Autore Topic: [VAL DI CENTA - VALSUGANA] Ritorno sui monti di casa  (Letto 1154 volte)

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Offline kobang

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Salvo la ripetizione di val Scura e val Careta,da diversi anni non ripercorrevo le zone del Cimone,Tamazol e Monterovere.
L'ho fatto ieri con mio figlio ed i cani:un bel giro di 17km con la riscoperta di testimonianze del passato e ampi panorami.
Saliamo dal sentiero dell'Anzin (l'Ancin o Ancin vecchio) che parte dall'ultimo dei molini (ruderi) della Val dl Centa:il Molin del Goto,con segnavia 217.
Di questa storica via si hanno notizie documentate da prima del 1200,quando già era la via principale per salire dalla piana di Caldonazzo ai pascoli di Lavarone.Caldonazzo aveva ampie aree paludose non idonee al pascolo e quindi la via era indispensabile;era anche il principale collegamento tra Trento e Vicenza.
L'Anzin perse importanza con l'apertura della strada di val Careta.ora quasi impercorribile dopo le ultime frane e comunque ufficialmente chiusa.



Il sentiero è perfettamente percorribile ed in breve arriviamo al Capitel di S.Antonio,con la pregevole pietra intagliata per raccogliere le elemosine.








Ripartiamo,attraversando le bellissime faggete di questa zona,per fortuna risparmiate dalla tempesta Vaia....



Sul cammino una antica croce in pietra ricorda la morte di Orsola Maggio,una vedova con figli ancora piccoli che si guadagnava il pane portando il bestiame di vari proprietari ai pascoli di Lavarone.Chissà quali tribolazioni per i piccoli orfani in quei tempi di miserie....



Arriviamo poi all'x Comando Austriaco della GG,con la sua particolarissima collocazione.Tutto molto ben conservato ed anche molto pulito,cosa ormai non scontata anche sulle montagne.





Malgrado il sole l'aria è frizzante e lo dimostrano le "candele" di ghiaccio sulla feritoia



E' l'ora di uno spuntino e ci fermiamo nell'ampio prato che si trova poco oltre,in direzione di Lanzino.
Soddisfatto l'appetito ci muoviamo verso Casare,incontrando poco prima uno stagno con le uova di rospi,quelle a forma di nube, e di rane,quelle a forma filamentosa.





Il percorso verso gli Slaghenaufi procede sui caratteristici sentieri contornati da pietre ed attraverso piccoli campivoli con muri a secco.






Il sentiero 224 ci porta a lambire il M. Cimone attraverso ampie aree disboscate e attraversate da molte piste realizzate per i lavori forestali.In questa zona la sofferenza dei boschi prosegue dopo i disastri di Vaia a causa del bostrico,i cui effetti sono ben visibili.
In zona Belvedere sostiamo a goderci i vasti e aerei panorami,





godibili anche più avanti sul tratto in cresta verso il Tamazol.







Sulla tratta che ci conduce allo Spiazzo Alto vediamo ancora un segno dei tempi passati,un fontanile realizzato presumibilmente durante la guerra del 15-18..



La strada forestale ci porta allo Spiazzo Alto,punto sommitale della Kaiserjager Strasse dove iniziamo il rientro a Caldonazzo seguendo il Menador.
La strada è attualmente chiusa al traffico per lavori che dovrebbero finire in tempo per la tappa del prossimo Giro d'Italia,mentre durante la discesa si vedono i nuovi piloni dell'elettrodotto che sale dalla piana di Caldonazzo.
Un bel giro,per me anche sull'onda dei ricordi di quando da bociazzi giravamo spesso su per queste montagne,facilmente raggiungibili a piedi dal paese.
« Ultima modifica: 13/04/2022 22:43 da AGH »

Offline pianmasan

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[VAL DI CENTA - VALSUGANA] Ritorno sui monti di casa
« Risposta #1 il: 12/04/2022 15:25 »
Come forse già sai, ho percorso "a pèzi e a tòchi" questo lungo itinerario. Sentieri suggestivi, molto spesso deserti, in alcuni tratti anche non banali (es. Tamazol dalla pineta di Caldonazzo).
Speriamo di poterli percorrere ancora!

PS: attendiamo l'evoluzione sul ripristino della strada della val Caretta, sul quale ho tuttavia grossi dubbi!

Offline kobang

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[VAL DI CENTA - VALSUGANA] Ritorno sui monti di casa
« Risposta #2 il: 12/04/2022 21:21 »
Mah,l'idea di ripristinarla al punto che sia percorribile in bici non mi dispiace.A parte i lavori da fare però bisogna considerare il successivo impegno di manutenzione su versanti così franosi.
Vero è che un tempo era ben funzionante e ben conservata,ma era una strada fondamentale per l'epoca e non potevano certo lasciarla andare in malora.
Oggi sono salito a piedi al decollo di Vetriolo sul sentiero 303 (sentiero di campo o della Giana).Non c'è più un albero!!!Una desolata pista terrosa sempre al sole,ingombra di pietre e detriti di legname che a volte rendono difficile il passaggio.
Tutto il vallone fino alla sponda est ,dove corre il sentiero del Ronco che parte dalla Guizza e che è ancora boscato, appare come un cratere devastato.In volo lo si era già visto,ma passarci in mezzo fa impressione.

Offline southernman

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[VAL DI CENTA - VALSUGANA] Ritorno sui monti di casa
« Risposta #3 il: 24/04/2022 15:16 »
Il giorno di Ferragosto siamo saliti al Belvedere approfittando de fatto che è una meta facilmente raggiungibile anche dal Veneto. Una gradevole passeggiata di un paio d'ore stranamente poco frequentata (visto il giorno), al punto che abbiamo incrociato un piccolo branco di camosci

Offline kobang

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[VAL DI CENTA - VALSUGANA] Ritorno sui monti di casa
« Risposta #4 il: 24/04/2022 17:28 »
Ciao South.. in effetti non gira molta gente su quei sentieri e così non è difficile incontrare camosci e caprioli.Dopo quel giro ho ripetuto anche il più corto anello che sale lungo il sentiero attrezzato (piccolo tratto con cordini) 222 e scende per il 225.
Prima o poi farò breve relazione.Sono sentieri molto ripidi,a tratti esposti,ma più che altro con fondo molto infido in diversi tratti....