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Sembrerebbe che val Mattio e val Spinel siano diventate mete piuttosto comuni ultimamente: noto un insolito traffico e frequenti relazioni. La val Mattio l'avevo risalita anch'io trent'anni fa dal baito fino alla Busa e credo che sia rimasta l'unica ravanata della mia carriera.
Approfitto per chiederti se  la discesa dal Dos dei Cirmi verso la Busa sia abbastanza agevole (rispetto al percorso di salita mi sembra di capire che lo sia di gran lunga).
Non posso esimermi naturalmente dal farti i complimenti per il giro e per l'ennesima  relazione che fa scoprire alcune delle zone piĂą nascoste del Lagorai.



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Comunicazioni / Re:Mappa 4umaps nel menu
« Ultimo post da iw6bff il Oggi alle 08:01 am »
Grazie ;)
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Il Lagorai selvaggio,nella sua piena natura:bravo!
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Comunicazioni / Re:Mappa 4umaps nel menu
« Ultimo post da Alex Bear il Ieri alle 04:00 pm »
Bene! Grazie :)
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Dalla cima del Doss dei Zirmi vista su M. Camin e M. Croce

Bellissima escursione esplorativa sulla porta di casa (mia). Decido di provare a salire il misterioso e isolato Doss dei Zirmi 2206, una montagna appartata nella zona a nord tra il M. Croce e il Rujoch, nel Lagorai occidentale.


Il Doss dei Zirmi  è una lunga dorsale che si prolunga dal Baitol verso nord. Nella traccia la dura salita a sx dal versante NO
 
L’ho osservato molto volte dalle montagne circostanti da ogni angolazione: il versante est è dirupato con roccioni verticali e appare decisamente impraticabile. Il versante ovest sembra un po’ migliore, ma è comunque assai ripido, con pietraie, canaloni e molta vegetazione e boscaglia sicuramente difficili da affrontare. Anche il versante nord appare molto impegnativo, con un crinale roccioso affilato con dirupi. Il versante sud invece è l’accesso più semplice, per facile dorsale quasi pianeggiante fino alle vetta. Non esistono sentieri. Tante volte, osservando la Busona di Val Mattio, mi sono poi chiesto se era possibile scendere direttamente per la Val Mattio che costeggia il Doss dei Zirmi sul fianco ovest. E’ tempo di scoprirlo. Decido di provare un anello salendo da nordovest e scendendo da sud.


Il sentiero che sale verso il Bivacco Spinel

Tracce di scalinate

Il bellissimo sentiero che costeggia il Rio Spinel
 
Da Brusago risalgo un tratto di forestale che porta verso il rif. Tonini, ma l’abbandono presto per risalire (nessuna indicazione) lungo il Rio Spinel. Poco sotto il bivacco omonimo, noto una interessante diramazione verso nord: visto che oggi è una giornata esplorativa, provo a seguirla.


Primo squarcio panoramico in loc. Pra Alto verso i laghi di Piné

Il magnifico sentiero "dei Schiratti" (scoiattoli) verso Baracca Val Mattio, tra grossi cirmoli e abeti

Vista su Malga Fregasoga

Il bel Ponte di Val Mattio

Si rivela una bellissima traccia che con un lungo traversone raggiunge prima il Pra Alto, dove intercetto una forestale. Svoltando verso est e poi a sud la seguo per un po’ fino ad una diramazione con un sentiero (cartello). Si rivela un mangifico traversone, il “Sentiero degli Schiràti” (degli scoiattoli, mi diranno poi) che mi conduce alla Baracca di Val Mattio m 1697. Qui trovo un indigeno al quale provo a chiedere indicazioni per salire al Doss dei Zirmi. Capisco subito che sarà dura: la descrizione è molto confusionaria, non ci sono tracce per la cima. Infatti sbaglio subito indicazione e invece che salire sulla sx orografica della Val Mattio, come mi viene suggerito, salgo sulla destra seguendo una mulattiera militare che svanisce nei pressi di un capanno di caccia.


La salita diventa subito impegnativa per un canalone ripido ingombro di schianti

Dopo un bosco ostico, arrivano le pietraie...

Poco male, mi dico, via il dente via il dolore: meglio togliersi subito ogni preoccupazione e fare la parte rognosa in salita.
 Cerco di individuare uno dei diversi canaloni da cui possa arrivare fino al crinale. Scelgo quello sopra il capanno. L'inizio non è ostico ma poi il canalone si impenna, molti schianti sbarrano il passo. La salita è molto ripida e in certi tratti bisogna aiutarsi con le mani, non c’è alcuna traccia da seguire. Sfruttando intuito ed esperienza trovo man mano la via di salita meno ostica, tra cortine di rododendri alte un metro, roccioni verticali, pietraie micidiali. Raggiungo il filo di cresta dopo un’ora di dura lotta con l’alpe.


