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Notizie di montagna / Re:Cane caduto da cima Mandriolo
« Ultimo post da pianmasan il Oggi alle 07:54 am »
 :'(  :( Speravo in notizie confortanti! Sei andato su anche tu?
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Notizie di montagna / Re:Cane caduto da cima Mandriolo
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 07:04 am »
Dopo due giorni di ricerche ancora nulla. Oggi si riprova con l'aiuto di due guide alpine...

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Notizie di montagna / Cane caduto da cima Mandriolo
« Ultimo post da AGH il Ieri alle 12:14 am »
ATTENZIONE!!
OGGI SABATO 15/11/2019 HERA É CADUTA DA CIMA MANDRIOLO (zona Altipiano di Asiago).

PER CHIUNQUE VORRÀ AIUTARCI NELLE RICERCHE DOMATTINA PARTIAMO DA BORGO VALSUGANA VERSO LOCALITÀ SELLA PER PRENDERE IL SENTIERO 207 E CERCARE DI ARRIVARE SOTTO ALLA CIMA DA CUI È CADUTA.
IL SOCCORSO ALPINO E VIGILI DEL FUOCO (CHE RINGRAZIAMO INFINITAMENTE) SI SONO CALATI CON LE CORDE E NON VEDENDOLA HANNO DETTO CHE FORSE SI È SPOSTATA. L’ELISOCCORSO È DOVUTO RIENTRARE PER CONDIZIONI METEO AVVERSE.
ORA È BUIO, RIPROVIAMO DOMATTINA.

GRAZIE A TUTTI, SE POTETE CONDIVIDETE PIÙ POSSIBILE.

https://www.facebook.com/100003020427436/posts/2366432586800732/?app=fbl

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Grazie del suggerimento.

Per chi usa Oruxmaps è possibile utilizzare la mappa online
Grazie mille, ho cercato infatti come inserirla, senza esito.
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Estero / Re:[SLOVACCHIA] Due gite sugli alti Tatra
« Ultimo post da AGH il 09/11/2019 05:39 »
Grazie per l'interessante report. Ho visto i Tatra molti anni fa di passaggio (circa 35 anni orsono!), durante un viaggio in moto nei paesi dell'Est. Niente escursioni però. Ricordo che già a bassa quota i paesaggi erano molto belli...

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Grazie del suggerimento.

Per chi usa Oruxmaps è possibile utilizzare la mappa online (ed eventualmente salvarne delle porzioni direttamente nel telefonino) inserendo il seguente codice xml nel file /sdcard/oruxmaps/mapfiles/customonlinemaps/onlinemapsources.xml:

Codice: [Seleziona]
<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<onlinemapsources>
<onlinemapsource uid="10016">
  <name>Mapy.cz</name>
  <url><![CDATA[https://mapserver.mapy.cz/turist-m/{$z}-{$x}-{$y}.png]]></url>
  <minzoom>1</minzoom>
  <maxzoom>18</maxzoom>
  <projection>MERCATORESFERICA</projection>
  <cacheable>1</cacheable>
  <downloadable>1</downloadable>
        </onlinemapsource>

<onlinemapsource uid="10017">
  <name>Mapy.cz - Winter</name>
  <url><![CDATA[https://mapserver.mapy.cz/winter-m/{$z}-{$x}-{$y}.png]]></url>
  <minzoom>1</minzoom>
  <maxzoom>18</maxzoom>
  <projection>MERCATORESFERICA</projection>
  <cacheable>1</cacheable>
  <downloadable>1</downloadable>
        </onlinemapsource>

        <!-- altri eventuali <onlinemapsource>... -->
</onlinemapsources>

Poi bisogna fare CambiaMappa, Online, (aggiorna) e dovrebbero comparire le due nuove mappe nel menu.

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Estero / [SLOVACCHIA] Due gite sugli alti Tatra
« Ultimo post da piesospinto il 08/11/2019 19:01 »
Quest'estate siamo stati in Slovacchia, e non potevamo certo rinunciare a fare due passi sul gruppo degli Alti Tatra. I Tatra sono una piccola catena che fa parte dei Carpazi, con cime decisamente aspre che superano i 2600 metri. La loro caratteristica principale è che sono circondati da alture molto più modeste, quindi sono visibili da grandi distanza. Il lato negativo è che una tale barriera ferma qualsiasi nuvola, quindi sono molto piovosi, soprattutto in piena estate.
Noi siamo stati fortunati nel trovare, in corrispondenza alla nostra visita, due giornate con tempo stabile e sereno, una vera rarità.

