Autore Topic: al Brennero si scava per la Tav. Ma si incentiva il trasporto su gomma  (Letto 3821 volte)

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Offline radetzky

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quando che le pegore le va a destra.. mi vago a sinistra. e quando le va a sinistra mi vago a destra !

Offline jochanan

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più che incentivare il trasporto su gomma, il governo ha paura della reazione dei camionisti (vedi Sicilia bloccata, sciopero bisarche... ) La Francia ha un governo che governa, ma è stata bloccata dai camionisti più di una volta. C'è poi anche la disorganizzazione delle ferrovie che prima di scaricare un TIR ci scommetto impiega 1/2 ora...
il mondo sarebbe veramente noioso senza le montagne (E.Kant, mi sembra, che tra l'altro è sempre vissuto in pianura)

Offline radetzky

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C'è poi anche la disorganizzazione delle ferrovie che prima di scaricare un TIR ci scommetto impiega 1/2 ora...

d'accordo che le nostre ferrovie manco sanno cosa significhi trasportare le merci. MA le tariffe autostradali alte sui valichi alpini funzionano eccome: gli svizzeri, mentre stanno costruendo a tempo di record il traforo del Gottardo ad alta velocità (a loro spese, senza sovvenzioni europee), hanno già imposto da anni tariffe pesantissime per i TIR sul traforo autostradale e, guarda caso, il traffico pesante è quasi sparito...adesso quelli che vengono dalla Germania passano da Baviera-Austria (che li carica su treno nei pressi di Innsbruck)-Brennero !
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Offline Claudia

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ha ragione rad, no comment...  :-\

Offline Alverman

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Qualcuno ha detto che per far partire l'economia Italiana occorre cominciare dalle grandi opere, quindi iniziamole poi se non si finiscono amen, una più o una meno non fa più differenza, basta vedere qualche volta "striscia la notizia" per rendersi conto di quanti soldi vengono buttati al vento.

Per il trasporto su gomma si può vederla in un altro modo : quante persone girano attorno ad un camion ?
i costruttori con tutto l'indotto, i venditori, i meccanici, i gommisti, le ditte di autotrasporto, ecc. tutto ben distribuito nel territorio,  per finire al gasolio dove lo stato ci guadagna alla grande (in questo periodo non mai sentito il governo parlare del caro benzina).

Attorno al treno ? Ovviamente i costruttori ma solo 2 macchinisti ti guidano un treno con diecine di autoreni sopra e non si fermano all'autogrill.


Offline AGH

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Qualcuno ha detto che per far partire l'economia Italiana occorre cominciare dalle grandi opere, quindi iniziamole poi se non si finiscono amen, una più o una meno non fa più differenza, basta vedere qualche volta "striscia la notizia" per rendersi conto di quanti soldi vengono buttati al vento.

non è proprio così semplice. Perché il problema vero deve essere ricondotto al nostro (folle) sistema di sviluppo. Le grandi opere consumano territorio, che non è una risorsa infinita. In Italia già ne abbiamo consumato e ne consumiamo troppo. Ha senso poi fare una TAV quando c'è un costante calo delle merci e dove c'è una linea ferroviaria sottoutilizzata? Insomma l'impressione è che certe opere si facciano non perché servono ma perché servono a qualcuno. Fai lavorare le imprese e l'indotto d'accordo, ma poi? Finita la grande opera?
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Offline miki

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Perché il problema vero deve essere ricondotto al nostro (folle) sistema di sviluppo.........
Ma infatti.. si parla sempre di sviluppo, ripresa dei consumi, aumento della produzione.. Quando oramai si è toccato il massimo possibile, niente può continuare ad aumentare all'infinito..

Offline paolo m.

