Autore Topic: Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto  (Letto 640 volte)

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Offline Robbert1981

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Buongiorno a tutti!
Non presento mai le mie escursioni e le mie esperienze in montagna, ma visto che sono accasato con il Covid mi pare giusto contribuire in minima parte ad un forum dove ho trovato tante informazioni.
Ecco quindi che presento la mia gita di più giorni di quest'estate 2020. Ho scelto appositamente l'Alta Via dei Silenzi, la più solitaria, proprio per stare distante dalle tribolazioni di quest'anno (ma nonostante questo,....). Le foto fatte con un vecchio cellulare non sono di grande qualità.

Partenza in data 18/08/2020.
Lasciata l'auto a Vittorio Veneto, ho preso un autobus che mi ha portato a Ponte delle Alpi (a causa di lavori sulla ferrovia, la linea era interrotta).
Da qui ho fatto il primo cambio prendendo il treno direzione Calalzo di Cadore.
E poi ho preso la mia seconda coincidenza: nuovo autobus da Calalzo di Cadore a Cima Sappada.
Le coincidenze sono più d'una ma sono abbastanza ravvicinate quindi in 3/4 ore al massimo si riesce dalla fine dell'AV6 a raggiungerne il suo inizio.

Il tracciato originale dell'Alta Via n°6 trovato al rifugio Sorgenti del Piave


1° giorno: da Cima Sappada al rifugio Sorgenti del Piave - 9 km, 550 D+

Molti saltano la tappa del primo giorno perché il secondo giorno si tornerebbe comunque a Sappada e perché la salita è in gran parte su asfalto, ma non mi pento di averla fatta: la strada è si su asfalto, ma è piacevole e non trafficata ed è un'ottima prima tappa per scaldare i muscoli per le tappe successive e breve il giusto per poterla affrontare anche il pomeriggio. Il rifugio Sorgenti del Piave è accogliente, prezzi onesti e si sta bene. Consigliato.

La partenza sotto la pioggia non è delle migliori


Però poi il cielo si apre e il Monte Prealba inizia a farsi ammirare. La strada lungo l'asfalto è piacevole e le auto sono rare.


Le sorgenti del Piave, destinazione della prima tappa


2° giorno: Da Rifugio Sorgenti del Piave - Laghetti d'Olbe - Sappada - Passo Elbel - Rifugio Fratelli De Gasperi - 23 km, 1500 D+

Il secondo giorno dal rifugio Sorgenti del Piave a quota 1800m si sale ai 2300m del Passo del Mulo per una salita a tratti ripida. Non incontro nessuno, ma è ancora presto e io sono già alto di quota.

Dal Passo del Mulo a nord lo sguardo spazia sul Monte Prealba (a dx) e sul confine austriaco che passa lungo la cresta di quelle montagne verdi e regolari.


Mentre a sud i bei laghetti d'Olbe luccicano con una chiesetta in posizione panoramica. Più distanti invece le future mete del mio viaggio.


Dal Passo del Mulo bisogna perdere 1200m di quota per tornare a Sappada e puntare verso sud. La discesa dai laghetti d'Olbe inizia a esser ripida, prima su sentiero e poi su pista da sci lungo una stradina cementata che mette alla prova le gambe a causa della sua rigidità. Via via che mi avvicino a Sappada inizio a trovare sempre più gruppi e famiglie in gita.


Attraverso Sappada ortogonalmente fra stradine e ciclabili e imbocco il vallone di Enghe all'inizio lungo una strada sterrata di esbosco (danni di Vaia anche qui) e poi lungo un sentiero che si appoggia alle pareti di sinistra della foto.


Sentiero ripido, ma non difficile. Si raggiunge dapprima una bella cascatella benefica dove riposarsi e poi, superato lo spallone, si raggiunge il circo glaciale di passo Elbel. Foto verso nord, Sappada è laggiù.


