Mainarde, Aurunci, Ausoni, Matese: vagando tra Molise, Campania e Lazio

Autore Topic: Mainarde, Aurunci, Ausoni, Matese: vagando tra Molise, Campania e Lazio  (Letto 1649 volte)

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Offline piesospinto

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La genesi di questo giro è un po’ complessa. Diciamo che è stato meteoguidato.
L’idea originale era quella di andare sulle Alpi Carniche e Giulie.
In seguito, l’anticipo delle ferie ha reso questa ipotesi poco praticabile (ancora troppa neve), ed avevo optato per le Alpi Apuane - grazie giesse59. Pochi giorni (se non ore) prima della partenza però, dalle previsioni meteo risultava evidente che per trovare bel tempo saremmo dovuti spingerci un po’ più a sud, poi molto più a sud.
Mi è ritornato alla mente che avevo un sospeso con due siti archeologici in Molise, quello Sannitico di Pietrabbondante e quello Romano di Seapinum, quindi ho raccolto in fretta e furia un po’ di documentazione su Molise e Lazio, ho chiesto qualche conferma ad una amico appenninista e, con la borsa piena di itinerari sulle Apuane e sull’appennino tosco-emiliano, siamo partiti per il Molise! :o

L'Appennino a me piace molto, vorrei fare qualche considerazione da "straniero", che si basa sulla mia scarsissima esperienza (forse una ventina di gite in tutto), magari sono utili a qualche altro abitante delle Alpi in trasferta. Sono tutte cose che io considero un "plus", per quello che è il mio modo di andar per monti, e che possono trasformare ogni escursione in un'avventura.
1) il concetto di sentiero è molto diverso che da noi; non si tratta di una piccola strada, ma di un sentiero. Magari anche ben segnato, ma è un sentiero. Spesso non è facile individuarlo, in quanto è confuso tra centinaia di piste di animali al pascolo. Quindi i tempi di percorrenza si allungano.
2) spesso la parte sommitale delle montagne è rappresentata da lunghe dorsali, le distanze da percorrere sono notevoli, soprattutto se si cerca di fare escursioni circolari.
3) può fare molto freddo, è può tirare molto, moltissimo vento, anche su elevazioni che noi alpiniani potremmo essere portati a sottovalutare, e in stagioni al di sopra di ogni sospetto.
4) ci sono le greggi, ma questo vuol dire che ci sono anche i cani. Che fanno egregiamente il loro lavoro. Se si trova un gregge sul proprio cammino, o si aspetta che si sposti lui, o si fa il giro largo. Il che può voler dire aggiungere mezz'ora - un'ora di cammino, a volte ravanando su terreni non agevoli, soprattutto se si è in MTB :)

Ma basta sproloqui, qui qualche foto delle belle gite che abbiamo fatto, in parte a piedi, in parte in MTB. Posti stupendi, il verde più verde, fioriture spettacolari ovunque, da 0 a 2000 metri.


Il Monte Campo (1746) è stato il nostro primo assaggio. Si tratta di una cresta calcarea in Alto Molise, dalle parti di Capracotta. Da Prato Gentile sono poco più di 200 metri di dislivello.


La lunga dorsale del monte Campo


La croce di vetta


L'eremo di S. Luca ed il paese di Pescopennattaro


In quella zona c'è il sito Sannitico di Pietrabbondante, spettacolare teatro su un leggero declivio a circa 1000 metri di quota. Sito veramente suggestivo, con un biglietto di ingresso di soli 2 euro, secondo me scandalosamente basso.


Lo stupendo teatro, che guarda la vallata


La perfezione degli incastri mi ha ricordato l'architettura Inca


Metto anche una foto del bellissimo sito di Saepinum, città romana che fino a pochi anni orsono è rimasta viva, e che quindi presenta una commistione di monumenti antichi e di costruzioni più recenti, adesso ben recuperate. Si trova su uno dei tratturi su cui per secoli si è svolta la transumanza dalla Puglia all'Abruzzo: si tratta di impressionanti autostrade verdi, larghe fino a 110 metri e lunghe centinaia di chilometri, con fontanili ad intervalli regolari.


Il teatro di Seapinum


Ci siamo poi spostati verso la Campania, nel Matese, per salire il Monte Miletto (2050) partendo dal lago Matese (quindi dal lato Campano, sud). Bellissimo giro.




