Lagorai violentemente amato

Autore Topic: Lagorai violentemente amato  (Letto 890 volte)

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Offline pianmasan

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Lagorai violentemente amato
« il: 17/06/2017 08:33 »
https://www.mtb-mag.com/forum/threads/lagorai-nei-contorni-e-nei-dintorni.285928/page-87
Il dibattito è sempre vivo. Sono pronto a riconoscere grande dignità all'amore dei ciclisti di montagna. Forse un po' violento,... diciamo così ::)
Detto questo, devo anche ammettere che alcune immagini mi hanno quasi ferito.  :'(  :(
Che ne pensate?

Online AGH

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #1 il: 17/06/2017 09:27 »
Una gran rottura di palle

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Online Alex Bear

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #2 il: 17/06/2017 09:28 »
Sono completamente contrario alle MTB sui sentieri in montagna, intralciano in caso di incrocio e pericolose quando arrivano da dietro in discesa, che andassero sulle forestali che in Trentino ed anche in Alto Adige non sono comunque poche, hanno di che sbizzarrirsi invece che rovinare i sentieri, soprattutto quando scendono, oltre che creare intralcio.
Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.

Offline kobang

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #3 il: 17/06/2017 10:05 »
Sono dell'idea che molto dipenda da come si va in MTB:se si evitano percorsi in zone delicate,relativamente a ciò che si calpesta,se si ha ben chiara la priorità da dare sempre al camminatore,se si procede con criterio limitando la velocità in discesa e si evitano le frenate e derapate che massacrano il terreno,se la frequentazione non fosse fatta da gruppi numerosi ecc.ecc.,si potrebbe ben tollerare anche questo aspetto del girare in montagna.
Confesso che qualche esperienza di lunghi giri sui nostri monti l'ho fatta,cercando di restare nei limiti detti,ed è un'altro bel modo di percorrere la montagna.
Poi ho cominciato ad incontrare gruppi di cretini,incuranti di tutto e tutti,presi solo dalla performance,dalle riprese con la action cam,contenti di sgommare in discesa con ovvie conseguenze per prati e sentieri:da allora mi limito a forestali e simili.
Certo l'accanimento contro i ciclisti è un pò forzoso quando si pensa a quanti quad,moto trial ed enduro e motoslitte girano generalmente impuniti....
Ora la MTB elettrica pone la questione in modo assolutamente differente,con masse di praticanti che non devono nemmeno faticare in salita e quindi bisognerà certamente imporre tante e concrete restrizioni.

Online AGH

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #4 il: 17/06/2017 12:25 »
Continuo a ritenere che bisogna rispettare il senso e la logica: i sentieri sono nati per andare A PIEDI. Se la tecnologia ti permette oggi cose che un tempo erano impossibili, non per questo tutto deve essere consentito. Non vedo grandi differenze concettuali tra bici elettrica e moto da trial. Perché dobbiamo invadere tutto con l'utilizzo di mezzi meccanici, perfino in alta quota? I sentieri rappresentano l'ultima realtà dove l'uomo può spostarsi nel modo più naturale, come si è fatto per migliaia d'anni: a piedi. Non credo sia un bene privarci anche di questa ultima possibilità




Offline Man

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #5 il: 17/06/2017 13:46 »
Forse piu' che guardare al mezzo in se', si puo' guardare direttamente ai risultati, senza bisogno di classificare in 'naturale' e non: se c'e' un ausilio meccanico usato in modo che (1) non danneggi sentieri e ambiente; (2) non crei pericoli per gli altri; (3) non disturbi la quiete (caratteristica fondamentale della montagna), per me e' OK. D'altra parte quanto sono 'naturali' le ciaspole, o gli sci moderni? O addirittura i nostri scarponi, i bastoncini, tutto l'equipaggiamento in generale? Quindi in sostanza uno che si comportasse in MTB come il primo Kobang per me andrebbe bene, a parte ovviamente l'invidia enorme per la discesa - ma come ciaspolatore sono gia' abituato...  :)
Aut tace aut loquere meliora silentio (taci o di' cose che siano migliori del silenzio)

Offline kobang

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #6 il: 17/06/2017 20:55 »
Chiarisco che comunque,da tre anni, non vado più sui sentieri,proprio perchè il dilagare di ciclisti ignoranti e bici elettriche mi ha fatto schierare tra i convinti oppositori!

Offline jdgreen

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #7 il: 18/06/2017 11:26 »
Purtroppo come solito fa sempre più parlare l'atteggiamento delle persone irrispettose degli altri e dell'ambiente a discapito di quelli che si comportano bene.
Amo la montagna a 360gradi e la rispetto, vado a piedi, in Mtb, vado a sciare, ecc... Per ogni categoria di attività c'è sempre il pirla di turno che qualcosa di sbagliato fa.
È un discorso di educazione e quella o ce l'hai o non ce l'hai.
Inutile farne una questione di categoria.

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Offline bandurko

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #8 il: 18/06/2017 19:34 »
Giro spesso in mtb, prevalentemente sulle forestali o per qualche semplice sentiero, semplicemente perché il mio livello è questo. A volte seguo anch'io il forum citato da Pian e leggo le loro relazioni o disquisizioni tecniche. La differenza sostanziale che emerge fra il nostro forum e il loro sta nel fatto che da noi emerge di continuo la passione per il nostro ambiente-montagna mentre nel loro  prevale il culto per il mezzo o per l'impresa. Per me la bici è un modo alternativo per vivere la montagna quando ho obiettivi diversi da quelli che mi permette il trekking, ma quello che porto a casa non è diverso a seconda del mezzo utilizzato per compiere il percorso. Per il resto concordo con chi dice che qualunque mezzo (senza ausili meccanici) se utilizzato da persone civili ed intelligenti non crea problemi di convivenza ne sulle forestali ne sui sentieri. Le contrapposizione sono legate solo alla diversa sensibilità, non al modo di percorrere la montagna.

