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Adamello - Presanella / Cima Stavei
« Ultimo post da kobang il Ieri alle 10:51 pm »
La scorsa domenica sono salito con Charly sulla Cima Stavei (2620m),ancora una montagna scarsamente frequentata fra le altre cime che si ergono sopra Vermiglio.
L'accesso è tramite sentiero 205 che inizia in località Poia di Cortina.Poco prima di Vermiglio,in località Cortina,si percorre la piccola strada che scende al torrente e lo attraversa,in località Poia.Qui si lascia la macchina e si affronta il ripido sentiero che ci condurra fino al bellissimo specchio del Lago di Barco (1904m).
In foto uno dei rari tratti pianeggianti del percorso;si attraversa una torbiera su apposite passerelle,molto infide se bagnate o velate di ghiaccio,come le abbiamotrovate noi

Eccoci al lago,molto frequentato d'estate e caratterizzato dai resti di un larice plurisecolare.Come descrittto in una tavola illustrativa,risale al 1400 ed è morto per valanga tra il 1929 ed i primi del '30


Salendo di quota ammiriamo il lago racchiuso tra i caldi colori dell'autunno

In questo tratto "rosicchiamo" un'ora rispetto a quanto indicato sulle tabelle di marcia:il passo veloce è incentivato da una bava d'aria decisamente fresca e dalla voglia di incontrare terreno soleggiato.
Il percorso è a Nord e i cristalli di brina e ghiaccio costellano il cammino,ma il fascino del luogo ci spinge a trattenerci un poco;è anche l'occasione per "apprezzare" la assoluta inaffidabilità della mappa komp... per questo itinerario:la traccia non corrisponde quasi mai al sentiero riportato in mappa,malgrado noi si seguano sempre i segni bianco rossi.
Del resto il terreno non offre tracce alternative ed in più l'aggiramento del lago avviene in direzione NE e non come indicato sulla cartina!

Riprendiamo il cammino verso il sovrastante bacino del Lago Piccolo (2314m),una gemma racchiusa tra C.Stavei,C.Montanel e C.Palù.
Qui siamo al sole,ma le piccole formazioni di ghiaccio resistono e creano qualche insidia.
Il lago è cristallo puro,esaltato dal giallo dorato della conca erbosa e dalle nere rocce della sponda.


Anche il panorama sull'altra sponda della valle di vermiglio cattura lo sguardo,con le cime timidamente imbiancate...

Anche il percorso da L.di Barco a L. Piccolo,ossia il sentiero 205,non trova corrispondenza rispetto al GPS ed ai segni SAT.Qui anche la Treck..(in genere affidabile) risulta errata.

Il percorso è comunque segnato ed evidente, se con buona visibilità.Al Lago Piccolo facciamo una pausa ristoro e studiamo il percorso per la cima;qui il sentiero si ferma ed inizia il bello del ravanage!
Decidiamo per la spalla ONO,raggiungibile dopo aver superato una zona di masieron e piccoli spiazzi coperti di rododendro.
Anche qui la pendenza e sostenuta e si guadagna presto quota rispetto alla conca del lago.
Il lago dall'alto con le cime Montanel e Palù

Il percorso è abbastanza disagevole e impervio,solcato da canali di slavina dal fondo molto instabile.
Cerchiamo di progredire su tratti di zopa e rocce affioranti dove è necessario prestare molta attenzione,ma meglio che su terriccio inconsistente e massi instabili.
Questo ultimo tratto porta via più tempo proprio per la ricerca dei passaggi più idonei,ma poi siamo in cima dove il calore è davvero forte  e la vista si perde in un  cielo di assoluto azzurro
Non una nube in vista!

La cima,indicata su mappa e dal GPS,non è in alcun modo contrassegnata;da qui parte una cresta che termina su un secondo rilievo di pari quota,posto più a NE,segnalato da un paletto di legno,ciò che resta di una piccola e rustica croce di vetta.
Qui ci fermiamo a mangiare e contemplare il panorama.



Guardando a ENe lo sguardo è attratto dall'evidente anfiteatro morenico di un ghiacciaio recentemente estinto.A me provoca una  sensazione piuttosto inquietante!