Arrampicando come capre su per le pietraie, sguardo verso valle

Bisogna usare molto intuito per trovare i passaggi meno faticosi: qui una cortina di rododendri alti fino alla vita rende faticoso il passaggio

Ancora salita difficile per pietraie e grossi magnifici cirmoli

Scorcio sul Monte Croce

Ora percorro la dorsale rocciosa ricoperta di bosco di magnifici cirmoli, dove c’è un’esile traccia. Per fortuna non ci sono salti di roccia, come temevo, e riesco ad arrivare abbastanza agevolmente in vetta, segnata da un tronco piantato in un mucchio di sassi. Qui faccio sosta per tirare il fiato e ammirare il notevole panorama che spazia dal M. Cogne al Fregasoga, dal M. Croce al Baitol e Schliverai Spitz (la cima più alta del Rujoch).


Eccomi sulla dorsale, piuttosto incasinata

Vista su Fregasoga, passo Fregasoga, M. Camin

In questo tratto la dorsale è un crinale rocciosa con grossi alberi, fiancheggiata da dirupi

Monte Croce

Sguardo indietro, sullo sfondo il M. Cogne

La dorsale spiana verso la cima

Schliverai Spitz, si intravede il sentiero che attraversa al Tonini

Quasi in cima: sguardo indietro alla dorsale appena percorsa, sullo sfondo il M.Cogne e passo Mirafiori

In vetta! Sullo sfondo Fregaosa e M. Camin

Panoramica con sequenza di cime: da sx Cogne, Fregasoga, Camin, M. Croce

Nel pomeriggio riparto, deciso ad esplorare la discesa per la Val Mattio, anche questa senza sentieri. Scendo fino alla magnifica piana della Busona di Val Mattio, quindi provo a seguire una traccia che però si perde quasi subito. A questo punto, vista la presenza di molti mughi che rendono impossibile l'avanzamento, provo a seguire il rio.


Busona di Val Mattio

Ora devo scendere in Val Mattio: ci sarĂ  qualche traccia?

Busona di Val Mattio, in alto il passo di Val Mattio

Appena questo cala verso valle con un salto però, si infila in un budello che è un fiume di ghiaccio!  Con laboriose  acrobazie tra gli ontani riesco a scendere costeggiando sui bordi. Persi circa 200 metri di dislivello, giunto all’altezza di un capanno di caccia, scorgo sulla sx orografica una evidente traccia. Traverso prudentemente sul ghiaccio vivo in un tratto non troppo ripido e attraverso il rio fino ad una bella radura quasi pianeggiante. Qui trovo una traccia sempre piĂą evidente che mi riporta senza problemi alla baracca di Val Mattio.


Il fiume di ghiaccio del Rio di Val Mattio

Scendendo per la Val Mattio, sguardo in alto nel tratto appena sceso

Vista su Malga Vasoni Alta e M. Cogne

Gli indigeni sono un po’ sorpresi di apprendere che ce l’avevo fatta, forse non gli ispiravo troppa fiducia :) . Mi offrono una fetta di torta e un caffè. Dopo qualche chiacchiera, riparto per i soliti sentieri fino a casa, dove arrivo sano e salvo anche stavolta :) 
 

Indigeni alla Baracca di Val Mattio

Gran bel giro ravanatorio e solitario: salita molto impegnativa completamente fuori traccia adatta ai soliti masochisti doc. Anche la discesa richiede un certo impegno per la mancanza di qualsiasi traccia nella prima parte, dove è necessario destreggiarsi tra mugaie e ontani (conviene seguire il rio). Sviluppo 17 km, dislivello 1000 m.


Il percorso nella parte alta: salita per il versante NO e discesa per il versante sud, con rientro per la Val Mattio
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Comunicazioni / Mappa 4umaps nel menu
« Ultimo post da AGH il Ieri alle 10:34 am »
Nel menù "mappe" del forum ora c'è nell'elenco anche la cartografia 4UMAPS, tra le migliori per l'uso escursionistico, basata anch'essa su OpenStreetMap.
E' giĂ  centrata sul Trentino.
http://www.4umaps.eu/map.htm?zoom=10&lat=46.10123&lon=11.23424&layers=B00
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Una volta avevo provato anche io a salire dalla forcelletta a sud dove c'è la galleria. Il sentiero però era franato e in altre zone minacciava di franare da un momento all'altro, e allora ho lasciato perdere e sono salito da nord

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