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A proposito di Viosa, noi ne abbiamo apprezzato la porzione idilliaca, quella superiore, risparmiandoci - per errore, meglio così - la parte più bassa. Guardar giù ma anche in via metteva un po' di apprensione. Non che il fianco sud, dove siamo passati noi, sia più dolce. La strada lo rende percorribile, ma l'è longaaa... Anche i locali non ci hanno saputo dire con chiarezza se un sentiero percorribile scenda sulla sinistra orografica.

quando sono salito, mi ero illuso con una vecchia Kompass, dove eran segnate mulattiere e addirittura piccoli gruppi di baite. Un idillio, all'apparenza. Nella realtà non c'è più nulla e si ravana da incubo. La parte alta invece è meravigliosa coi suoi laghetti. Ne avevo fatto un resoconto qui https://girovagandoinmontagna.com/gim/lagorai-cima-d'asta-rava/(gruppo-cima-d'asta)-val-viosa-inferno-verde/

32 km di delirio, e sarebbero potuti essere 50 se non mi avessero raccolto pietosamente due automobilisti :D
 
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Bel giro, in posti che conosco bene :) La Val Viosa a suo tempo me la sono ciucciata tutta in salita, sul versante sx orografico: è stato tremendo, la vecchia viabilità in basso è stata quasi totalmente cancellata dalle alluvioni negli ultimi 50 anni, e si ravana dall'inizio fin quasi in cima ai laghi.

Volevo chiederti: com'è dentro il Biv. Reganel?

Molto spartano per non dir altro. Niente a che vedere con Coldosè o Socede. Se hai visitato il bivacco Viosa di sopra, ecco, tipo quello, ma più rustico... Hanno portato su una "fornasèla", ma non è collegata ad un camino. In mezzo al locale, c'è un fuoco con i sassi ??? Immagino che fumèra.
A proposito di Viosa, noi ne abbiamo apprezzato la porzione idilliaca, quella superiore, risparmiandoci - per errore, meglio così - la parte più bassa. Guardar giù ma anche in via metteva un po' di apprensione. Non che il fianco sud, dove siamo passati noi, sia più dolce. La strada lo rende percorribile, ma l'è longaaa... Anche i locali non ci hanno saputo dire con chiarezza se un sentiero percorribile scenda sulla sinistra orografica.
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Bel giro, in posti che conosco bene :) La Val Viosa a suo tempo me la sono ciucciata tutta in salita, sul versante sx orografico: è stato tremendo, la vecchia viabilità in basso è stata quasi totalmente cancellata dalle alluvioni negli ultimi 50 anni, e si ravana dall'inizio fin quasi in cima ai laghi.

Volevo chiederti: com'è dentro il Biv. Reganel? 
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Adamello - Presanella / [PRESANELLA] Cima Stavei m 2619
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 10:02 am »
considero le Kompass attuali 1:25.000 delle buona mappe rispetto a quelle di una volta, ovvero le tremende 1:50.000: ma all'epoca non c'era altro, a parte le tavolette IGM a 1:25.000 ottime per l'orogragia ma pessime per gli aggiornamenti. Quelli di oggi si sono molto evolute, in meglio, anche se ovviamente non sono esenti da errori e imprecisioni, come tutte le mappe del resto, perché la mappa perfetta non esiste. Se mi mandi la traccia ok, la mappo su Osm a patto che esista sul terreno, infatti su OSM si mappa di regola solo quello che c'è, anche se vago, ma qualcosa deve esserci :)
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Partenza dal ponte Belfe sul Vanoi, all’altezza di Caoria. Il sentiero sale subito ripidamente nel bosco e si inoltra nella val Reganel, ben tracciato e con i segnavia tirati a lucido, indice di una manutenzione recente.
Superato il tratto ripido, la valle si apre e il sentiero corre vicino al torrentello con pendenze meno accentuate.


Si riprende a salire nel bosco di faggi fino ad incontrare un bivio a sinistra che porta ad un ponticello. Scopriremo in seguito che da quella parte si sale direttamente al bivacco Reganel


che raggiungiamo più in alto con una non breve deviazione dal sentiero segnato, passando sotto pareti rocciose. Da notare che la vecchia cartina “Cima d’Asta” della GeoGrafica posiziona il bivacco dalla parte opposta della valle.
Bivacco Reganel


Decidiamo di continuare salendo alle spalle del bivacco, senza tornare al sentiero segnato. Seguiamo segni scoloriti e utili ometti: è il vecchio tracciato che conduce alla forcella Conte Moro. La salita è sempre continua e piuttosto ripida. Alzando la sguardo a nord vediamo la cresta che porta alla cima Spiadon, nostra mèta originaria, progetto poi abbandonato.




La cresta del m. Spiadon


Con un prolungato ravanaggio tra mughi e cespugli tentiamo di scendere per un canale al lago Reganel basso, dal quale vorremmo salire ad una forcelletta sulla cresta dello Spiadon.
Rinunciamo e dopo un secondo ravanaggio riusciamo a planare in una bella radura già immersa nel sole.



