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http://meteo.provincia.bz.it/bollettino-valanghe.asp?ava_fcst=2018-04-25

Meteo Alto adige > Valanghe > Bollettino completo > Mercoledì > Situazione generale > riga 2

Comunque se ne parla in vari altri bollettini passati austriaci (in tedesco)
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Mi son scaricato 3 o 4 PDF dei giorni scorsi, ma non la vedo proprio.

A quale sito ti riferisci? semmai prova a mandare una email di info, di sicuro ti rispondono, e magari facci sapere. :)
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Starei più  sulla prima. Manto nevoso isotermo e bagnato per tutto lo spessore.
Però per mia esperienza  la neve molto  trasformata è  più densa e forma una crosta da rigelo più  portante di quella poco trasformata.
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Quale bollettino dell'Alto Adige?

Io ho guardato qui, ma non vedo quella frase.

http://meteo.provincia.bz.it/valanghe.asp

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Per mercoledì prossimo il Bollettino Valanghe dell'Alto Adige specifica che:

Citazione
Alle quote medie il manto nevoso non ha più riserve di freddo, in alta quota ne sono rimaste poche. Il che significa che il tempo disponibile al mattino per avere condizioni favorevoli su una crosta portante è sempre di meno.

E' la prima volta che leggo una cosa del genere. Intuitivamente il concetto (soprattutto per quanto riguarda gli effetti) mi è abbastanza chiaro, ma mi chiedevo come potesse essere interpretato su base almeno un po' scientifica: io ho provato ad immaginare due possibili origini:

- che la temperatura della neve è ormai prossima allo zero in tutto lo spessore, quindi il rigelo non si propaga verso il basso, non essendo gli strati più interni in grado di assorbire calore e quindi aiutare il processo;
- che la perdita di struttura della neve (trasformata ormai in granuli di ghiaccio) fa sì che la disponibilità di assorbimento del calore latente di fusione (e quindi l'abbassamento della temperatura della massa nevosa) sia fortemente diminuita

Qualcuno è a conoscenza della spiegazione?
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Vista sul Fregasoga e Rujoch

Posto un giro breve e facile sull'Altopiano di Piné. Partendo dalla Baita del Nello si può fare un bellissimo periplo del M. Ceramont a bassa quota. E' una imponente montagna, non tanto alta (1515 metri), che sovrasta il Lago delle Piazze, sull'Altopiano di Piné.


Il punto di partenza e arrivo: El Bait del Nello

Vista verso il Lago della Serraia, sullo sfondo la Vigolana

Guardando le mappe, ho visto che si poteva ipotizzare un anello più in quota sfruttando le strade forestali: una di queste percorre il fianco sudorientale arrestandosi sul ripido versante nord. Ero sicuro che ci fosse una traccia che collegasse il versante ovest. Infatti, dove la forestale si arresta, si intuisce una disagevole traccia che traversa il ripido costone nel bosco, andandosi a congiungere con la forestale che proviene dal versante occidentale.


Lago delle Piazze col M. Costalta

La strada forestale quasi pianeggiante traversa tutto il fianco orientale del Ceramont

Veduta verso il Rujoch
 
Peccato che nessuno abbia pensato di tracciare meglio e pulire questo tratto abbastanza breve, meno di 1 km, che renderebbe semplice compiere l'anello e aggiungerebbe un nuovo percorso turistico sicuramente interessante. In ogni caso ho mappato la traccia su OpenStreetMap e ora è a disposizione di tutti. Il giro completo è lungo circa 8 km, il dislivello è modestissimo, attorno ai 250 metri.


La forestale sul fianco occidentale che riporta alla Baita del Nello

Il bellissimo Bait del Merlo

Il pascolo per i cavalli e gli asini nei pressi del Bait del Nello

Il percorso
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Complimenti per le riprese ragazzi , e con le scritte ,proprio bravi , alle prossime ,ci vediamo mercoledì . Ciao ragazzi .
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Aggiungo qualche immagine,in particolare alcuni fotogrammi della slavina con trascinamento di Rudy.
La ripida risalita


Qui siamo nella parte alta della bella discesa verso l'Aia:






Questo il tratto dove si è verificato il distacco



E qui alcune istantanee del trascinamento di Rudy:tutto bene quel che finisce bene!






Per finire una sequenza in onore degli splendidi compagni con cui ho la fortuna di andare in montagna.














