Post recenti

Pagine: [1] 2 3 ... 10
1
giusto ieri stavo commentando che si potrebbe fare un giro per vedere la neve, visto il tempo quest'anno :D
2

te ne sarei grato ;-)
magari aspetto ancora un po' prima di andarci vista la neve...

Aranar, non mi sono dimenticata di rispondere, speravo salire per rifare il giro nei giorni scorsi ma purtroppo maltempo e pioggia non han dato tregua. Da informazioni di persone del luogo ho sentito che i sentieri fino a qualche giorno fa erano percorribili, ci sono degli alberi caduti però facilmente aggirabili. Confidiamo tutti in un miglioramento del meteo quanto prima!  ::)  :)
3
questo è quello che ha fatto il Cai del Veneto: mi pare semplice, chiaro e facilmente consultabile https://docs.google.com/spreadsheets/d/1L4qPpNhGaGyyMUkKfqRaeeNV0K2TN3mboDPM_R_OHic/edit?usp=sharing
4
ATTENZIONE: sentieri interrotti per la tempesta Vaia
Sulla cartografia ufficiale della SAT i sentieri impraticabili hanno assunto un colore grigio. Siccome non sono a conoscenza di ulteriori dettagli, visto che mancano avvisi specifici in merito, prendete questa info che vi do con le pinze (per esempio Malga Cere a noi risulta raggiungibile, sia pure aggirando schianti)
https://trentino.webmapp.it/#/?map=13/46.1527/11.4768

update: cliccando sul sentiero e aprendo il dettaglio della scheda informativa, appare un "NO" nei tratti interrotti
5

Sull'Avisio, sotto il "gravone"

Una esplorazione breve, alla scoperta del fiume nel tratto a SO dell’abitato di Cembra. Guardando le carte, scopro che con delle ripide strade di campagna si riesce a scendere, verso la località Camin, fin quasi sulla riva dell’Avisio. Parcheggio nei pressi di una cava a quota 580 metri a nord del Dos Caslir, quindi a piedi fino a Camin, tra i terrazzamenti e le vigne.


I terrazzamenti sono punteggiati di bei masi tra le vigne

La discesa ripida verso il fiume: di fronte, il "Gravone", la discarica di detriti di porfido

Rustico caratteristico

Fiori di saponaria lungo le strade di campagna

Giochi d'acqua tra le pietre dell'Avisio

Con una stradella agricola assai ripida, scendo nella valletta che conduce a un maso isolato, a pochi metri dall’Avisio. Come al solito, curioso nei locali aperti: nella stalla trovo un pezzo di vero antiquariato! Nella mangiatoia c’è una specie di cassetta in legno che serviva per spargere lo zolfo sulle vigne (solfràr), con tanto di mantice azionato a leva e di spallacci per trasportarlo sulla schiena: un attrezzo agricolo storico oggi quasi introvabile, purtroppo molto malandato, speriamo che non vada perduto e che qualcuno lo recuperi.


Il maso isolato vicino al fiume

Gironzolo intorno a curiosare

L'antico attrezzo per spruzzare lo zolfo sulle vigne

Il maso vicino al fiume

Scendo in riva al fiume e gironzolo guardando i sassi sempre belli e colorati. Ed ecco la sorpresa: incastrato tra le pietre c’è... un elmo della Seconda Guerra Mondiale! Molto malridotto ovviamente, ma dopo tanti anni nell'Avisio, vorrei vedere... chissà come diavolo è finito quaggiù e a chi è appartenuto…


Eccomi sull'Avisio!

Le pietre multicolori sulle rive sono sempre interessantissime

L'elmo della Seconda Guerra Mondiale: chissà come è finito quaggiù!

Cerco di dirigermi verso monte ma faccio poca strada: c’è una grossa briglia che sbarra il passaggio. L’argine opposto è stato artificializzato con grossi massi e il paesaggio in questo tratto non è bello come altrove: proprio di fronte c’è inoltre il famigerato "gravone", il versante dove le cave di Albiano hanno riversato per decenni tonnellate di detriti di porfido. La vegetazione sta tentando faticosamente di colonizzare la montagna ferita, ma sugli scarti di porfido cresce ben poco.


Le montagne sopra Albiano divorate dalle cave...

Osservo l'Avisio verso valle: in rosso la discesa ripidissima fatta in una precedente escursione

La selva amazzonica lungo le rive

Anche verso valle non riesco a proseguire per molto, la riva è invasa dai detriti di rami e piante sradicate dalla recente piena: nella golena invece riesco a camminare un po’ di più sul letto sabbioso e soffice, fino ad una muraglia rocciosa che blocca il cammino. Impossibile risalirla per i suoi fianchi ripidi, invasi da una rigogliosa boscaglia.


Scendo un poco verso valle, ma l'avanzata diventa sempre più ostica

La golena col fondo sabbioso...

