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L'ultimo articolo sulla Translagorai è davvero esilarante:tutti quanti hanno sollevato critiche sono definiti "ambientalisti","leoni del web",disinformati,prevenuti ,gente che offende pesantemente ecc.
Gli interventi ,secondo Regolani e compagnia,sono pensati da Vera Gente di montagna (loro) per chi lavora in montagna (pastori)
Si deduce che la malga Lagorai sarà sistemata ad albergo-ristorante per pastori...
Comunque si afferma anche che chi è andato alla fonte del progetto per informarsi,ne sia stato affascinato,non come chi lo contrasta senza aver capito niente!
Che bello!

Comunque finalmente si cominciano a vedere anche interventi "autorevoli" sensati. Comincio ad avere un barlume di fiducia che a poco a poco la base (anche della SAT) vedra' la luce. Il gruppo su FacciaLibro continua ad ingrossarsi. Le voci in difesa del progetto cominciano secondo me ad apparire un po' ridicole da un lato, e un po' sinistre dall'altro. Le nebbie si stano alzando, e si delinea sempre piu' chiaramente l'operazione di "insabbiamento" per far partire il progetto nell'oscurita', mentre con l'inizio dei cantieri diventano piu' trasparenti e tangibili gli interessi in gioco. Grandissimo lavoro di agh e dei suoi co-fondatori del gruppo!
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Bella tirata, ripagata da una di quelle meravigliose nitide giornate autunnali, secondo me il meglio per andare in montagna!
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In effetti di una uscita con le pelli se ne parlava proprio oggi con Pian:speriamo
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Siete saliti sulla montagna che vedo tutti i giorni da casa  :)
Complimenti per la mega scarpinata, confermo che partire a piedi dalle Fontane √® abbastanza impegnativo, pi√Ļ che altro perch√© la strada fino a Malga Lavazz√© √® lunga eterna, asfaltata (una volta in gran parte bianca) e noiosa, meglio farla d'inverno con gli skialp.
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Sono stato ieri a percorrere questo itinerario, faticoso ma anche divertente per quanto riguarda la parte di salita e di cresta...purtroppo non ho foto causa problemi allo smartphone. Per quanto riguarda il ritorno a Pregasina, ho una curiosit√† e una segnalazione: ho visto che il sentiero che da passo Rocchetta scende a punta Larici (che, personalmente, ho trovato il pi√Ļ pericoloso dell'intera escursione, almeno percorso in discesa, visto il fondo molto friabile e scivoloso, e la presenza di tratti molto esposti), indicato in tabella come numero 130 o "Greste de Reamol", non compare (pi√Ļ?) nell'elenco dei sentieri SAT, anche se vedendone il tracciato dovrebbe correre prevalentemente in territorio trentino. E' un mio errore ed √® un sentiero di pertinenza bresciana o √® in qualche modo un preludio ad una dismissione?
Invece √® comparso un nuovo (perlomeno rispetto a molte relazioni che ho trovato in rete) sentiero 422A, indicato in tabella come Sentiero della cresta e nel sito SAT come "Sentier della costa", che da punta Larici porta alla localit√† Calcherole, dove scende a riagganciarsi alla forestale 422B che scende a Pregasina, sempre tenendosi pi√Ļ o meno sul filo di cresta, che io per√≤ non ho fatto perch√© mi sentivo poco sicuro sulle gambe e cominciava a fare tardi. C'√® per caso qualcuno che l'ha percorso recentemente e ha idea della difficolt√† dello stesso?
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Caspita giro simile al nostro di ieri...

Noi dalla Samerberg siamo scesi, si muoveva tutto....se il prossimo week mette bello la Lavazz√® non ci scappa  ;)
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Anche noi ieri in Maddalene  :)

Da Proves all'Ometto fino alla F.la di Brez, rifugio Maddalene incredibilmente ancora aperto e quindi Faidenberg...metterò relazione.

Giornatona, peccato che nel rientro siamo incappati nella Pomaria, per uscire dalla Val di Non ci abbiamo impiegato un'eternità...purtroppo per noi solo una toccate e fuga, Milano-Trentino, per il fine settimana...speriamo nel ponte dei morti...autunno spettacolare! :)
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Metto anch'io alcune foto di questa bella e piuttosto faticosa escursione. Un grazie ai compagni.

Malga Lavazzè, al termine di una micidiale salita su strada.


Si esce dal bosco al prà del Mignè, prima delle zete che portano alla malga Masa Murada.



Il tratto in falsopiano verso la Masa Murada, splendido edificio. All'estrema sx la St√ľbele.


Malga Masa Murada dall'alto salendo al lago Poinella.


Passo della Siromba, da dove parte la lunga cresta verso la cima,


qui ripresa dalla croce di vetta.


Il dosso erboso dopo il passo. Sul fianco ovest della cima secondaria il sentiero transita sul macereto,


ben visibile dall'ultimo tratto di cresta, poco sotto la rampa finale.


Ai piedi dell'ultimo strappo


I lenti passi finali (i miei...)


