Autore Topic: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron  (Letto 9105 volte)

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Laccoro

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Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« il: 14/01/2012 17:26 »
Un collage di due uscite.

Circa due anni fa, dicembre, visita alle miniere di cinabro di Vallalta.
Il momento è giusto; grigio, freddo e poca neve, che di certo non comunicano gaiezza.
Il bosco è inquietante, ed è meglio che sia così, perché quando si giunge alla meta, dentro la valle e di fronte al piccolo ingresso della galleria, la O'Connor, ci si può arrendere all'urto dei sentimenti.
Odore di zolfo, miasmi dal budello; il luogo è claustrofobico e tutto sembra implodere verso il buco. Il verde si è mangiato tutto, ma i rari resti sparsi alimentano la suggestione. Stando fermi, in silenzio, realtà e immaginario si confondono senza scampo; sagome scure di minatori, manufatti pesanti, rumori sordi.

Poche settimane fa, discesa allo stesso luogo, ma dall'altra parte del torrente, fino all'ingresso della galleria Terrabugio. Un'altra giornata cupa e nebbiosa ma, sarà perché i trentini di Sagron hanno da poco sistemato questo bel sentiero, sarà che la passeggiata è breve, l'aria è più lieve. Guardo, in conflitto con me stesso, la O'Connor: sembra un altro mondo, racchiuso in una propria bolla; sono pochi metri ma il Pezzea non mi permette di andarci. Meglio così.

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Valle del Mis, il sito si trova letteralmente a cavallo del confine Veneto-Trentino, un tempo tra Italia e Austria. Dalla parte veneta, in destra idrografica del Rio Pezzea, Vallalta, con i resti del portale del Pozzo Vallalta e l'ingresso della Galleria O'Connor. Dall'altra parte del rio, a pochi metri e in territorio trentino, l'ingresso della galleria Terrabugio a Sagron.

Il percorso di Vallalta è compreso nel sentiero tematico "La Montagna Dimenticata" del Parco delle Dolomiti Bellunesi. Si parcheggia vicino al ponte di Titele, in testa al Canale del Mis; si segue la strada bianca fino a Pattine, si imbocca il sentiero CAI 802 verso Campotorondo e lo si lascia quasi subito (con dispiacere, per il pensiero che va ai Piani Eterni) per addentrarsi, a destra, verso la miniera.

Si raggiunge Sagron dalla Statale del Passo Cereda, si parcheggia lì o più in giù, verso Marcoi. Si scende agevolmente verso il torrente, tutto segnalato. Si può poi anche andare a vedere l'ingresso della (mancata) miniera d'oro, poco distante. Passeggiata.

La storia di questo luogo è straordinaria, basti pensare che, inizialmente, nel '700, il cinabro veniva trasportato a dorso di mulo via Val Paganina fino a Belluno, per poi essere inviato a Murano per la distillazione. Nella seconda metà dell'800 il complesso minerario era il sesto in Europa per quantità di mercurio estratto. Non poche erano quindi le famiglie che traevano sostegno da questa attività, e difficile è ora raccordare queste notizie con quello che rimane sul posto.
L'anno scorso gli speleologi di Feltre hanno aperto una campagna esplorativa sul complesso, che dovrebbe portare alla pubblicazione di un DVD, analogamente a quanto fatto per le miniere di Valle Imperina.

Foto
1- Sentiero Vallalta. Il Casin, fantasma in mezzo al niente
2- Sentiero Vallalta. Ingresso O'Connor
3- Sentiero Sagron. Pannello
4-5- Sentiero Sagron. Capitello S. Antonio, poi S. Barbara. Decorazioni con scorie di fusione
6- Sentiero Sagron. Resti dei forni di distillazione austriaci, 1902
7- Sentiero Sagron. Macine, presumibilmente per la frantumazione del minerale
8- Sentiero Sagron. L'ingresso della galleria Terrabugio sul Rio Pezzea
9- Sentiero Sagron. Lo scarico della O'Connor sul Rio Pezzea
10- Cinabro dalla O'Connor, datomi da uno speleologo
11- Sentiero Sagron. Pannello verso la miniera d'oro
12- Tracce su Tabacco Parco Naz. Dol. Bell. 1:25.000

Biblio
De Col, Olivotto; La montagna dimenticata; Parco Naz. Dol. Bellunesi
Renon; Vallalta e il mercurio, Auser Còl Bèl Tisèr
Link
http://www.minieredeidogi.it/ita/sottocat.php?id=1079361427&nomearg=I_SITI_MINERARI (molte info)
http://laboratoriosagronmis.blogspot.com/2011/06/la-via-delloro-e-del-mercurio.html