I Tatra, parco e orgoglio nazionale, in alta stagione sono molto, molto frequentati da una moltitudine di gitanti entusiasti, poco attrezzati e molto resistenti (dato che le distanze e i dislivelli delle gite sono notevoli), per quello che abbiamo potuto vedere.

Nel 2004 sono stati investiti da una tempesta del tutto analoga alla nostra Vaia, che ha 'pelato' completamente una fascia di foresta a quote intermedie: questo ci permette di farci un'idea di quello che potrà essere l'aspetto delle nostre zone tra 15 anni.

Ed è più per questo che per l'estetica delle montagne (e delle foto) che vi mostro un assaggio delle due gite che abbiamo fatto.

Primo giorno: salita al Kriváň (2494)
Si tratta della prima elevazione della parte centrale della catena che si incontra venendo da ovest. E' un picco isolato rispetto alle altre cime, ed è di facile accesso, quindi è una delle mete più gettonate. I sentieri sono in gran parte lastricati, quindi piuttosto faticosi.


La cima vista dalla pianura


Una baita in partenza. L'effetto Vaia è intuibile dagli alberi sullo sfondo


Già tra i mughi, sullo sfondo si vedono le chiazze pelate. Essendo parco nazionale, in molte zone si è scelto di lasciar fare alla Natura.


La processione verso la vetta


Sguardo verso le cime più elevate del gruppo: le creste sono molto aspre


Doppia croce di vetta: compare anche nella bandiera slovacca e nello stemma Nazionale (sul sasso)


Al ritorno, ampia zona ripulita e lasciata poi ricolonizzare naturalmente

Secondo giorno: giro dei laghi attorno al Priečne sedlo (2352)
Altra classica, questa volta nel cuore dei Tatra Slovacchi. Salita e discesa per sue valli glaciali parallele, con scollinamento tra le due al passo Priečne. Gita molto frequentata al punto che le guide consigliano di approcciare il passo (che viene raggiunto con un facile tratto con corde fisse) prima delle 11 per non rimanere imbottigliati!
 

In salita: in questa zona non si è intervenuti se non per liberare i sentieri


Valle glaciale dall'aspetto familiare


Rifugio Téryho chata. I rifugi sono piuttosto belli e ben tenuti.


Uno dei tanti laghi


Panoramica della vallata
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Per chi utilizza SASplanet, allego il file ZMP da mettere nella cartella Maps, per vedere la mappa  "Mapy outdoor" in SASPlanet.
Possibile quindi creare un immagine da stampare per una determinata zona, creare un amappa JNX o IMG per Garmin, tracciare n percorso, etc..come ogni altra mappa di SASPlanet.
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Non vedevo l'ora di finire il montaggio di questo video,perchè è senza dubbio stata una delle più belle uscite fatte quest'anno, un itinerario lungo ed impegnativo,soprattutto per l'esposizione della cresta,in alcuni casi vertiginosa , ma allo stesso tempo appagante di tutto lo sforzo.
Descrizione del giro,sotto il video.
https://www.youtube.com/watch?v=s_C9dLQTOBY&t=464s
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La magnifica forra sotto Gresta

Sono ancora alle prese con la maledetta e bellissima forra di Gresta, in un ennesimo tentativo, ancora da sud: due zecche e orticaie alte un metro per scendere fino a riva! Di solito quando si tentano discese ignote si prova a chiedere agli indigeni (ammesso di trovarli). Diffidare se sono molto anziani: a parte la memoria incerta, si spiegano quasi sempre malissimo. Tipo: “Te vai zo’ en toc po’ sula destra te trovi n’alber gros (?), te giri a sx per zento o dosento metri (il concetto delle distanze è sempre molto elastico, 100-200 metri può essere 500 metri o 1 km), te ciapi el valonàt e da lì ghé el senter...” ma poi aggiungono, sospirando, la ferale notizia:“ma sarà 30 ani che no vago zo..”. Tradotto: i sentieri che faceva l’indigeno da giovane non esistono più. Anzi peggio: non solo non esistono, ma al loro posto c’è una giungla amazzonica quasi impenetrabile. In ogni caso si prova sempre: anche con le indicazioni vaghe, di solito qualcosa si trova.


