Autore Topic: [TV] Il Sergente  (Letto 8490 volte)

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Offline Nic

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[TV] Il Sergente
« il: 30/10/2007 13:48 »

Stasera ore 21.30 su La7 spettacolo di Paolini tratto dal famoso romanzo di Rigoni Stern (Il sergente nella neve).

n
« Ultima modifica: 22/09/2008 20:47 da Claudia »

Offline radetzky

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Re: Il Sergente
« Risposta #1 il: 30/10/2007 13:54 »
ottima segnalazione, grazie !
quando che le pegore le va a destra.. mi vago a sinistra. e quando le va a sinistra mi vago a destra !

passopasso

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Re: Il Sergente
« Risposta #2 il: 31/10/2007 10:53 »
Visto.
Finito con un groppone alla gola.
Paolini è suggestivo come sempre, anche se secondo me questo non è il suo miglior lavoro dei tre che sono passati in TV (personalmente prediligo Ustica e Vajont, in quest'ordine, ma importa poco).
Il monologo mi ha ricordato di quando, alle scuole medie, preparai un lavoretto sulla ritirata del 42/43. Un gentilissimo signore di Bolzano, contattato non mi ricordo come, che all'epoca era sottoufficiale e partecipò alla battaglia di Nikolajewka, venne a casa mia (a casa di un ragazzino di 13 anni) e parlò per oltre due ore, a tratti commuovendosi, a volte rimandendo assorto in silenzio, qualche volta asciugandosi le lacrime, raccontandomi dell'esperienza atroce vissuta laggiù, degli amici lasciati nella neve e di tutto quello che si è potuto sentire ieri sera.
La cosa singolare di questi reduci è che tutti hanno quest'urgenza di parlare e parlare, quasi che le parole - che sembra se ne escano da sole anche dalle bocche di chi nella vita ha sempre avuto difficoltà ad utilizzarle - possano esse sole lenire e rintuzzare l'orrore e la sofferenza di quei giovani uomini che, in corpi da vecchi, parlano della cosa come se fosse successa ieri, come se l'odore della polvere da sparo e il fetore dei corpi esausti allignasse ancora adesso nell'aria.

Illuminante la domanda di Ferrara, che ha chiesto al reduce se mai loro avessero pensato alla nobiltà della guerra, all'orgoglio nazionale da difendere e altre amenità.
Ognuno di quei poveri cristi (uso volutamente l'espressione, il corpo di cristo - anche per me ateo convinto - è la sublimazione della sofferenza umana) pur nell'urgenza del momento erano uomini smarriti che anelavano alla propria casa, "poveri cani che muoiono invocando la madre" (la citazione - inesatta, peraltro - è tratta dal celeberrimo libro di Erich Remarque "Niente di nuovo sul fronte occidentale").

Con mia moglie si commentava che in fondo, al di là delle date, delle roboanti descrizioni e delle suggestioni che ognuno vuole vedervi, il senso ultimo della storia è forse solo una pallottola presa di striscio che non ti fa più camminare, un braccio strappato dal corpo, un gelo che ti penetra nelle ossa e ti schianta impedendoti di andare avanti mentre tu, ancora lucido, sei in grado di realizzarlo, un amico o un compagno che sei costretto ad abbandonare, una sciabolata che ti sfigura e magari ti uccide, a Nikolajewka come a Waterloo, a Stalingrado come a Lepanto, a Poitiers come a Canne.

Per reinserirmi nelle tematiche forumistiche dopo il lungo OT, credo che esperienze non dissimili e molto più vicine a noi geograficamente le abbiano vissute altri poveri cristi in Pasubio, sull'Ortigara, in Adamello, in Marmolada, al Lagazuoi.
Chiunque di noi abbia percorso qualcuno di quegli itinerari con una minima consapevolezza avrà senz'altro dedicato un doloroso pensiero a tutti coloro che con il loro sangue hanno infiammato lo rocce, per qualsiasi parte essi abbiano combattuto.