Laccoro

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #1 il: 14/01/2012 17:27 »
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Laccoro

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #2 il: 14/01/2012 17:28 »
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Online AGH

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #3 il: 14/01/2012 17:43 »
bellissima e interessante relazione, complimenti! Purtroppo sono posti a me ignoti... ma mi hai fatti venire la voglia di andarci :) (almeno fin che non si decide a nevicare...)
Blog di Montagna
https://www.fotoagh.it/

Offline Mau

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #4 il: 14/01/2012 18:59 »
Bellissima relazione!
Qui altre foto d'epoca di Gena alta, un "paese fantasma" della Valle del Mis

http://www.lucianocassol.it/Gena_alta/sf2_thumbs0.htm

tratte da questo interessante sito http://www.lucianocassol.it/index.html
La montagna è...l'abbraccio di un amico ed il fuoco di un bivacco condiviso.

Foto qui https://picasaweb.google.com/101452674008708650686?gsessionid=pC6VWv221ZhsNxdPABmQrw

Offline Mau

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #5 il: 14/01/2012 19:16 »
La zona della Valle del Mis mi piace tantissimo  :D... ci sono anche legato ma motivazioni di carattere personale-familiare ... :) purtroppo però si tratta di una zona letteralmente invasa, nel periodo tardo primaverile-estivo, dalle zecche .. parlo per esperienza personale diretta ;D ...
La frequento, quindi, in particolare, d'inverno ...
La montagna è...l'abbraccio di un amico ed il fuoco di un bivacco condiviso.

Foto qui https://picasaweb.google.com/101452674008708650686?gsessionid=pC6VWv221ZhsNxdPABmQrw

Offline jochanan

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #6 il: 14/01/2012 21:11 »
ricordo, ricordo...  :'( anche se frequentata -come al solito- tantissimo tempo fa... la valle e la cascata (bellissima, prima della diga) della Soffia... le varie Gena... (sembravano in seguito anche quelli luoghi postatomici, i mobili fatti localmente, i letti ancora coi "pagioni", i quaderni, i giornali... la data più recente era il 1958, poi il nulla...
c'era il bus che arrivava in California... noi andavamo a piedi.

ringrazio Laccoro per la sua esauriente spiega, da me solo accennata.
il mondo sarebbe veramente noioso senza le montagne (E.Kant, mi sembra, che tra l'altro è sempre vissuto in pianura)

Offline danieled

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #7 il: 16/01/2012 07:33 »
Davvero interessante!!!

Che impressione lo scarico nel rio...  :o :o :o
Non abbiamo ricevuto questo pianeta in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli.

Laccoro

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Re: Miniere di Mercurio: Vallalta-Sagron
« Risposta #8 il: 16/01/2012 13:01 »
Grazie a tutti per gli apprezzamenti.
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Riguardo al deposito rosso lasciato dall''acqua che continua a riversarsi lentamente nel Pezzea dalla O'Connor, ho letto di due interpretazioni diverse: una vorrebbe che si trattasse di ossidi di ferro (ruggine), proveniente da tutte le strutture in ferro (putrelle, binari) lasciate nelle gallerie; l'altra invece parla espressamente di dilavamento di cinabro.
Mi è rimasta la curiosità, ma non avendo altri dati (qualcuno le indagini del caso le avrà fatte senz'altro) e non avendo intenzione di far analizzare le acque di tasca mia, mi limito a riflettere (operazione a costo zero) che:
-il rosso ha una tonalità strana, più viva di quella che ha normalmente la ruggine
-trattandosi di una miniera di cinabro, non mi sembra per niente strano che l'acqua ne porti fuori ancora...
-c'è puzza di zolfo (il cinabro è un solfuro).

Tra l'altro, l'acqua è sempre stata l'elemento limitante e critico per la vita di queste miniere, e l'acqua ne ha decretato la chiusura definitiva.
Scavati sotto il letto di un torrente, pozzi e gallerie, si legge, erano periodicamente allagati, e chissà quante tragedie sono accadute.
L'ultima, primi anni '60: in ricognizione nel tentativo di ritrovare un filone sfruttabile, due minatori e un perito minerario sono morti annegati causa repentino allagamento dei condotti, forse dopo aver rotto un setto tra diversi collegamenti.
Gli speleo che ci stanno entrando sono sicuramente preparati e invidio non poco le emozioni che avranno provato e ancora proveranno la prossima estate, ma sento anche una certa inquietudine per quanto stanno facendo.