Autore Topic: [CATENA DI BOCCHE] Nuovo sentiero alpinistico del Grontòn sui sentieri della Grande Guerra  (Letto 1940 volte)

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Offline AGH

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Sulla cresta/dorsale del Gronton

Qualche anno fa, studiando mappe e ortofoto, avevo individuato la mulattiera della Grande Guerra che dal Ciadinòn sale al Lago del Gronton e quindi al Gronton con le postazioni austroungariche a quota 2600 metri. Esplorata poi la zona sul posto, la parte bassa della mulattiera si intravedeva a tratti nella vegetazione ma era ormai impraticabile e ho dovuto fare una dura ravanata fuori traccia per arrivare al Lago del Gronton. Da qui in su invece la vecchia mulattiera si intuiva abbastanza bene con ampi zig zag per il versante ripido impervio, con vari tratti esposti fino al crinale con le trincee.


Bivacco Redolf ai Laghi di Lusia

Laghetto del Gronton dalla rampa che sale al Gronton

Laghetto del Gronton

Qui la relazione del giro fatto in precedenza
https://girovagandoinmontagna.com/gim/sella-marmolada-monzoni-bocche/(catena-di-bocche)-lago-e-ferrata-del-gronton-sui-sentieri-della-grande-guerra/

Un percorso alpinistico un po' rischioso per mulattiere e camminamenti, in parte franati e senza alcuna protezione (durante la guerra c'erano cordini di sicurezza, passerelle e corrimano). Avevo mappato tutto su OpenStreetMap e auspicato un recupero del percorso. Forse qualcuno mi ha dato retta. Sono tornato qualche giorno fa e ora la mulattiera è stata in parte zappettata e resa più visibile e sicura. C'è anche un po' di segnaletica e qualche segno sui sassi che aiutano l'orientamento.


La splendida radura del Ciadinon con la baita bivacco

Laghetto del Gronton

Il disastro di Vaia verso Moena e Passo di Costalunga

Dal Laghetto del Gronton la notevole erta verso le creste dove si sviluppa ma mulattiera della Grande Guerra
 
In cresta ho notato una catasta di travi e tavole che indicano che si sta procedendo al recupero e alla messa in sicurezza del percorso che segue i trinceramenti della Grande Guerra, con vista su Cima Bocche e Cima Juribello. Alcuni cordini di sicurezza sono stati già sistemati nei tratti più esposti. Molto bene direi! Un altro bellissimo e interessante percorso dà un senso logico e un prolungamento alla Ferrata del Grontòn.


Max osserva la situazione dalla esposta mulattiera di guerra

Eccoci sulla dorsale a quota 2600 m circa: sullo sfondo Cima Juribrutto e Cima Bocche

Scalinata

Trinceramenti con vista verso cima Malinverno

"Semprevivo" tra le trincee

Trinceramenti con Cima Bocche sullo sfondo

Trinceroni con postazioni di vedetta

Dal Laghetto siamo dunque saliti fino alle creste e visitato i notevoli trinceramenti. Quindi per sentiero in costa con tratti esposti (solo per brevi tratti attrezzato con nuovi cordini) siamo arrivati fino alla forcella dove inizia la Ferrata del Gronton, che abbiamo saltato perché avevamo con noi il cane. Calati per il ripido sentierello fino alla forcella Bocche, siamo quindi scesi fino ai bei Laghi di Lusia, rientrando a valle scollinando la Forcella di Lusia.


Raggiunta la cresta, si traversa per camminamenti di guerra, con qualche cordino, a tratti esposti senza protezione

Postazione

Trincee con vista verso Cima Uomo

Da questa trincea si dominava Passo S. Pellegrino, in basso il Col dele Palue, la postazione italiana più avanzata, a dx Cima Juribrutto

Qualche difficoltà nei canalini  ;D

Il percorso alpinistico per i camminamenti militari

Alcuni tratti esposti da affrontare con attenzione

Eccoci alla fine del traverso alla forcella, dove inizia la ferrata del Gronton

Discesa verso i Laghi di Lusia

Max si concede un bagno rinfrescante

Lago di Lusia col Bivacco Redolf e la Catena del Lagorai sullo sfondo

Ultimo strappetto sulla mulattiera di guerra per raggiungere Forcella Lusia

Eccoci alla forcella Lusia per rientrare a valle

Un bel giro ad anello con tre laghi, non troppo difficile ma che consiglio ad escursionisti esperti che non soffrano di vertigini. Sviluppo 19 km, dislivello 1050 m.


Il percorso

La mappa

Offline prabolin

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Ah, che nostalgia; sono i luoghi dove mio padre mi portava da piccolo, anni 60... ma mi sembra d'averTi già raccontato della baracca del "generale" che fino a qualche anno fa era ancora in piedi col tetto e con tanto di gabinetto a lato con la tavoletta: era proprio all'arrivo del zig-zag da Ciadinon prima d'essere letteralmente schiacciata dall'enorme masso che la sovrastava. All'interno trovammo di tutto, dalla penna e calamaio alle copie della WienerZeitung al lucido per gli stivali con lo spazzolino... tutto regolarmente defenestrato da mia madre non appena ho abbandonato casa per vivere per i fatti miei... come i cimeli raccolti alla forcella di Lusia dove c'era l'arrivo di una teleferica, sempre da Ciadinon, e credo un'infermeria per bisturi, forbicine, boccette in vetro scure e compagnia bella raccattate tra i ruderi. Altri tempi. Ora ci porto i figli, ci porto altri pensieri diversi da quelli d'allora, penso alla vita grama di quei Cristi, gli uni e gli altri, costretti in un incubo, e come è fortunata la mia la nostra generazione che ha potuto vivere quantomeno mezzo secolo di pace.

