GIM - Girovagando in Montagna in Trentino
ESCURSIONI IN MONTAGNA => Trentino Orientale => Escursioni estive in Trentino => Cornacci - Latemar - Catinaccio - Sassolungo => Topic aperto da: nantes - 21/07/2009 22:58
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La nevicata bassa di sabato ha scombinato i miei programmi;
domenica ho ripiegato per un giro come accompagnatore (moglie, cognata e amica);
per non complicarmi la vita cercando però posti un po’ meritevoli ho deciso per un giro ad anello sul Latemar.
Partenza da Predazzo in località “al fol” (circa 1050m slm) subito dopo il paese alle ore 8.30, la temperatura un po fresca, saranno 7 gradi si parte quindi di buon passo per sentiero o meglio strada forestale 504 dapprima attraverso il bosco poi per pascoli.
A quota 1650 raggiungiamo la baita Gardonè, chiamarla baita è molto riduttivo perché sembra un hotel 5 stelle, l’interno è fantastico, un arredamento “rustico ma di lusso” con all’esterno tanto di solarium circolare e giardino con poltrone
poco distante il famoso Alpine Coaster ??? una specie di montagne russe sui prati attraverso i boschi :o
È una specie di riviera romagnola trasportata in mezzo alle dolomiti, del resto c’è una cabinovia ultra moderna che arriva qui direttamente da Predazzo e volendo una seggiovia che porta su al passo Feodo.
Comunque sia noi proseguiamo a piedi verso passo Feodo incrociando poco più in alto un carrello urlante e sbracciante che, su rotaie, scendeva a tutta velocità per i prati. :o
Per sentiero ripido ma comodo arriviamo al passo Feodo, crocevia tra l’arrivo seggiovie da Predazzo e da Pampeago.....
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Prendiamo il sentiero n. 516 per il rifugio Torre di Pisa
ci mettiamo in fila dietro ad una serie di vacanzieri variamente attrezzati giunti con la seggiovia;
Sul sentiero la neve caduta è quasi sparita, il sentiero è ripido ma ben tenuto e verso le 12-30 raggiungiamo il rifugio a quota 2671m;
la gente è tutta concentrata nei terrazzamenti intorno ma appena ci spostiamo 15 minuti più avanti magicamente ci troviamo completamente soli.
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Dopo sosta obbligata ci dirigiamo verso la forcella dei Campanili, l’ambiente è maestoso e, appena raggiunta la forcella il panorama verso Carezza e il Catinaccio è impressionante,
la tentazione di fare la ferrata dei campanili è grande ma la presenza di neve e l’assenza da parte nostra di attrezzatura da ferrata ci fa desistere, pazienza ci rifaremo;
ora proseguiamo con il sentiero 516 e scendiamo nel circo ghiaioso dei Lastei ai piedi del Cimon del Latemar, a quota 2365 giungiamo al bivacco Latemar nei pressi di una sorgente....
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ora il sentiero punta decisamente verso valle scendendo tra roccette, pendii di sfasciumi e cenge erbose, questa parte di itinerario offre scorci molto suggestivi e completamente diversi da quanto osservato finora; .
si arriva infine in località “i Burti” presso l’ex malga Valsorda,
qui il sentiero prosegue seguendo la “cava delle Bore” un canale lastricato che un tempo serviva per trasportare il legname a valle;
in pratica in inverno si faceva in modo di formare uno strato di ghiaccio sulle pareti del canale e, a tratti, si calavano le “bore” che raggiungevano una velocità fino a 80 – 100 km/h..
Seguendo la lunga valle attraverso il bosco fitto si giunge infine all’abitato di Forno in val di Fassa;
qui, prendiamo la ciclabile e dopo circa 4 km ritorniamo al punto di partenza a Predazzo.
In conclusione un giro molto vario: classico e piuttosto affollato fino al rifugio;
solitario, bellissimo e selvaggio nella seconda parte.
Noi, con passo regolare e fermandoci quanto serve ci abbiamo impiegato 9 ore;
il dislivello se si vuole usufruire degli impianti si riduce di molto.
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ancora qualche immagine del sentiero di rientro...
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qualche altra immagine significativa
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....certo che tutta la famiglia, il parentado e le amicizie sono di buona gamba eh ! 1600metri di salita e nove ore anche come "accompagnatore" ! :D
Grandi foto: era la giornata giusta domenica, non è facile trovare così limpido in piena estate !
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bellissimo il latemar , se si esclude quella zona del Pampeago-passo feudo-rif.torri di pisa con gli impianti di risalita e i turisti vocianti per il resto è silenzioso ,placido , maestoso.
Come al solito complimenti per il dislivello che vedo riesci a far fare anche a chi viene con te.
