Autore Topic: [CIMA D'ASTA] Conte Moro 2407 dalla meravigliosa Val Reganel - Vanoi  (Letto 9327 volte)

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Offline AGH

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Lago di Reganel

Proseguo “l’esplorazione” del Gruppo di Cima d’Asta. Dopo la meravigliosa salita al Monte Corma 2507 nella parte nord occidentale, decido di salire il Conte Moro, la cima più elevata nella parte orientale coi suoi 2407 metri.

Raggiunta Caoria nel Vanoi, parcheggio l’auto nei pressi del Ponte Belfe m 860. Quindi inizio a salire col sentiero 383, che già conosco per averlo fatto qualche anno fa salendo ai meravigliosi Laghi di Reganel. Il sentiero è bello e sale non troppo ripido a zig zag. A un bivio non segnato sbaglio direzione e salgo fino ai Masi di Reganel 1237, dove mi rendo conto di essere fuori strada ma soprattutto troppo alto. Il nuovo proprietario, un padovano con famiglia al seguito, sta mettendo a posto il tetto, molto gentilmente mi offre una birra, dice che è rarissimo che passi gente  ;D. Debbo declinare l'allettante offerta, altrimenti non mi muoverei più.


Masi di Reganel


Il bellissimo maso ristrutturato

Arrivo ad una strada forestale non segnata sulla Kompass, quindi ravano verso dei masi e per sentierello calo finalmente sul fondovalle ritrovando il sentiero. Riprendo la marcia ma poi arriva un tratto davvero infame che ricordavo solo vagamente: il sentiero sbuca nel fondovalle vicino al rio e attraversa un micidiale macereto invaso dalla vegetazione alta fino al petto, perdipiù pieno di ortiche “cattivissime” che pungono addirittura attraverso i pantaloni lunghi” I pochissimi e sbiaditi segni a terra sono inghiottiti dall’erba e non si vede nulla. Perciò avanzo intuendo la direzione solo perché l’erba è leggermente piegata da qualche raro bipede che, evidentemente, è passato in precedenza. Il fondo del sentiero è infido, scivoloso e pieni di buchi, il caldo è africano e avanzo con cautela per non pigliare storte tra la vegetazione quasi equatoriale. Segno che di qui ci passa ben poca gente. Un machete farebbe indubbiamente comodo.


Il terrifcante tratto nel fondovalle, con sentiero pressoché invisibile nell'erba alta fino al petto (anche ortiche pungigliose)

Dopo questa penosa traversata riguadagno finalmente il bosco, dove riappaiono i segni del sentiero. Dopo una breve salita, ohibò, sbuco su una nuova strada forestale che non ricordavo assolutamente: un cartello indica “Svaizera”. Ottimo mi dico, averlo saputo prima mi risparmiavo la giungla di ortiche. La tengo buona come opzione per il ritorno.


Superato la zona infame del fondovalle, ci si alza di quota e col panorama di comincia a ragionare... Nella foto le Pale emergono dall'orizzonte


Distese di fiori

Riprendo la marcia, il sentiero sale a zig zag con tratti acquitrinosi fino al bivio col ponticello per il bivacco Reganel. L’idea era di salire alla Cima di Mezzogiorno e poi percorrere l’ignota dorsale fino al Conte Moro, ma Angela mi aveva avvisato che il percorso è rognoso per via di orribili selve di ontani. La ravanata infame appena fatta in basso tra le ortiche mi ha calmato i bollori e quindi, vista l’ora un po’ tarda, decido di salire più comodamente dai laghi per tornare a fare qualche bella foto in quei posti meravigliosi.


La lunga dorsale che collega Cima di Mezzogiorno (a sx, non inquadrata) con il Conte Moro a dx

Salgo ancora di quota e dopo un altro tratto con erba altissima e acquitrini arrivo finalmente al Lago Reganel basso 1854, una meraviglia assoluta. La volta precedente ci ero passato che era in ombra, ora col sole è una magnificenza. Mi fermo a fare un po’ di foto poi risalgo per un valloncello sotto a un poderoso roccione invaso ancora da erba alta (e daje) per sbucare in una bella radura pianeggiante, percorsa da sinuosi torrentelli.


Lago Reganel basso


Ancora erba alta!


Lago Reganel basso ripreso dalla riva sud


Ancora il Lago Reganel dall'alto, salendo al lago Reganel superiore: sullo sfondo da sx il Lagorai orientale e il Cimon della Pala (Pale di S. Martino)

Quindi ancora salita per costone ripido, con segni del sentiero rari e sbiaditi, che bisogna cercare con qualche attenzione in più per non perdere la traccia. Risalgo infine una facile valletta ed eccomi finalmente al Lago di Reganel superiore m 2097. E’ uno dei posti più meravigliosi di queste zone che abbia mai visto.