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Ma infatti.. si parla sempre di sviluppo, ripresa dei consumi, aumento della produzione.. Quando oramai si è toccato il massimo possibile, niente può continuare ad aumentare all'infinito..
ogni tanto mi fermo a pensare: effettivamente al giorno d'oggi perchè si lavora? estremizzando il concetto direi "per spendere". Una volta la maggioranza delle persone erano contadini e il lavoro corrispondeva al cibo. Ma adesso? Industria e servizi, cioè settore secondario e terziario, oltre che a rispondere a bisogni primari, in fondo in fondo penso siano quasi più volti alla produzione di "non necessità"... non credo di spiegarmi bene ma pensateci bene: cosa si compra che serve effettivamente e cosa si compra di superfluo? Con questo non voglio dire che dobbiamo tornare indietro di 50 anni però non viviamo, ora come ora, in un bel momento... e guardandomi in giro faccio queste considerazioni (personali si intende)... mah... scusate...

Offline Selvagem

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E invece si va sempre più di corsa, a beneficio di pochi. I film di fantascienza hanno sempre anticipato la realtà, immagino tra 30 o 40 anni uno scenario tipo Blade Runner e ne sono più che convinto. A Povo studiano da anni il cervello artificiale, poi lo applicheranno ai manichini e la disoccupazione andrà alle stelle e noi nelle stalle. Che cacchio stanno a scavà??? Faranno anche i treni volanti
Più ne hai meno ne perdi

Offline Claudia

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ogni tanto mi fermo a pensare: effettivamente al giorno d'oggi perchè si lavora? estremizzando il concetto direi "per spendere". Una volta la maggioranza delle persone erano contadini e il lavoro corrispondeva al cibo. Ma adesso? Industria e servizi, cioè settore secondario e terziario, oltre che a rispondere a bisogni primari, in fondo in fondo penso siano quasi più volti alla produzione di "non necessità"... non credo di spiegarmi bene ma pensateci bene: cosa si compra che serve effettivamente e cosa si compra di superfluo? Con questo non voglio dire che dobbiamo tornare indietro di 50 anni però non viviamo, ora come ora, in un bel momento... e guardandomi in giro faccio queste considerazioni (personali si intende)... mah... scusate...
mi hai tolto le parole di bocca. lavori lavori lavori corri corri corri, per... ? per cosa?

Offline jochanan

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condivido le vostre ragioni, ma attenzione. Se rallento, ripudio la mitologia del PIL che deve crescere sempre e comunque, cosa succede? (da qui in poi mie personali pensate) La nostra società scommette (e si mangia) i "FUTURES", le previsioni di sviluppo futuro, anche con posti di lavoro "fasulli". Il non sviluppo si chiama recessione e il nome ha fama minacciosa. Il Giappone è fermo da anni, ma non mi pare che la mancanza di lavoro li uccida. Vero che sono in un'isola. Ci vorrebbe un governo serio "ecologista" e responsabile che guidi verso la staticità, bacchettando le regioni che di loro sprecherebbero alla grande..
il mondo sarebbe veramente noioso senza le montagne (E.Kant, mi sembra, che tra l'altro è sempre vissuto in pianura)

Offline Man

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Crescita del PIL significa semplicemente avere piu' cose e migliori, non felicita', quella e' un'altra cosa.

Pero' vi faccio notare che maggiore PIL significa, fra l'altro, avere, rispetto ai nostri predecessori,  un telefono per chiamare aiuto in caso di difficolta' in montagna, significa avere un elicottero che ti viene a prendere quando sei incastrato fra le rocce, significa avere un ARVA che fa la differenza fra vita e morte, significa fare le ferrate con un'imbragatura che non ti stritola quando cadi...o meno drammaticamente significa scarpe piu' comode, vestiti piu' caldi e leggeri, migliore alimentazione, e cosi' via: in una parola, significa anche vivere meglio e con piu' piacere la montagna

Io amo la natura e odio i dementi che la distruggono; pero' odio anche la retorica della decrescita, del 'cosa lavoriamo a fare' eccetera. Anche perche' non solo in citta', ma anche quando passeggio in montagna, incontro quasi esclusivamente gente molto ma molto piu' 'gadgettata' di me (e basta leggere la sezione materiali e tecnica di questo forum...), e allora mi chiedo se gli inneggiatori alla decrescita capiscano davvero cosa essa comporti.

(Scusate lo sfogo, non solo l'argomento mi sta a cuore, ma quest anno sono a corto di montagne e sono un po' nervoso  :) )
Aut tace aut loquere meliora silentio (taci o di' cose che siano migliori del silenzio)