Autore Topic: [VIGOLANA] Becco di Filadonna m 2150 dai Frisanchi per il "Sentiero dei Pastori" (E 432)  (Letto 256 volte)

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Offline pianmasan

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Il sentiero E432 (“Sentiero dei pastori”) parte dall’abitato dei Frisanchi e percorre diagonalmente in direzione sud-ovest il versante meridionale della Vigolana.
Parto a un’ora inconfessabile dai Frisanchi e attraverso il paesello dormiente.
La bella e dolce forestale che dà inzio al percorso aumenta le sue pendenze


nel tratto che precede l’inzio del vero e proprio sentiero: esso rimonta subito ripidamente un magnfico bosco ceduo.


Appaiono in alto in pieno sole i bianchi bastioni che sostengono il Becco.


Rifugio Casarota accarezzato dalla luce  del mattino.


Limpido panorama verso l'altopiano di Lavarone.


Più in alto, dove si accosta alle pareti della montagna e passa accanto ad alcuni isolati roccioni, il sentiero diventa quasi orizzontale e tende a scendere quando attraversa in comode cenge attrezzate alcuni impervi valloni.



Alla prima cengia, un camoscio, visibile in alto sopra le rocce,


mi spara, cento metri più avanti - per fortuna - un proiettile che rimbalzando di qua e di là si perde giù per il vallone. Ciccio, non facciamo scherzi!
Ritrovo lo stesso soggetto più avanti mentre controlla il mio passaggio.


Oltrepasso un verdeggiante canale erboso





e ne risalgo il fianco destro con strette serpentine fino a portarmi all’inizio del secondo tratto attrezzato, anch’esso facile cengia.


L’ultimo canalone, questo sassoso,


scende dallo Spìlech, di cui si vede lontana l’alta forcella settentrionale,


e muore in uno stretta forra ove dorme ancora un ombroso nevaio.


Pochi metri in piano e sono all’Albi, punto di innesto con il sentiero che proviene dal Sindech passando per il rif. Casarota.
Da qui comincio la faticosa salita fino all' intaglio del Bus de le Zole, sulla cresta principale del gruppo Vigolana.


Diversi camosci passeggiano sull’erto pendio sotto i torrioni del Becco di Filadonna. Questo uno dei tanti.


Alla forcella



mi accoglie un vento impetuoso: felpa e giacca a vento utili e necessari.
Salgo alla grande croce del Becco



e alla piccola croce storta del punto più elevato.


Ho in programma di andare a visitare il nuovo bivacco Vigolana, ben visibile dal Becco.


Noto con una certa apprensione una lingua di neve sul percorso del sentiero che porta al pulpito del bivacco. Speriamo che la sia mòla.
Mi porto alla bocca della val Larga e comincio a scendere attraversando sulle cenge.


Per fortuna il nevaio è già calpestato e non ho problemi.


Valsugana


Il percorso sulle cenge dalla bocca della Val Larga all'ultima rampa sotto il bivacco.




Ultima rampa per il bivacco ed eccoci. A me è piaciuto, bello! Alcune foto così vi fate l’idea.





Discesa diretta per l’interminabile sentiero della Val Larga. Poca gente sale.
Al bivio per malga Doss del Bue, prendo a sinistra per rif. Paludei. E’ sentiero per Escursionisti Esperti: nessuna ferraglia ma alcuni valloni da attraversare su roccette sbifide, ecco perché.
La sorpresa spiacevole sono gli schianti che spesso nascondono il sentiero. Sono necessarie alcune risalite nel bosco per aggirare enormi abeti a terra. Perdo il sentiero, nel senso che non lo vedo più, ma quando il bosco ridiventa tranquillo, traverso in via e in giù e lo becco – fa il suo dovere anche il GPS – in basso poco prima della forestale e del successivo asfalto che mi riconducono ai Frisanchi.