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Nella sempre meravigliosa Val Venegia

Una breve gita facilissima fino a Malga Venegiota. In realtà l'occasione per provare il nuovo drone dell'amico Pier.
E' pazzesco quello che si riesce a fare oggi con la tecnologia... Il drone in questione, un DJI MAVIC AIR, sta in una custodia grande quanto un libro, ed è leggerissimo. Si pilota praticamente fin da subito, e con un minimo di pratica si possono fare già le prime evoluzioni dopo pochi minuti. Se si mollano i comandi il drone di ferma in volo, in attesa dei comandi. Sul telecomando si può montare lo smartphone o un tablet, per osservare direttamente cosa sta inqudrando il drone mentre vola.


Pier al decollo...

Si pilota molto facilmente, fila a quasi 70 km/h, ha sensori anteriori e posteriori per evitare gli urti con gli ostacoli, atterra da solo e, se perde il segnale, torna "a casa" automaticamente nello stesso punto da cui è decollato grazie al Gps. Direi che è abbastanza difficile quindi farlo schiantare, che è il terrore di ogni pilota di drone. Scatta foto e soprattutto video di grande effetto, con telecamera orientabile e stabilizzata sui 3 assi. Abbiamo provato a fare qualche ripresa dentro la forra del Travignolo, con grande apprensione in realtà perché, essendo molto angusta, se si sbaglia manovra e il drone finisce in acqua lo si può buttar via :). Abbiamo quindi preferito fare qualche ripresa stando abbastanza in alto, sopra la passerella sospesa sul torrente. Quindi ci siamo spostati in Val Venegia e abbiamo fatto delle riprese costeggiando con gli sci il rio Travignolo.


Drone DJI Mavic Air

Forra del Travignolo

Val Venegia

Un cervo morto di stenti, anche qui l'inverno è stato molto duro

Val Vengia con le Pale di S. Martino

Malga Venegiota col Cimon della Pala sullo sfondo

Ci siamo prestati dunque a fare i fotomodelli :) , realizzando varie riprese nella Forra del Travignolo e in Val Venegia. Ora aspettiamo spasmodicamente che Pier metta on line qualche suggestivo spezzone video. Intanto accontentatevi di qualche foto della magnificenza paesaggistica delle Pale di S. Martino, dove c'è ancora tantissima neve.


Pier, Silvio e il cane Sani

Costeggiando il Rio Travignolo
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Con Kobang, Charly, Rudy e Ale partiamo dai prati di Samona sul versante nord della val Cavè. Risaliamo una valletta in direzione di malga Casapinello.



che raggiungiamo e superiamo


Rimanendo sempre sulla dx orografica della valle oltrepassiamo dei dossi con bosco rado e qui Charly, il "meno giovane" della compagnia, piazza una serie impressionante di scatti felini  ;D.


Ben alti sopra la malga procediamo ancora per balze


fino all'erta rampa che porta all'aia del Zurlo,


ampia conca situata a nord-est del Cola.


Mi scuso per la qualità delle immagini da questo punto in poi, la mia compatta ha fatto le bizze

Verso l'aia del Zurlo precipitano dal m. Cola alcuni ripidi valloni. Noi percorriamo il più orientale.


La salita è faticosa e comporta inversioni da eseguire con calma e precisione. A nord appaiono le cime mochene. Qui c. del Lago, forcella di Cavè, c. di Terra bianca e c. di Sopra Conella.


Le pendenze aumentano nell'ultimo tratto,


poi si addolciscono in vista della cresta est del Cola.


Innevamento ancora abbondante ma occhio alla neve stratificata. Ultimo strappo per arrivare sotto la croce,


che ci attende sulla cima.


In vetta.


Ritornati allinizio del canalone percorso in salita,


inzia una bella discesa. Neve da non sottovalutare come dimostra il piccolo scaricamento, provocato dal sottoscritto  ??? :-[, che "trasla" l'amico Rudy di una trentina di metri più in basso.
Rientrati all'aia del Zurlo, possiamo vedere le nostre curve. Il canalone percorso in salita e discesa è a sx.


Da qui in avanti la neve è sempre più pesante ma comunque ben sciabile.


Percorriamo a ritroso l'itinerario di salita,



passando nuovamente nei pressi della malga Casapinello,


e rientriamo ai prati di Samona.
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