Lago Reganel alto

La fatica è stata parecchia, anche per il caldo afoso e il dislivello non proprio banale di 1250 metri (1350 con l’errore della salita ai Masi Reganel). Mi fermo a fare foto e sosta panini in questo paradiso in terra. Dopo la pausa riprendo il cammino seguendo i rari segni del sentiero 383 che si inerpica per balze rocciose e pratose per congiungersi con una strada militare che sale con alcuni tornanti.


Lago Reganel dall'alto, salendo verso la dorsale est del Conte Moro


Raggiunta la dorsale, eccomi affacciato verso la Val Viosa

A quota 2230, dove inizia il traversone sul versante nord del Conte Moro verso la forcella omonima, abbandono il sentiero e risalgo liberamente per costone ripido fino a raggiungere il crinale ad est della cima. Tenendomi sulla dorsale verso Val Viosa, risalgo senza grosse difficoltà fino alla cima del Conte Moro m 2407.


Dalla dorsale est del Conte Moro verso Lago Reganel, sullo sfondo la cresta del Col del Vento che conduce a Cima d'Asta (a sx) al centro la serie di cime con lo Spiadon a dx


Cima Conte Moro: le nebbie avanzano rapidamente provenienti da Cima d'Asta, meglio filare

Panorama immenso e meraviglioso ma l’ora tarda e nuvolaglie minacciose all’orizzonte mi impongono una rapida decisione sul che fare. Nebbioni arrivano rapidamente da Cima d’Asta e si riversano rapidiamente a mo’ di valanga in Val Viosa. Scarto subito l’idea di salire il Col dela Cros per poi calare in Val Regana, una discesa per costone ripido con  baratri ai lati, che con scarsa visibilità è meglio evitare. Potrei tentare di rientrare dalla Val Viosa, fatta in salita anni anni e che avevo soprannominato “inferno verde” per l'impraticabilità dei sentieri inghiottiti da vegetazione e frane, ma l’idea di infognarmi con poche ore luce disponibili non mi attrae particolarmente. Se il sentiero ufficiale è in queste condizioni precarie, figuriamoci le tracce dei vecchi sentieri militari!


Alla forcella Conte Moro, prendo il sentiero che traversa il versante nord della cima omonima, per tornare già al lago Reganel


Ancora Lago Reganel dall'alto


Sempre lui: Lago Reganel, màssa bel :D

Decido quindi per la via più semplice e meno rischiosa, ovvero rientrare da dove sono salito.
Calo rapidamente dal Conte Moro dal versante ovest per tracce di sentiero, quindi torno giù ai laghi facendo la via di salita a ritroso. Quando arrivo sulla forestale, per evitare il tratto infame “urticante” mi sciroppo il rientro fino a Svaizera e quindi giù fino Ponte Belfe dove ho la macchina. Arrivo che sono quasi e 21, anche stavolta è andata liscia :)


Il percorso

Conclusioni: escursione decisamente impegnativa per lunghezza e dislivello, complici anche  il caldo africano e il faticoso sentiero invaso per lunghi tratti dalla vegetazione alta. La sfacchinata però vale sicuramente la pena: si arriva in una delle zone più belle e selvagge del Vanoi, con due meravigliosi laghetti e i maestosi paesaggi del Gruppo di Cima d’Asta. PS: i sentieri segnati sulle Kompass sono notevolmente sbagliati, bisogna seguire i (pochi) segni a terra. Dislivello 1550, sviluppo 22 km.
PPS: la giungla di ortiche è evitabile salendo col sentiero ai masi di Reganel e quindi guadagnando in breve la strada forestale a monte che bypassa il sentiero di fondovalle
« Ultima modifica: 16/07/2015 21:47 da AGH »
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Direi molto belli i 2 laghi visitati,un gran bel giro insomma,belle anche le foto,hai fatto bene a non prendere la birra! :D Riguardo poi alla Kompass,osservando alla mano la 626 e le mappe presenti qui sul sito,molto utili tra il resto,già noto delle sostanziali differenze,considera che l'ho acquistata al massimo 4 anni fa,non è la prima volta che accade che vi sono delle diseguaglianze notevoli e,purtroppo, temo che non sarà nemmeno l'ultima.