Offline Nic

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Re: Il Sergente
« Risposta #3 il: 31/10/2007 14:53 »
Passo: bravo, belle belle parole.
Sei stato davvero fortunato a poter vivere l'esperienza del racconto diretto di un reduce.

Offline Guido

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Re: Il Sergente
« Risposta #4 il: 31/10/2007 15:32 »
Molto differenti le 2 guerre,non sicuramente nella sofferenza,però sicuramente la 1a combattuta per liberare i trentini i friulani i giuliani dalla assimilazione forzata dell'impero asburgico,voluta fortemente dagli stessi (vedi Larcher e tanti atri) la seconda, nel caso degli alpini in russia, per conquistare ,senza un motivo oltre che a quello della grandeur imperialista,una terra lontana e sconosciuta...

e alla domanda di Ferrara in merito all'orgoglio di patria, il tenente ha risposto anche se confusamente,che al commissario di non so chi dell'urss, che gli disse che i russi quelle notti erano stati fermati dagli ululati dei lupi, rispose che quegli ululati e quei lupi erano i soldati della Brigata Julia.
"...sarà da chiedersi se esistano ancora escursionisti capaci di divertirsi sulle medie difficoltà, per trovare sè stessi anche in una giornata senza ambizioni, trascorsa serenamente all'insegna della natura più delicata." Giampaolo Sani

passopasso

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Re: Il Sergente
« Risposta #5 il: 31/10/2007 15:51 »
Molto differenti le 2 guerre,non sicuramente nella sofferenza,però sicuramente la 1a combattuta per liberare i trentini i friulani i giuliani dalla assimilazione forzata dell'impero asburgico,voluta fortemente dagli stessi (vedi Larcher e tanti atri) la seconda, nel caso degli alpini in russia, per conquistare ,senza un motivo oltre che a quello della grandeur imperialista,una terra lontana e sconosciuta...

e alla domanda di Ferrara in merito all'orgoglio di patria, il tenente ha risposto anche se confusamente,che al commissario di non so chi dell'urss, che gli disse che i russi quelle notti erano stati fermati dagli ululati dei lupi, rispose che quegli ululati e quei lupi erano i soldati della Brigata Julia.

Il tenente dice che si era trovato a passare dal paese natale di Nikita Krushev, e quando si trovò occasionalmente all'ONU (pare, da quanto detto in trasmissione, in occasione della celebre sceneggiata della scarpa sbattuta sul piedistallo dell'oratore) chiese di vedere Krushev presentandosi come "la gallina di Kalinovka". Krushev lo mandò a prendere, ed allora il tenente gli riferì che i russi, che non avevano attaccato per timore dei lupi, erano stati tratti in inganno dagli ululati degli alpini.
Credo vada perdonata un po' di confusione e di inesattezza ad un uomo di oltre ottant'anni. Oltretutto la naturale commozione dei vecchi non aiuta a essere lucidi nel ricordo.
Sinceramente non credo che qualche ululato sia bastato a fermare l'Armata Rossa.

Sulle due guerre posso anche essere d'accordo, benché assolutamente non esperto della questione al di là di qualche reminescenza scolastica e qualche personale lettura.
Di fatto però gran parte delle popolazione trentina abile alle armi combattè sotto le insegne dell'Impero, inquadrata fra i Kaiserjaeger e altri reparti ingiustamente meno celebri. Mio nonno paterno, proveniente dal trentino meridionale, fu inviato sul fronte orientale, in Galizia, dal quale tornò vivo ma senza il dito di una mano, che si era consapevolmente fatto saltare con una fucilata pur di essere rimpatriato.
La popolazione civile inoltre venne trasferita in massa in enormi campi profughi in territorio austriaco: mia nonna materna e tutta la sua famiglia furono espatriati a Mittendorf, una gigantesca cittadella alle porte di Vienna.
Ciò che dalle mie (poche) letture mi sembra trasparire è dunque l'inversione delle motivazioni dei combattenti italiani nelle due guerre: se durante la IIWW gli italiani furono consapevoli di essere parte di una dissennata avventura imperialistica, nella IWW essi combatterono per difendere le loro case dall'invasore austriaco.
I trentini, come detto, stavano, a torto o a ragione, da quest'ultima parte. Non a caso qualcuno dei nostri nonni ancora ricorda l'inno, sull'aria dell'ora conosciuto "Deutschland uber alles", che recitava "Salvi Iddio dell'Austria il regno, salvi il nostro Imperator ...".
Però ne so poco, mi piacerebbe che qualcuno dicesse la sua.
« Ultima modifica: 31/10/2007 16:07 da passopasso »

