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L'allarme della Sat: "No ai rifugi wellness"

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AGH:
L'allarme della Sat: "No ai rifugi wellness"

TRENTO. Una sala commossa, tutta in piedi, con molti soci che hanno trattenuto a stento le lacrime, ha salutato con un lungo applauso l'addio di Franco Giacomoni alla presidenza della Sat dopo sei anni. Lui ha abbracciato idealmente tutti i 300 delegati presenti. «Dal primo all'ultimo - ha detto - con ogni piccolo gesto quotidiano, costruirete il futuro della Sat».

Il nome del successore è ancora avvolto dal mistero e sarà deciso in settimana dal consiglio centrale. Ieri, però, è stato il giorno di Franco Giacomoni che ha lanciato messaggi chiari per il futuro della società degli alpinisti tridentini - la più gloriosa associazione trentina - che conta 24.400 iscritti.

Il presidente, con voce a tratti emozionata, non ha mancato di bacchettare una Provincia che «in questo ultimo periodo ci pare abbia dimostrato una minore attenzione verso temi cari e caldi per la Sat, quali la sentieristica». Il "caso Paganella", infatti, ha destato grande scalpore nei mesi scorsi, quando l'associazione ha deciso di non curare più i sentieri in segno di protesta contro gli scempi ambientali. «Non vogliamo essere dei servi sciocchi - ha detto Giacomoni - di un sistema che non rispetta le regole». È la denuncia di chi non vuole chiudere gli occhi di fronte a quelli che scorazzano lungo i sentieri con mountain bike, quad o motoslitte, trasformando l'ambiente in uno «sfondo da videogioco». «Gli amministratori non dicano che è difficile individuare chi commette gli scempi, perché i "barbari" non sono migliaia. Piuttosto, mettano in campo misure legislative severe ed applicabili per consentire controlli puntuali ed efficaci».

Giacomoni è convinto che dalla crisi dovrebbe uscire «un mondo più sobrio dove siano valorizzate la solidarietà e il rispetto dell'ambiente». Ma i rischi di una mercificazione della montagna, anche in Trentino, sono alti perché la cultura, anche tra i giovani, è sempre meno diffusa. Ecco perché la Sat vorrebbe diventare «agenzia di formazione» per i giovani che non devono essere solo accompagnati in montagna, ma gli deve essere permesso di conoscere l'ambiente montano. E poi bisogna salvaguardare i rifugi storici. «Non permetteremo mai - ha sottolineato Giacomoni - che i nostri rifugi, luoghi di accoglienza, silenzio, riflessione, incontro, siano trasformati in centri wellness con saune e massaggi». E poi ci sono le croci ed i segni religiosi «a volte esagerati» che si vorrebbe illuminare «con pannelli e luci, quando bastano la luna e le stelle».

Non si spegnerà mai l'impegno della Sat per la tutela dell'ambiente montano, troppo spesso violato da «campi da golf come in Val Canali» e da impianti sciistici che sfregiano la montagna. «È motivo di soddisfazione che le nostre posizioni abbiano contribuito a ragionamenti più saggi», ha affermato Giacomoni, anche su interventi come i collegamenti Pinzolo-Campiglio e San Martino-Passo Rolle. Una Sat coi conti a posto, che ha rinnovato la sede sociale e che non nega qualche tensione nel rapporto col Club alpino italiano che per voce del presidente Annibale Salsa ha espresso comunque «l'orgoglio di avere la Sat nel Cai, sempre unica ed esemplare».

(il trentino, 19 aprile 2009)

JFT:
Dovremmo dire grazie a questi "guardiani" della montagna. Non tutto deve diventare un prodotto da vendere.  :-\

Man:

--- Citazione da: JFT - 20/04/2009 10:09 ---Dovremmo dire grazie a questi "guardiani" della montagna.

--- Termina citazione ---

Hai ragione: grazie SAT.

AGH:

--- Citazione da: Man - 20/04/2009 10:21 ---Hai ragione: grazie SAT.

--- Termina citazione ---

sì, speriamo che il successore di Giacomoni continui sulla strada intrapresa

donkey71:
Appoggio.  ;)

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