Da qui con qualche saliscendi in mezzo al bosco si raggiunge il rifugio Fratelli de Gasperi da cui la vista spazia sulla Valle di Tolmezzo. Rifugio ottimamente gestito, lo consiglio vivamente.
« Ultima modifica: 15/11/2020 13:30 da Robbert1981 »

Offline Robbert1981

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #1 il: 20/11/2020 15:57 »
3° giorno: Da Rifugio Fratelli De Gasperi - Forcella Lavardet - Rifugio Tenente Fabbro - Casara Doana - Passo del Landro - Albergo Cridola - Rifugio Giaf - 30Km - 1400 D+

Questa sulla carta doveva essere una semplice tappa di trasferimento. Studiando la cartina (in rete non si trovano molte informazioni sull'AV6, figuriamoci una traccia gps), sembrava una tappa non troppo lunga e con dislivelli minimi. E invece non bisogna mai sottovalutare il percorso.

Alba dal rifugio


Dal rifugio Fratelli De Gasperi ho rifatto il percorso del giorno prima fino a raggiungere Casera Mimoias per poi cambiare strada e risalire la Val Pesarina. Qui in foto i ruderi delle stalle proprio sotto le creste del Mimoias.


Il percorso si snoda prima su sentiero e poi lungamente per carrarecce e strade sterrate.
Anche qui sono presenti gli schianti avvenuti ad opera di Vaia, ma sono meno insistenti di quelli trovati il giorno prima a Sappada. La strada che fino a questo momento è stata in leggera discesa risale prima per comoda sterrata a Forcella Lavardet e poi scende sempre lungamente per strade sterrate che attraversano boschi silenziosi ed isolati. Non incontro nessuno. Il nome Alta Via dei Silenzi qui acquista il suo perché. Bellissimi posti adatti a facili escursioni e giri in mtb, ma da quanto ho capito la strada statale sul fondo della valle è a traffico limitato, zone quindi difficilmente accessibili.
Si torna quindi a salire sempre per strade sterrate fino al Valico di Cima Ciampigotto dove, dopo 13 km, incrocio una strada asfaltata e le prime persone. Qui se si vuole si può smezzare la tappa. E' presente il Rifugio Tenente Fabbro. Più un alberghetto che un rifugio in realtà.

La Val Pesarina che si costeggia sempre sul versante destro in risalita. I monti rocciosi sullo sfondo sono il Monte Tudaio di Razzo e il Monte Tiarfin. Zone che l'AV6 aggirerà sulla destra scendendo al passo della Mauria.


Su queste sterrate non si fa troppo fatica e si macinano km


Posti ameni e bellissimi. Prati sotto il Monte Pupera Valgrande e il Monte Brentoni


Sotto il Monte Tudaio di Razzo e il Monte Tiarfin in prossimità del Valico di Cima Ciampigotto


Dal Valico di Cima Ciampigotto bisognerebbe seguire la strada asfaltata in discesa verso est per qualche km e poi risalire la sterrata fino a Casara Doana. Cercando di accorciare la strada, individuo su carta un sentiero che parte dal valico e scende più diretto affiancando l'impluvio di un torrente. Il sentiero in realtà è messo un po' male, squassato da qualche alluvione, ma in breve mi permette di raggiungere il fondo della valle e di prendere l'ennesima sterrata (stavolta più pendente) che mi porta ai 1950 m di quota di Casara Doana, punto più alto della tappa di oggi. Il posto è caratterizzato da uno splendido pascolo con una casara ristrutturata e in funzione. La vista spazia dai monti vicini fino alle Dolomiti Venete.

