Autore Topic: TransLagorai, oltre 3,6 milioni di euro per riqualificare il percorso  (Letto 28575 volte)

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Offline dizzy

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nel gruppo fb abbiamo già fatto inviti in questo senso, con mail da spedire ai giornali, alla dirigenza sat e consiglieri

Sì, però un invito generico postato qua e là si perde, forse sarebbe meglio un banner in testa alla pagina con un indirizzo unico a cui spedire le lettere. E magari tenerne anche traccia, in modo che alla fine si possano contare e non possano dire di non averle ricevute.



Offline kobang

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Al punto "non raggiungibile in auto,accesso faticoso" si risponderà con una strada;poi già che ci siamo si faranno le infrastrutture di intrattenimento che giustifichino i costi della strada:impianti di sci,qualcosa per valorizzare il lago,un simpatico anello di fondo con ovvio innevamento artificiale?
La presidente sat lavora in banca:o è poco capace nel suo lavoro,o è in malafede se afferma che un piano di sostenibilità per Malga Lagorai si dovrebbe basare su solo 20 utenti al giorno.

Offline bandurko

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Stiamo cercando un geologo che sia disposto a fare un esame geologico di Malga Lagorai, evidenziando le eventuali criticità. Si  tratta di fare un esame a scopo prevalentemente divulgativo, non una perizia vera e propria. La relazione sintetica poi sarà pubblicata qui e nel gruppo FB con 16.000 iscritti. C'è qualcuno che se la sente?

Abbiamo già una relazione di un naturalista per la torbiera, a breve arriverà quella di un ingegnere ambientale, ci manga quella del geologo :)
Io non sono più attivo come geologo da troppo tempo, ma  non credo che nella zona possano riscontrarsi delle criticità che possano essere sfruttate per opporsi al progetto.
Riguardo all'utenza, sicuramente il fatto che li si mangerà, finirà per attirare tante persone in estate: ormai il grosso della gente si muove solo in base all'offerta culinaria, forse perché incitata dai media che non parlano d'altro quando si vuole promuovere un luogo.
Non ho mai capito la gente che si pone come meta il Sette Selle o il Tonini. Quest'ultimo poi è un esempio eclatante: da quando il rifugio è chiuso, su quel sentiero dove si facevano processioni non incontri più nessuno.
Se aggiungi che poi l'ambiente del lago è sicuramente più attraente di per sé, non è difficile immaginarsi l'afflusso.
L'unico problema è che la stagione è un po' troppo corta e dovranno inventarsi qualcosa per renderlo più appetibile durante il resto dell'anno ma qui entriamo negli aspetti più inquietanti di questa storia .


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Offline simonegirar

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La mia lettera spedita direttamente alla SAT, poco fa, non so se verrà letta, e comunque non è una gran lettera, scritta, riscritta, cancellazioni varie ecc. in una settimana, osì è venuta, non appassionata, ma spero leggibile.
Siccome non so se il numero di caratteri è gestibile dal commento, metto il link ad un framapad a sola lettura:
https://mypads.framapad.org/mypads/?/mypads/group/document-personal-publicated-al18kl7n4/pad/view/translagora-sat-letter-t618ol7do

Per Agh, vedi se te condividerla su facebook, semmai domani la metto.
« Ultima modifica: 20/10/2018 21:34 da simonegirar »
Libero come il software che uso.

Offline AGH

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"Translagorai non ha nessun bisogno della trasformazione di malghe in alberghetti".
I supermontanari Paolo Acler e Andrea Caser della sezione SAT di Trento, grandi conoscitori del Lagorai, bocciano il progetto: "Proposte inaccettabili che snaturano l'anima di uno dei pochi territori ancora non sottomessi ai soliti interessi economici poco lungimiranti".
https://www.facebook.com/groups/giuelemanidallagorai/permalink/259380628101953/

Le lettera integrale

riportiamo la lettera integrale di Acler e Caser:
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Translagorai: un Cavallo di Troia smascherato?

