Corno d'Angolo m 2430 per la via normale

Autore Topic: Corno d'Angolo m 2430 per la via normale  (Letto 5330 volte)

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donkey71

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Corno d'Angolo m 2430 per la via normale
« il: 12/03/2009 01:13 »
So di esser fuori dal gregge, nel vero senso della parola. Non vogliatemene, ma difficilmente mi sentirete partecipare ad una gita sociale o mi vedrete postare foto su foto per farmi conoscere. Prendetemi così, quindi, con questo difetto. In montagna, sono un "appartato". E mi piace questa situazione capace di svegliare sensazioni speciali. Però, ogni tanto, mi lascio pure io andare...perché condivido con voi la voglia di andare in montagna.

Ci sono angoli, cime, forcelle, passi e valloni ancora solitari e silenziosi dove respirare autentica e vera MONTAGNA. Ci sono salite escursionistiche, che includono l'avventura perché fuori dai segnavia. Nulla di difficile, basta solo un po' di piede fermo e concentrazione per affrontare qualche tratto fuori sentiero o esposto o friabile, percorrendo itinerari che appagheranno però l'escursionista evoluto. Quello che cerca l'anima delle montagne e non solo la difficoltà scritta sulla classica guida delle ferrate. Detto questo, per me, è detto tutto.
Io vivo da sempre soprattutto di questo, di anti-turismo, di luoghi appartati e dimenticati dalle guide. Mi pare che la tendenza generale sia invece sempre più opposta alla mia filosofia....però non importa.

Dopo avervi annoiato con le mie irrazionali filosofie d'asino, coerentemente al mio modo di vivere la montagna, pensando però sempre ad un cima praticabile da quasi tutti, vorrei portarvi velocemente su una cimetta chiamata CORNO D'ANGOLO. Metri 2430 sopra il livello del mare. Stia a casa chi cerca il fondovalle comodo. Qui si va a cercar camosci e silenzi, si va a cercare ancora un po' di avventura e di montagna all'antica. Sono 800 metri di salita, con discesa di altrettanti più o meno. Però tutto dislivello da guadagnare. E' un sentiero per ESCURSIONISTI ESPERTI.
La cautela rimane d'obbligo per percorsi di questo tipo, perché non ci son comode e veloci vie di fuga da certe montagne. Teniamolo presente e prepariamoci ad un salto tra le Règole...

Siamo a Cortina, incredibile ma vero...nella perla delle Dolomiti, la perla inflazionata dal turismo di massa e pronta perfino per un aereoporto dopo i campi da golf. Non confondiamo la m...con il cioccolato, però. Scusate il gergo poco oxfordiano, ma la neve firmata che qui cade non ha nulla a che vedere con questa salita che vi presento. Lasciamo pure Marta Marzotto nella sua baita, ed innanzitutto portiamoci al Ponte Rudàvoi sulla strada Passo Tre Croci-Misurina, quota 1710 metri, dove parcheggiamo. Calzare scarponi, please. Infilare cartina Tabacco 03 in zaino, danke.  8)

Guardiamo a lato del ponte, stacca il segnavia 222. Lo ciapèmo. Camminiamo su un franoso impluvio, per un pò ma presto il sentiero obliqua a lungo a dx per bosco e ghiaie. Bel panorama sulla stupenda catena delle Marmarole. Arriviamo alle pendici di uno scosceso ghiaione che dobbiamo risalire fino a Forcella Popena. Qui c'era un rifugio, dai ruderi della costruzione che si nota. Quota 2214, si respira aria di serenità. Anche perché laggiù, tra le vie di Cortina, si spende l'assurdo consumismo. Siamo lontani anni luce da quella dimensione, eppure siamo solamente poco sopra. Lasciamo il pensiero delle vuote luci di Cortina, e proseguiamo oltre. Ma il segnavia, stavolta, non può più aiutarci. E forse è questo il bello!  Si entra nel circo che sta chiuso tra il Corno d'Angolo e le Torri di Popena. La Val Popena Alta, è fantastica. Tra blocchi e ghiaie, si arranca fino a raggiungere una selletta erbosa ai piedi delle rocce, sulla cresta del Corno d'Angolo e la Cròda de Pousà Marza (circa 45 minuti dai ruderi del rifugio sulla forcelletta di prima). A questo punto possiamo seguire la cresta per traccia. Sfruttando ometti e tracce, si continua ad obliquare verso sinistra su detriti e scaglie facili ma spesso bagnate (è friabile, ocio), fino a spingersi - 20 minuti dalla forcella - sugli esposti blocchi sommitali che portano alla cuspide di vetta. Sotto la cuspide terminale, c'è un pochina di esposizione...se dà fastidio, state magari sotto la crestina.  :). PANORAMA STUPENDO SUL GRUPPO DEL CRISTALLO. Su questa stretta cima, capirete anche il senso del viaggio cui vi ho spinto. Che non è certo la mèta, ma il viaggio stesso da voi compiuto fatto di ricerca e voglia di solitudine con sè stessi su una vera croda. Solo così, inizierete magari a salire ulteriormente verso quel azzurro che sta sopra di voi...e allora, il vero viaggio avrà inizio.... :D