L'abitato di Gresta sorge su un poggio 200 metri circa sopra l'alveo dell'Avisio

Le esplorazioni in Avisio è meglio farle in autunno inoltrato, per gli splendidi colori; in inverno quando il fogliame è a terra e non ostacola la marcia e la vista, oppure a primavera. Con l’esplosione successiva della vegetazione in estate, tutti i varchi si chiudono, le piante della boscaglia mettono le foglie e crescono fino ad altezza d’uomo ed oltre. Proliferano ovviamente i rovi ostili, le ortiche pungenti, i lamponi tentacolari, e altre piante come le temibili acacie con spine grosse un dito. 


A fianco della chiesa un cartello indica "Avisio" e uno stradello selciato che scende per le campagna: peccato che esso scompaia nel nulla dopo 100 metri!

Ecco cosa si trova in fondo allo stradello che scompare nella boscaglia: un inferno verde da attraversare per arrivare al bosco

La muraglia verde, come si arriva giù al fiume?

Castagno abbandonato

Nella boscaglia cercando tracce per scendere la fiume

Dall’abitato di Gresta provo dunque una discesa nel periodo peggiore: agosto. Per boscaglie quasi impraticabili raggiungo il folto della foresta, dove si cammina un po’ meglio: qui appaiono gli antichi terrazzamenti con muri a secco alti quasi sei metri! Ancora intatti dopo secoli. Incredibile: non c’è un angolo della val di Cembra che non sia stato terrazzato, anche nei posti più improbabili. Un lavoro immane che si è tramandato per generazioni.


Le grandi muraglie di pietre a secco, alte parecchi metri, ancora intatte dopo secoli

Golena dell'Avisio sotto Gresta

La spettacolare forra sotto Gresta: l'Avisio si è scavato un passaggio nella dura roccia porfirica

I sassi avisiani

Lo stretto, ripido e scivoloso canalino con staffe che scende alla spiaggia cieca

Nella spiaggia cieca, tutta sta faticata per arrivarci e non si può andare da nessuna parte...

La grande golena verso valle

Trovo castagni secolari abbandonati, spesso moribondi in mezzo alla boscaglia che soffoca inesorabilmente questi magnifici giganti vegetali. Dopo aver raggiungo faticosamente la riva a sud del paese, girovago un po’ verso valle quindi risalgo fino alla forra, dove le pareti rocciose diventano verticali ed è impossibile proseguire.


Dentro la forra

L'Avisio visto a valle della forra

Risalgo allora faticosamente per la boscaglia fittissima, una vera pena in salita tra i rovi alti due metri. Ritrovo il ripido canalino a monte della forra che avevo lasciato perdere nella precedente esplorazione: è attrezzato con delle staffe. Mi calo con prudenza: è tutto molto scivoloso tra muschi, terra e sfasciumi. In fondo sbuco su una spiaggetta cieca di pochi metri. Qui l’Avisio si è scavato nella forra un’ampia ansa, ammassando pietre sulla riva opposta, dove vedo con sorpresa un ometto di sassi. Segno che da qualche parte ci si arriva! Impossibile però guadare: mi sono ricordato allora di un pezzo di corda sul costone ripidissimo sotto Maso Rella, sull'altra sponda: quasi sicuramente si scende da lì. Per andare dove, non si sa. Forse, anzi certamente, sono i posti “segreti” dei pescatori.


Ultimo sguardo alla forra prima di risalire...

Il "laghetto" formato dall'ansa in fondo alla forra...
Lo splendido sentiero che da Gresta costeggia la valle in quota 

Le rive sono quasi a picco sul fiume, impossibile andare avanti o indietro. Per oggi direi che ho visto abbastanza: questo lato sud della forra è esplorato del tutto, non resta che risalire a Gresta con un’altra penosa risalita nella boscaglia. Una delle prossime volte esplorerò l’Avisio a monte del paese, dove c’era uno storico collegamento tra le due sponde, e soprattutto la grande isola boscosa lunga quasi un chilometro in mezzo ai due rami del fiume. 


ll percorso: al centro la frazione di Gresta, a sx la forra, in alto a sx l'Isola Grande sull'Avisio: a dx in alto il paese di Gaggio
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