Autore Topic: [BRENTA] Sentiero Costanzi, Sentiero Vidi, Sentiero Palete (2 gg)  (Letto 24606 volte)

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Offline Claudia

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Purtroppo ne so qualcosa di quel che si prova in certi momenti, quando in una frazione di secondo il piacere dell'escursione rischia di trasformarsi in tragedia. Lo so bene da quel giorno dell'ottobre 2007 in cui mio figlio "partì" su un tratto esposto presso il Passo Pietra Tagliata (zona Alpe di Succiso, Appennino Reggiano) e quando lo raggiunsi 50 metri più in basso con una caviglia palesemente fratturata, un polso che sembrava fratturato anch'esso (e così infatti era), semisvenuto e sanguinante mi considerai lo stesso più che fortunato perchè temevo di trovarlo ... ve bè, non diciamolo neppure  :-\.
che bruttissima esperienza!!  :o

Offline giesse59

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che bruttissima esperienza!!  :o

Per fortuna a lieto fine ... anche psicologico, visto che il ragazzo (aveva 11 anni e mezzo al momento dell'incidente) non ha perso la voglia di andare per monti

Offline climbalone

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... ma quella "schiena dell'Asino" ... mi sa che non ne faremo di nulla.
Tra il Passo di Val Gelada e il Benon, dove si snoda la parte più impegnativa del sentiero, questo non mi pare il tratto più insidioso.
Ai lati della cresta ci sono due pendii ripidi, mica due burroni verticali!


Offline giesse59

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Tra il Passo di Val Gelada e il Benon, dove si snoda la parte più impegnativa del sentiero, questo non mi pare il tratto più insidioso.
Ai lati della cresta ci sono due pendii ripidi, mica due burroni verticali!


Questo tipo di sentieri, esposti su entrambi i lati, sono proprio quelli che patisco di più. E'un fatto solo mentale, perchè se incontro un sentiero strettissimo e molto esposto da un lato, ma "appoggiato" al monte dall'altro mi sento immensamente più sicuro, ma ormai mi conosco e so che percorsi come questo è meglio che non li faccia.

Per esempio, la traversata del Catinaccio d'Antermoia è stata divertimento puro ... ma quella breve camminata sulla cresta sommitale la ricordo ancora con puro terrore  :-\

Un passaggio tipo "schiena dell'asino" c'è sulla cresta della Bagola Bianca al Pisanino, nelle Apuane. Sono riuscito a percorrerla una volta ... ma ho detto a me stesso "mai più".

Offline AGH

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Climb, è vero che sulla schiena d'asino non sono pareti verticali ma quasi. Un inciampo ed è la fine, non ti fermi più e ciao :) Non capisco invece la logica di non mettere nulla nella parte più rischiosa, quella centrale, e un pressoché inutile spezzone di cordino a sud... O la logica è quella di «spaventare» all'inizio per fare tornare indietro i più timorosi? :)

Offline climbalone

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Ho percorso il Sentiero Costanzi due volte, in entrambe il tratto dal Passo di Val Gelada al Passo di Prà Castron, in direzione da sud verso nord, quindi per quanto mi riguarda, la Schena del Mul è alla fine del percorso, non all'inizio. Questo già cambia un po' le cose, secondo me, perché lo si percorre dopo una bella scammellata con vari punti esposti, e quindi l'occhio ha fatto un po' l'abitudine.
 :)

Avere una scarpata su entrambi i lati dà fastidio perché su entrambi i lati la coda dell'occhio trasmette al cervello un'immagine il cui movimento contrasta con quella in primo piano.
Più prosaicamente, ci sono due lati verso cui cadere invece di uno solo, e nessun lato a cui appoggiarsi. Tanto per dire che il nostro cervello non è mica stupido; anzi è programmato molto bene.
 ;)

Quindi in alcune persone, come capita a giesse59, può essere superata una soglia di tolleranza, cosa che invece non accade se la scarpata è solo da un lato.
Credo sia questione di abituarsi gradualmente, vedi topic sulle vertigini.
Il rischio oggettivo (inciampo = evento tragico) penso non sia maggiore rispetto a tanti altri sentieri esposti che ci sono in montagna.

Offline Man

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Credo sia questione di abituarsi gradualmente, vedi topic sulle vertigini.