Qui ritroviamo il segnavia e lo seguiamo fino al lago Reganel alto.


A questo punto dobbiamo decidere se raggiungere questa benedetta cresta dello Spiadon dalla forcella Spiaz


o da quella successiva, ambedue piuttosto impervie.


L’ispezione con binocolo della cresta, la presenza di rocce e i versanti di salita molto ripidi ci inducono a modificare il programma e a puntare alla dorsale nord e alla cima del Col della Cros e su bancate rocciose e pendii erbosi non molto ripidi raggiungiamio la dorsale.


Il versante percorso in salita


Con ripetute ispezioni dall’alto degli orridi canaloni che precipitano in val Regana, percorso previsto per il rientro, raggiungiamo non il Col de la Cros ma la quota subito a nord. Avremmo dovuto aggirare quest'ultima in basso e puntare alla tondeggiante cima successiva.

Conte Moro e c. di Mezzogiorno


Verso sud, gruppo di Tolvà


Cima d'Asta e company


L'articolata cresta dello Spiadon, ultima cima.


La vista della strada militare che taglia il fianco est della catena di Tolvà ci ispira un nuovo cambiamento: scendere per la val Viosa. Tagliando abbondantemente i primi tornanti della strada


caliamo fino ai laghi dell’Aia tonda


e di Lastè,


in ambiente meravigliosamente autunnale con temperatura mite.


Al primo bivio verso la valle cominciamo a scendere lungo un tortuoso sentiero, ma ben tracciato, ed arriviamo al bivacco forestale Viosa di sopra.



Il sentiero prosegue tranquillamente nel bosco con pendenze minime, poiché siamo nel fondovalle della parte alta della val Viosa, qui in veste idilliaca. La valle comincia a restringersi e poco prima del bivacco forestale Viosa di sotto, che vediamo ma non visitiamo, un' interminabile forestale attraversa il torrente e percorre il versante destro della valle quasi senza perdere quota. Non sappiamo se passando dal secondo bivacco avremmo trovato il sentiero per scendere al punto di partenza. Sulle mappe sono segnati un paio di sentieri che portano al di là, ma vi assicuro che ci vuole coraggio a buttarsi su per la val Viosa, e comunque i sentieri non ci sono. Ormai siamo di qua e ancora belli alti. Per farla breve, camminiamo per più di un’ora su questa forestale (non mancano nemmeno da questa parte i valloni scoscesi e i salti rocciosi) fino a quando essa diventa una mulattiera che diventa un sentiero con mille curve ma che finalmente scende in picchiata a valle. Arriviamo all’asfalto poco dopo l’abitato di Canal san Bovo, in zona di belle baite. Nel caotico traffico in direzione di Caoria ;D, con il pollice in fuori l’autista torna al Belfe.
 






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Adamello - Presanella / [PRESANELLA] Cima Stavei m 2619
« Ultimo post da kobang il Oggi alle 08:27 am »
Dimenticavo:se credi ti invio la traccia per C.Stavei.Dovrai però eliminare la deviazione fatta in discesa.
Porta in zona pericolosa e non offre valide alternative.La cima si sale e si scende solo sullo spallone ovest,quello che poi è percorribile anche in scialpinismo
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Adamello - Presanella / [PRESANELLA] Cima Stavei m 2619
« Ultimo post da kobang il Oggi alle 08:25 am »
Si la Kompass è datata,ma l'errore c'è anche in quella della zona editata da Treckart,seppur limitatamente al tratto tra L. di Barco e L. Piccolo.
Con Rolando abbiamo anche cercato il percorso riportato in mappa,ma non abbiamo trovato nè vecchi segnavie nè tracce.
L'eventuale aggiramento del L. di Barco in direzione OSO sarebbe utile,forse,per un percorso fuori traccia e più diretto se si vuole andare verso C. Palù....
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Ottimo grazie!

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Adamello - Presanella / [PRESANELLA] Cima Stavei m 2619
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 07:36 am »
Bella cima, complimenti come sempre, anche per il fiero ravanaggio :). Una domanda: ma la mappa kompass che riporti è una vecchia 50.000? Mi dà questa impressione da grafica e colori... In ogni caso, ho mappato di recente su OpenStreetMap proprio la traccia che dal Passo Montanel (o Omet) scende al lago Piccolo e poi al Lago Barco, quindi dovrebbe essere giusta :). Quando le tracce ci sono su OSM, di solito sono affidabili perché mappate fisicamente da qualcuno (io in questo caso), a differenza delle carte commerciali che spesso copiano e incollano errori per decenni senza fare verifiche. Avevi controllato su Osm? :)