Casara Doana


La vista sopra a Casara Doana. Quelli in primo piano dovrebbero essere Monte Schiavon e Monte Pupera Valgrande, mentre in lontananza Tre Cime e Cristallo


Il percorso da Casara Doana continua in un susseguirsi di saliscendi che avevo sottovalutato. Anche se i sentieri sono facili, la traccia è poco battuta e segnata male. Qualche segno sbiadito, qualche fettuccia ogni tanto indicano che il passaggio è veramente rado.
Bisogna ragionare e cercare la traccia. A volte credo di essere in un punto della cartina, ma le curve di livello o la direzione di una curva del sentiero poi mi smentiscono. La stanchezza poi ci mette del suo.
Finalmente mi ritrovo e individuo un nuovo taglio che mi permette di evitare Passo della Mauria risparmiando qualche Km a fronte di un po' di dislivello in più. La traccia è un po' labile e ripida, ma la direzione è una sola, non si può sbagliare: spunto così dietro l'Albergo Cridola. Da qui attraverso la statale, poi supero il Tagliamento che qui è solo rigagnolo e proseguo verso sud in direzione Forni di Sopra.
Qualche km prima dell'abitato incrocio la strada e poi il sentiero abbastanza ripido che conduce al rifugio Giaf. E' una giornata calda anche a 1000m di quota e sono abbastanza cotto dopo 8 ore di cammino. Fortunatamente trovo all'imbocco del sentiero una fontanella benefica che permette di ristorarmi. Risalgono pigramente il sentiero mentre incrocio parecchie persone in discesa.
Ormai giunto mi concedo una radler osservando i paretoni dei Monfalconi fare bella mostra di sé.

Rifugio carino, nuova gestione simpatica ed entusiasta. Consigliato.

Tratto fatto in discesa con qualche fettuccia appesa agli alberi. Con la nebbia sarebbe stata ben più dura trovare la strada


Sotto il Rifugio Giaf

Offline AGH

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #2 il: 21/11/2020 07:28 »
Buongiorno a tutti!
Non presento mai le mie escursioni e le mie esperienze in montagna, ma visto che sono accasato con il Covid mi pare giusto contribuire in minima parte ad un forum dove ho trovato tante informazioni.

bene, bravo... certo che farti vivo dopo 6 anni dall'iscrizione.... :(((

Offline Robbert1981

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #3 il: 21/11/2020 15:02 »
4° giorno: Da Rifugio Giaf - Forcella Scodavacca - rifugio Padova - Fosso degli Elmi - Forcella Spè - Casera Laghet de Sora - 17 km - 1700m D+

Finalmente si entra nel cuore dell'AV6. Il motivo per cui ho scelto questa Alta Via è ammirare questi gruppi montuosi tanto selvaggi e isolati.
Dal rifugio Giaf l'AV6 si divide e presenta alcune varianti che portano o al rifugio Padova o al rifugio Pordenone su due distinti versanti degli Spalti di Toro. Nonostante siamo nel parco delle Dolomiti Friulane molti sentieri sono lasciati a se stessi e l'erosione fa il suo corso rendendoli in molti casi impraticabili. Essendo la prima volta che mi addentro in questi luoghi scelgo la variante più semplice che passa sul versante nord degli Spalti di Toro e affianca il Monte Cridola.
Dal rifugio Giaf parte una salita di 600m abbastanza ripida che si fa sentire sulle gambe ancora intorpidite per scavallare la forcella Scodavacca.
Alte pareti e ghiaie tutt'attorno. Bellissimo posto. In discesa la sassaia cede spazio prima ai mughi e poi a boschi di faggi ed abeti prima di arrivare al rifugio Padova: luogo bucolico pieno di famiglie dove un ristoro è d'obbligo.

Salendo a forcella Scodavacca vista sugli Spalti di Toro da nord


La sassaia a forcella Scodavacca


Bivio a forcella Scodavacca. Verso nord si risale il Cridola


Rifugio Padova


Dal rifugio Padova il percorso per raggiungere il rifugio Tita Barba si fa ondulato con diversi saliscendi nel caldo del bosco. Più mi allontano dal rifugio più le persone diminuiscono. Saranno i rari segni, sarà la stanchezza o la distrazione, ma nell'attraversamento di un ruscello invece di continuare lungo il sentiero principale vedo un segno bianco-rosso che risale il canale e lo imbocco. In realtà ho sbagliato sentiero, ne ho preso uno più impegnativo che taglia il rifugio Tita Barba e risalendo il Fosso degli Elmi raggiunge comunque la mia prossima meta che è Forcella Spè..
Il sentiero si fa via via più pendente, prima lungo il torrente nel bosco e poi risalendo un canale ghiaioso reso faticoso anche dal sole a picco. Uscito dal canale giungo in un bellissimo lariceto dove mi concedo una siesta in vista di Forcella Spé.

