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Lagorai - Cima D'Asta - Rava / Re:[LAGORAI] Cima Pastronezze m 2180
« Ultimo post da AGH il Oggi alle 08:32 am »
Dalla cima ho scattato una cilindrica piuttosto dettagliata
la linko qui sotto (si costuma fare così ? o è considerato un crossing inopportuno?)

ciao qui si può linkare liberamente
(ps: ho corretto il titolo è cima PastronEzze non Pastronazze :)
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Lagorai - Cima D'Asta - Rava / [LAGORAI] Cima Pastronezze m 2180
« Ultimo post da poalpina il Oggi alle 12:06 am »
Il giorno 14.02.2018 è stata una giornata fredda e limpidissima. Quest'anno il Lagorai è piuttosto innevato.
Cima Pastronezze è una vetta molto panoramica del Lagorai più occidentale che chiude la testata della Valtrigona.
Noi abbiamo deciso di salitre dal versante della Val Calamento.

Dalla cima ho scattato una cilindrica piuttosto dettagliata
la linko qui sotto (si costuma fare così ? o è considerato un crossing inopportuno?)

http://win.geo360.it/zoom107.htm
usare le frecce o il mouse per lo zoom. ;-)

ciao a tutti


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Vi ringrazio...sempre molto gentili e disponibili.
Avete qualche consiglio circa marca e modello?
GRAZIE

Zioriky
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Escursioni invernali in Trentino / Re:Quali bivacchi in inverno?
« Ultimo post da L il 16/02/2018 12:34 »
ma nel Pignaro ci sono i letti? non ricordo bene...
Foto prese da internet.
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Dal M. Giovo vista sulla valle di Loppio con lo sfondo delle Alpi di Ledro con Tofino (Val di Concei orientale) e M. Misone a dx

Ennesima visita sui luoghi della Grande Guerra, accompagnando il collega fotografo Pierluigi Orler impegnato in una documentazione fotografico per conto di Fujii. Anche stavolta abbiamo una guida d'eccezione: Mauro Zattera, uno tra i maggiori esperti di guerra della zona. Dopo l'esplorazione di Cima Rocca sopra Biacesa, abbiamo visitato altri 4 caposaldi nella zona di Mori: Talpina, M. Giovo, Nagia Grom, M. Creino, che presidiavano sui due versanti contrapposti del Monte Baldo e del M. Stivo, il collegamento tra la Val d'Adige e la zona del Garda.


Dal caposaldo di Nagia Grom vista su Mori (a sx), e la valle di Loppio

I caposaldi nella Valle di Loppio, tra Val d'Adige e Garda

Diego Bertolini volontario di ferro, viene qui quasi tutti i giorni a scavare e pulire le trincee

Sul Dosso di Talpina gli austriaci avevano realizzato alla vigilia della guerra un presidio trincerato. Abbandonato dagli austriaci nel 1915, fu occupato dagli italiani. Il complesso difensivo è stato recentemente riportato alla luce ed è raggiungibile da Tierno (Mori) percorrendo una mulattiera che attraversa il bosco o seguendo una strada che esce dal paese. Ha coordinato i lavori l’associazione “Un territorio due fronti”, che ha curato anche i lavori sul monte Giovo, nei pressi dell’abitato di Castione, dove è possibile vedere resti di postazioni di artiglieria, osservatori, trincee e ricoveri prospicienti la valle di Loppio. Diego Bertolini è uno dei volontari di ferro che con passione sale qui quasi ogni giorno a scavare e pulire, e che ci guida all'interno dei trinceramenti. Di recente lui e il suo gruppo hanno scoperto e messo alla luce le latrine, ora stanno cercano il locale delle cucine e quello del generatore di corrente elettrica.


Dai trinceramenti del Talpina verso Val d'Adige

Caposaldo Talpina

Mauro Zattera con Diego Bertolini esaminano alcuni reperti

Sul Monte Giovo, tra Besagno e Castione, dopo una facile salita a piedi di circa 20 minuti è possibile vedere resti di postazioni di artiglieria, osservatori, trincee e ricoveri che dominano la valle di Loppio.