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Adamello - Presanella / [PRESANELLA] Cima Stavei m 2619
« Ultimo post da kobang il Ieri alle 10:51 pm »
La scorsa domenica sono salito con Charly sulla Cima Stavei (2620m),ancora una montagna scarsamente frequentata fra le altre cime che si ergono sopra Vermiglio.
L'accesso è tramite sentiero 205 che inizia in località Poia di Cortina.Poco prima di Vermiglio,in località Cortina,si percorre la piccola strada che scende al torrente e lo attraversa,in località Poia.Qui si lascia la macchina e si affronta il ripido sentiero che ci condurra fino al bellissimo specchio del Lago di Barco (1904m).
In foto uno dei rari tratti pianeggianti del percorso;si attraversa una torbiera su apposite passerelle,molto infide se bagnate o velate di ghiaccio,come le abbiamotrovate noi

Eccoci al lago,molto frequentato d'estate e caratterizzato dai resti di un larice plurisecolare.Come descrittto in una tavola illustrativa,risale al 1400 ed è morto per valanga tra il 1929 ed i primi del '30


Salendo di quota ammiriamo il lago racchiuso tra i caldi colori dell'autunno

In questo tratto "rosicchiamo" un'ora rispetto a quanto indicato sulle tabelle di marcia:il passo veloce è incentivato da una bava d'aria decisamente fresca e dalla voglia di incontrare terreno soleggiato.
Il percorso è a Nord e i cristalli di brina e ghiaccio costellano il cammino,ma il fascino del luogo ci spinge a trattenerci un poco;è anche l'occasione per "apprezzare" la assoluta inaffidabilità della mappa komp... per questo itinerario:la traccia non corrisponde quasi mai al sentiero riportato in mappa,malgrado noi si seguano sempre i segni bianco rossi.
Del resto il terreno non offre tracce alternative ed in più l'aggiramento del lago avviene in direzione NE e non come indicato sulla cartina!

Riprendiamo il cammino verso il sovrastante bacino del Lago Piccolo (2314m),una gemma racchiusa tra C.Stavei,C.Montanel e C.Palù.
Qui siamo al sole,ma le piccole formazioni di ghiaccio resistono e creano qualche insidia.
Il lago è cristallo puro,esaltato dal giallo dorato della conca erbosa e dalle nere rocce della sponda.


Anche il panorama sull'altra sponda della valle di vermiglio cattura lo sguardo,con le cime timidamente imbiancate...

Anche il percorso da L.di Barco a L. Piccolo,ossia il sentiero 205,non trova corrispondenza rispetto al GPS ed ai segni SAT.Qui anche la Treck..(in genere affidabile) risulta errata.

Il percorso è comunque segnato ed evidente, se con buona visibilità.Al Lago Piccolo facciamo una pausa ristoro e studiamo il percorso per la cima;qui il sentiero si ferma ed inizia il bello del ravanage!
Decidiamo per la spalla ONO,raggiungibile dopo aver superato una zona di masieron e piccoli spiazzi coperti di rododendro.
Anche qui la pendenza e sostenuta e si guadagna presto quota rispetto alla conca del lago.
Il lago dall'alto con le cime Montanel e Palù

Il percorso è abbastanza disagevole e impervio,solcato da canali di slavina dal fondo molto instabile.
Cerchiamo di progredire su tratti di zopa e rocce affioranti dove è necessario prestare molta attenzione,ma meglio che su terriccio inconsistente e massi instabili.
Questo ultimo tratto porta via più tempo proprio per la ricerca dei passaggi più idonei,ma poi siamo in cima dove il calore è davvero forte  e la vista si perde in un  cielo di assoluto azzurro
Non una nube in vista!

La cima,indicata su mappa e dal GPS,non è in alcun modo contrassegnata;da qui parte una cresta che termina su un secondo rilievo di pari quota,posto più a NE,segnalato da un paletto di legno,ciò che resta di una piccola e rustica croce di vetta.
Qui ci fermiamo a mangiare e contemplare il panorama.



Guardando a ENe lo sguardo è attratto dall'evidente anfiteatro morenico di un ghiacciaio recentemente estinto.A me provoca una  sensazione piuttosto inquietante!

E' l'ora di pensare al rientro e,come si vede dalla traccia GPS,ci facciamo attrarre da un percorso alternativo alla salita.
Con attenzione scendiamo per un bel tratto fino all'imbocco di un canalone che si presenta però troppo pericoloso.
Abbiamo perso una bella quota che dobbiamo riguadagnare con non poco sforzo!
Trovo però il modo di traversare,con molta ....delicatezza,su tratto esposto e instabile.In questo modo riagganciamo il percorso di salita che ciriporta indenni al lago.
Ormai la luce è quella del tardo pomeriggio ed i colori d'autunno sono ancora più vividi



I laghi si mostrano in questa nuova luce,conservando il fascino dei luoghi solitari,paesaggi che meritano sia il viaggio verso questa estrema area occidentale della provincia,sia la ricerca del percorso per cime poco battute e per questo ancora più preziose


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