Autore Topic: ... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...  (Letto 9025 volte)

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Offline kobang

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #15 il: 09/08/2020 19:40 »
L'adige dovrebbe avere la redazione ai murazzi.....solo che le operatici sessuali sono più dignitose

Offline AGH

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #16 il: 09/08/2020 20:07 »
L'adige dovrebbe avere la redazione ai murazzi.....solo che le operatici sessuali sono più dignitose

 ;D ;D ;D

Offline AGH

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #17 il: 09/08/2020 20:10 »
Esatto...le cose ed il mondo cambiano e bisogna che anche i pastori e gli allevatori si adeguino senza arroccarsi sulle loro posizioni, tra il resto, mi sembra e credo, ne sono quasi convinto, che la Provincia aiuti con qualche sovvenzione a proteggersi da eventuali predatori, correggetemi se sbaglio, grazie.

non sbagli: gli aiuti sono molti, tra i princiapli i recinti gratis in comodato d'uso, il contributo fino al 90% per comprare cani da guardiania... ma molti preferiscono non fare una mazza. E allora cambino mestiere dico io... nessuno li obbliga

Offline Alex Bear

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #18 il: 10/08/2020 12:51 »
L'adige dovrebbe avere la redazione ai murazzi.....solo che le operatici sessuali sono più dignitose

 ;D ;D
I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.

Offline Alex Bear

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #19 il: 10/08/2020 12:59 »
non sbagli: gli aiuti sono molti, tra i princiapli i recinti gratis in comodato d'uso, il contributo fino al 90% per comprare cani da guardiania... ma molti preferiscono non fare una mazza. E allora cambino mestiere dico io... nessuno li obbliga

Grazie, avevo visto giusto quindi....
Certo gli agricoltori si proteggono dalle intemperie...
Quello che comunque mi fa imbestialire più di tutto è che qualsiasi animale predatore crei dei problemi debba, secondo loro, allevatori e malgari o malghesi, essere eliminato fisicamente e tolto dalla circolazione...la classica risposta è appunto "se i nostri vecchi o avi li sterminavano (i predatori, orsi e lupi in primis) un perchè ci sarà"  >:(
I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.

Offline SPIDI

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #20 il: 10/08/2020 13:45 »
Una possibile soluzione al problema sarebbe quella di riunire i piccoli greggi che vagano incustoditi sulle montagne in grandi greggi custoditi da alcuni pastori con i cani da guardiania, dividendo cosi i costi tra i vari proprietari.
 Si potrebbe anche sviluppare un sistema online tipo quello che segnala la presenza degli orsi in modo da sapere dove sono le greggi evitando così i possibili problemi con i cani da guadiania e gli escursionisti
Bisogna andare dove pochi sono andati per vedere   
ciò che pochi hanno visto

Offline bandurko

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #21 il: 10/08/2020 14:52 »
Soluzione più che sottoscrivibile. Purtroppo sembra che si vada sempre in direzione opposta a ciò che logica vorrebbe. Addirittura, mi è giunta la notizia che la forestale,ieri, nei dintorni di Brusago e di Costalta, sconsigliasse agli escursionisti accompagnati dai cani di proseguire, a causa della presenza di branchi di lupi in zona. Tanto per aumentare l'isteria collettiva.
« Ultima modifica: 10/08/2020 14:54 da bandurko »

Offline yakopuz

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #22 il: 11/08/2020 22:38 »
Argomento non facile. Sicuramente l allevamento in montagna è un un'attività faticosa e economicamente rischiosa. La perdita dei Pascoli e l l'abbandono in montagna è un grosso problema e minaccia per la biodiversità e gli ecosistemi. Se l allevamento si riducesse ulteriormente per via delle predazioni è un problema anche per gli ecosistemi di montagna.  D altra parte il ritorno dei grandi carnivori è  un segno positivo per l l'ecosistema. Trovare una convivenza difficile ma necessario.

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Offline kobang

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #23 il: 12/08/2020 07:14 »
C'è comunque da chiedersi come mai tanta enfasi e amplificazione ci sono solo in Trentino?
E' necessario ricordare che ,sia in italia che in Europa,ci sono regioni dove allevamento e predatori convivono da secoli?
Da dove poi sia nata la storia che i cani addestrati siano un pericolo per i turisti....

Offline AGH

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #24 il: 12/08/2020 08:41 »
Argomento non facile. Sicuramente l allevamento in montagna è un un'attività faticosa e economicamente rischiosa. La perdita dei Pascoli e l l'abbandono in montagna è un grosso problema e minaccia per la biodiversità e gli ecosistemi. Se l allevamento si riducesse ulteriormente per via delle predazioni è un problema anche per gli ecosistemi di montagna.  D altra parte il ritorno dei grandi carnivori è  un segno positivo per l l'ecosistema. Trovare una convivenza difficile ma necessario.

la perdita dei pascoli e degli allevamenti non costituisce alcuna "minaccia" per la biodiversità e gli ecosistemi. Semplicemente la natura si riprende gli spazi che erano suoi e autocorregge equilibri che noi abbiamo alterato.

Offline alpe

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #25 il: 12/08/2020 08:44 »
...
Da dove poi sia nata la storia che i cani addestrati siano un pericolo per i turisti....
se non ricordo male sull'Adige era uscita la notizia che alcuni pastori avrebbero acquistato i Karelian, e questi avrebbero rincorso alcuni mountain bikers

anche un dirigente PAT, interpellato allo scopo, aveva detto che la PAT stessa incentiva i cani da guardiana ma non i Karelian
« Ultima modifica: 12/08/2020 08:52 da alpe »

Offline alpe

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« Ultima modifica: 12/08/2020 08:50 da alpe »

Offline yakopuz

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Re:... l'a magnà 'l pù bèl caprìn che la pastora aveva...
« Risposta #27 il: 12/08/2020 21:38 »
la perdita dei pascoli e degli allevamenti non costituisce alcuna "minaccia" per la biodiversità e gli ecosistemi. Semplicemente la natura si riprende gli spazi che erano suoi e autocorregge equilibri che noi abbiamo alterato.
Fino a un certo punto. Quello chi si assiste oggi e in generale innalzamento di tutti gli orizzonti di vegetazione e innalzamento del limite deel bisco dovuto al cambiamento climatico. Questo in se potrebbe essere anche positivo in quanto in 200 300 anni potrebbe portare un aumento di stoccaggio di carbonio. Anche se una possibile maggiore frequenza di eventi catastrofici tipo Vaia pone qualche preoccupazione.
Questo si sovrappone un trend di intensificazione dell uso del suolo in poche aree economicante vantaggiose con tutti gli impatti che ne conseguono sugli ecosistemi i.e aree urbane fondovalli aree  agricole intensive e comprensori turistici e sciistici. Nelle aree meno vantaggiose si abbandonano pascoli e campi estensivi e si va verso la foresta compatta. Questo determina la scomparsa di specie che si sono adattate a questo ambiente che di fatto nelle nostre Alpi è determinato dall uomo da almeno 5000 anni. Si perde poi di fatto il paesaggio culurale tradizionale. È un fenomeno che è  piu marcato in posti come il veneto o le vallate piemontesi dove gli investimenti sono sempre stati incentrati nei grandi centri urbani. Molto meno in posti come l Alto Adige sua per ragioni economiche che culturali. A me il paesaggio altoatesino specialmente delle valli meno turstiche mi sembra un valore aggiunto importante. L abbandono mette tristezza anche se ha il suo fascino come documenti magistralmente nelle tue esplorazioni in Val di Cembra.

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