Autore Topic: [VEGAIA - TREMENESCA] Cima Valletta m 2857  (Letto 2316 volte)

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Offline Dellas

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Re:[VEGAIA - TREMENESCA] Cima Valletta m 2857
« Risposta #15 il: 26/10/2018 22:46 »
Senza dubbio.

Lo zero termico estivo spesso a 4400-4700 m e il micidiale prolungarsi della stagione estiva, con la stagione di ablazione che spesso si prolunga fino a fine ottobre/inizio novembre (anche quest'anno terminerà con le nevicate copiose dei prossimi giorni ... sempre che non torni l'hp subtropicale dal 4-5 novembre come qualche modello sembra suggerire  :'( ) fanno molto più male ai ghiacciai degli inverni poco nevosi.

Mettiamoci anche le calure spesso anticipate. Anni tipo il 2009, il 2014 o il 2018 hanno visto l'arco alpino molto ben innevato fino a fine marzo o anche inizio aprile (quest'anno per esempio la neve era molto abbondante) ma il manto si è fuso rapidamente con settimane di caldo precoce e di assenza o quasi di nevicate primaverili.   

Neve abbondante dici? secondo me era abbondante sul fronte piemontese (Cervino in primis) ma non sul nostro fronte orientale. Ha fatto freddo si, quindi quella che è venuta si è fermata tutta, ma non credo sia stato un ottimo anno, di quelli che per capirci rimpolpano i ghiacciai. è stato un inverno sufficiente, poi vanificato dalle temperature estive.

Offline Ste82

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Re:[VEGAIA - TREMENESCA] Cima Valletta m 2857
« Risposta #16 il: 27/10/2018 10:14 »
Avete ragione, servirebbe un mix di fattori per invertire la tendenza: autunni generosi in termini di precipitazioni ed estati non troppo calde.
Il fatto è che sempre più spesso, negli ultimi anni, l'autunno diventa una stagione anonima dove domina per mesi l'hp (vedi l'autunno 2015 e l'autunno 2016), senza concedere nulla in termini di precipitazioni e con costanti temperature sopra norma. Il massimo (in termini negativi per i ghiacciai, ovviamente) è stato avere un autunno abbastanza secco nel 2016 (mi pare di ricordare uno o due episodi perturbati a novembre, comunque non eclatanti, poi il nulla), un inverno infame (qualche precipitazione tra febbraio e inizio marzo ma sempre "stitico" in media) e un'estate allucinante, secchissima e calda infernale.
Quest'anno probabilmente è andata un po' meglio, l'inverno è stato più generoso anche se a detta di miei amici scialpinisti in quota non è che ci fosse tutta questa neve poiché ad ogni perturbazione seguiva sempre un gran vento; il problema è che in primavera ha fatto poco o niente e l'estate, giugno a parte, è stata decisamente calda e secca con zero termico costantemente sopra i 3800-3900 con punte addirittura a 4600  :o :o
 

Offline giesse59

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Re:[VEGAIA - TREMENESCA] Cima Valletta m 2857
« Risposta #17 il: 27/10/2018 12:02 »
Neve abbondante dici? secondo me era abbondante sul fronte piemontese (Cervino in primis) ma non sul nostro fronte orientale. Ha fatto freddo si, quindi quella che è venuta si è fermata tutta, ma non credo sia stato un ottimo anno, di quelli che per capirci rimpolpano i ghiacciai. è stato un inverno sufficiente, poi vanificato dalle temperature estive.

I primi d'aprile nel settore Tonale-Peio-Rabbi intorno ai 1800 m c'erano in media 130-140 cm di neve e sopra i 2000 anche 170-180. Non mi pare si possa parlare di un innevamento scarso, anche se sicuramente ci sono state annate più nevose, per esempio nel 2013-2014 ai primi di marzo c'era più neve ma ai primi di aprile certamente no, visto che la seconda di marzo fece registrare fusioni notevoli.

