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Pazzesco che tu abbia fatto anche il ritorno. Secondo me i tuoi km sono anche di più. Noi ne abbiamo fatti circa 23

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Eh si, infatti ammetto che è stata duretta, dici che i km sono di più? Beh dai quasi 32 non sono pochini...
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Pazzesco che tu abbia fatto anche il ritorno. Secondo me i tuoi km sono anche di più. Noi ne abbiamo fatti circa 23

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Tanti tanti complimenti Jader!
Esplorazione pura e credo grandissima soddisfazione!

PS per i libri di vetta io uso i contenitori in metallo delle bottiglie di whisky o simili, se conosci qualche bar serale puoi chiedere.
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Zoom dalla Madonnina su Carè Alto e Presanella, in primo piano sulla dx, la lunga parete usata dai base jumper nei pressi di Pietramurata, buttandosi dal noto Becco dell'Aquila.

Mi ero dimenticato di quanto fosse dura questa traversata, a torto aggiungo, ma anche molto bella ed entusiasmante, così vicino alla città e così ricca di paesaggi mozzafiato per l'intero percorso. M'incammino la mattina presto da Passo Bordala, poco sopra il lago di Cei, in direzione della Madonnina posta appena sotto Cima Bassa, svolto a sx per la cima dello Stivo fatta infinite volte da tutti i versanti possibili ed immaginabili, nemmeno 2 ore e sono in vetta, molto freschetto e come sempre gran bel panorama, uno su tutti la vista sul lago di Garda. Ridiscendo velocemente verso la Madonnina ed inizio il lungo percorso verso Cima Cornetto, la più alta delle Tre Cime del Monte Bondone. Sentiero piacevole, almeno all'inizio, da una parte la Valle dell'Adige dall'altra la Valle dei Laghi, giornata limpida e cielo pulito quindi ottima visibilità all'orizzonte. Si sale e si scende veramente molte volte, questo mi aspetterà anche per il lungo ritorno, tratti erti e/o molto ripidi, qualche passaggio leggermente esposto, insomma non banale, un sentiero che lentamente ma inesorabilmente ti "lavora" ai fianchi e ti segna. Altri tratti nel bosco poco sotto la cresta rarissimi quelli pianeggianti, quando finalmente arrivo in vetta al Cornetto mi rilasso giustamente un po', il ritorno è lungo e tortuoso, realizzo che con molta probabilità farò tardi, infatti tra qualche pausa mangereccia sulla via di ritorno e cambio di abiti, visto il freddo incalzante verso il tardo pomeriggio, mi accorgo che manca poco tempo al tramonto. Decido allora di approfittarne e vengo decisamente ripagato alla grande, oramai non cambiava molto, infine con luce frontale mi sparo tutta la discesa dalla Madonnina fino al Passo Bordala dove arrivo poco prima delle 21, stanco ma soddisfatto.
31,6 km per un D+ superiore ai 2100 m.


Alla Madonnina,con lo Stivo che domina.


Carè Alto, Presanella, Dolomiti di Brenta.


Zoom sulle Dolomiti di Brenta.


Scorcio sulla Val di Gresta.


Da sx in basso il lago di Cavedine, poi Dolomiti di Brenta, la Paganella, poi parte della cresta con Cima Cornetto che svetta in fondo.


In cima allo Stivo, si vede meglio parte della cresta che mi attende.






Il Garda!


Una giovane coppia saliva dai "giaroni" verso questa anticima dello Stivo, dove c'è una piccola Madonnina.


Nello scendere nuovamente alla Madonnina sguardo alle cime della Val di Ledro.


Eccomi di nuovo qui, si riparte...




Da Cima Palon...si avanza...


Dietro di me, scatto verso lo Stivo ed in basso a dx Malga Campo.


Pian piano mi avvicino.




Lago di Cei.


Dalla Rocchetta.




Dietro di me, una parte dove si perde parecchio dislivello...


Proseguo!




Altro sguardo indietro.


Non manca molto...


Poco sotto Cima Cornetto.




Doss d'Abramo, sbuca il Palon Alto.


Doss d'Abramo con l'anticima di Cima Verde più in basso.


Eccomi in vetta! La piana delle Viote, Palon Alto, la Paganella e parte delle Dolomiti di Brenta.




Si vede gran parte della cresta appena percorsa con sullo sfondo la cima dello Stivo sulla dx.








Si riparte...


Ho notato questa cosa: molta legna accatastata ordinatamente alla base di molti alberi.


Diversi alberi ed in più punti, lungo il sentiero, divelti dalle burrasche estive.


In primo piano la Marzola, sullo sfondo parte della Catena del Lagorai (porzione meridionale).


Cambia la luce...alle mie spalle.


Rovereto con la Vallarsa e le Piccole Dolomiti leggermente imbiancate.




















Rovereto by night.


La traccia.







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Foto e recensione sempre di alto livello. Grazie..
Grazie a te
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Luoghi molto belli che purtroppo mi sono sconosciuti  :) 
Complimenti anche per le foto, davvero splendide e che invogliano a scoprire anche questi posti. Ci vorrebbe un'altra vita!!  :D
Forse basta questa e la voglia di cambiare, ovviamente se ne abbiamo il tempo!
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Vent'anni fa c'era il sole,quest'anno ho rinunciato, venendo dal Grostè, all'altezza delTorrione di Vallesinella perchè non si vedeva nulla. Chissà l'anno prossimo

Ciao South, molto bella la prima foto con i rododendri in fiore! :D Ce ne sono tanti in quel tratto di percorso. Quest'anno il meteo ha guastato anche a noi un paio di escursioni, ma mai demordere, le montagne restan là e andrà meglio la prox volta.  "Chi la dura la vince!"  :)  ...ed ho ancora qualche altro conticino in sospeso.   
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Per l'escursione non serve avere materiale compressivo.
Dipende poi da quanto è lunga l'escursione, se parliamo di ore ed ore, con km e dislivello importanti diciamo che può avere alcuni effetti benefici, ma non credo che possano un paio di calze aumentare le performance.
Il fattore compressivo aiuta a mantenere il muscolo compatto e ne contiene alcuni fattori fisiologici che si verificano durante lo sforzo.
Le maglie del muscolo che sono intrecciate tra di loro, durante lo sforzo, sopratutto se intenso, tendono ad allontanarsi, sfibrandosi. Il materiale compressivo "tiene" in linea di massimo il muscolo compresso quindi ne facilita la normale irrorazione del sangue e del sistema linfatico oltre a evitare che questa opera di "rottura" delle fibre muscolari tenda a diventare eccessiva e gonfiare eccessivamente il muscolo stesso.

Dopo un'escursione, una corsa o un'attività di forte carico è consigliabile immergere le gambe in acqua fredda (possibilmente ghiacciata) per intervalli di 1minuto.
E' provato il suo beneficio quanto una leggera attività di scarico post gita.

Quindi tirando le somme, son soldi buttati se ci si aspettano risultati evidenti.

Per la protezione da freddo hanno i suoi pro e contro, preferisco avere una sacca d'aria calda tra l'indumento e la pelle, che uno strato compressivo che una volta raffreddato trasmette freddo anche alle gambe/braccia/petto ...
Anche perchè se usi un capo compressivo e ci sudi dentro abbondantemente, difficilmente questo si asciugherà in tempi brevi. (una maglietta tecnica semplice ci impiega molto meno)
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Ma il dopo conta relativamente, una bella doccia e torni  nuovo :)
Semmai è il durante...

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Bellissimo! Chiaramente sono a cime per me fuori portata, ma apprezzo molto anche il ravanaggio alpinistico :) grazie per la condivisione!

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