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Qualche giorno fa sono tornato in zona per una breve perlustrazione: salita per lo "Strodo dei Damari" (sentiero attrezzato un po' esposto di cui avevo sentito parlare) e discesa per quella che avevo indicato come 1^ possibilità di uscita per Castelletto.
Escursione molto interessante, allego qualche foto e le tracce:




Strodo dei Damari




raccordo Castelletto (Bostel) - sentiero delle Cenge


traccia della 1^ escursione


tracia della 2^ escursione
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Ho recuperato il link relativo al manifestino del Municipio Levante:
http://www.comune.genova.it/sites/default/files/upload/municipio-9/20180413_itiner_eurof_largo.pdf

Da segnalare come la tracciatura sulla mappa del percorso "4" risulti errata rispetto alla descrizione nel testo...
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Ben altre sensazioni che risalire le piste,immagino.
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1) Nessun tratto ghiacciato. Fogliame, radici, terén, roccette, per lo più in bosco ceduo e in boscaglia di cespugli. Erto in salita! E' questo https://trentino.webmapp.it/#/layer/Sentieri_SAT/678
2) Dopo el prà del Sarcio il sentiero attraversa un bosco e giunge ad una casetta isolata, sul revers, dove inizia una strada che porta a Vaneze. Superi una seconda casa e quando comincia ad aprirsi il panorama con veduta sul Brenta, a sx, un po' in alto c'è una panchina, a dx parte il sentiero "direttissima per Sardagna", SAT O645, questo https://trentino.webmapp.it/#/layer/Sentieri_SAT/1036.
Poi a Sardagna devi puntare a sud verso gli "Orti" (SAT O625, https://trentino.webmapp.it/#/layer/Sentieri_SAT/756).
Il mio è un anello con asola, il tuo è anello da nozze d'oro.
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Molto interessante! Mi sa che questo weekend lo vado a provare, visto che di neve nemmeno l'ombra.
Due domande:
1) il sentiero è ghiacciato o normale?
2) se da vaneze/osservatorio fosse scendere dal sentiero sat n. 1 fino a Sardagna come la vedi? per fare un anello più anello :)

Grazie
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Ciao a tutti  ;)

Ecco il resoconto di una gita scialpinistica fatta il 26 dicembre scorso in Val Ridanna, non lontano da Vipiteno.
Per me si è trattato del "battesimo del fuoco", nel senso che è stata la prima scialpinistica vera e propria; ho messo gli skialp ai piedi appena 2 anni fa, e sin adesso, anche visto che gli ultimi inverni son sempre meno inverni con penuria di neve, avevo sempre e solo fatto scialpinismo risalendo le piste da sci.
Fatta questa premessa, entrati in Val Ridanna, siamo partiti da circa 1400 metri di quota risalendo la Valtigel (mi pare), transitando per la Kaserstattalm ed avvicinandoci pian piano alla mèta, la Punta Alta, posta sulla dorsale di cime che divide la Val Ridanna dalla Valle di Racines (la gita è ben descritta nella guida Tappeiner delle scialpinistiche in Alto Adige).
Arrivati ad una selletta che dà sulla Val di Racines, abbiamo lasciato gli sci e siamo risaliti a piedi lungo la facile cresta per 80 metri che porta in vetta.
Ma lascio parlare le foto che è meglio:

Lungo la stradetta che dal punto di partenza si inoltra nella Valtigel in direzione della Kaserstattalm



Lungo la Valtigel, la Punta Alta è tutta in alto a sinistra





Poco sopra la Kaserstattalm







La sella dove abbiamo lasciato gli sci



Berg heil!