Sera e mattina sul lago Matese. In alto, il monte Miletto


Fiori salendo dal lago Matese


E fiori verso il mone Miletto


La cima con la minichiesa mi ricorda le cime della Grecia.




Fiori e ancora fiori


Discesa verso il lago. Proprio un bel posto.


Più o meno alla stessa latitudine, siamo poi andati verso ovest per vedere due gruppi montuosi lungo la costa laziale. Sugli Aurunci (sopra Formia) abbiamo fatto il giro del monte Petrella (1533) e Redentore, partendo dal rifugio di Pornito, in parte in MTB in parte a piedi. Vista spettacolare e tanti fiori.


Onesti ed instancabili lavoratori. Questa volta è andata bene, si sono spostati loro.


L'iris è il simbolo del parco degli Aurunci


Dal Petrella, vista sulla costa Campana. Purtroppo qui il tempo non era ideale


La bellissima stradina che porta al Redentore


Scendendo dal Redentore


Lungo la discesa, si incontra la chiesa rupestre di S. Michele


In discesa, in vista di Gaeta


Sugli Ausoni (tra Terracina e Fondi) abbiamo salito il Monte delle Fate (1090) partendo da Vetica. Spettacolare la fioritura di salvia.


Cavallo tra la salvia


Strani fiori (o quel che ne resta): qualcuno sa aiutarmi nell'identificarli?


Sulla via del ritorno (si fa per dire) siamo andati a Prati di Mezzo, e da qui abbiamo salito il monte Forcellone (2030) ed il monte Cavallo (2039), nel gruppo delle Mainarde, che sono la propaggine più meridionale dei monti della Meta, nel Parco Nazionale di Abruzzo Lazio Molise. Purtroppo qui i faggi sono stati rovinati da una gelata tardiva, ma la fioritura in compenso era spettacolare.


La faggeta ha sempre il suo fascino


Il monte Meta, la cima più alta del gruppo. In basso si vedono i faggi bruciati dalla gelata tardiva.


Piana glaciale


Pendici del monte Predicopeglia


Fioritura verso il Forcellone






Fiori, fiori, e ancora fiori!


Per le Apuane se ne riparlerà in autunno, spero. :)
Mauro

Offline Matteo Nicolin

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Grandissimo Piesospinto :)

Giri meravigliosi in posti splendidi e inusuali. Sono felice di queste incursioni extra-alpine in questo forum, grazie mille! :D
Matteo Nicolin

La realtà è il cinque per cento della vita. L'uomo deve sognare per salvarsi.

Walter Bonatti


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Offline AGH

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Molto bello grazie, posti totalmente ignoti per me...

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Offline southernman

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Peccato averli visitati pochissimo nei vent'anni nei quali ho vissuto a Roma

Offline edel

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Posti davvero molto belli e particolari,  mi sono proprio sconosciuti,  meravigliose anche le fioriture.   Grazie per averceli fatti un pò conoscere.
Cavolo, ce ne sarebbero di luoghi interessanti da vedere!   Sono un pò lontanucci ma ogni tanto un giretto al sud lo programmiamo... mai dire mai   :)

Offline trabuccone

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Posti inusuali e intriganti davvero! Certo che, in luoghi così, bisognerebbe soffermarsi a gustare le bontà locali  ;D ;D
per sempre oppressi da desiderio e ambizione c'e' una fame non ancora soddisfatta,
i nostri occhi stanchi ancora vagano all'orizzonte sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte

Offline piesospinto

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Sono contento di aver trasmesso almeno in parte la particolarità di questi luoghi.
Ho la fortuna di poter girare, di tanto in tanto, a "naso", senza pormi necessariamente delle mete prefissate, ma soddisfacendo solo la mia curiosità del momento. Raccolgo poche notizie, necessarie a stilare un programma di massima, e vado.
Riflettendoci, il bello è che non so se faccio gite classificate come imperdibili, oppure che un conoscitore dei luoghi non farebbe mai perché poco significative... mi ispirano, le faccio, mi piacciono, sono contento di condividerle.
A volte (poche, per fortuna  ;) ) prendo anche dei gran bidoni, ma quelli non li mostro  :D
Questa volta, zero bidoni.

@trabuccone: bisognerebbe soffermarsi a gustare le bontà locali? E' obbligatorio soffermarsi!!! E ci siamo soffermati, ah, se ci siamo soffermati  ;D 
Mauro