Per scendere (non si può sempre salire), consiglio di tornare a Forcella Popena, continuando poi per la stessa traccia di salita, fino a quando non trovate un punto d'incrocio (tabella). Si taglia ora a sx sopra i baranci, calando giù fino al Cason di Pousa Marza, quota 1954 metri. Il luogo vale la sosta, credo sia meritevole di un po' di sano relax se ne avete il tempo. INCANTEVOLE luogo alpestre. Da qui vi immettete nel sentiero che scende a dx (c'è anche una forestale, se volete) e vi porta felici al Ponte sul Ravieta. Da qui dopo un km di cammino, ci si ritrova al parcheggio auto.

Un pizzico di nostalgia per la cima, credo lo abbiate ora. La birra di rito si può bere anche a Misurina, insieme ai fracassoni turisti del weekend pronti per le Tre Cime di Lavaredo. Ma siete animali fuori dal branco anche quaggiù, ricordatevi che non avete nulla a che fare con quella gente vestita Ralph Laurent e Prada. Voi siete stati oggi sul ardito pulpito del Corno d'Angolo, per la normale da nord. O Corno de Pòusa Marza, che fa più scena. Siatene orgogliosi e tornate felici a casa.

Allora, piaciuto? Se qualcuno se la sente di andarci, è certo e non se ne pentirà. Da metter in preventivo 4 ore e 45 minuti circa di buon passo e l'abitudine a salite di questo tipo con scarponi buoni e voglia di avventura. Non posso che augurarvi...buona gita!  ;D ;D ;D

Ciao Montanariiiiii!!!!!!!!
« Ultima modifica: 12/03/2009 01:38 da DONKEY »

Offline AGH

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Corno d'Angolo m 2430 per la via normale
« Risposta #1 il: 12/03/2009 08:24 »
So di esser fuori dal gregge, nel vero senso della parola. Non vogliatemene, ma difficilmente mi sentirete partecipare ad una gita sociale o mi vedrete postare foto su foto per farmi conoscere. Prendetemi così, quindi, con questo difetto. In montagna, sono un "appartato"

e ti pare un difetto???  ;D
Se ne parlava proprio tempo fa, e si divideva le persone in due categorie: quelli che amano andare in "branco" e quelli che vanno da soli o al massimo in coppia. Per me il top è andare con la propria compagna, o anche da soli. Nulla di male per chi va in gruppo ovviamente, il bello della montagna è che ciascuno ci va con chi gli pare e come gli pare :)

Ottima la relazione, però potresti mettere anche qualche foto ogni tanto, il potere evocativo delle immagini è sempre grande :)

donkey71

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Corno d'Angolo m 2430 per la via normale
« Risposta #2 il: 12/03/2009 09:22 »
Vi allego una foto del Corno d'Angolo, dal verde del Cason di Pòusa Marza. L'immagine dà l'idea di arditezza, ma il Corno d'Angolo, man mano proseguirete, si farà vedere in una veste escursionisticamente nettamente più docile. Classifico EE questo itinerario, quindi alla portata di tanti di voi. Unica raccomandazione, conoscer bene le proprie capacità ed aver una minima dimestichezza con terreni di questo tipo.

Salite al Corno d'Angolo, andateci e capirete forse che esiste un modo alternativo di andare in montagna ma nettamente più appagante proprio perché libero ed esplorativo. Da cima a cima, se coglierete il senso di queste righe, vedrete poi da lassù stagliarsi all'orizzonte nuove prospettive...
« Ultima modifica: 12/03/2009 09:24 da DONKEY »

Offline Man

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« Risposta #3 il: 12/03/2009 10:16 »
...si va a cercar camosci e silenzi

Davvero un bel post! Si puo' estendere 'in basso' la tua filosofia. Della montagna mi ha colpito fin dal primo (recente) momento che ho cominciato a frequentarla la facilita' di trovare, anche in tempi di turismo di massa, spazi assolutamente solitari senza dover compiere 'grandi imprese'. Io e Woman siamo molto, molto limitati nella gamma di esperienze che ci possiamo permettere, sia per la nostra mancanza di conoscenza e di tecnica, sia per una certa paura di Woman delle esposizioni marcate - un limite, ne converrai, abbastanza importante, se si va in montagna  ;D Eppure (da marzo a giugno dell'anno scorso) abbiamo fatto gran parte delle nostre escursioni a quote modeste (sempre sotto i 2500) incontrando quasi nessuno, in ambienti straordinari, silenziosi e pacifici, a volte severi e grandiosi come nel Brenta, a volte dolci e selvaggi come nel Lagorai, piu' di una volta mangiando insieme ai camosci. Con piu'  pratica la gamma di esperienze certo si espande (noi ad esempio non potremmo fare nemmeno l' EE che suggerisci), ma vorrei anch'io testimoniare ai lettori meno esperti come Woman e me (ammesso che ce ne siano! ;D) i meriti del prendere le strade meno battute o non battute -sempre tenendo presente i propri limiti e avendo la forza di rinunciare quando li si raggiunge-: la montagna premia sempre e generosamente queste scelte. 
Aut tace aut loquere meliora silentio (taci o di' cose che siano migliori del silenzio)