Il Fosso degli Elmi all'inizio è un torrentello invitante,...


Dal basso vista sul Cadin di Toro e sul Cadin degli Elmi


Il lariceto con magri pascoli e in fondo il prossimo obiettivo: Forcella Spè


Raggiunta forcella Spé si entra in un altro ambiente. Il silenzio impressiona e un po' intimorisce, nemmeno gli uccellini si fanno sentire. Siamo nel cuore del parco delle Dolomiti Friulane dove la wilderness è prepotente e preponderante. No strade, no impianti, no affollamenti, proprio quello che cercavo e che ormai altre Alte Vie hanno perso.
Il sentiero dalla forcella diventa subito mal messo già all'inizio della discesa: no roccia, no erba bensì si cammina su sabbia. Fortunatamente il tratto sabbioso dura poco, poi si torna a camminare in un sentierino fra i mughi, ma bisogna stare all'occhio per non sbagliare traccia, i segni sono radi e scoloriti. Qualche traverso e attraversamento di canaloni richiedono un po' più di attenzione, ma con il bel tempo non ci sono grossi problemi. Attraverso qualche valletta e qualche forcella in questa maniera (Val Misera, Val di Laris, forcella di Pedescagno) e girato l'angolo individuo finalmente la meta della giornata: Casera Laghet de Sora. In mezz'ora sono lì.
Una serata in bivacco proprio ci voleva: mi godo una meritata cena con tramonto sulle Postegae e sul Pramaggiore e una stellata come non ne vedevo da tanto tempo.

La vista verso sud da Forcella Spé


L'inizi della discesa da Forcella Spé


Ogni tanto qualche segnale si trova...


Il ravanamento è d'obbligo qui


Il percorso fatto a ritroso


Traverso sotto Cima dei Frassin


Casera Laghet de Sora con dietro illuminate le pareti di Cima dei Preti


Cima dei Frassin e un manto di stelle sopra la testa



« Ultima modifica: 21/11/2020 15:21 da Robbert1981 »

Offline southernman

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #4 il: 21/11/2020 20:35 »
La Tacca della Cridola, risalita dal Giaf e discesa dal ghiaione che riporta a Scodavacca. Forse l'escursione più impegnativa che ho mai fatto, e nella quale sono andato più in difficoltà. Anche se non la rifarei, sono contento di averla fatta

Offline Robbert1981

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #5 il: 24/11/2020 18:22 »
5° giorno: Da Casera Laghet de Sora - Val Cimoliana - Ponte Compol - Forcella Duranno - Rif. Maniago - 20 km - 1600m D+