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gran bel giro come al solito :) Riguardo Gardoné, per chi fosse interessato informo che in estate organizzano tornei di "beach volley", con campo di gioco in vera sabbia portata direttamente dall'Adriatico >:(
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Bello! Il latemar non lo conosco per niente.... urge rimediare... :-\
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Volevo andarci anch'io domenica!solo che poi non sapevo da dove partire ecc e allora ho cambiato zona...
Bello veramente!
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Bello! Il latemar non lo conosco per niente.... urge rimediare... :-\
In effetti il Latemar lo conosco ancora poco, mi manca la zona tra il bivacco Rigatti e il passo Costalunga, bisognerebbe organizzarsi con due macchine per effettuare una traversata completa;
oppure organizzarsi in due gruppi e partire dalle parti opposte e a metà strada scambiarsi le chiavi delle macchine ;D
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In effetti il Latemar lo conosco ancora poco, mi manca la zona tra il bivacco Rigatti e il passo Costalunga, bisognerebbe organizzarsi con due macchine per effettuare una traversata completa;
oppure organizzarsi in due gruppi e partire dalle parti opposte e a metà strada scambiarsi le chiavi delle macchine ;D
Mi permetto di suggerirti un giro che non ha bisogno di due auto. Ho percorso in giornata le creste del Latemar per due anni di seguito con A/R dal passo di Costalunga a metà degli anni 90. Dovrei avere delle vecchie foto in diapo, se ti interessa provo a vedere se c'è qualche immagine che mostri l'ambiente, anche se premetto che a quel tempo andavo di bianco e nero, ed ero pure scarso :-\.
Riferimenti noti sulla Tabacco 029.
Una prima volta ho fatto il giro seguendo dal Passo il segnavia 21 che porta a ovest della cima Pievalle, da cui per il Circo del Forcellone ho raggiunto la forcella Anita, tra la Torre Signorina e la Torre del Rosario. La forcellina, poco conosciuta, fuoriesce vicinissima alla Forcella dei Campanili. Da qui conosci il seguito, cioè ferrata e segnavia 18 in tr5aversata dello Schenon e Cornon e discesa per il vallone nord di Forcella Piccola.
La seconda volta, ed è quella che ti suggerisco, è iniziata sempre sul segnavia 21 ma, una volta raggiunto l'anfiteatro di Mitterleger, si risale la scarpata detritica a nord della Forcella dei Camapnili e si punta alla sua destra. A quel tempo non c'erano molte tracce, ma l'orientamento non è stato difficile. Si ritrova infine un bel canale stretto tra grandi torri di roccia che esce giusto alla Forcella dei Campanili, subito a ovest per intenderci. Dalla forcella non è visibile in quanto coperto da torrette. Il canale era pieno di neve, era inizio estate, e con ramponi e picca è stato addirittura semplice. Poco più impegnativo potrebbe esserlo con poca neve (vetrato). Viste le condizioni di innevamento dei canali, quest'anno penso che sarà in condizioni anche ad agosto. In assenza di neve credo possa essere franoso. Da qui ho seguito il sentiero basso, traversato come sopra Schenon e Cornon e disceso, stavolta doppiando anche Cima Popa, tornando al Costalunga.
I due giri mi hanno portato via la giornata intera e come tempistica si equivalgono. Meritevoli entrambi. Il primo per il passaggio da forcella Anita, il secondo per l'ambiente torreggiasnte nella risalita del canale nord di Forcella Camapnili.
Non mi dilungo, ma se ti servissero delucidazioni chiedi pure. Ciao
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La seconda volta, ed è quella che ti suggerisco, è iniziata sempre sul segnavia 21 ma, una volta raggiunto l'anfiteatro di Mitterleger, si risale la scarpata detritica a nord della Forcella dei Camapnili e si punta alla sua destra. A quel tempo non c'erano molte tracce, ma l'orientamento non è stato difficile. Si ritrova infine un bel canale stretto tra grandi torri di roccia che esce giusto alla Forcella dei Campanili, subito a ovest per intenderci. Dalla forcella non è visibile in quanto coperto da torrette. Il canale era pieno di neve, era inizio estate, e con ramponi e picca è stato addirittura semplice. Poco più impegnativo potrebbe esserlo con poca neve (vetrato). Viste le condizioni di innevamento dei canali, quest'anno penso che sarà in condizioni anche ad agosto. In assenza di neve credo possa essere franoso. Da qui ho seguito il sentiero basso, traversato come sopra Schenon e Cornon e disceso, stavolta doppiando anche Cima Popa, tornando al Costalunga.
Non mi dilungo, ma se ti servissero delucidazioni chiedi pure. Ciao
Questo giro potrebbe interessarmi, ma mi sembra di intendere che il canale citato potrebbe essere peggio senza neve che con neve. Come sarà ora?
Che tu sappia il fondo senza neve pone passaggi difficili?
In discesa sarebbe facilmente reperibile e percorribile dalla forcella? Grazie