L'inverno scorso NON è stato freddo, ha fatto freddo (molto!) solo 4 giorni a fine febbraio, dal 25 al 28, poi marzo ha avuto il grande merito di non avere scaldate ma non si può definirlo freddo. Buono invece il fatto che con T normale e frequenti episodi perturbati marzo sia stato, oltre i 1400-1500 m, un mese di accumulo e non di fusione, e così la prima decade di aprile, purtroppo tutto è stato vanificato da un cambio repentino di stagione intorno al 13-14 aprile, con zt subito schizzato oltre i 3000 m  :'(
 

Offline Dellas

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Re:[VEGAIA - TREMENESCA] Cima Valletta m 2857
« Risposta #18 il: 27/10/2018 13:58 »
Avete ragione, servirebbe un mix di fattori per invertire la tendenza: autunni generosi in termini di precipitazioni ed estati non troppo calde.
Il fatto è che sempre più spesso, negli ultimi anni, l'autunno diventa una stagione anonima dove domina per mesi l'hp (vedi l'autunno 2015 e l'autunno 2016), senza concedere nulla in termini di precipitazioni e con costanti temperature sopra norma. Il massimo (in termini negativi per i ghiacciai, ovviamente) è stato avere un autunno abbastanza secco nel 2016 (mi pare di ricordare uno o due episodi perturbati a novembre, comunque non eclatanti, poi il nulla), un inverno infame (qualche precipitazione tra febbraio e inizio marzo ma sempre "stitico" in media) e un'estate allucinante, secchissima e calda infernale.
Quest'anno probabilmente è andata un po' meglio, l'inverno è stato più generoso anche se a detta di miei amici scialpinisti in quota non è che ci fosse tutta questa neve poiché ad ogni perturbazione seguiva sempre un gran vento; il problema è che in primavera ha fatto poco o niente e l'estate, giugno a parte, è stata decisamente calda e secca con zero termico costantemente sopra i 3800-3900 con punte addirittura a 4600  :o :o

Confermo da sci alpinista che io questo inverno non ho visto tantissima neve. Buon innevamento si, ma non eccezionale. Ho seguito con interesse le precipitazioni che non sono state così abbondanti. Si è solo conservata meglio, grazie ad un inverno con punte di caldo minori. Sono uscito una media di 3 volte a settimana e di questo sono abbastanza sicuro. Se qualcuno ha qualche sito con dati ufficiali lo linki che sono curioso di vedere se le mie sensazioni sono corrette.

@giesse: Ti confermo che il 1 aprile sul monte vigo superava il metro, purtroppo sui ghiacciai 1 metro e mezzo o due metri di neve secondo me non è tanta. Ne serve di più, che venga presto così può stratificare e diventare ghiaccio. cmq non voglio polemizzare! E' solo la mia idea. ;D


Ps: mi sa che siamo OT.

Offline giesse59

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Re:[VEGAIA - TREMENESCA] Cima Valletta m 2857
« Risposta #19 il: 27/10/2018 23:18 »
Ma infatti non si tratta di polemizzare, anzi ognuno porta il contributo di quello che ha visto e credo che "abbiamo ragione" tutti.

L'innevamento non è direttamente proporzionale alla quota ed è verissimo che questo inverno spesso il vento ha fatto grossi danni al manto nevoso sulle creste e in genere alle quote alte e poi spesso alle quote alte manca proprio la neve autunnale, quella di questo periodo quando sopra i 2500 ne cadono (o ne dovrebbero cadere) metri mentre sotto i 2000 prevale ancora la pioggia.

Per la mia frequenza esperienza delle medie quote nell'area di Peio-Rabbi (non sono scialpinista, in quella stagione se posso salgo e vado di ciaspole appunto intorno ai 1700-2200 m (per capirsi le mie ciaspolate di quest'anno sono state a Malga Saline, alle malghe Samocleva e Caldesa di Rabbi, la traversata da Forte Strino a Vermiglio per Valle Strino e Val Verniana) e quest'anno neve a quella quota ce n'era tanta.

Questo è il nivometro del Tonale, con il confronto tra 2015-16 e 2017-18, si nota la tanta neve a inizio aprile 2018 ma la rapidissima fusione dopo il 12 del mese. Link da meteotrentino, si può confrontare tutti gli anni e per una ventina di nivometri.
 

Offline giesse59

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