Sembra che sia stato detto tutto nel dibattito sulla “valorizzazione” della Translagorai, che seguiamo da settimane, con un misto di apprensione e parziale disapprovazione nei confronti del progetto: vogliamo però esprimere anche la nostra opinione, di soci SAT e pluridecennali appassionati frequentatori del gruppo montuoso.

I primi che se ne sono occupati dopo la delibera provinciale dell'agosto scorso (abbiamo letto i documenti e visto gli interventi di Alessandro Ghezzer, Luigi Casanova, Alan Cattin Cosso, sul Gogna blog, articoli su vari giornali, etc) hanno fatto notare, tra le cose più sospette, come fosse irrazionale e forse strumentale la motivazione di rendere più agevole la mitica traversata ipotizzando come punto di possibile appoggio la malga Lagorai: su questo hanno concordato i molti che conoscendo il percorso hanno scritto, e le migliaia che hanno firmato il dissenso.

Noi da conoscitori della traversata lo ribadiamo, avendola integralmente percorsa, salendo anche numerose cime, non molti anni fa per due volte in inverno con gli sci, nelle due direzioni, e possiamo confermarlo con forza: la Translagorai, dalle peculiari caratteristiche un po' avventurose di ricerca personale del percorso e decisione sui punti di sosta, non ha nessun bisogno della trasformazione di malghe in alberghetti, in primis considerando lo scempio ipotizzato per malga Lagorai!

Chi la percorre può e secondo noi deve scegliere i punti di appoggi già esistenti: solo nella zona Forcella Valsorda-Stellune gioverebbe un miglioramento, rendendo disponibili le malghe sottostanti, ma se uno pensa di trovarsi in difficoltà per la notte si porti una tenda (ma non andate tutti al Lago delle Stellune!). Utilizzare l'etichetta della Translagorai per un ampio progetto che finanzia solo in minima parte aspetti di sicurezza, sentieri o celle telefoniche per la traversata, ma per la gran parte la ristrutturazione o il cambio di destinazione di ex malghe anche periferiche è stato un passo falso, un sospetto cavallo di Troia, che ha provocato la sollevazione di tanti che sono interessati, con una diversa visione, al futuro del particolare ambiente della catena montuosa, uno degli ultimi baluardi all'invasione dei “valorizzatori” del territorio trentino.

Il recente, esaustivo finalmente, comunicato della SAT centrale sembra tranquillizzare sulla serietà del progetto e dell'impegno della nostra associazione a vigilare che il progetto non finisca per favorire speculatori a vario titolo, non c'è certo da protestare se i lavori sono dedicati a rendere sicure strutture pericolanti o a rendere più dignitosa la residenza di un pastore. Ma perché trasformare malghe in agritur solo perchè sono sulla strada, e poi dire che i problemi sono dati dal traffico del Manghen o da biker sempre più invasivi, che gusteranno le delizie culinarie trentine mentre si ricaricano le batterie delle sempre più diffuse bici assistite? Stupisce inoltre che qualcuno si stupisca della sollevazione “a posteriori”, ma è semplicemente il fatto che il progetto è stato reso pubblico, non solamente elaborato da addetti ai lavori e commissioni SAT, sicuramente seri e competenti.

Buttarla poi in politica perché siamo vicini alle elezioni sarebbe una scappatoia indecorosa. Anche l'analisi di Annibale Salsa, la cui competenza è fuori discussione, che bastona la sollevazione sul web (siamo anche noi un po' d'accordo, per dirla con Umberto Eco, che il web ha il torto “di aver dato il diritto di parola agli imbecilli”, non abbiamo seguito eventuali attacchi scomposti ma solo le ragionate considerazioni delle persone citate all'inizio), in questa occasione non si sofferma sugli aspetti che a noi paiono più evidenti: se ci focalizziamo ancora una volta su Malga e Lago Lagorai, vediamo che l'escursionista vi arriva facilmente dalla valle o dagli impianti del Cermis, e trova un ambiente che verrebbe irrimediabilmente compromesso dalla trasformazione della malga in un luogo con servizi di ristorante ed alloggio.

