro stesso itinerario e che solo successivamente avrebbero dovuto prendere una biforcazione diversa dalla nostra.
Quindi decidiamo di seguirli.

Io parto da primo, e da sotto chiedo indicazioni, io seguo fedelmente il canale che ha una pendenza media di circa 50 gradi e ad un certo punto però raggiungo già l'uscita di un canale, mi giro e urlo giù, "ma siamo sicuri di essere giusti?".
Al signore viene un dubbio e mi dice, mi sà che siamo sul Vaio dei Camosci!!


Gli rispondo "Ah bene, proprio quello che ci avevano detto di non fare perchè troppo difficile!!!".
Probabilmente la scala di difficoltà è starata o le condizioni della neve rendono più facile l'ascensione, ma io trovo assolutamente comodo seppur faticoso la progressione e mi ritrovo quindi ad aspettare i miei compagni fuori dal Vaio sull'anticima della Cima di Mezzodì.


Arrivano tutti e decidiamo il da farsi.
Da un lato vedo il bellissimo versante Nord di Cima Carega chiamato anche Vallone di Pissavacca, (nome particolare), e delle tracce che lo attraversano per poi inserirsi in una traccia scialpinistica.
Alcune considerazioni ci fanno desistere dal fare quell'itinerario, quindi "disarrampichiamo" il Vaio dei Camosci per prendere a sinistra l'altra biforcazione che ci porta in un'altro vaio, che a detta dei vicentini era il Vaio dei Colori.



Ripercorriamo anche quel vaio con pendenze costanti di 45/50° su ottima neve dura e dopo circa 350m di dislivello ci fa sbucare sul versante Est di Cima Carega.
Ormai la fiducia nei vicentini è scesa sotto i tacchi, a circa metà canale uno dei due esordisce con "ma setu che no semo mia nel Vaio dei Colori?". Dentro di me gli rispondo "e sticazzi!!!" me ne ero accorto anche io, viste le relazioni e le foto, ma ero poco interessato dal nome del vaio, in quel momento la pendenza "quasi estrema", la neve dura, i ramponi e la piccozza ben piantata mi dava una sensazione adrenalinica mista ad endorfine tale da fregarmene altamente. Mi sentivo affamato di pendenza, ma sopratutto affamato e basta.... Sono ormai le 11.30 circa e sento che il mio corpo urla cibo!!!!



Arrivati in cima un leggero venticello ci accoglie, io mi mangio un panino, mi vesto e dopo 15min di breefing, abbandoniamo i vicentini a se stessi, chiedendo prima se avessero bisogno di una mano, ma credo che nei loro visi leggevo una enorme stanchezza, uno parla di pastiglie della pressione e la cosa mi incute un pò di timore!!!
Ci salutiamo e ci avvisiamo verso S/E verso Forcella Mosca, da dove poi avremo la conferma che da lì sale il Vaio dei Colori.



Si percorre tramite il sentiero 157 ma sulla variante alta il sentiero, arrivando sino alla Bocchetta dei Fondi per poi fare una delle cose più divertenti di tutta la gita, tutta la bocchetta giù di c*lo lasciandosi trasportare dalla soffice neve polverosa che nel versante Nord rimane ancora splendida!!!
Perdiamo circa 100m di dislivello a "sculate" dopo di chè riprendiamo possesso delle nostre gambe e ci dirigiamo verso Campogrosso passando sotto la Guglia Berti che mi da la possibilità di scattare un paio di foto davvero belle.
Tramite poi un sentiero in semicresta arriviamo al Passo dove, con una bottiglia di Teroldego nostrano festeggiamo la nostra bellissima giornata in montagna.




Offline DDT

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Re:[CAREGA] Vaio dei Camosci e Vaio Bianco
« Risposta #1 il: 14/03/2017 19:31 »
Bello Alan!
Il Vaio dei Camosci è legato ad una delle mie più brutte avventure in montagna: da giovane senza coscienza l'ho fatto in discesa e sono rimasto incrodato su un salto di roccia di 5/6 metri.
Da solo, scarponi nuovi e megavesciche, mi ha preso il panico.
Alla fine dopo una lunghissima pausa sono riuscito a scendere.

Offline Alan

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Re:[CAREGA] Vaio dei Camosci e Vaio Bianco
« Risposta #2 il: 15/03/2017 08:38 »
Apperò, devo dire che non è una cosa banale e non va preso per nulla sottogamba, in versione estiva penso che sia tecnicamente più difficile.
Gestire certe situazioni ci vuole sangue freddo, ma anche fermarsi ogni tanto e riportare tuttto alla normalità fa bene.
Avrai sicuramente imparato da quell'esperienza :)!!!