In cima


Il bucaniere Kobang sotto la croce


Lago e cima Poinella


La cima dalla malga Masa Murada,


ove riposiamo prima dell'interminabile picchiata fino al parcheggio.
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Ieri siamo partiti con l'idea di un giro di basso impegno in val di Bresimo,per salire C. Zoccolo e C. delle Mandrie.
Purtroppo ci siamo trovati con la strada per Malga Bordolona sbarrata per lavori poco oltre l'abitato!
Ormai in zona e con una giornata sfolgorante torniamo sui nostri passi diretti a Mocenigo:saliremo il Monte Stubele.
Lasciata la macchina in località Fontane ripercorriamo, a due settimane di distanza dalla volta precedente,la faticosa e lunga strada fino a Malga Lavazzè.
Non abbiamo pensato a procurarci il permesso per questa sgradevole tratta e la cosa scotta quando una macchina ci supera....peccato che fossero senza permesso ed infatti,arrivati stanchi alla malga,abbiamo trovato i furbi davanti all'ineffabile forestale che stava verbalizzando!
Entriamo nella sempre bella conca che si apre a Prà Mignè.

Ancora avanti per salire a Malga Masa Murada

dove incontriamo padre,madre e figlio che si aggregheranno a noi fino alla cima.
Dal Sig Genesio,originario di Rumo,abbiamo svariate notizie: la malga ospita nell'ex stalla delle camere destinate ai geologi dell'Università di Bologna;vengono periodicamente a studiare la faglia che percorre la valle fino all'Austria e dove affiorano particolari rocce.
Ci racconta anche che fino agli anni '70 la zona era un poligono per esercitazioni di artiglieria...
Riprendiamo il sentiero 134 subito dietro la malga,che sale fino al bel lago di Poinella a 2181m


Nelle acque cristalline del L. Poinella si specchia l'omonima cima

Dopo breve sosta si continua a salire in direzione del Passo di Siromba,con bella vista dall'alto del lago.
 
A sud del passo possiamo ammirare le belle cime di Binasia e dello Shrumm Spitze

Lo sguardo corre poi a C.Sternai ,con il residuale ghiacciaio, e pi√Ļ a destra sul Gioveretto incappucciato di nuvole

Alla nostra destra possiamo vedere il percorso che conduce alla vetta,con la quota quota 2582 contrassegnata da un gran cumulo di sassi,un mega ometto, seguita dal Monte Stubele

Oltre il Passo di Siromba la vista corre verso la Ultental e si ferma sul blu dello Schrumm See (L.di Siromba)
Il sentiero prosegue con un breve tratto roccioso,l'unico che richieda maggiore attenzione....

fino a quando con ultimo strappetto arriviamo alla cima del Monte Stubele 2671m.
Anche questa vetta è pesantemente arredata con una enorme croce in acciaio,in stile industriale.Eretta da un gruppo di bergamaschi nell'82, ne incontriamo l'orgoglioso autore proprio ai suoi piedi.Il tipo indossa una maglietta con tanto di stampa dell'opera e non ci lesina le notizie sulla edificazione.
Ascoltiamo pensando che un tale colosso potevano magari farselo sulle montagne di casa loro.

Difficile fare una foto di vetta senza che il manufatto irrompa nell'immagine:mi limito ad osservare il panorama a perdita d'occhio che spicca da un cielo limpidissimo.
E' una giornata molto calda e ci aspetta un lungo rientro per cui salutiamo Genesio ed i suoi familiari che ci avevano raggiunti poco dopo in vetta e ci avviamo in discesa.

Dobbiamo ripercorrere l'itinerario di salita,questa volta niente giro ad anello.
Un saluto alle limpide acque del L. Poinella

Una breve sosta a Malga Masa Murada per rifornimento d'acqua e poi di fila fino al parcheggio.
Abbiamo percorso circa 17km con un dislivello di 1600m.Assolutamente raccomandabile munirsi del pass fino a malga Lavazz√®:noi abbiamo impiegato 50' per raggiungere Malga Lavazz√®, anzich√®  un ora e venti come scritto in tabella,ma la salita √® sfiancante ed il fondo in cemento e asfalto,unito alla pendenza,√® la cosa meno gradevole da fare in discesa a fine gita!

Grazie per la bella compagnia di Pian,Alessandro e stavolta anche mio figlio Lorenzo.
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L'ultimo articolo sulla Translagorai è davvero esilarante:tutti quanti hanno sollevato critiche sono definiti "ambientalisti","leoni del web",disinformati,prevenuti ,gente che offende pesantemente ecc.
Gli interventi ,secondo Regolani e compagnia,sono pensati da Vera Gente di montagna (loro) per chi lavora in montagna (pastori)
Si deduce che la malga Lagorai sarà sistemata ad albergo-ristorante per pastori...
Comunque si afferma anche che chi è andato alla fonte del progetto per informarsi,ne sia stato affascinato,non come chi lo contrasta senza aver capito niente!
Che bello!
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