Eccoci arrivati alla tappa clou dell'AV6. Avevo studiato questa tappa a tavolino per ben benino. L'AV6 proseguirebbe infatti in quota partendo da Casera Laghet de Sora e scavallando 3 forcelle: forcella dei Drap, forcella dei Cacciatori e forcella Compol prima di raggiungere il Bivacco Greselin. Il percorso, dalle informazioni recuperate in rete, è degradato e non più mantenuto: segni radi e sentiero eroso mi lasciavano un po' perplesso, ma l'idea era comunque di raggiungere il bivacco Greselin e poi scendere a Ponte Compol e quindi a Cimolais. Si perché dal bivacco Greselin il percorso originale rimarrebbe in quota, scavallerebbe forcella dei Frati e poi raggiungerebbe forcella Duranno. Peccato che questo pezzo sia messo anche peggio e quindi scartato a priori.
Le previsioni meteo però mi tolgono ogni dubbio: sono previsti i tipici temporali estivi dal primo pomeriggio. Cambio quindi al volo il percorso e decido di scendere diretto in Val Cimoliana attraverso il sentiero 390 lungo un sentiero piacevole e che attraversa una diversità di ambienti incredibile. Mi scoccia non aver proseguito nella parte più selvaggia che aggira Cima dei Preti, ma anche il giro B non è affatto male.
La Val Cimoliana in fondo al sentiero è veramente spettacolare. Si cammina per questa stradina asfaltata con il naso letteralmente all'insù catturato da pareti, anfratti, piani inclinati. Una meraviglia per gli occhi!
Dopo qualche km arrivo a Ponte Compol e da lì inizia il salitone di giornata: 1500m fino a forcella Duranno passando per casara Lodina. Salendo, il tempo nel frattempo si annuvola. Quasi in forcella sento i primi brontolii, per fortuna sono quasi in cima. Poi in discesa corricchiando qua e là riesco ad arrivare al rifugio Maniago prima del sopraggiungere del temporale.
Rifugio Maniago che mi sento di sconsigliare per la scortesia dei proprietari. L'avessi saputo sarei sceso di altri 500m al rifugio Casera Mela.
Pochissime foto oggi. Avevo il cell scarico.

Cima dei Preti quasi dal fondo della Val Cimoliana


Tramonto post temporale dal rifugio Maniago


6° giorno: Da rif. Maniago - Val Zemola - Erto - Cimolais - 16 km - 300m D+

Oggi meritata tappa relax. :)
Dal rifugio Maniago l'AV6 discende la Val Zemola. Me la prendo con molta calma. Il percorso anche qui è molto bello prima per boschi rilassanti, poi il fondo ghiaioso del torrente Zemola e poi dove la valle si stringe e diventa forra ci si accosta alle pareti prima su strada sterrata e poi su asfalto. Arrivo a Erto, il caldo è arrivato anche qui. Faccio un po' di provviste in un negozietto e poi inizio a cercare un posto dove dormire,
Dopo qualche chiamata trovo posto solo a Cimolais. Ci sarei dovuto arrivare il giorno dopo, ma poco male, ho il pomeriggio per farmi con calma gli 8 km di statale che separano Erto da Cimolais. Sapevo che le difficoltà di questa alta via risiedevano anche nei trasferimenti.

Dalle Giare in Val Zemola vista sul Duranno (a destra forcella Duranno)


Tipica foto da Alta Via!


Cimolais


@southernman: avevo buttato l'occhio al percorso della Tacca del Cridola arrivato a Forcella Scodavacca ed ero contento di non doverci risalire :)

Offline Luca_BZ

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #6 il: 25/11/2020 21:22 »
4° giorno: Da Rifugio Giaf - Forcella Scodavacca - rifugio Padova - Fosso degli Elmi - Forcella Spè - Casera Laghet de Sora - 17 km - 1700m D+

Una serata in bivacco proprio ci voleva: mi godo una meritata cena con tramonto sulle Postegae e sul Pramaggiore e una stellata come non ne vedevo da tanto tempo.

Cima dei Frassin e un manto di stelle sopra la testa


Molto bella la foto stellata. In basso a destra la macchia biancastra oblunga è M31, la galassia di Andromeda.
È la compagnia della nostra via Lattea e fra un paio di miliardi di anni ci entreremo in collisione con risultati simili a quelli mostrati da questa simulazione calcolata con un supercomputer https://www.youtube.com/watch?v=QcDtJ_-jdMw

Offline pianmasan

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Re:Alta Via dei Silenzi n°6 - Da Sappada a Vittorio Veneto
« Risposta #7 il: Ieri alle 03:41 pm »
Citazione
Molto bella la foto stellata. In basso a destra la macchia biancastra oblunga è M31, la galassia di Andromeda.
Chissà che silenzio in quella alta via!