Offline Guido

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« Risposta #4 il: 12/03/2009 10:41 »
. Camminiamo su un franoso impluvio, per un pò ma presto il sentiero obliqua a lungo a dx per bosco e ghiaie. Bel panorama sulla stupenda catena delle Marmarole.

Ok, si intuisce, ma magari la prox volta specifica che è stata fatta d'estate, magari c'è qualcuno che non riesce a resistere al richiamo della solitudine e lo ritroviamo accontentato sotto 3m di neve... ;D
"...sarà da chiedersi se esistano ancora escursionisti capaci di divertirsi sulle medie difficoltà, per trovare sè stessi anche in una giornata senza ambizioni, trascorsa serenamente all'insegna della natura più delicata." Giampaolo Sani

Offline PassoVeloce

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« Risposta #5 il: 12/03/2009 10:44 »
Ok, si intuisce, ma magari la prox volta specifica che è stata fatta d'estate, magari c'è qualcuno che non riesce a resistere al richiamo della solitudine e lo ritroviamo accontentato sotto 3m di neve... ;D
Beh sfido a trovare adesso un franoso impluvio e ghiaie sotto a 3 mt di neve  8) ;D

Offline Guido

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« Risposta #6 il: 12/03/2009 10:47 »
infatti ho scritto che si intuisce, ma basta acuire la pendenza che la neve non si deposita, no?
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Offline PassoVeloce

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« Risposta #7 il: 12/03/2009 10:53 »
infatti ho scritto che si intuisce, ma basta acuire la pendenza che la neve non si deposita, no?
...chi può dirlo!  ::) ...e la selletta erbosa? ;D

Offline Guido

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« Risposta #8 il: 12/03/2009 11:04 »
...chi può dirlo!  ::) ...e la selletta erbosa? ;D


c'è perchè c'è stata una valanga di fondo!  ;D
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donkey71

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« Risposta #9 il: 12/03/2009 11:23 »
...vi leggo.  ;) Chiaramente la salita descritta è stata operata in estate, avendo inserito particolari tali che non posson far pensare ad un ambiente invernale. Apprezzo poi quel che ha scritto MAN. Credo abbia afferrato che, fuori dai sentieri battuti, c'è la montagna più vera. Non è obiettivamente una montagna per tutti. Ma non necessariamente serve salire su una cima per ottenere emozioni importanti. Spesso basta uscire venti metri dal sentiero per aver magnifiche sorprese: una radura solitaria, un pulpito nascosto, un angolo da dove il panorama è diverso, un animale selvatico che bruca l'erba. Se ci si appassiona alla ricerca e si mantiene uno spirito curioso, la montagna assume anche dimensione diversa...non più fatta di gradi, ma di emozioni e spirito. E' un discorso che potrei allargare tranquillamente al metafisico, perché l'andar per monti è fatto essenzialmente di profondità. Una montagna si assapora con tutti i cinque sensi, non solo con le gambe e le braccia. Sta qui la differenza del mio andar per crode. Come potrei dirvi se mi son più divertito su Cima XI in invernale sul Popèra nello scorso dicembre oppure a far il Corno d'Angolo d'Ampezzo? Situazioni diverse ma ugualmente appaganti. Anche l'escursionismo, come nel caso della salita trattata, può arrivare a dare gioie immense per chi sa cogliere un certo modo di andare. I Lagorai mi sembrano un ambiente molto adatto per chi ama un po' di spazio e di solitudine, nonché un ottimo terreno di prova per far esperienza. Infine, è solo questione di abitudine. Godetevi quindi la montagna per quello che siete, serenamente, assaporandone ogni lato nascosto. Ora esco per una corsettina sugli Euganei. Ciao Montanari. ;D
« Ultima modifica: 12/03/2009 11:25 da DONKEY »

grazia

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« Risposta #10 il: 12/03/2009 22:01 »
* :'(
« Ultima modifica: 28/04/2009 23:40 da ... »