Caposaldo M. Giovo

In tempo di guerra la Valle di Gresta costituì il punto d’unione tra il settore di Riva e quello della Vallagarina e venne interessata da più linee di trinceramenti. Il Monte Nagià è una sporgenza pronunciata che si affaccia sulla sottostante Valle del Cameras e che è in grado di controllare la piana di Brentonico, il Monte Altissimo, il Dosso Alto di Nago, e una piccola porzione della Valle dell'Adige: questo gli assegnava i vantaggi di una fortezza naturale a cui i comandi militari austriaci aggiunsero l'organizzazione di un campo trincerato piuttosto articolato.


Dal Nagia Grom vista verso il M. Creino in alto a dx

I lavori al caposaldo del Nagià Grom partirono nella primavera del 1915, quando la guerra con l'Italia non era ancora cominciata; e continuarono poi, con ampliamenti e modifiche, per tutta la durata del conflitto. Nell'estate del 1915 il caposaldo era presidiato da cinquanta uomini comandati da un cadetto aspirante ufficiale e disponeva di un distaccamento d'artiglieria: l'anno seguente gli uomini presenti nel caposaldo erano alcune centinaia (tre plotoni al comando di un capitano e una parte del battaglione Standschȕtzen “Kitzbȕhel”). Oggi il Monte Nagià Grom è un eccezionale “documento” che testimonia e racconta, che mostra opere e manufatti in ottimo stato di conservazione. Se oggi il Nagià è “documento” storico, chiaro e comodamente visitabile da tutti, lo si deve all'immenso lavoro del Gruppo alpini di Mori che, a partire dal 2001, si è dedicato al recupero di sentieri, mulattiere, trincee, camminamenti, postazioni e manufatti


Caposaldo Nagia Grom

Sul Monte Creino m 1290 gli austro-ungarici realizzarono un osservatorio d’artiglieria dal quale si gode un panorama che spazia, a partire da est, dal monte Pasubio, allo Zugna, al gruppo del Carega, i Lessini, il monte Baldo, il lago di Garda, la Rocchetta, il Cadria, l’Adamello, la Presanella e il Gruppo del Brenta. Poco sotto la cima in una caverna era postata una batteria di obici da 10 cm; altre artiglierie a lunga gittata (che tiravano su Limone del Garda, sulle retrovie del Baldo e verso Ala) erano posizionate nei boschi a nord. Il Creino era parte della linea principale di difesa, per questo la zona era stata fortificata con trincee, dotate di ricoveri in roccia e depositi, che sbarravano la valle fino a congiungersi alle difese del monte Biaena. Grazie ai lavori degli alpini e del Comune di Ronzo Chienis è possibile visitare l’osservatorio, le postazioni di artiglieria in caverna e percorrere le trincee.


Caposaldo M. Creino

Questi caposaldi che ho brevemente illustrato sono tutti facilmente raggiungibili in auto quindi con brevi tempi di marcia, mediamente  meno di mezz'ora circa a piedi, e sono percorribili in buona sicurezza senza pericoli particolari. Noi li abbiamo girati in una giornata, costituiscono quindi una facile e istruttiva occasione per farsi un'idea di come erano organizzate le difese autroungariche nella zona tra Rovereto e Riva.


I caposaldi visitati di recente
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Escursioni invernali in Trentino / Re:Quali bivacchi in inverno?
« Ultimo post da Beloot il 16/02/2018 11:07 »
Grazie a tutti. Purtroppo per vari motivi ho potuto fare solo escursioni giornaliere. Ma in tardi primavera i rifarò!
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Escursioni invernali in Trentino / Re:Quali bivacchi in inverno?
« Ultimo post da AGH il 16/02/2018 10:29 »
ma nel Pignaro ci sono i letti? non ricordo bene...
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aggiungo baito dei Manzi e poco sotto baito del Pignaro (messo molto meglio) in Val forame, una parallela di Val Moena nel Lagorai
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Racconti di montagna / Re:Il racconto di una valanga
« Ultimo post da AGH il 15/02/2018 19:05 »
Grazie per la condivisione della (brutta) esperienza. Penso possa essere utile a molti a considerare quanto può essere sottile, a volte, il confine tra la l'escursione spensierata e il dramma :(
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Racconti di montagna / Re:Il racconto di una valanga
« Ultimo post da piesospinto il 15/02/2018 09:52 »
Accidenti Jader, gran brutta esperienza anche la tua.
Grazie della condivisione.
Bene essere qui a raccontarcele, sono esperienze che fanno crescere.
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