Offline Guido

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Re: Il Sergente
« Risposta #6 il: 31/10/2007 16:10 »

"Il tenente dice che si era trovato a passare dal paese natale di Nikita Krushev, e quando si trovò occasionalmente all'ONU (pare, da quanto detto in trasmissione, in occasione della celebre sceneggiata della scarpa sbattuta sul piedistallo dell'oratore) chiese di vedere Krushev presentandosi come "la gallina di Kalinovka". Krushev lo mandò a prendere, ed allora il tenente gli riferì che i russi, che non avevano attaccato per timore dei lupi, erano stati tratti in inganno dagli ululati degli alpini.
Credo vada perdonata un po' di confusione e di inesattezza ad un uomo di oltre ottant'anni. Oltretutto la naturale commozione dei vecchi non aiuta a essere lucidi nel ricordo.
Sinceramente non credo che qualche ululato sia bastato a fermare l'Armata Rossa."


Si,era così, non avevo capito bene il primo pezzo,quindi non l'ho riportato,ma alla fine del discorso ho capito,forse sbagliandomi,
che krushev o chi per lui avesse detto  che erano stati i lupi a fermarli,come una sorta di scusa,quasi ironica, e che il tenente gli abbia detto ("voglio togliermi un sassolino dalla scarpa....") con feroce ironia,che a fermare i russi non erano stati i lupi ma la brigata julia("ovvero che allora quei lupi di cui parlava  krushev,ERANO la brigata julia, a cui avevo insegnato a ululare".
non si spiegherebbe altrimenti alla luce della domanda sull'eroismo, una risposta del tipo "abbiamo ingannato i russi ululando di notte" perchè appunto l'armata rossa non si sarebbe fermata per dei lupi...
non so se mi sono spiegato bene, spero abbiate capito... ???
« Ultima modifica: 31/10/2007 16:13 da Guido »
"...sarà da chiedersi se esistano ancora escursionisti capaci di divertirsi sulle medie difficoltà, per trovare sè stessi anche in una giornata senza ambizioni, trascorsa serenamente all'insegna della natura più delicata." Giampaolo Sani

Offline Guido

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Re: Il Sergente
« Risposta #7 il: 31/10/2007 16:21 »
"Di fatto però gran parte delle popolazione trentina abile alle armi combattè sotto le insegne dell'Impero, inquadrata fra i Kaiserjaeger e altri reparti ingiustamente meno celebri."

Furono costretti.per lo stesso motivo, Cesare Battisti di nazionalità "austro-ungarica" fu processato e condannato a morte per tradimento, perchè si arruolò nell'esercito italiano.

Una cosa che però accumuna le due guerre è che furono, un po' più la prima della seconda, a grande partecipazione popolare.
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passopasso

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Re: Il Sergente
« Risposta #8 il: 31/10/2007 16:35 »
"Di fatto però gran parte delle popolazione trentina abile alle armi combattè sotto le insegne dell'Impero, inquadrata fra i Kaiserjaeger e altri reparti ingiustamente meno celebri."

Furono costretti.per lo stesso motivo, Cesare Battisti di nazionalità "austro-ungarica" fu processato e condannato a morte per tradimento, perchè si arruolò nell'esercito italiano.