donkey71

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« Risposta #11 il: 12/03/2009 22:19 »
Grazie Sal, :D il mio approccio alla montagna è davvero profondo, cerco di viverla con intensità per assaporarne ogni aspetto e lato nascosto che sia una via (La Maria al Pordoi? Talvolta trovi casino perfino nella via stessa, e so non è bello). Non sono comunque mai stato un solitario, ma un "appartato"...nel senso che con pochi veri Amici, quelli che in genere stan sulle dita di una mano, frequento l'alpe nei suoi luoghi più appartati. Non vado quindi quasi mai via da solo, ma sempre in buona compagnia. Andar via da solo, mi può anche capitare. Mi ritengo un animale sociale, tranquillo...meno orso di quel che dico. Anche per una questione di sicurezza, eh.  ;)

albe

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« Risposta #12 il: 14/03/2009 12:09 »
il mio approccio alla montagna è davvero profondo,
cerco di viverla con intensità per assaporarne ogni aspetto e lato nascosto
frequento l'alpe nei suoi luoghi più appartati
Mi ritengo un animale sociale,
Scusami il quote estremo. Mi sono stupito di trovare in giro ancora persone che condividono il mio approccio alla montagna. Ho messo in risalto gli aspetti che anch'io sostengo. Un tempo riuscivo a trovare e tirarmi dietro qualche compagno, ma la condivisione di pensiero non era certo la stessa mia, comunque non ero solo. Negli ultimi anni invece nessuno più si avvicina ai monti con le umili ma fortissime finalità che sono l'emozione della scoperta, le sensazioni elargite dagli angoli più remoti, il cercare mete poco battute e lasciate in disparte. L'andare solo mi costringe spesso a rinunciare ad alcune scelte che sarebbero troppo spinte se affrontate in solitaria. esistono comunque angoli che l'escursionismo moderno taglia fuori inesorabilmente. Ho avuto delle delusioni nel ripercorrere certi giri fatti molti anni fa, e trovare i segni di una mentalità escursionistica che va pericolosamente sempre più degradandosi e facendosi superficiale. Ti leggo volentieri, anche perché per merito tuo sto facendo un ripassi di anni passati. Ho trovato anch'io un paio di foto del Corno. Un'altra facile salita in zona è il Cristallino.

donkey71

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« Risposta #13 il: 14/03/2009 17:43 »
...apri una cartina e guarda quante linee rosse tratteggiate ci sono...esse portan tutte a qualche rifugio, forcella, valle, cima. Spesso con segnaletica al neon. Ma, se guardi bene la stessa cartina, esse sono nettamente inferiori di numero ai punti non toccati da segni rossi. Un primo fondamentale indizio, Albe... 

Citandomi il Cristallino di Misurina, mi pare pure tu sposi una filosofia alternativa d'andar per monti che è estrema come il tuo quote... scarna, essenziale, diretta, per la via più logica. Ecco il mio modo di salire sui monti, e non ci son molti compromessi.  ;) Volutamente non inserisco in questo forum gli itinerari di mia esperienza che ritengo troppo impegnativi a livello alpinistico o psicologico, ma solo quelli che comprendo nel cosiddetto escursionismo avanzato...che è un modo facile ma evoluto di raggiungere cime fuori dalle mode, come questo simpatico Corno d'Angolo. Il pianoro sito in Pòusa Marza, è davvero meraviglioso anche in inverno. Con le ciaspole, rasentando le pareti del Corno d'Angolo, si passa per un luogo incantato che senza dubbio merita di esser conosciuto. Qui passò gente del calibro di Innerkofler. Non uno dei tanti, eh. Le difficoltà delle facile salita relazionata, si contengono ad un I grado in qualche punto e in circa settecento metri di dislivello...casomai è un po' di friabilità (se mai nessuno ci passa, chiaro che la roccia non potrà esser pulita) e qualche tratto aereo, a rendere questa salita un itinerario per escursionisti dotati di piede fermo e capacità di sapersi muovere su questi terreni incerti.

In tutti le centinaia e centinaia (!) di itinerari che potrei relazionare, c'è un comune denominatore: un modo estremamente puro di andar per monti. E poi c'è la ricerca di qualcosa, indubbiamente. Forse di qualcosa di misterioso che non si trova mai, direbbe qualcuno. Ma possiamo più semplicemente dire che è ricerca di cime silenziose (non necessariamente sconosciute, come la Croda de r'Ancona che ho relazionato poco tempo fa), di prati sospesi nel tempo, di ghiaioni disertati dalle masse ma abitati solo dai camosci, di luoghi selvaggi e fuori dalle mode. Luoghi dell'Alpe, quella più vera. Anche in zone iperfrequentate come Cortina e dintorni.

Ti auguro tanta montagna VERA, Albe. Arriverà l'estate, e con essa la voglia pazza di calcare un'altra bella cima.  :D :D :D
« Ultima modifica: 15/03/2009 22:16 da DONKEY »