[CATENA DI BOCCHE] Juribrutto: a caccia di laghetti sui Lastèi di Pradazzo

Autore Topic: [CATENA DI BOCCHE] Juribrutto: a caccia di laghetti sui Lastèi di Pradazzo  (Letto 474 volte)

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Pale di S. Martino

Amo la meravigliosa Catena di Bocche, soprattutto per i grandi spazi aperti, con la possibilitĂ  di camminare per ore fuori da ogni sentiero. Il vasto versante sudorientale, formato da grandiose lastronate di roccia moderatamente inclinate, è punteggiato di piccoli laghetti e specchi d’acqua. Decido di partire senza una meta precisa, esplorando il territorio secondo l’estro del momento. L’idea è di cercare un po’ di questi piccoli laghetti che non hanno neppure un nome.   


Sguardo verso le Pale, salendo verso forcella Vallaccia

Parcheggio poco sotto Passo Valles, a quota 1950 circa, quindi mi inoltro per delle belle radure pianeggianti con l’intenzione di imboccare il valloncello che sale alla Forcella Vallazza. Non ci sono sentieri ma, come sospettavo, qualche vaga traccia c’è. La vegetazione è rada, il terreno erboso e salgo senza difficoltà fino alla meravigliosa spianata a quota 2145, che evidentemente un tempo era un lago ora intorbato.


La meravigliosa piana dove un tempo c'era un lago

La piana intorbata vista da sopra

Appena si supera il limite della vegetazione il paesaggio inizia a farsi grandioso: verso sud, tra i radi boschi di cirmoli, spuntano le maestose Pale di S. Martino. Memorizzo dei posti fantastici per venirci in tenda, col ruscello vicino, un sogno. Attraversata la spianata, inizio a salire di quota, la valletta si incassa parecchio ma si riesce a salire bene sulla riva sx orografica. Col Gps del cello è quasi un gioco da ragazzi orientarsi: superata una balza la valletta si apre e spiana di nuovo, dove intravedo una evidente strada militare selciata che sale verso la forcella. Io però svolto a est superando un piccolo passo: ed ecco il primo splendido laghetto a quota 2320! E’ ancora ghiacciato, bellissimo il colpo d’occhio con le Pale onnipresenti sullo sfondo.


Il primo laghetto

Il secondo laghetto, sullo sfondo a sx Pelmo e Civetta, a dx spunta il M. Agner

Oro provo a seguire la curva di livello per arrivare al lago successivo, ma arrivo troppo alto e il versante è dirupato. Pazienza, del resto l’avevo già visto da vicino in una escursione invernale precedente. Riprendo a salire verso il Col Margherita, il paesaggio è spettacolare.


Zoomata sul Passo delle Farangole

Pausa pranzo con supervista :)

Zoomata sul mitico pilastro del M. Agner

A quota 2400 icomincio a pestolare neve in modo continuo, per fortuna è portante. C’è un vento freddo, trovo un posto riparato sull'erba per fare pausa panini. Contemplo il panorama spettacolare a lungo, non andrei più via. Riprendo quindi la marcia salendo ora in direzione ovest, verso il crinale, fino ad un altro laghetto senza nome a quota 2490.


Vista sulla Catena del Lagorai

Terzo laghetto, sullo sfondo lo spallone di Cima Juribrutto

Trinceramenti salendo a Cima Juribrutto, sullo sfondo le Pale di S. Martino

A questo punto mi dico che non posso non salire Cima Juribrutto: c’è un ripido costone ma è tutto pulito senza neve, quindi mi metto in marcia e raggiungo Forcella Vallazza 2521 dove intercetto il sentiero “Alta Via della de la Mariota”che percorre lungamente il crinale dal Col Margherita. Salgo per l’erto e panoramico sentiero che passa tra trinceramenti e vari resti di baracche della Grande Guerra. Arrivato in cima allo spallone, resta un facile traversone nevoso costeggiando una grossa trincea fino in vetta a Cima Juribrutto m 2697.


Nei pressi della Forcella Vallazza

Vista sulle Pale, Passo Rolle, Catena del Lagorai

Ultimo traverso verso Cima Juribrutto, segnata da trincee ovunque

Il grande trincerone verso la cima

Trinceramenti con vista verso il Sassolungo

Vista verso i Monzoni con cima Malinverno, sullo sfondo il gruppo del Catinaccio

Sempre meraviglioso il panorama, anche se l’ho visto ormai mille volte :). Per la discesa scendo liberamente sfruttando i costoloni rocciosi senza neve, mantenendo la rotta comunque lungo l’amplissima dorsale.


Ancora trincee su cima Jurbrutto, sullo sfondo Cima Bocche

Trinceramenti con vista sul Cimon della Pala

Raggiungo altri 3 specchi d’acqua a quota 2300, quindi intercetto il sentiero 631 ed avvisto dall’alto il Lago di Juribrutto 2206 ancora ghiacciato nella conca. Potrei ora risalire brevemente e scendere direttamente a Malga Vallazza, ma decido di allungare il giro e scendere col 620 per la splendida Val Juribrutto, con spettacolari squarci sulle Pale ormai al tramonto.


Altro laghetto senza nome

Lago Juribrutto ancora ghiacciato

Calando verso Malga Juribrutto

Arrivato alla Malga Juribirutto a quota 1912, prendo il sentiero 623 che mi riporta a Malga Vallazza con un lungo traversone quasi in piano, e quindi fino alla macchina.


Cimon della Pala e Castelaz in basso

Squarcio sulle Pale al tramonto

Bellissimo giro rilassante che mi ha permesso di girovagare in quota scovando ben 7-8 laghetti, senza contare gli specchi d’acqua più piccoli. Difficoltà praticamente nessuna, salvo quella di muoversi in grandi spazi al di fuori di qualsiasi traccia e quindi senza punti di riferimento. Anche il semplice Gps del cellulare con una app cartografica come “MyTrails” in questo caso aiuta parecchio. Sviluppo 15 km, dislivello circa 800 m.


Il percorso, nei cerchi i laghetti
« Ultima modifica: 28/04/2017 10:41 da AGH »