Offline AGH

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la Kompass online è corretta (1° allegato), la kompass cartacea 626 no! (2 allegato).
Nel secondo allegato della komass cartacea si vede il sentiero 383 che passerebbe dal bivacco reganel per salire verso il conte moro (un proba bile sentiero militare non più rintracciaible) mentre invece (traccia viola del gps) il sentiero e i segni a terra salgono molto più a ovest toccando i due laghi. Se uno si fida della Kompass di carta, si va a infognare alla grande....
« Ultima modifica: 16/07/2015 16:16 da AGH »
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la Kompass online è corretta (1° allegato), la kompass cartacea 626 no! (2 allegato).
Nel secondo allegato della komass cartacea si vede il sentiero 383 che passerebbe dal bivacco reganel per salire verso il conte moro (un proba bile sentiero militare non più rintracciaible) mentre invece (traccia viola del gps) il sentiero e i segni a terra salgono molto più a ovest toccando i due laghi. Se uno si fida della Kompass di carta, si va a infognare alla grande....
infatti,è proprio così...vatti a fidare delle cartine! Dovrò fare attenzione se decido di fare un giro da quelle parti ;)

Offline Matteo Nicolin

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Gran bel giro! Io in settimana Cimon Rava, già pregusto sudore e gioie... ;D
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La realtà è il cinque per cento della vita. L'uomo deve sognare per salvarsi.

Walter Bonatti


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Offline NicolaBassano

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Buongiorno a tutti. Vorrei fare l'anello ponte Belfe, Conte Moro, forcella Regana e giu, rientro per val Regana. Ho capito che in forcella ci sarebbe un tratto "attrezzato": volevo capire se si tratta di un passaggio impegnativo, da disarrampicare, per capirsi, o se si tratta di uno dei tanti spezzoni di corda fissa che sono più che altro un corrimano per i piu timorosi. Nell'ottica anche di andare con il cane e di avere quindi una mano libera. Grazie

Offline kobang

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Se vai col cane dove ci sono quelli che chiami corrimano,utilizza il set di assicurazione sul cordino.....se tu non sei "timoroso" basta che il cane faccia uno scarto e sei giuù.Di solito evito di dare giudizi o consigli,però come ex del CNSAS mi permetto di ricordare che di questi tempi la caduta di sassi è frequente.Se sei legato in un tratto (anche poco esposto) e se non ti sfonda il cranio,non vai giù;altrimenti basta un sasso come una noce per farti barcollare e cadere.Non volermene,magari sei capace di fare il 6+ mani intasca,ma serve davvero poco a farsi male e per evitarlo basta in certi casi proprio usare correttamente le protezioni....Buone gite!

Offline AGH

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Buongiorno a tutti. Vorrei fare l'anello ponte Belfe, Conte Moro, forcella Regana e giu, rientro per val Regana. Ho capito che in forcella ci sarebbe un tratto "attrezzato": volevo capire se si tratta di un passaggio impegnativo, da disarrampicare, per capirsi, o se si tratta di uno dei tanti spezzoni di corda fissa che sono più che altro un corrimano per i piu timorosi. Nell'ottica anche di andare con il cane e di avere quindi una mano libera. Grazie

per quello che mi ricordo, sono passato ormai qualche anno fa, c'è solo un breve spezzone di corda su un tratto non particolarmente impegnativo. Il sentiero invece è molto ripido con qualche tratto esposti, nulla di tragico ma serve passo sicuro. Riguardo il cane non saprei dire perché non ho cani, ma questo complica le cose se non è un cane molto abituato a percorsi impegnativi
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Offline NicolaBassano

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Grazie a tutti. Non mi porto il cane dove può essere un pericolo per me, per lui o per altri. Talvolta si programmano begli itinerari, non esposti, lunghi e "sicuri"....dove magari, solo per 10 metri, c è un tratto attrezzato o esposto che può diventare fatale o rovinare la vita. Chiaro che poi il giudizio su quanto sia pericoloso è soggettivo in certa misura. Non conoscendo e non avendo reperito foto su quel passaggio specifico, volevo quindi una "opinione" di massima da chi lo ha percorso. E mi pare di capire che, per il cane, non sia il caso, nel senso che, anche per un cane "montanaro", un  colpo di pazzia o incertezza potrebbe avere gravi conseguenze, vista la conformazione del passaggio. Quanto a me, un cordino di sicurezza con moschettoni lo ho sempre. Vi ringrazio.

Offline pianmasan

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Concordo con AGH. Il tratto sotto il Col de la Cros è il più impegnativo per un breve passaggio attrezzato con cordino e in generale per l'esposizione.
Qui la descrizione del E387 (malga Marande-f.lla Passetto) sul sito della SAT, che comprende anche il tratto in questione https://trentino.webmapp.it/#/main/details/sentieri_tratte-1018
La salita per la val Reganel è faticosa ma appagante, specialmente dai laghetti in su. Consiglio una breve digressione al bivacco Reganel.

Offline NicolaBassano

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Grazie, non conoscevo il sito SAT. Molto utile!

Offline AGH

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Talvolta si programmano begli itinerari, non esposti, lunghi e "sicuri"....dove magari, solo per 10 metri, c è un tratto attrezzato o esposto che può diventare fatale o rovinare la vita.

hai detto proprio bene: alle volte basta una sciocchezza perché una gita spensierata in montagna si trasformi in un istante in tragedia :(
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