Ancora pietre bellissime

Torno verso il maso, quando tra i sassi scorgo con la coda dell’occhio qualcosa che si muove. Osservo meglio. Non l’ho mai visto: è una specie di piccolo rospo marroncino. Mentre salta per fuggire intravedo una intensa colorazione gialla sul ventre e allora capisco: è proprio lui, il famoso ululone dal ventre giallo! (Bombina variegata). Sentito nominare spesso, ma mai visto dal vero.


L'ululone occhieggia tra le pietre l'invasore...

E' un piccolo anfibio a rischio estinzione qui in Trentino, con delle curiose pupille triangolari, che può vivere fino a 20 anni! Difficilissimo fargli una foto decente, perché si dà lesto alla fuga ogni volta che tento avvicinarmi. Il nome deriva dal richiamo caratteristico che somiglia a un "uuhhh-uuhhh" breve e ripetuto anche 40 volte al minuto. Le macchie gialle sul ventre lo rendono inconfondibile. Se disturbato o maneggiato può rilasciare una sostanza biancastra tossica, riesco a fare qualche foto e lo lascio finalmente in pace.


Ululone dal ventre giallo

Risalgo verso Camin per l'erta stradella di campagna

La forra tra Lisignago e Cembra, già esplorata in una precedente escursione

Altro rustico in splendida posizione

Qui ora lungo le rive non si può fare molto altro, se non risalire per le erte stradelle e tornare su verso Cembra. Risalito alla località Camin, dò una occhiata ai vecchi masi nelle campagne: in uno di questi, il proprietario ha esposto sulla facciata esterna una serie di vecchi attrezzi agricoli, tra cui un interessante aratro col vomere. Nel prato antistante il rustico due grosse pietre circolari, si direbbero macine...


Splendido maso

Masi tra le vigne in loc. Camin

Rustico sulle colline circondato dai vigneti

Da queste colline si ha una gran bella vista verso Cembra, Sottolona, Sevignano e Segonzano se sull’altro versante. Con l’escursione di oggi, anche questo tratto di Avisio è stato esplorato abbondantemente. Seppure l’escursione sia stata modesta, ho visto comunque cose interessanti.


Il percorso
6
Resto_Italia / n. 51 Un'Idea per il fine Settimana del Cral Galliera
« Ultimo post da Locontim il 13/05/2019 20:12 »
n. 51 Un'Idea per il fine Settimana del Cral Galliera

Colgo l'occasione per segnalare che è pronto il n. 51 (!) di Un'Idea per il fine Settimana

Ecco gli argomenti che si approfondiscono:
In vetta all'Antola per i 130 anni dell'Ente Galliera
Capanna Margherita - il rif. più alto d'Europa
Alla scoperta del Buthan
Escursioni in Trentino Alto Adige (Da Malga Valbiolo al Passo dei Contrabbandieri e Dal Passo dello Stelvio a Trafoi)

il file è disponibile al link:
http://cralgalliera.altervista.org/51.pdf

è a disposizione pure in copia cartacea, a richiesta...

Arretrati:
http://www.cralgalliera.altervista.org/UnIdea.htm

Buona lettura
Maurizio

Cral EO Galliera Genova
7
Precisazizone:
Il sentiero di salita, oltre ad essere segnato benissimo e probabilmente da poco, era pure molto pulito,
Uno dei migliori (anzi Il Migliore) che abbia visto, da un po' di tempo a questa parte (insomma, tutto più che ottimo).
Quello di discesa dal passo del Bocco di Bargone, pur essendo marcato in maniera sufficiente (solo in alcuni punti è un po' carente, ma niente di che), è molto meno battuto, su un sentiero in parte rovinato. Comunque un escursionista di livello medio lo fa senza problemi, solo con un minimo di attenzione (sempre evitando i periodi in cui la vegetazione è al massimo sviluppo). Poi una volta arrivati sulla strada, abbiamo preferito seguirla fino in fondo, evitando i vari tagli nel bosco (è più lunga, ma molto tranquilla e poi, a differenza del sentiero che tanti anni fa avevamo fatto, mai attraversata)
Ciao 
Maurizio
8
I diaspri rossi del Tregin e il lago preistorico, un circuito da Bargone (dietro Sestri Levante)…

La gita, nonostante la vicinanza alla costa (dietro Sestri Levante), attraversa uno degli ambienti naturali più interessanti e affascinanti di tutta la Liguria, con le rocce di color rosso della vetta e i resti di un antico specchio d'acqua (l'area fu frequentata a partire dal Paleolitico Medio e cioè da circa 100.000 anni fa!), inoltre il Tregin è una montagna di indubbia personalità con bella vista pure dall'autostrada. Il sentiero Fie di salita è stato ridisegnato sul terreno da poco ed è ben visibile. Dopo la vetta, c'è un punto difficoltoso (pochi metri) da evitare, preferibilmente, con tempo umido, mentre il tracciato del ritorno, dal passo del Bocco di Bargone, è un po' faticoso a causa del terreno piuttosto sconnesso. In definitiva: il periodo migliore è l’autunno e la primavera, meteo buono, Diff. E, +650 mt disl., 5h15 tot.