Nei decenni abbiamo visto come lentamente si siano modificate irreversibilmente e snaturate molte valli trentine solitarie, con la strisciante costruzione o adattamento di strade e la trasformazione di rifugi in mete domenicali con il richiamo di un'ottima cucina e di una giornata di sole, previsioni meteo “sempre sbagliate” permettendo: qualche domenica fa la camminata al rifugio Val di Fumo era frequentata da centinaia di persone, sarà anche giusto, però anche con tante auto della gente locale? e moto certo non autorizzate arrivate fino in fondo al lago, ammassate alla Malga Breguzzo, za che ghè la strada. Quanti “autorizzati” salirebbero fino nei pressi del lago Lagorai con i mezzi, adattando in futuro la mulattiera per trasportare chi non ce la fa o non vuole scarpinare dalla funivia o dal park ad un'ora e mezzo di distanza, magari con la motivazione di sostenere economicamente l'impresa di un ristorante? D'accordo che non ci si arriva in ciabatte, d'accordo che chi vuole fare la Translagorai superspartana lo potrà ancora fare, ma come la mettiamo con gli e-bikers che faranno la gita gastronomica? 40 posti di ristorante significheranno 200 persone minimo nei giorni di week end! E' questo far vivere la montagna?

Secondo noi la nostra associazione deve impegnarsi a far stralciare quelle inaccettabili proposte che snaturano l'anima di uno dei pochi territori ancora non sottomessi ai soliti interessi economici poco lungimiranti, e di cui purtroppo le comunità locali non sempre sono le tutrici più illuminate, anche se la Magnifica Comunità si straccia le vesti a sentirsi presa di mira.

Fa ben sperare l'essere riusciti a sventare in extremis precedenti tentativi di rapina, come la funivia alla Bocca di Brenta (interessante l'articolo di Dino Buzzati del 1967), la strada alla Malga Flavona (avete visto come si è ridotta la Val di Tovel negli anni a forza di pubblicità sulla natura incontaminata, orso compreso?), il collegamento sciistico Andalo – Grosté, per fortuna rimasto solo a livello di studio di fattibilità e rapidamente seppellito, o gli impianti di Campiglio-Serodoli. E speriamo, con una nostra personalissima “oscurantista” opinione, che i trentini e i veneti continuino a litigare ancora per decenni sui confini e sulla “valorizzazione” della Marmolada.

Paolo Acler
Andrea Caser
Soci SAT Trento


Offline AGH

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Anche Italia Nostra contro il Progetto Translagorai:
"Dimostrazione di miope autolesionismo, insensibilità culturale e dabbenaggine economica. Rovina irreversibile di un tessuto paesaggistico prezioso e irripetibile"
https://www.facebook.com/groups/giuelemanidallagorai/permalink/258703454836337/

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Pastori e malghesi del Lagorai: "No al Progetto Translagorai"
"I tentativi di manomissioni umano/politiche nel Lagorai, definito dallo scrittore Franco de Battaglia, l’ultima zona decompressa del Trentino, hanno una storia lunga decenni. Dopo la faticosa ricomposizione degli alpeggi, seguita alla “ devastazione esemplare” della Grande Guerra, fu la tragedia del Vajont a scongiurare, a metà degli anni ’60, la costruzione di quella enorme diga che avrebbe sommerso tutta la val Calamento. Malga Cagnon di Sotto fu miracolosamente salvata negli anni ’70, grazie ad una coraggiosa azione firmataria della popolazione di Télve contro un devastante insediamento turistico, previsto dal Piano Provinciale di Fabbrica che prevedeva impianti sciistici e due mega alberghi"....
https://docs.google.com/document/d/1aGtjys9t5ROLmJI0li8fw1thGWrSsHHeG5ZIwpeAqlM/edit?fbclid=IwAR07CWGV79Cw6RsuMoFTDGI0ZuSjYgeEt2i0Cs9WNARlPYHCBkJ5Jr2WUlI
https://www.facebook.com/groups/giuelemanidallagorai/permalink/257662638273752/

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La lista del contrari al progetto si ingrossa di giorno in giorno, ultima entry il mitico alpinista Franco Perlotto!!!
https://docs.google.com/document/d/1RI1dRxnF0oUU5-Ilhma_i5AcKyYa7UVDXoRn_fK5TY0/edit?usp=sharing


