Escursioni in Montagna in Trentino

TRENTINO => Cultura della montagna => Topic aperto da: AGH - 24/07/2019 14:44

Titolo: [AVISIO] 36a esplorazione: da Marigiàt a Pianacci da Piscine
Inserito da: AGH - 24/07/2019 14:44
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La bella frazione dei Pianacci

Sono tornato a Marigiàt, sotto l’abitato di Piscine, per mappare alcuni sentieri, specie quello che collegava e collega tuttora questa località coi Pianacci. Marigiat è semiabbandonata, mentre Pianacci dopo un periodo di oblio sta rinascendo ed è abitata prevalentemente d’estate: a parte un grande edificio diroccato, le case sono ben curate così come la campagna circostante, una piccola oasi di pace a pochi minuti di cammino dalla grande golena lungo il torrente Avisio.

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Le case ai Pianacci sono state recuperate e ristrutturate, con le campagne circostanti ben curate
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Pianacci, sullo sfondo spunta il campanile della chiesa di Piscine
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Scorcio con sottopasso e roseto

Uno sguardo alla mappa austroungarica di metà Ottocento è molto interessante per capire come questo luogo in passato, come altri sui ripidi versanti della valle dell’Avisio, fosse molto più frequentato e vissuto: purtroppo la gran parte della viabilità dell’epoca è stata inghiottita dalla vegetazione e oggi è impraticabile.

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L'Avisio da Piscine, con le golene sabbiose
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Vecchia mulattiera ancora ben percorribile
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La vecchia mappa di metà 800 mostra Marigiat a Pianazzi, sotto Piscine, con le ampie coltivazioni

Dall’abitato di Piscine un buon sentiero cala fino a Marigiàt, con due belle case rustiche rimaste ancora in piedi e frequentate saltuariamente, e alcuni ruderi inghiottiti dalla boscaglia. Il sentiero che collega Marigiàt coi Pianacci è ancora ben agibile, è un facile traverso con poco dislivello che ho trovato subito.

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La frazione di Marigiat
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Due case sono ancora in discreto stato, le altre ridotte in ruderi
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Casa con capitello incorporato
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Le mulattiere coi grandi muri a secco, questo supera i 4 metri in altezza!

All’andata ho visto una deviazione verso nord, quindi da Pianacci sono tornato indietro e ho provato a seguirla. Sembrava ottimamente tracciata, a parte qualche schianto isolato di traverso, ma poi sono arrivato in un valloncello dove si è staccata una frana che ha cancellato tutto. Non avevo voglia di cercare l’eventuale prosecuzione della traccia al di là della frana, mi interessava scendere al fiume e quindi ho tagliato giù verso la golena che ho raggiunto in pochi minuti.

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Discesa verso il fiume per vaghe tracce
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Eccomi nella golena
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Sull'Avisio

Raggiungere le golene dà sempre una certa allegrezza: sono ambienti bellissimi adiacenti al fiume, pianeggianti, a volte con vegetazione lussureggiante e spettacolari radure sabbiose. Le piene periodiche ne modificano l’aspetto ciclicamente, alberi e piante sono in perenne competizione per colonizzare il territorio e con esse fauna e microfauna. Le golene dell’Avisio sono quasi sempre raggiungibili con una certa difficoltà, incassate in profonde gole: raramente si incontra qualcuno, di solito qualche pescatore o cacciatore. I turisti sono pressoché assenti. Unica eccezione per i pochissimi sentieri esistenti lungo le rive, uno dei quali, il bellissimo “Sentiero dei Vecchi Mestieri” da Pisicine a Sover (e viceversa), a distanza di un anno dalla tempesta Vaia è ancora chiuso e interrotto. Un vero peccato.

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Scorcio dell'Avisio in un'ansa di acqua calma
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Golena sotto Margiat, rifugio della fauna, sulla sabbia tantissime impronte
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Affacciato sull'Avisio
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I bellissimo ciottoli colorati sulla riva
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Uno dei tanti "piscinoni" naturali

Mi accontento quindi di gironzolare per questa grande golena lunga circa un chilometro dove la natura ha un aspetto selvaggio e primordiale: il tratto interno è quasi impraticabile per la vegetazione fitta, quindi costeggio il fiume verso sud attraverso vaste pietraie coi “soliti” affascinanti ciottoli di tutti i colori. Nei tratti sabbiosi posso osservare una miriade di impronte: uccelli, serpenti, roditori, caprioli, camosci, cervi. Il corso d’acqua, dopo l’osceno e recente svaso della diga di Pezzé, ha ripreso il suo abituale colore smeraldo che spicca tra le gole dove l’acqua è più profonda.

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Risalita dai Pianacci

Arrivato all’altezza di Pianacci taglio su per la boscaglia e riprendo il sentiero che mi riporta a Piscine. Che bellezza l’Avisio, ci ho passato praticamente tutto l’inverno e non sono ancora stufo, anzi :) .

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Il percorso