Come detto nell'altro thread, per me questa generalizzazione e' irrealistica. Sicuramente ci sono molti che si abituano gradualmente, ma altri non vincono le loro fobie con l'esperienza: una fobia e' una fobia. Ti faccio un'analogia. Io per lavoro devo usare moltissimo l'aereo. Sono molto razionale e ho ben presenti le statistiche che dicono che volare e' più' sicuro che andare per strada, eccetera; ho anche avuto lunghe conversazioni con piloti che mi hanno ripetuto cose 'rassicuranti' che peraltro già' sapevo (la ridondanza dei sistemi in aeronautica e via dicendo). Eppure ho una leggera fobia di volare e puntualmente, ogni volta che sono su, mi preoccupo per qualsiasi piccola turbolenza.
Continuo a volare, mi impongo di farlo, ma ogni volta e' la stessa cosa, senza miglioramenti.
Nello stesso modo, potrei anche andare su sentieri come la schiena d'asino cento volte (no), impormelo, pensare che e' quasi impossibile inciampare se si e' concentrati, che non cado camminando sul bordo del marciapiede che e' molto più' stretto...ma ogni singola volta me la farei sotto.  :)
Aut tace aut loquere meliora silentio (taci o di' cose che siano migliori del silenzio)

Offline AGH

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La schiena d'asino peraltro non è l'unico punto critico del Costanzi: verso il Sasso Alto c'è un altro passaggio, per fortuna breve, una crestina con burroni sui lati, dove abbiamo messo giù indecorosamente il culo per passare meglio :)

Offline Man

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Si' lo avevo notato nella relazione. Ho immaginato che non avessi messo la foto pensando ai piu' impressionabili fra di noi  :D
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Offline AGH

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questo il passaggio: in foto dice poco, in loco fa più impressione :)




Offline Alan

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sono convinto che ora lo rifaresti fischiettando...  8)
(comunque ricordo ancora la tua espressione un po dubbiosa quando abbiamo intravisto il Bonvecchio e sopratutto la serie di forcellette e traversi che ci aspettavano  ::) )
Dovrei farlo anche io.... per abbattere le mie paure!!!

Offline miki

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Dovrei farlo anche io.... per abbattere le mie paure!!!
;D ;D ;D ti ricordo che abbiamo fatto la migotti slegati poi tu hai proseguito per le bocchette senza kit da ferrata..
il costanzi è molto più tranquillo  ??? ::)

Offline climbalone

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questo il passaggio: in foto dice poco, in loco fa più impressione...
Beh, dai, un po' di "tremolìo alle gambe" lungo un paio di creste è sicuramente un prezzo più che accettabile per un sentiero spettacolare come il Costanzi, soprattutto se fatto in condizioni meteo meravigliose come quelle che avete trovato.
 ;)
Così su due piedi, mi vengono in mente alcuni altri itinerari belli con un tratto di cresta più o meno della stessa "portata" di quelli di cui abbiamo parlato:
- Catinaccio di Antermoia, ferrata ovest e est, con passaggio in cresta vicino alla cima
- Via normale a Cima Ghez
- Via normale alla Cima Ombretta Orientale
 :)

Offline Alan

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;D ;D ;D ti ricordo che abbiamo fatto la migotti slegati poi tu hai proseguito per le bocchette senza kit da ferrata..
il costanzi è molto più tranquillo  ??? ::)
Ah si?? Beh allora..........

La migotti slegato è meglio farla che legati, a meno che non procedi tiro per tiro e ti assicuri a quelle sottospecie di "soste"... :)
Cmq Miki, non ti ho più visto nè sentito... mmmmm che fine hai fatto?

Climb, portami a fare il costanzi :)!!! Ho bisogno di compagni di montagna... son stuf di girare da solo!!! Anche perchè tra un pò dimentico come si parla l'italiano......

Offline Guido

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questo il passaggio: in foto dice poco, in loco fa più impressione :)





Nella prima foto, proseguendo dritti, senza passare sotto il tetto si può salire, con un po' d'attenzione (II) esposto, al bellissimo Sasso Alto è presente anche un cordino, nella prima balza per montare sulla cresta.
"...sarà da chiedersi se esistano ancora escursionisti capaci di divertirsi sulle medie difficoltà, per trovare sè stessi anche in una giornata senza ambizioni, trascorsa serenamente all'insegna della natura più delicata." Giampaolo Sani