Una cosa che però accumuna le due guerre è che furono, un po' più la prima della seconda, a grande partecipazione popolare.

Per motivi diversi sì, lo furono.
La II per l'asfissiante propaganda di un regime che metteva a tacere ogni voce contraria.
La I per l'ovvio coinvolgimento emotivo di una popolazione che aveva assistito sbigottita ad una dichiarazione di guerra chiaramente opportunistica, a cui fece seguito l'emblematica "Strafexpedition", la cosiddetta spedizione punitiva che si concretizzò nell'attacco degli austro-ungarici alla pianura veneta, considerata la porta di ingresso all'Italia. Del carattere eminentemente difensivo di quella guerra credo che la popolazione ebbe contezza. Tu stesso me lo confermi, poiché la vedi dal punto di vista dell'italiano invaso. In effetti nelle memorie popolari le grandi battaglie sul Carso, sull'Isonzo, sulla stessa linea lombardo-veneta (includendo qui la parte del fronte che passava per il territorio ora trentino) appartengono più all'Italia (dove per Italia intendo, grosso modo, da Borghetto in giù): non a caso moltissimi dei fanti che vennero impiegati, soprattutto nel settore friulano-sloveno, provenivano dalle regioni del sud italia.

passopasso

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Re: Il Sergente
« Risposta #9 il: 31/10/2007 16:42 »
Guido, riletto il tutto preciserei una cosa.

Non mi stupisce che la IWW sia stata percepita dagli "italiani" come una guerra di liberazione dei fratelli tridentini oppressi. Di fatto essa fu la ragione, anche propagandistica, che la giustificava. Il sentimento dei combattenti però (ripeto, sempre stando alle mie impressioni conseguenti alle mie limitate letture) fu quello dell'accanimento in una disperata guerra difensiva, con l'austro-ungarico alle porte della pianura padana che minacciava fisicamente il territorio "non ibrido".

L'alpino in Russia, a differenza della Wermacht (per tacere delle S.S. al traino), combatte svogliatamente una guerra di invasione, dove gli eroismi giustificano il salvare la pelle.
L'alpino (e anche il fante) sul Carso, o sul Pasubio, combatte disperatamente una guerra che sa, se perduta, devastante per chi si è lasciato (anche fisicamente) alle spalle.

Offline Guido

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Re: Il Sergente
« Risposta #10 il: 31/10/2007 16:54 »
Indubbiamente propagandistica fu la 2a, ma molte,moltissime erano le voci a favore, forse appunto per la propaganda,parecchie le voci discordi,ma isolate; non ci furono mai moti di piazza contro il regime.
in entrambe le guerre bisogna anche considerare che tutti gli stati erano nazionalisti e imperialisti, dalla francia alla russia passando per gli ottomani e che i tempi erano diversi, chi disertava veniva fucilato, la grandeur,la politica di potenza non era come oggi vista come un male assoluto, ma come la naturale aspirazione di una nazione al proprio ruolo nell'europa degli imperi prima e degli stati colonialisti poi...
nella prima anche di più: Non si giurava ovunque tu fossi (a parte in russia dove giuravi su lenin e il comunismo) la fedeltà fino alla morte al re,o all'imperatore?
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Re: Il Sergente
« Risposta #11 il: 31/10/2007 17:02 »
Guido, riletto il tutto preciserei una cosa.

Non mi stupisce che la IWW sia stata percepita dagli "italiani" come una guerra di liberazione dei fratelli tridentini oppressi. Di fatto essa fu la ragione, anche propagandistica, che la giustificava. Il sentimento dei combattenti però (ripeto, sempre stando alle mie impressioni conseguenti alle mie limitate letture) fu quello dell'accanimento in una disperata guerra difensiva, con l'austro-ungarico alle porte della pianura padana che minacciava fisicamente il territorio "non ibrido".