Vista verso la Valle di Racines, sullo sfondo le Alpi di Tessa e le Alpi Passirie, con l'Altissima e la Cima delle Anime



L'alta Val Ridanna e le cime di confine con l'Austria, dovrebbe esserci anche Cima Libera



Il Trìbulaun di Fleres



Bassa Val Ridanna, Vipiteno-Sterzing e il gruppo del Gran Pilastro-Hochfeiler



In lontananza le Dolomiti di Brenta, ben visibili la Catena della Campa, Cima Brenta, Cima Tosa. In secondo piano il Monte Luco-Laugen Spitze



A sinistra le Maddalene (Cornicoletto, Belmonte, Vedetta Alta, Cima degli Olmi, Cima Stùbele), a destra Caré Alto, Presanella, Cima di Vermiglio



Verso la Croce di Racines-Ratschinger Kreuz e il Monte Tallone Grande-Hohe Ferse




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Un anello sopra Nervi, tra Sant'Ilario e il monte Cordona

Innanzitutto, subito qualche scatto singolo (il pdf foto più articolato tra qualche giorno):
http://cralgalliera.altervista.org/1901C1SalitaMonteCordona.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1901C2PanoramaSalitaMonteCordona.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1901C3PanoramaSalitaMonteCordona.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1901C4SalitaMonteCordona.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1901C5PanoramaSalitaMonteCordona.jpg
http://cralgalliera.altervista.org/1901C6PanoramDaSantIlario.jpg

http://www.cralgalliera.altervista.org/altre2019.htm   

Abbiamo fatto questo percorso la cui idea mi è venuta guardando un volantino del Municipio Levante, pubblicizzato durante la scorsa primavera in concomitanza con Euroflora. In quella pubblicazione è presente una mappa da cui si risulta che si potrebbe fare un anello per il monte Cordona:
la salita può avvenire per il sentiero classico segnalato dalla Fie ormai da diversi anni. Una volta scesi sulla rotabile del Fasce, spicca un tracciato di cui non avevo mai avuto notizie che riporta indietro, attraversando, nella parte più bassa, la zona di Maria Madalena e San Rocco.

Da una ricerca tramite la Fie, ho saputo che la seconda parte della gita è stata marcata ed è gestita dal gruppo scout di Nervi. L'itinerario  originale doveva essere San Rocco di Sant'Ilario - Santa Maddalena (Campo Scout) successivamente è stato prolungato sino a raggiungere il monte Fasce,  la prima tracciatura è stata eseguita nel 2014.
Ho quindi contato il gruppo Scout per degli aggiornamenti e loro  mi hanno segnalato che “a maggio 2018 alcuni loro soci avevano percorso il sentiero e lo avevano giudicato percorribile…”
In base a queste informazioni si è deciso di fare un sopralluogo per valutare meglio la situazione per un futuro giro con il ns gruppo. Dopo la gita devo però dire che la parte alta del ritorno a me sembra molto molto problematica…

Per un maggior dettaglio, ecco  un resoconto di massima del giro…
Da S.Ilario (200 m) siamo saliti subito con l’inedito segnale Fie che però ha il difetto di tirare subito su dritto ed è quindi faticoso appena si è partiti per la gita. Dalla Serra di Cantalupo, il nuovo simbolo sembra scomparire, ma non l’ho cercato in maniera assidua e visto che c’era il bel tracciato tradizionale Fie (fresco di ripristino, con i segni rossi ben visibili) per il Cordona abbiamo poi scelto quello. Dato il periodo forse era meglio passare invece dal monte Giugo perché quello classico risulta molto umido essendo all’ombra (e scivoloso nonostante non piova da settimane...). Superato il passo Crocetta la via diventa bellissima. Nella parte alta due grandi alberi caduti complicano il passaggio (sopratutto il secondo nel tratto in cui la via è più stretta – fianco sud est del Cordona). La vetta è un po’ anonima e il punto più alto non è ben segnato (802 m). Non eravamo in particolare forma e abbiamo impiegato tantissimo, troppo... quasi 2h30, decisamente più di quanto normalmente si dovrebbe… Poi abbiamo continuato nella stessa direzione (senza segnali) per perdere quota verso la strada del Fasce (20’). E ora la parte più complicata...
Il tracciato dalla Val di Lentro (690 m) in discesa fino all'edificio denominato “Casette” degli scout risulta molto problematico e nonostante sia pieno inverno le piante infestanti sono un problema...

