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Aeroporti della Grande Guerra in Trentino - Alto Adige

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AGH:
C’erano molte aviosuperfici durante la Grande Guerra nel territorio austroungarico, più vari campi di atterraggio di fortuna. Molti trentini conoscono solo gli aeroporti di Gardolo e del Ciré di Pergine, ma in realtà ce n’erano molti altri. Soprattutto in Valsugana, tra Caldonazzo e Levico, a Novaledo, Ospedaletto, Grigno, ma anche in Bleggio nel Lomaso, in Primiero a Tonadico, in valle del Chiese a Lodrone e Storo, in Val di Sole a Croviana. In Alto Adige (o Sudtirol) c’erano aviosuperfici a Egna, Ora, Bolzano, Bressanone, e due in val Pusteria a Brunico e Dobbiaco.
Sono 18 in tutto: li ho raccolti in questa mappa

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Per ulteriori dettagli rimando al bel sito http://www.ilfrontedelcielo.it/, ricco di informazioni

prabolin:
Buondì Ale, "girovagando" sono inciampato in questo splendido post e, vivendo in val di Fiemme, non ho potuto non notare (scusa il giro di parole) che non hai menzionato tra le aviosuperfici militari del periodo bellico la pista che c'era a Predazzo, sulla cosiddetta piana, in pratica le enormi distese verdi che puoi notare a destra una volta passato il ponte sull'Avisio mentre percorri il lungo rettilineo d'ingresso al paese.
Di notevole interesse, ed a riprova dell'esistenza del campo d'aviazione, ci sono ancora due terrapieni a forma quadrata, circa m.10x10 per due d'altezza, che al tempo servivano come ricovero protetto per i fusti del carburante.
Ti ringrazio per l'attenzione, a presto!

roberto

AGH:
Grazie, non sapevo della pista di Predazzo, ma c'è online qualche riferimento storico? Non credo fosse una aviosuperficie operativa, come quello di Cirè per capirci, sarebbe interessante saperne di più, grazie. Forse erano campi di atterraggio di fortuna...

PS: Quali sarebbero i terrapieni? Uno è forse quello segnato nella immagine?

PassoVeloce:
Ah interessante...ho un libro delle linee ferroviarie costruite durante la guerra in particolare della Valsugana.. mi pare ci siano anche gli aeroporti..devo vedere!

prabolin:
Si, è proprio quello cerchiato...  ora mi fai arrossire, chissà perchè nel mio immaginario ne contavo due... per quanto ne so, e sono indicazioni orali tramandate dai "vecchi" della valle e da chi è stato loro accanto come il famoso Giulio Avi del quale debbo ancora relazionare, per quanto ne so dicevo, era una aviosuperficie alla quale facevano riferimento i ricognitori che sorvolavano e fotografavano il fronte dal Lagorai a quello dolomitico, Bocche, Marmolada, passo S.Pellegrino, ecc.
Ho decine di immagini nella testa, viste un pò ovunque, dal Museo di Rovereto ad un'inaspettata ricostruzione bellica del fronte visitata al Festung a Salisburgo, ma in particolare mi ha colpito una vista dall'alto del Lastè di Lusia scattata, diceva la didascalia, da ricognitori italiani nell'inverno del '16 famoso per le copiose nevicate; ebbene, dal passo Lusia alla cima del Lastè cioè circa un paio di chilometri, il camminamento era tutto in galleria sotto alla neve e da sopra si vedevano chiaramente ad intervalli regolari i camini per l'aerazione.
Cose da brividi... Cosa non hanno visto e cosa non è accaduto su queste nostre martoriate montagne...

roberto

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