Autore Topic: Cima Libera e Pan di Zucchero  (Letto 2939 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline stef48

  • Full Member
  • ***
  • Post: 133
  • Sesso: Maschio
  • località di residenza: Bolzano
Cima Libera e Pan di Zucchero
« il: 21/08/2015 17:35 »
L’anno scorso avevo riportato in un topic il mio tentativo di andare alla Wilder Freiger (Cima Libera), frustrato dalla nebbia a metà giornata (avevo pernottato al Teplizer-Vedretta Pendente), che però aveva dato lo spunto a Trabuccone per un magnifico giro in giornata. Comunque il tarlo lavorava e quindi ha prodotto il seguente programma. Innanzitutto salita un giorno (e comunque 1900 m su quel sentiero che avevo già “assaggiato” mi bastavano, non avendo né le gambe né l’età di Trabuccone) e discesa un altro e poiché un gruppo di Bressanone aveva previsto la salita in cordata al Zuckerhuetl (Pan di Zucchero) ecco l’idea di aggregarmi abbinando le due cose. Quindi primo giorno salita al Becherhaus (Biasi al Bicchiere); secondo salita di buon mattino alla Wilder Freiger e trasferimento al Muellerhuette (rif. Cima Libera) in attesa del gruppo; terzo al Zucker con loro; quarto discesa a valle con calma leccandomi le ferite. Buona parte dei pomeriggi così mi permettevano di riposare.
Ecco quindi: partenza il 2 luglio di buon mattino dalla val Ridanna (in marcia alle 6.00 per evitare parte del caldo di quel periodo).

Bene fino all’arrivo del sole, poi meno visto lo zaino appesantito dall’attrezzatura per ghiacciaio, che arriva nel punto da dove son visibili i tre rifugi (Grohmann-Vedretta piana, Teplizer-Vedretta pendente e Becher).

Sosta per “pranzo” alle 10.00 al Vedretta Pendente e poi su tra parecchi traversi sulla neve molli/ghiacciati a seconda dell’esposizione, con il Becher che fa continuamente capolino e al quale non si arriva mai.

Arrivato al Becher, dopo una birra osservo le mete in una bella giornata. Del 2° giorno.

Del 3° giorno.

Alla sera dall’Austria comincia a tirar vento e umidità che offuscano il panorama e i miei pensieri.

L’alba stupenda cancella i brutti presagi.

Ferve l’attività attorno al Mueller delle cordate in partenza per lo Zucker (domani ci sarò anch’io..).

Mi avvio lungo la cresta verso il Signalkopf (“antecima” della Wilder Freiger), girandomi ogni tanto a guardare il Becher.

La cresta è parzialmente attrezzata, ma non difficile anche se scomoda.

Per la Wilder Freiger la neve è parecchia, ma non dà problemi e quindi il primo obiettivo è raggiunto; qualche sbuffo di nuvole mi avrebbe dovuto metter sull’avviso.

Ritorno al Becher e me la prendo comoda (sono a metà mattina) ridiscendendo la “ferrata”, per poi avviarmi al ghiacciaio tra i due rifugi, quando la mia tranquillità svanisce. Il cielo si oscura (ore 11.30!) con vento teso da nord; metto un piede sul ghiacciaio e si inizia con il primo tuono. Ho 45’ di cammino per il Mueller, più di un’ora dal Becher; non ho scelta, anche se non mi va l’idea di essere l’unico parafulmine per tutta l’estesa della traversata.

Gran corsa (per quanto permessomi dalle mie forze e dalla situazione) accompagnato da leggera pioggia e brontolii di tuoni in avvicinamento. Approdo al Mueller giusto in tempo per l’aprirsi di un piccolo diluvio accompagnato da una saetta proprio sopra il rifugio.

A me, a parte un po’ di abiti umidi, è andata bene; non altrettanto a quelli che avevo visto partire al mattino per lo Zucker. Presi dal temporale in discesa dal Wilder Pfaff-Cappello del Prete, se la sono cavata rientrando bagnati come fossero caduti in una piscina. Non dimenticherò mai uno di loro che dal locale scarponi (con i suoi in mano) si affaccia alla porta e vuota mezzo litro d’acqua da ciascuno. Anche ai miei futuri compagni di cordata è andata bene, anche se bloccati tre ore dal temporale al Vedretta Pendente. Mattino seguente si parte in cordata fino alla cresta del Wilder Pfaff.

E quindi su cresta obbligata non facile, con il passaggio più delicato attrezzato; comunque su buona roccia.

Dal Pfaff appare la meta con la traccia più diretta che porta alle rocce.

La salita non segnata, è in alcuni punti problematica, soprattutto nella parte mediana costituita da rocce friabili. Meglio verso la vetta.

Poco tempo per ammirare il panorama e osservare le molte cordate risalenti il ghiacciaio lato Austria, dove l’accesso è facilitato da impianti che arrivano verso i 3000. Quindi prudente discesa per “far posto” ai nuovi arrivi.

Rientro per lo stesso percorso, con altrettanto prudente discesa dal Wilder Pfaff e meritato riposo al Mueller, con pioggerella pomeridiana che regala l’arcobaleno sul Becher.

Al mattino seguente (miglior giornata delle quattro), solitario  rientro (il gruppo saliva alla Wilder Freiger che avevo già fatto), con mooolta calma…… e un ultimo saluto al ghiacciaio e ai suoi primi accenni di crepacci.


Offline trabuccone

  • vif
  • *****
  • Post: 1.368
  • Sesso: Maschio
  • località di residenza: Verona
Re:Cima Libera e Pan di Zucchero
« Risposta #1 il: 21/08/2015 20:54 »
Complimentissimi Stef!! Fantastica tripletta  :) Mi hai tolto il dubbio per le creste del Prete e del Pan di Zucchero, sembrano abbastanza fattibili. Il ghiacciaio adesso dev'essere un disastro, quasi inattraversabile  :'(
per sempre oppressi da desiderio e ambizione c'e' una fame non ancora soddisfatta,
i nostri occhi stanchi ancora vagano all'orizzonte sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte

Offline AGH

  • Administrator
  • *****
  • Post: 20.561
  • Sesso: Maschio
  • AGH
  • località di residenza: Brusago (Altopiano di Piné)
Re:Cima Libera e Pan di Zucchero
« Risposta #2 il: 21/08/2015 21:15 »
magnifico giro e magnifiche foto! complimenti!!!

Offline stef48

  • Full Member
  • ***
  • Post: 133
  • Sesso: Maschio
  • località di residenza: Bolzano
Re:Cima Libera e Pan di Zucchero
« Risposta #3 il: 24/08/2015 15:55 »
Grazie a tutti per i complimenti
Complimentissimi Stef!! Fantastica tripletta  :) Mi hai tolto il dubbio per le creste del Prete e del Pan di Zucchero, sembrano abbastanza fattibili. Il ghiacciaio adesso dev'essere un disastro, quasi inattraversabile  :'(
Quando sono andato io niente crepacci visibili; immagino sia così dopo le ultime spruzzate di neve