E' l'ora di pensare al rientro e,come si vede dalla traccia GPS,ci facciamo attrarre da un percorso alternativo alla salita.
Con attenzione scendiamo per un bel tratto fino all'imbocco di un canalone che si presenta però troppo pericoloso.
Abbiamo perso una bella quota che dobbiamo riguadagnare con non poco sforzo!
Trovo però il modo di traversare,con molta ....delicatezza,su tratto esposto e instabile.In questo modo riagganciamo il percorso di salita che ciriporta indenni al lago.
Ormai la luce è quella del tardo pomeriggio ed i colori d'autunno sono ancora più vividi



I laghi si mostrano in questa nuova luce,conservando il fascino dei luoghi solitari,paesaggi che meritano sia il viaggio verso questa estrema area occidentale della provincia,sia la ricerca del percorso per cime poco battute e per questo ancora più preziose


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Ahimè non so da che Hotel tu ti riferisca.
Sicuramente per noi non sarebbe stato fattibile per via delle condizioni di neve.

Sarebbe l'Hotel Franzenshohe, quota 2200m.

https://www.sentres.com/it/sci-alpinismo/cima-tuckett

qui descrizione con itinerario comune a cima tuckett
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Alto Adige - Sudtirol / Re:Hochgrubbachspitze 2807 m - Pusteria
« Ultimo post da stef48 il 17/10/2017 16:24 »
Bellissimo Stef! Qualche anno fa percorsi questo itinerario allungandomi però poi alla Cima di Terento sfruttando la cresta.
Come al solito invidio le tue gambe (e ovviamente la tua età)......
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Ahimè non so da che Hotel tu ti riferisca.
Sicuramente per noi non sarebbe stato fattibile per via delle condizioni di neve.
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Alto Adige - Sudtirol / Re:Hochgrubbachspitze 2807 m - Pusteria
« Ultimo post da AGH il 17/10/2017 13:38 »
Complimenti, bei posti che ignoro quasi totalmente :)
Grazie per condivisione
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Alto Adige - Sudtirol / Re:Hochgrubbachspitze 2807 m - Pusteria
« Ultimo post da trabuccone il 17/10/2017 13:35 »
Bellissimo Stef! Qualche anno fa percorsi questo itinerario allungandomi però poi alla Cima di Terento sfruttando la cresta.
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Bello Alan! L'avevo fatta anche io questa primavera ma dall'hotel a 2200 e per la vedretta del Madaccio.
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Ieri sono sceso da cima di Val Gelada verso la val Baselga e ho pensato di aggiungere dettagli al thread.

Sono sceso dal lato NE, praticamente dove si arriva salendo dal passo di val gelada. La discesa dalla cima è agevole, nessuna difficoltà. Poi mi sono tenuto sul lato est della valle cercando di arrivare al sentiero segnato sulla kompass, però secondo me non c'è mai stato visto che non c'è nemmeno una traccia. Da quota 2000 circa si trovano degli ometti e poco più in basso dove finiscono i detriti anche i segni SAT.

Allego la traccia GPS del percorso che ho fatto, probabilmente salendo si vede meglio il profilo del terreno e forse si può trovare una traccia di salita più efficiente nella prima parte valle. Comunque il lato NE (quello segnato come 3 nel post di AGH) mi è sembrato decisamente più agevole che quello del passo di Lago Nero.
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... credo che le doppiette diano il loro meglio in ore più mattutine.

si può anche farle tacere :-)
https://www.youtube.com/watch?v=Hd8uJG1HBJ8
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Mah, di solito gli adn sono in alto, vicino alla cresta tra le due cime, dove arrivano quasi in macchina dal Chegul. Sull'erboso versante est pascolano spesso i camosci, miele per quel tipo di orsi  ;D.
Da Maranza al bivacco e nei boschi verso Trento non ne ho mai incontrati, anche se devo dire che evito le giornate di caccia. Credo che con queste bellissime giornate non saranno pochi gli escursionisti che saliranno in cima, un po' di casino e maggior sicurezza.

Confermo, solo qualche rumore di spari, non più di 4-5 comunque, ma proveniente da molto più in basso, quando salivamo dal rifugio Maranza al bivacco, poi più nulla per tutto il percorso. C'è da dire che siamo partiti relativamente tardi, intorno alle 10, credo che le doppiette diano il loro meglio in ore più mattutine.
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