L'alpino in Russia, a differenza della Wermacht (per tacere delle S.S. al traino), combatte svogliatamente una guerra di invasione, dove gli eroismi giustificano il salvare la pelle.
L'alpino (e anche il fante) sul Carso, o sul Pasubio, combatte disperatamente una guerra che sa, se perduta, devastante per chi si è lasciato (anche fisicamente) alle spalle.

Certamente sono d'accordo con te la differenza è abissale,ma quando si parla di atti eroici di eserciti e di soldati si parla indipendentemente del perchè fossero a combattere,quindi tanto vale il sacrificio dei soldati a cefalonia contro i tedeschi, quanto quello ad el alamein contro gli inglesi, tanto quello dei soldati italiani che hanno tenuto le proprie posizioni per senso del dovere in russia, in quanto in questo modo essi hanno onorato l'italia,non mussolini, hanno dato prova di coraggio, di senso del sacrificio e del dovere.
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passopasso

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Re: Il Sergente
« Risposta #12 il: 31/10/2007 17:07 »
Guido, riletto il tutto preciserei una cosa.

Non mi stupisce che la IWW sia stata percepita dagli "italiani" come una guerra di liberazione dei fratelli tridentini oppressi. Di fatto essa fu la ragione, anche propagandistica, che la giustificava. Il sentimento dei combattenti però (ripeto, sempre stando alle mie impressioni conseguenti alle mie limitate letture) fu quello dell'accanimento in una disperata guerra difensiva, con l'austro-ungarico alle porte della pianura padana che minacciava fisicamente il territorio "non ibrido".

L'alpino in Russia, a differenza della Wermacht (per tacere delle S.S. al traino), combatte svogliatamente una guerra di invasione, dove gli eroismi giustificano il salvare la pelle.
L'alpino (e anche il fante) sul Carso, o sul Pasubio, combatte disperatamente una guerra che sa, se perduta, devastante per chi si è lasciato (anche fisicamente) alle spalle.

Certamente sono d'accordo con te la differenza è abissale,ma quando si parla di atti eroici di eserciti e di soldati si parla indipendentemente del perchè fossero a combattere,quindi tanto vale il sacrificio dei soldati a cefalonia contro i tedeschi, quanto quello ad el alamein contro gli inglesi, tanto quello dei soldati italiani che hanno tenuto le proprie posizioni per senso del dovere in russia, in quanto in questo modo essi hanno onorato l'italia,non mussolini, hanno dato prova di coraggio, di senso del sacrificio e del dovere.

Su questo punto sfondi una porta aperta.
A distanza di tanti anni da quegli eventi credo che, oltre ad una lettura il più possibile lucida e rigorosa, non vi sia che la pietà per ogni giovane vita incolpevole* che fu stroncata.

* Non vorrei aprire un'eventuale polemica di questo tenore, ma la non colpevolezza è fondamentale.
Il fantaccino Piero ("sparagli, Piero, sparagli ora ...") che uccide per non essere ucciso è diverso, per me, dal volontario della XMAS, o dal repubblichino convinto, o dalla giovane S.S., checché ne dica Violante.

passopasso

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Re: Il Sergente
« Risposta #13 il: 31/10/2007 17:13 »
Giudo, prova a vedere se trovi questo recente filmino (non è un capolavoro, ma è gradevole e ti risolve una serata).
L'episodio di cui tratta è realmente accaduto.


Offline Guido

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Re: Il Sergente
« Risposta #14 il: 31/10/2007 17:25 »
se è quello sulla 1ww con le 2 pattuglie che festeggiano insieme il Natale,conosco l'episodio... :)

Sul fatto della colpevolezza sono d'accordo, ma solo se hanno commesso crimini o sono stati complici di crimini, indipendente è l'ideologia. Ovvio che se mi parli delle SS o della polizia segreta sovietica è insito nella natura di questi corpi l'ideologia criminale.
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