Se volete qualche scatto singolo:
http://cralgalliera.altervista.org/1905A1Fiore.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1905A2PanoramaSestriLevante.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1905A3MonteTregin.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1905A4MonteRoccagrande.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1905A5Panorama.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1905A6MonteRoccagrande.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1905A7StagnoBargone.jpg

http://www.cralgalliera.altervista.org/altre2019.htm

e pure il file foto pdf, con un po’ di altre notizie:
http://cralgalliera.altervista.org/Tregin019.pdf

NB: in caso di gita, verificare, sempre, con FIE, Cai, eventuale Ente parco o altre Istituzioni, pro loco, ecc., che non ci siano state variazioni che abbiano aumentato le difficoltà! Si declina ogni responsabilità. Il presente testo ha solo carattere puramente indicativo e non esaustivo.

Info Sezione Escursionismo Cral Galliera: http://www.cralgalliera.altervista.org/esc.htm
gite 2019 al link: http://www.cralgalliera.altervista.org/gite2019.pdf

Ciao
buona visione
Maurizio
9
Aggiungo anche la mia esperienza.

Quando si effettuano queste escursioni, facili o difficili che siano non bisogna mai andare senza nessun tipo di organizzazione perchè veramente si rischia grosso, prima di partire è necessario studiare il sentiero (se non lo si conosce) capire cosa portare con se e capire come muoversi una volta arrivati sul posto.

In questo Internet ci aiuto molto, si trovano molte informazioni e guide al riguardo, ad esempio su questo sito https://ilsentierodeglidei.net si possono trovare tante informazioni in maniera molto dettagliata.

Detto ciò lascio la descrizione della mia giornata sul Sentiero degli Dei

A Bomerano, una piccola frazione di Agerola, e abbiamo parcheggiato nelle strisce bianche, vicino alla casa dell'acqua. Se non lo trovate, vicino allo stadio si può parcheggiare a 5 euro tutto il giorno.

Abbiamo fatto il sentiero numero 1. Dalla piazza in direzione Positano. Attrezzatevi bene, con acqua, scarpette adatte, crema solare se temete di scottarvi, un giubbino visto che nei tratti coperti di alberi da molto fresco. Non lo consiglio a bambini molto piccoli.

Il percorso è scavato tra le rocce, dal passaggio negli anni dei tanti muli usati per il trasporto delle merci. È un po' accidentato, pietre, radici, fondo molto sconnesso... Ma la vista, vi ripaga del lavoro fatto. Un vero spettacolo. Si vedono tutte le coltivazioni a terrazza di un verde così rilassante, fiorellini di ogni genere, i famosi mili, le caprette e ovviamente il mare nei suoi straordinari colori. Si vede Praiano in tutte le angolature.

Ci sono diversi posti panoramici dove fermarsi a fare foto e un paio di tavoli, con una vista spettacolare, dove mangiare un panino. Pian pianino si arriva a Nocelle. Troverete un piccolo localino per una sosta. Se volete qui potete prendere un pulmino che vi porta a Positano, e costa 1 euro. Oppure continuare la discesa fino a Positano con i gradini. Un tratto di strada è chiuso edocete percorrere la strada carrabile.

Vedrete Positano avvicinarsi sempre di più, con un panorama bellissimo. Siamo arrivati alla spiaggia di Positano e ci siamo riposati un po'. Per il ritorno: potete prendere un pullman della Sita da Chiesa nuova, sulla statale, e arrivare ad Amalfi. Poi qui prendere un pullman fino a Bomerano, il tutto costa 2 euro a tratta.

Noi abbiamo optato per l'aliscafilo fino ad Amalfi 8 euro, e poi il pullman fino a Bomerano. Calcolate che in tutto farete a piedi 15 kilometri. Per me ne cale la pena
10
Vi chiedo una mano: su un gruppo facebook locale del Primiero è stato lanciato un sondaggio sul famigerato mega raduno di 600 jeep. Ci si è fatti gran vanto del fatto che i favorevoli erano inizialmente ben il 72%, risultato poi ripreso puntualmente dalla solita stampa sempre pronta a schierarsi coi soliti noti.

Siamo allora intervenuti col ns. gruppo "Giù le mani dal Lagorai" che, con la forza dei suoi iscritti, è riuscito a ribaltare i sondaggio: dal 72% i favorevoli sono crollati a un misero 33%.  ;D
Serve però rimpolpare questo risultato (ora è al 68% di contrari) e metterlo al sicuro, vi chiedo perciò di dare una mano e dire no a questo raduno demenziale, grazie!

per votare il sondaggio: https://www.facebook.com/PrimieroVanoi/posts/2704756909566083
Pagine: [1] 2 3 ... 10