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Offline piesospinto

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #9 il: 19/06/2017 09:51 »
Alla base di tutto ci dovrebbero essere misura, rispetto, educazione.
Anch'io sono un multidisciplinare, frequento la montagna estiva sia come camminatore, sia come ciclista. E come ciclista ho percorso anche moltissimi sentieri, soprattutto anni fa, quando ancora i rampichini erano in acciaio e non erano ammortizzati. Era un rampichinismo di ricerca, le guide erano poche (in pratica solo quella dei fratelli Margoni): ammetto che alcuni dei piu' bei percorsi in montagna della mia vita li ho fatti in bici (a volte anche portandola per tratti piuttosto lunghi). Quindi non condanno chi va in montagna usando la MTB, e sono contrario ad un divieto totale sui sentieri.

Pero' e' un fatto oggettivo che la MTB consumi di piu' il terreno rispetto ad un escursionista. Soprattutto certi tipi di terreno vengono rovinati molto velocemente anche da un uso accorto del mezzo: questi andrebbero assolutamente segnalati e vietati.
Inoltre, come gia' scritto in questo 3d, ormai il 90% dei rampichinisti sono solo alla ricerca della prestazione o del tecnicismo, la Montagna (con la maiuscola) non viene nemmeno considerata se non come supporto alla performance.
E, mi ripeto, manca l'educazione, che da sola basterebbe a risolvere ogni problema.

E allora, che fare?
Ci sono alcuni esempi virtuosi, non troppo lontani da noi, che si potrebbero utilizzare.
In Svizzera, ad esempio, esiste una rete di itinerari MTB anche su sentieri che definirei estremi. Sui sentieri sono chiaramente indicati i tratti in cui si deve andare a spinta, sia per motivi di sicurezza che di salvaguardia dell'ambiente. E, indovinate un po'? I divieti vengono rispettati.
Meno distante da noi, a Laces in val Venosta hanno capito che, istituendo una serie di sentieri preferenziali per MTB (con opportuna segnalazione e manutenzione), pur senza vietare gli altri, la grande massa dei rampichinisti si sarebbe diretta sui sentieri appositi. In questo modo la convivenza con gli escursionisti (germanici, quindi per natura poco inclini alla flessibilita') e' garantita.
Infine, ieri ero in val Badia ed ho visto un cartello che mi e' molto piaciuto, invitava appunto i ciclisti ad applicare il buon senso sui sentieri: andare piano, avvisare col campanello senza piombare sull'escursionista magari con un'inchiodata, non percorrere sentieri in gruppi numerosi...
Mauro

Offline Alan

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #10 il: 19/06/2017 11:03 »
Giusto sabato facendo Cima Lagorai ho incontrato 3 bikers, ho salutato e non ho pensato ad altro se non "come cacchio faranno a scendere di qui..."...
Non mi sono posto il problema.

Ahimè però, se devo andare ad analizzare bene la cosa, trovo la mtb su sentieri uno sport valido, ma se fatto con intelligenza ed educazione.
Allo stesso modo di quello che può essere il ciclismo su strada sia da parte del ciclista che dell'automobilista o motociclista.
Se usata la testa e si ha rispetto, tutto può essere condivisibile.

E' vero, dà fastidio trovarseli in montagna perchè non siamo abituati a vederli, ma cerco di sforzarmi e di ampliare i miei modi di vedere l'argomento anche dalla parte di chi non è solo un escursionista.

Offline livioz

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #11 il: 19/06/2017 23:05 »
In Svizzera ma anche in tutta l'Austria mica puoi andare in bici dove vuoi. Guai se esce dalle loro pur splendide ciclabili o percorsi dedicati che siano, un biker sembra sia finito in prigione per questo: http://www.bike-magazin.de/hintergruende/reportagen/mtb-report-rechtslage-in-oesterreich/a28381.html . Non dico di arrivare ai loro livelli ma un po' di regole è ora di metterle anche da noi. E' inutile sistemare bene i sentieri se poi ti passano tutte quelle bici magari in assetto da downhill. Anch'io pratico mtb, alcuni sentieri possono benissimo essere praticabili, ma tutti gli altri di conseguenza dovrebbero essere automaticamente vietati. Quali scegliere? E' quello che sta facendo la SAT discutendone con tutti gli interessati: APT, Comuni, Società Sportive, ecc. ma mi sembra che stanno andando per le lunghe...

Online AGH

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Re:Lagorai violentemente amato
« Risposta #12 il: 19/06/2017 23:24 »
Ammirevole la tua posizione, visto che sei anche parte in causa :). Io credo che la SAT non sia molto contenta dell'accordo raggiunto, se così si può dire. Si è arrivati ad un compromesso piuttosto preoccupante: tutti i sentieri sono diventati potenzialmente ciclabili, a meno che non siano espressamente vietati tramite *apposita segnaletica*. Era più logico fare il contrario, ma gli interessi in gioco sono molto forti. Ora, da quel che ne so, la Sat sta cercando di arrivare con tutti gli enti interessati a degli accordi per porre la segnaletica di divieto dei sentieri. Ma, com'era prevedibile, ci sono molte resistenze e inerzie da superare

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« Ultima modifica: 19/06/2017 23:27 da AGH »