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Il problema dello smaltimento rifiuti in una struttura in alta montagna: dopo l'analisi economica realizzata da un operatore turistico, da cui  è risultato che per stare in piedi economicamente Malga Lagorai dovrebbe avere  addirittura 7000 persone a stagione, un ingegnere ambientale ha realizzato per noi un documento divulgativo  su quali siano i problemi dello smaltimento rifiuti in una struttura ricettiva come quella ipotizzata a Malga Lagorai: che produrrebbe un impatto ambientale pari ad un palazzone di 20-25 famiglie!

https://docs.google.com/document/d/1irukxp51DcVMkJ170s9x4R7mxq2jgkPiXaamVpAqlJo/edit?usp=sharing

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Anche il grande alpinista Franco Perlotto è con noi!
(ps: mi ha scritto lui per primo, io non avrei mai osato  ;D)



"Le aree di wilderness, protette o meno, sono sempre più indispensabili all’umanità. Ora purtroppo, con la maschera del turismo sostenibile si occupano intere montagne con un degrado effettivo sempre più palese. Non è solo adottando i rifugi di montagna di impianti ad energia rinnovabile o scarichi a norma di legge che si ottiene la sostenibilità di una struttura, di un sistema, se poi questi rifugi si trasformano in ristoranti grand gourmet in alta quota. Certo questo attrae una clientela sempre più vasta e sofisticata, ma perdendo la semplicità di vita tipica della montagna ne subisce l’intero ambiente.

La montagna trentina da tempo sta subendo una delirante onda di voluta antropizzazione, che pur rispettando le regole del cosiddetto turismo sostenibile, sta devastando una delle più belle regioni d’Italia, con il tacito supporto degli enti pubblici e delle associazioni di diritto privato proprietarie delle strutture stesse. Rifugi di montagna con affitti spropositati, costringono i gestori ad aumentare a dismisura la capacità di incasso per far fronte agli impegni con i vari proprietari.

Accessi sempre più facilitati su sentieri che fra non molto tempo dovranno avere la corsia di sorpasso e di incrocio, come già avviene in alcuni tratti attrezzati sulle Dolomiti. Vie ferrate rocambolesche con scale a spirale e ponti tibetani sempre più lunghi ed arditi per accontentare la ricerca di adrenalina di chi in montagna altrimenti non saprebbe come andarci.

Antiche malghe deformate in ristoranti. L’esempio più lampante di questa politica è il nuovo progetto della TransLagorai che, con il palese intento di aumentare il giro d’affari su quelle montagne, andrà a devastare di fatto una delle pochissime aree di vero wilderness rimasto in Trentino. Questo assurdo e devastante progetto va fermato".

Franco Perlotto
Guida alpina e scrittore
Laurea Honoris Causa in Educazione Ambientale"

Offline AGH

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Alessandro Gogna: "E' un grimaldello"


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Contrari al Progetto Translagorai
Abbiamo raccolto in questo documento coloro che sono contrari al progetto (tra associazioni, rappresentanti di enti, personaggi di spicco ed altri soggetti che abbiano attinenza con la montagna e la difesa del Lagorai. L'elenco sarà aggiornato periodicamente).
Clicca sul link per l'elenco completo http://bit.ly/2As3KDS


Offline AGH

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Per tutti gli aggiornamenti, che sono tantissimi, fate riferimento al gruppo facebook https://www.facebook.com/groups/giuelemanidallagorai/
che sta raggiungendo i 18.000 iscritti, io non ce la faccio a seguire tutto :(

Offline Alex Bear

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Grande e grazie a te Agh che impegni tempo e passione per questa giusta causa, sono sicuro che moltissime persone apprezzano, anche nell'ombra e chissà poi quante apprezzeranno ancor più in futuro. Se, in qualche modo, hai bisogno di un aiuto, chiedi pure senza indugiare. :)

PS: Ti faremo una statua in cirmolo, in Lagorai ovviamente, diventerà un luogo di culto!!  ;D ;D ;D
Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.