Ecco le criticità:
Alla partenza, dal piazzale della strada asfaltata del Liberale, la vegetazione ha cancellato ogni traccia. Solo con molta fatica si riesce a reperire il simbolo che però risulta molto sbiadito e quasi cancellato, caratteristica comune per gran parte della gita... avendo la carta e sapendo come si dovrebbe sviluppare il giro... alla fine ci si riesce. Per un buon tratto, pur essendo un sentiero sempre molto stretto (caratteristica comune fino alla zona di Maria Maddalena), si scende (sempre un po’ scivoloso…). Più avanti, in diversi punti del sentiero, però i numerosi rovi (e le spine) infastidiscono il passaggio. Nuovi problemi si hanno quando si attraversa la zona con mughi di pini e felce. Queste ultime non sono altissime ma il sentiero è totalmente cancellato. Per fortuna, con le paline di legno con la cima rossa ci si orienta... abbastanza... Una purtroppo è  caduta, ma, combinazione, in un punto in cui è comunque visibile. La via in questo pezzo è molto contorta e ciò aumenta la fatica.  Poi, infine, dopo un primo guado, si rientra nel bosco. Ma i molti rami abbattuti rendono difficoltoso individuare la giusta percorrenza. Qui sugli alberi alcuni bolli rossi aiutano, anche se il dubbio che non si tratti, invece, di un altro segnale (che porti chissà dove...) è sempre presente… Finalmente, con grande fatica e lentezza, dopo un secondo guado, si sbuca da un primo edificio  e poi dalla casetta scout (oltre 2h dall’asfalto fino a qui) Non abbiamo visto dove potevano essere i servizi igenici... c’è una mappa dell’aera, ma manca il classico ma necessario e fondamentale “voi siete qui”... Con un sospiro di sollievo (alla fine era tardi e non c’era più tanto tempo prima che imbrunisse...) affrontiamo l’ultimo tratto fino a San Rocco in 40’ (altri 20’ x capolinea bus), purtroppo nuovamente diventato un parcheggio auto… Tirando le conclusioni, si può dire che nella parte alta, mi pare che neppure il telefono prenda bene e questo è un ulteriore disagio e preoccupazione… Per quanto sopra esposto, considero il percorso del ritorno di natura difficile (EE). Oltretutto, procedendo piano per ricercare la giusta direzione i tempi di percorrenza si dilatano a dismisura. Senza interventi sarà ancora peggio con la bella stagione. La ripulitura, vista la vegetazione del posto, non può che essere di tipo annuale... Pure una rinfrescata della segnatura è ormai necessaria… Personalmente, allo stato  attuale, lo sconsiglieri vivamente…  Quanto sopra per  opportuna conoscenza e per le valutazioni del caso.

Da preferire, quindi, necessariamente un ritorno dal monte Cordona per la via di salita...


NB: in caso di gita, verificare, sempre, con FIE, Cai, eventuale Ente parco o altre Istituzioni, pro loco, ecc., che non ci siano state variazioni che abbiano aumentato le difficoltà! Si declina ogni responsabilità. Il presente testo ha solo carattere puramente indicativo e non esaustivo.

Info Sezione Escursionismo Cral Galliera:  http://www.cralgalliera.altervista.org/esc.htm 
gite 2018 al link:  http://www.cralgalliera.altervista.org/gite2019.pdf

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Concordo, anche a me piace fare escursionismo "esplorando il passato" e immaginando come potesse essere una volta.

allora non perdetevi il prossimo report, ho scoperto un maso abbandonato sull'Avisio semplicemente fantastico :)))
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Bello!
Mi ricorda alcuni dei sentieri del Cengio che dalla pianura salgono nell'Altopiano di Asiago.
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Concordo, anche a me piace fare escursionismo "esplorando il passato" e immaginando come potesse essere una volta.
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