Autore Topic: Dopo i cacciatori a scuola voglio anche gli animalisti  (Letto 973 volte)

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wild56

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Quasi un anno è passato da quando, l'anno scorso, la mia bambina, che allora frequentava la classe quarta presso la scuola elementare di Mezzocorona, ricevette la comunicazione della «lezione» di due ore, comprensiva di filmato, da parte dell'Associazione cacciatori di Trento, con la visita in aula di due guardiacaccia, che di tale associazione sono espressione. Mi attivai subito per conoscere le motivazioni didattiche di tale, discutibile, scelta, non apprezzando, come esperti di zoologia del Trentino, chi tale fauna la conosce con l'unico scopo di braccarla e ammazzarla. Veri esperti avrei invitato se ne avessi avuta la facoltà, ma, come semplice mamma, mi fu subito chiarito che sulle scelte pedagogiche delle insegnanti non potevo permettermi alcuna interferenza. Con il tempo e la calma, ho compreso che l'infelice scelta fu, probabilmente, frutto d'ingenuità e fraintendimento, avendo confuso la figura del guardiacaccia con quella della guardia forestale.

Ciò non toglie che la «lezione» fu tenuta, e riguardava il «Progetto Rudy» volto a fornire all'attività venatoria, un'immagine, posticcia, di attività compatibile con la salvaguardia ambientale. Chiunque può comprenderlo: la caccia è compatibile con la protezione dell'ambiente, come un bombardamento è compatibile con la pace. L'anno scorso, chiesi di poter ottenere una «lezione compensativa» di ben altra matrice, da una delle innumerevoli associazioni di protezione degli animali e dell'ambiente, espressione della sempre più ampia diffusione di miti, sani e rispettosi comportamenti, veramente virtuosi, ma sia l'allora preside, che l'attuale, mi rifiutarono tale, a mio parere, dovuta riparazione. La prima si nascose dietro la, presunta, liceità della caccia dal momento che è legale, e il secondo affermando che «a scuola non c'è la par condicio» e non si possono presentare le opinioni di tutte le associazioni… Mi permetto di affermare che, ciò che è legale oggi, non sarà legale domani, poiché è, e rimane, immorale; rammento, a chi avesse scarsa memoria storica, che anche la schiavitù un tempo fu legale…; in secondo luogo, pur comprendendo che a scuola non si può dar voce a «tutte» le associazioni, mi chiedo perché si deve dar spazio solamente a «una» visione dei fatti, e non a quella più progressista e civile, ma solo a quella ancorata ad arcaiche e feroci consuetudini. Comunque, una lezione, palesemente di parte, è stata tenuta, e una visione è stata proposta, senza contraddittorio.

Chiunque si presenti a una classe scolastica con il ruolo di tenere una lezione, è automaticamente rivestito di attendibilità, anche se non la merita. Ritengo, quindi, mio dovere di madre e di cittadina attenta all'evoluzione positiva, democratica e pacifica della società, di richiedere, almeno, un'altra lezione di matrice opposta, di due ore e con filmato, tenuta proprio dall'associazione che mi onoro di rappresentare in Trentino, la Lac, Lega per l'Abolizione della Caccia, entro il corrente anno scolastico avendo già atteso fin troppo e con tanta, tanta, pazienza per un anno intero. Caterina Rosa Mongio

lettera su l'adige 12 marzo 2009