Il pascolo di Ciadinon durante l'estate era allora pieno di manze, custodite da un incredibile pastore di Moena, Berni, che passava mesi in quella malghetta che hai fotografato assieme ai suoi cani e due "picoi pastoroi" che lo aiutavano nel governarle: basso di statura, viso rotondo con occhi vispi, un cappello unto e bisunto a coprire la quasi pelata, ogni volta che passavamo di li ci raccontava della guerra, di quando pur giovanissimo contribuiva nelle retrovie portando zaini di roba ove ce n'era di bisogno... altri tempi!

roberto

Offline AGH

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Ah, che nostalgia; sono i luoghi dove mio padre mi portava da piccolo, anni 60... ma mi sembra d'averTi già raccontato della baracca del "generale" che fino a qualche anno fa era ancora in piedi col tetto e con tanto di gabinetto a lato con la tavoletta: era proprio all'arrivo del zig-zag da Ciadinon prima d'essere letteralmente schiacciata dall'enorme masso che la sovrastava.

è questa la baracca del generale schiacciata dal masso?
Grazie per i tuoi ricordi, molto belli...


Offline pianmasan

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Grazie anche da parte mia.

Offline prabolin

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Mi è venuta la pelle d'oca nel vederla...  si si, è proprio quella; da qualche parte devo avere ancora una polaroid che scattò mio padre nel '68 e che mi ritrae con "l'orsetto del cuore" in mano davanti all'ingresso :)
Non c'entra col post, ma magari se Vi fa piacere un giorno Vi racconterò di Giulio Avi, il barbiere del tempo a Moena, grandissimo conoscitore di Bocche e della zona di S.Pellegrino, instancabile camminatore, guida indispensabile che accompagnava mio padre alla scoperta delle meraviglie della zona, trincee comprese.

roberto

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Mi è venuta la pelle d'oca nel vederla...  si si, è proprio quella; da qualche parte devo avere ancora una polaroid che scattò mio padre nel '68 e che mi ritrae con "l'orsetto del cuore" in mano davanti all'ingresso :)
Non c'entra col post, ma magari se Vi fa piacere un giorno Vi racconterò di Giulio Avi, il barbiere del tempo a Moena, grandissimo conoscitore di Bocche e della zona di S.Pellegrino, instancabile camminatore, guida indispensabile che accompagnava mio padre alla scoperta delle meraviglie della zona, trincee comprese.

Quindi la caduta del masso è relativamente recente... hanno messo in sicurezza, ancorandoli coi cavi da acciaio, anche dei muri vicini. Certo che interessa di Giulio Avi... anche la vecchia polaroid, sarebbe fantastico, grazie

Offline prabolin

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Ciao Alex, Amici,
quest'anno non sono salito ancora sul Gronton, in genere lo faccio dal Lastè perchè mi torna comodo parcheggiare al passo Lusia, e siccome è la mia Montagna dei ricordi è un'abitudine alla quale cerco di non mancare; il lavoro che sai, il tempo avverso quando potrei, la mia Signora che rompe perchè non capisce cosa hanno da dirmi quattro sassi e tutti quegli sfasciumi e piuttosto si va e si arrampica sulle Dolomiti, ecco, tutto ciò per il momento ha congiuirato, ma mi chedevi del masso... si, la sua caduta è "relativamente" recente, grosso modo fine secolo; lo ricordo perchè dopo averla vista in piedi, in occasione dell'apertura della ferrata, credo attorno al 2002/03 o giù di lì, ci portai mia figlia la più grande, scoprendo il danno. Credo fosse l'estate in cui morì un giovane straniero proprio all'attacco della ferrata sopra la forcelletta, sprovvisto di caschetto nell'atto di imbragarsi perse l'equilibrio all'indietro e la caduta gli fu fatale.
La polaroid è nell'album dei ricordi che custodisce Alex, il secondogenito che in questo momento, momento che dura da qualche anno, lavora in Francia con i kayak in un parco naturale dopo averne vissuti altrettanti tra Guatemala e Messico all'avventura guadagnandosi da vivere insegnando a far pizze ai locali...  Un tipetto tosto, insomma, e l'album e' chiuso a chiave nella sua cameretta a casa della madre, che, se posso, evito accuratamente di vedere per divergenze al tempo risolte col divorzio.
Spero torni un attimo per Natale, e certamente sarò felice d'arrossire nel mostrarVi come a dodicianni giravo ancora con l'orsetto di pezza... ! Ed in quell'occasione Vi racconterò anche di Giulio Avi.
L'ho fatta lunga, mi scuso a posteriori, ma quando si scoperchia il vaso dei ricordi...

roberto

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L'ho fatta lunga, mi scuso a posteriori, ma quando si scoperchia il vaso dei ricordi...

ottimo, allora attenderemo con pazienza :) grazie

Offline fililu

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Grazie, attendiamo con ansia il proseguo.
Interessa anche a me la storia, perchè grazie ad Agh, ho fatto il giro da lui proposto.